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Effetto Covis sulla qualità dell’ambiente

di: redazione

Il rapporto tecnico, appena pubblicato da Arpa Piemonte, prende in esame le variazioni delle pressioni emissive, meteorologia e stato della qualità dell’aria per verificare l’influenza dei provvedimenti riguardanti l’emergenza COVID-19. Nel periodo marzo-aprile 2020 le emissioni inquinanti in atmosfera registrano una significativa diminuzione degli inquinanti PM10 primario e ossidi di azoto rispetto alla norma degli altri anni..

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Asti cambia (?)

di: Marco Castaldo

Quasi una settimana fa Asti cambia ha proposto l’interessante iniziativa della pedalata con l’arrivo al parco del Borbore insieme a tanti cittadini interessati alle modalità di fruizione della mobilità astigiana. Asti cambia è una rete di associazioni che promuove la realizzazione e l’utilizzo di piste ciclabili per un concetto di mobilità più sano e sicuro. L’utilizzo della bicicletta per gli spostamenti cittadini non risiede certamente nella cultura dell’italianità e solo negli ultimi vent’anni si può dire che ci sia stata una sorta di “scoperta” di questo mezzo. Nei tempi precedenti, infatti, la bicicletta la si utilizzava perché non si avevano sufficientemente risorse economiche per acquistare un’automobile; era il mezzo di spostamento economico che quasi tutti potevano permettersi. Negli anni 80, in Danimarca, mi sono davvero stupito di vedere bambini, giovani e adulti, anche non più giovanissimi, tutti insieme, per le vie di Copenaghen con il rispetto più assoluto da parte di tutti gli altri mezzi motorizzati. Loro si, l’utilizzo delle due ruote ce l’hanno proprio nel sangue.

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Osservazioni sulla normativa del patrimonio culturale

di: Consiglio Superiore Beni Culturali E Paesaggistici (estratto)

Il Consiglio Superiore formula le seguenti osservazioni preliminari sulla semplificazione normativa e amministrativa in materia di patrimonio culturale, riservandosi di elaborare proposte o esprimere pareri specifici quando sarà reso noto un testo normativo da parte del Governo, intervenendo sui seguenti ambiti:

  1. Esclusione di sanatorie, condoni e automatismi autorizzativi.
  2. Procedimenti acceleraticarenza di organico.
  3. Liberalizzazioni amministrative.
  4. Revisione del codice dei beni culturali.
  5. Radicale semplificazione delle norme e delle procedure di aggiudicazione dei contratti.
  6. Semplificazione delle norme e delle procedure di contabilità.
  7. Semplificazione degli obblighi informativi esterni ed interni.

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22 aprile, giornata mondiale della Terra: mai più come prima Preghiera civile del Forum Salviamo il paesaggio

di: Forum nazionale Salviamo il Paesaggio

La terra macrorganismo vivente

La Terra è un macrorganismo vivente in cui tutto si tiene: biologia, ecologia, economia, istituzioni sociali, giuridiche e politiche. La salute di ciascun individuo è interconnessa e dipendente dal buon funzionamento dei cicli vitali del pianeta.

Il susseguirsi di malattie nuove e terribili sempre più frequenti e virulente (Ebola, HIV, influenza suina e aviaria, afta, febbre gialla, dengue, solo per citare le più note) sono la conseguenza della alterazione dei delicati equilibri naturali esistenti tra le differenti specie viventi e i loro relativi habitat. L’abbattimento e gli incendi delle foreste tropicali, il consumo di suolo vergine, lo sfruttamento minerario, la caccia e il consumo di fauna selvatica, la concentrazione di allevamenti animali, l’agricoltura superintensiva, il sovraffollamento urbano e lo spostamento continuo di merci e persone sono le cause primarie dello scatenamento delle pandemie. Come aveva scritto inascoltato un attento osservatore dei microrganismi patogeni: “Là dove si abbattono gli alberi e si uccide la fauna, i germi del posto si trovano a volare in giro come polvere che si alza dalle macerie” (David Quammen, Spillover, 2012).

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Dopo il Coronavirus quale visione per l’edilizia e le opere pubbliche?

di: Forum nazionale Salviamo il Paesaggio

Una lettera del Forum Salviamo il Paesaggio al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, pone l’accento sulla necessità di delineare ora e subito le sfide del dopo-emergenza e suggerisce una visione per collegare economia, occupazione, benessere sociale e tutela ambientale...

Illustre Presidente,

il Forum Salviamo il Paesaggio è una Rete civica nazionale formata da oltre mille tra associazioni e comitati e da decine di migliaia di singoli aderenti.

Facendo seguito ai Suoi interventi alle due Camere del Parlamento (25 – 26 marzo scorso) il Forum desidera esprimerLe, innanzitutto, apprezzamento per l’impegno complessivo sin qui messo in atto dal Governo; così come sottoporre – certi della Sua attenzione – alcuni elementi di riflessione su punti cruciali in vista delle future manovre per il “dopo emergenza.

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La consolazione di un giardino

di: Franca Mollo, Castello di Morsasco

In questi giorni di coronavirus poter godere di un giardino è una grande consolazione: lo è sempre ma, ora, avere il tempo di prendersi cura del giardino porta pace e serenità e allontana dal continuo brusio di parole, pensieri sempre uguali e monotoni che i mezzi di informazione diffondono e che si riverberano come un eco ovunque.

Così, in questi giorni di calma, ho avviato i lavori di giardinaggio: lunedì ho piantato le dalie.

Prima di arrivare al castello di Morsasco, dove oggi vivo, non amavo le dalie: dai colori troppo sfacciati e soprattutto quel loro bisogno di sostegno, di essere legate a qualcosa per non precipitare verso il suolo me le rendeva particolarmente invise. Poi qualche anno fa, mia madre mi ha dato dei tuberi e mi ha detto: perché non li pianti? vedrai che, in autunno, quando non ci saranno più fiori sarai contenta di avere qualcosa di fiorito in giardino. Devo dire che mia madre aveva ragione: la fioritura della dalia arriva fino alle porte dell’inverno, è sempre copiosa, generosa e illumina il giardino che ormai sta scolorendo. Così le dalie sono tornate a rivivere nel giardino del castello; scrivo a rivivere perché, probabilmente, c’erano già in passato. La dalia è stata una delle maggiori protagoniste del giardino dall’800 in avanti. Oggi gode di minor fortuna anche se, in taluni giardini, fa ancora bella presenza di sé come a Villa Taranto, a Pallanza, dove, ogni anno, viene creato un labirinto di dalie veramente notevole.

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Virus e ambiente degradato

di: Mario Tozzi geologo

Il 70% delle Eid (EmergingInfectiusDisease, malattie infettive emergenti) deriva da un’interazione più o meno diretta fra animali selvatici, addomesticati e sapiens. In questo senso vanno tenuti in conto alcuni fattori scatenanti e/o aggravanti.

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Sentiero Verde 2020: passeggiate

di: redazione

E’ stata presentata sabato 25 gennaio alla Cantina Sociale “Terre dei Santi” di Castelnuovo Don Bosco (AT) l’undicesima edizione “Sentiero Verde” il calendario delle passeggiate e delle iniziative organizzata dall’Associazione di Promozione Sociale Camminare Lentamente di Villanova d’Asti. Il primo appuntamento è stato domenica 26 gennaio a Schierano, frazione di Passerano Marmorito (AT), l’ultimo sarà l’8 novembre.

Come le prime tre passeggiate del programma, a Schierano, frazione di Passerano Marmorito (26 gennaio) a Dusino San Michele (9 febbraio) e a Vezza d’Alba (23 febbraio); ma anche le due passeggiate dedicate al fiume Tanaro a Masio (26 aprile) e a San Martino Alfieri (10 maggio) e poi ancora a Meana tra i boschi della Val di Susa (24 maggio), a Diano d’Alba tra le vigne e il castello di Grinzane (14 giugno), a Montaldo Torinese per ammirare il solstizio d’estate dalla quercia di Bric Andio (20 giugno), a Montaldo Roero per il bosco fatato (8 agosto), a Castiglione Torinese per la spettacolare cascata del Rio Crivella (4 ottobre), a Cambiano tra le colline e il Pianalto chierese (25 ottobre) e infine a Torino (8 novembre) per una passeggiata nella Torino medioevale con il nostro socio Gianmarco (8 novembre). 

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Mal'aria

di: A cura di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta

Nel 2019 sono stati 26 i centri urbani fuorilegge sia per polveri sottili (PM10) sia per l’ozono (O3). Prima Torino con 147 giornate fuorilegge (86 per il PM10 e 61 per l’ozono), seguita da Lodi e Pavia.
Dal 2010 al 2019 il 28% delle città monitorate da Legambiente ha superato ogni anno i limiti giornalieri di PM10. Torino prima in classifica 7 volte su 10 con un totale di 1086 giorni di inquinamento in città.

Legambiente: “Servono interventi su tutte le fonti di inquinamento a partire dal traffico in città puntando su una nuova mobilità urbana”...

In Italia l’emergenza smog è sempre più cronica e si ripresenta puntale ogni anno. A dimostrarlo i nuovi dati di Mal’aria, il report annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico in città, che quest’anno scatta una triplice foto sul nuovo anno che si è aperto con città in codice rosso, sul 2019 e sul decennio che ci siamo lasciati alle spalle. Nelle prime tre settimane del 2020 Frosinone e Milano (19), Padova, Torino e Treviso sono i centri urbani che hanno superato per 18 giorni i limiti di PM10. Male anche Napoli (16) e Roma (15).
Un’emergenza smog che ha segnato anche il 2019, un anno critico sul fronte Mal’aria, con 54 capoluoghi di provincia hanno superato il limite previsto per le polveri sottili (PM10) o per l’ozono (O3), stabiliti rispettivamente in 35 e 25 giorni nell’anno solare. In 26 dei 54 capoluoghi, il limite è stato superato per entrambi i parametri. Torino con 147 giorni (86 per il 10 e 61 per l’ozono) è la città che lo scorso anno ha superato il maggior numero di giornate fuorilegge, seguita da Lodi con 135 (55 per PM10 e 80 per ozono) e Pavia con 130 (65 superamenti per entrambi gli inquinanti). E anche il decennio 2010-2019 ci lascia in eredità un bilancio negativo con il 28% delle città monitorate da Legambiente che hanno superato i limiti giornalieri di PM10 tutti gli anni, 10 volte su 10. Maglia nera a Torino, prima in classifica 7 volte su 10, con un totale di 1086 giorni di inquinamento in città.
Un inquinamento che minaccia la salute dei cittadini e l’ambiente circostante che trova nel trasporto stradale una delle principali fonti di emissioni di inquinanti atmosferici nelle aree urbane, senza dimenticare le altre sorgenti come il riscaldamento domestico, l’industria e l’agricoltura. Settori sui quali occorre intervenire in maniera sinergica.

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Quattro serate ed un'uscita per realizzare un orto familiare

di: A cura di Legambiente Valtriversa

Tutti sappiamo che anche un piccolo spazio di terra può regalarci prodotti genuini e diventare un angolo ricco di colori e di forme. Molto spesso però non ci sentiamo preparati per affrontare l’impegno anche minimo che comporta la conduzione di un piccolo orto familiare. I testi ed i siti internet si contano a centinaia, ma offrono una visione generale e non adatta alla realtà della nostra terra, dalla pianura sabbiosa e ricca di acqua alle colline argillose ed asciutte.

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177 tigli da abbattere?

di: Mario Malandrone, consigliere comunale

Centosessantasette tigli di una villa privata a Valgera (Asti) che si tagliano a fronte di trenta malati, il j'accuse arriva fuori tempo massimo. Proprio nei giorni in cui il movimento Fridays for future ci chiede come consiglieri di agire e prendere posizione su temi globali e a livello locale fare politiche ambientalmente virtuose, arriva un altro scempio ambientale.

Stessa storia del Mulino che si abbatte in Corso Savona per far spazio al supermercato, proposta e iniziativa privata e decisione presa altrove.

Il Comune non ha responsabilità si dice da Palazzo civico eppure il Comune una cosa almeno la può fare, aggiornare il numero di alberi abbattuti e poi agire come da promesse elettorali: 10 alberi ogni albero abbattuto.

La motivazione con cui poi si dà il via all'abbattimento è surreale: per uniformità del paesaggio. Quindi per motivi estetici, gli stessi che inducono spesso me a rasarmi il capo, visti i sempre meno capelli, eppure quelli son alberi.

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L’”Arca” e la “Cornucopia”

di: Laurana Lajolo

Ci sono grandi cambiamenti nella nostra agricoltura: la trasformazione delle piccole proprietà contadine in imprese agricole di una certa dimensione, qualche giovane in più che si dedica a questa attività e la produzione di qualità del prodotto, il vino, le nocciole. L’allevamento e qualche prodotto di nicchia. Ora la grande sfida è sull’ambiente, che è una delle direttrici fondamentali per ottenere i fondi  europei. Una volta erano i contadini e gestire e tutelare il territorio coltivando la vigna e il campo, pulendo i fossi, facendo manutenzione dei sentieri di vicinato e così via.

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Il bacino del Tanaro

di: redazione

Tra le province di Asti e di Alessandria nel bacino del Tanaro si affacciano 14 comuni dell’astigiano e 19 dell’alessandrino: 700 kmq, 150.000 abitanti. Il Comitato coordinatore è presieduto da Luca Riva di Portacomaro, che con il sindaco di Calliano Paolo Belluardo è diventato promotore di interessi comuni tesi alla valorizzazione di tutto il bacino.

L’iniziativa è un progetto innovativo, che utilizza Fondi strutturali e di investimento europei in quanto rientra nelle strategie dell’Europa sostenibile entro il 2030. Per ora in Italia è uno strumento ancora non utilizzato, che parte dal basso, dai piccoli Comuni facendo partecipare alle scelte i cittadini per coinvolgere poi Regione e Governo. Nell’elenco dei piccoli Comuni interessati manca Asti comune capoluogo.

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La bonifica del torrente Tiglione

di: Giacomo Icardi, architetto progettista

Il progetto per il miglioramento delle qualità morfologiche del corpo idrico del torrente Tiglione ha un valore di € 760.000,00, redatto dallo Studio di Architettura Giacomo Icardi e Mirko Ponzo, è stato presentato dalla Provincia di Asti in accordo con 10 Comuni interessati e finanziato dalla Regione Piemonte. E’ stato stipulato un accordo di programma tra provincia di Asti e quella di Alessandria e i Comuni di Belveglio, Cortiglione, Incisa Scapaccino, Isola d’Asti, Masio, Mombercelli, Montaldo Scarampi, Montegrosso, Vigliano, Vinchio.

Il Tiglione ha un corso di 76,6 km, lunghezza d’asta di km 25,6 con insediamenti di colture pregiate (vigna, noccioleto) o estensive di cereali. Il progetto prevede delle fasce tampone erbose-agrarie di 5 mt di larghezza e 30 km di lunghezza su entrambe i lati dove ci sono coltivazioni.

Il progetto è stato condiviso dai Comuni, dalle organizzazioni agricole attraverso incontri per dare conto delle fasi di progettazione e ella successiva gestione con la collaborazione delle aziende agricole. In particolare le aziende agricole sono state informate che è stata aperta una procedura di infrazione della UE per superamenti di alcuni parametri rilevati nelle acque del Tiglione e dell’imminente designazione del bacino del torrente quale zona inquinata da nitrati di origine agricola. Responsabile del Servizio ambiente della Provincia è Valentina Cerigo.

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Un'azione per l'approvazione della legge sul consumo del suolo

di: Alessandro Mortarino

Il Forum Salviamo il Paesaggio (Rete civica nazionale formata da oltre 1.000 organizzazioni e decine di migliaia di singoli aderenti individuali) lo scorso anno ha presentato a tutte le Forze Politiche una Proposta di Legge contenente "norme per l'arresto del consumo di suolo e il riuso dei suoli urbanizzati", frutto di una importante elaborazione prodotta da un Gruppo di Lavoro Tecnico-Scientifico multidisciplinare formato da 75 massimi esperti italiani. Questa PdL è stata depositata al Senato (dal Movimento 5 Stelle, prima firmataria Paola Nugnes ora passata al Gruppo Misto) ed è attualmente in discussione alle commissioni congiunte Agricoltura e Ambiente.

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Perché un crossodromo?

di: A cura di Gruppo d’Intervento Giuridico

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato l’8 dicembre scorso un’istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo il progetto su circa 8 ettari di terreni agricoli e boschi per la realizzazione dell’ennesimo crossodromo piemontese nel Comune di Castagnole Monferrato (AT), in frazione Valenzani, località Valle Randalo, predisposta dalla società Monferrato s.r.l.

Sono stati coinvolti i Ministeri dell’Ambiente e per i Beni e Attività culturali, la Provincia di Asti, l’ A.R.P.A. Piemonte, la Soprintendenza per archeologia, belle arti e paesaggio di Alessandria, il Comune di Castagnole Monferrato.

Esistono già 29 impianti per le competizioni sportive per le moto da cross. Che senso ha, quindi, l’ennesimo circuito da motocross in una zona collinare con caratteri di spiccata valenza ambientale e paesaggistica nelle cui vicinanze c’è un sentiero inserito nella Rete Regionale dei Percorsi Escursionistici, nonché agrituristica ed enogastronomica, palesemente degradati e danneggiati dall’insediamento di un impianto di tale genere? Sono le terre del Ruchè e del turismo lento.

Attualmente è in corso la procedura di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) integrata con la procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.) relativa a una necessaria variante allo strumento urbanistico comunale poiché l’area è agricola, presso la Provincia di Asti.

Nel giugno 2018 vi fu anche una dichiarazione di improcedibilità per una serie di carenze documentali. Lo scorso 25 novembre 2019 si è tenuta una riunione della conferenza di servizi con ulteriore documentazione ambientale.

Particolarmente rilevante è il parere dell’ A.R.P.A. Piemonte  sull’impatto acustico dell’impianto in progetto: Lo svolgimento delle diverse attività motoristiche presso l’impianto determinerà una situazione di ‘disturbo diffuso’ che sarà sicuramente percepito dai recettori individuati nei Comuni limitrofi e nelle frazioni di Castagnole Monferrato, Portacomaro con escursioni sonore accentuate da momenti di inversioni termiche atmosferiche, nebbie, situazioni di vento favorevole”.

Manifestazioni e petizioni dei cittadini e del battagliero locale Comitato di Vigilanza da anni difendono il proprio ambiente e la propria qualità della vita, ma finora non hanno avuto risultati.

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Riflessioni sui cambiamenti climatici

di: Beppe Rovera, giornalista

Con Casaclima abbiamo camminato per diversi anni: trasmissioni in diretta dal salone di Bolzano, collegamenti da cantieri, confronti in studio, inchieste, servizi. Un fronte da marcare stretto quello di chi prima di tutti aveva indicato un percorso per cominciare a contrastare in maniera concreta gli effetti del riscaldamento globale: cominciando dall'edilizia, dal costruire edifici non più energivori, e finendo per determinare anche un salto culturale, mutando gli stili di vita stessi delle persone. Tutto mentre si susseguivano i vertici mondiali, le conferenze in cui si svisceravano dati e indicavano prospettive tremende senza però mai riuscire a incidere con scelte comuni per invertire una rotta suicida per la nostra vita sul pianeta. 

Disastri ambientali

È uscito un bel romanzo di Gerardo Greco, Guerra calda, l’ho presentato con lui al Circolo dei Lettori, in cui si ricostruiscono i retroscena dei fallimenti internazionali sul clima. Parte dal ‘99, quando due ricercatori russi tornano da una spedizione in Siberia dove hanno sezionato migliaia di tronchi di larici fossilizzati scoprendo dati molto inquietanti riguardo al riscaldamento del pianeta e all’evoluzione dei cambiamenti climatici. Dieci anni dopo, quella ricerca è alla base della Conferenza ONU sul clima. Ma ci si mettono di mezzo hacker e ladri di documenti, la conferenza fallisce e le lobby contrarie al controllo delle emissioni passano al contrattacco. Altri dieci anni e nel 2018 tre disastri ambientali, la tempesta perfetta nelle Dolomiti, il grande incendio della California e l’urgano Florence si occupano di confermare nel modo più concreto e terribile le conclusioni dei due ricercatori russi. Insomma: riandando ai tanti appuntamenti che si sono susseguiti negli ultimi trent’anni nel mondo si conclude che si è perso soprattutto del tempo, che la corsa verso il baratro ormai confermata dalla totalità della comunità scientifica internazionale (a parte una minima parte di cosiddetti negazionisti, peraltro neppure esperti della materia a dire di chi ha le competenze per valutarlo) poteva essere in realtà fermata o invertita in tempo già quando quei due ricercatori lessero nelle sezioni dei tronchi degli alberi fossili i cambiamenti del clima. 

Convenzione ONU di Madrid

Ed è interessante leggere nei documenti preparatori alla Convenzione quadro dell’Onu - prevista a Madrid dal 2 al 13 dicembre - della "profonda preoccupazione per il crescente impatto dei cambiamenti climatici sul deterioramento della biodiversità globale così come sulle risorse idriche e sugli ecosistemi"; e della preoccupazione anche per le relazioni stesse dell'ONU considerato che i contributi stabiliti a livello nazionale rapportati all'evoluzione attuale dei gas serra rimangono ben al di sotto di quanto richiesto per rientrare negli obiettivi di lungo termine firmati con l'accordo di Parigi nel 2015.

La Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici fu sottoscritta e firmata nel 1992 ed è entrata in vigore due anni dopo con l’obiettivo di stabilizzare le concentrazioni dei gas alteranti a un livello tale da prevenire pericolose interferenze antropogeniche per il sistema atmosferico. Ma va detto che finora, a fronte di molte intese, da Kyoto ‘97 a Parigi 2015, poco o nulla è stato fatto in concreto. E anche l’accordo di Parigi, definito dai media “storico” per arrivare ad una consistente riduzione dei gas climalteranti, giace ...sulla carta. E se pensiamo che dal 1992 le emissioni globali di gas serra non si sono ridotte, ma sono aumentate del 37%, e che negli ultimi 25 anni si è registrato quasi tutto l’aumento di un grado della temperatura globale del pianeta dell’ultimo secolo, il quadro appare davvero allarmante.

Il clima globale sta cambiando abbastanza velocemente. L’atmosfera terrestre intrappola sempre più energia a causa della crescente concentrazione di gas serra. L’anidride carbonica, che è il principale gas serra ha raggiunto il livello di 410 ppm (parti per milione; era di 356 nel ‘92). E’ il livello più alto mai raggiunto negli ultimi 800 mila anni (come risulta dalle ricerche in Antartide). Ed è il livello più alto mai raggiunto negli ultimi 20 milioni di anni (come risulta dalle ricerche geologiche e paleoclimatiche). Per ritrovare valori attorno a 400 ppm o superiori bisogna tornare indietro nel tempo al mesozoico (oltre 60 milioni di anni fa) quando però non esistevano gli esseri umani (comparsi solo qualche milione di anni fa e l’Homo sapiens, solo 100-150 mila anni fa).

L’estremizzazione dei fenomeni metereologici

E la maggiore energia che si genera in atmosfera si trasferisce in gran parte, sotto forma di calore nei mari e negli oceani (che si stanno riscaldando e acidificando), sulle aree continentali (dove si modifica la biodiversità, aumenta la desertificazione e diminuisce la disponibilità di acqua), e sulle aree polari (dove i ghiacci si fondono). La parte di energia che rimane in atmosfera accelera e amplifica i processi energetici dell’atmosfera stessa, sia quelli di tipo termo-dinamico, come il ciclo dell’evaporazione, condensazione, precipitazione, sia quelli di tipo dinamico e cinetico, come le correnti aeree e il vento.  

In altre parole la maggiore energia disponibile in atmosfera porta ad un’estremizzazione dei fenomeni meteorologici, con l’aumento dell’intensità e della frequenza di fenomeni quali alluvioni e siccità, ondate di caldo e di freddo, e le varie tempeste (uragani, tornado, trombe d’aria, ecc.). Eventi meteorologici estremi come quelli registrati anche in questi giorni in Italia, che sembrano “eccezionali”, perché riferiti al clima del passato, sono purtroppo destinati a diventare una “normalità” se ci riferiamo al clima dl futuro. Dobbiamo bloccare la crescita dell’energia nell’atmosfera che significa che dobbiamo bloccare la crescita dei gas serra che si accumulano in atmosfera, tagliando drasticamente le emissioni climalteranti come quelle di anidride carbonica, la maggior parte delle quali provengono dalla combustione di combustibili fossili.

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Salviamo il paesaggio – VI Assemblea nazionale

di: redazione

La sesta assemblea nazionale del Forum Salviamo il Paesaggio si è tenuta a Milano il 12 ottobre con una rinnovata energia, condivisione, appartenenza, giungendo a una percezione collettiva. L’assemblea nazionale è l’organo del Forum che stabilisce la direzione e il coordinamento nazionale, composto da volontari, ha il compito di attuare le azioni conseguenti. I punti all’ordine del giorno erano cinque.

PUNTO 1: Aggiornamento su iter nostra Proposta di Legge e decisione su quale strategia adottare nel breve e medio periodo. Sullo stato attuale della situazione “politica" ha parlato la sen. Paola Nugnes, prima firmataria della nostra Proposta di Legge al Senato, Relatrice nelle commissioni e recentemente espulsa dal M5S. Fino a qualche mese fa la Lega ha creato uno stallo, mentre il nuovo governo M5S/PD, sembra avere migliorato le condizioni per una “trattativa” sul testo. Nelle scorse settimane la senatrice ha presentato un nuovo DDL nel tentativo di testo unificato, non ancora condiviso dalle altre forze politiche. (http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/testi/52019_testi.htm).
Entro l’8 novembre le Commissioni parlamentare dovranno mettere a punto un testo unificato di ddl sul consumo di suolo, in caso contrario il testo dovrà comunque essere presentato alle commissioni entro il 15 novembre. Sul punto, pur nel rispetto delle differenti posizioni e appartenenze, si è rilevata la necessità di sollecitare le ‘grandi’ associazioni ambientaliste aderenti al Forum (presenti in assemblea solo Legambiente, Pro Natura, Italia Nostra, Slow Food e Lipu) a giungere a una visione comune.

Le iniziative del Forum

Per rispondere a eventuali interventi riduttivi diventa necessario vigilare sui lavori con un’analisi preventiva, con azioni del Forum nelle prossime settimane:

A. costituzione di Gruppo di Lavoro nazionale, coordinato da Salvatore Lo Balbo e Alessandro Mortarino che prepari un convegno tecnico-scientifico multidisciplinare a Roma per illustrare gli articoli della nostra PdL e spiegare nei dettagli le motivazioni dell’ipotesi normativa. L’incontro nazionale dovrà avere come interlocutori il mondo accademico e della ricerca, professionisti e aderenti al Forum e, soprattutto, i Commissari e i rappresentanti delle forze politiche, sociali ed economiche. 

B. Il gruppo di lavoro dovrà essere pensato come un “format” da riproporre in ogni Comune a cura dei nostri Comitati locali. Contestualmente si intende attivare contatti con le quattro forze politiche di maggioranza (M5S, PD, LeU, Misto) per invitarle a un tavolo preventivo di discussione.

C. Si dovrà contattare tutti i Commissari per avviare un dialogo con ciascuno di loro.

D. Contattare tutti i firmatari del M5S della nostra Proposta di Legge, per conoscere i loro attuali orientamenti.

La definizione corretta di consumo el suolo

Rimangono fondamentali ed imprescindibili alcune questioni per evitare di “scivolare” in una discussione su una legge “urbanistica” e individuare delle corrette e chiare definizioni di “consumo del suolo e terreni agricoli: 1. prevedere un censimento dell’esistente patrimonio edilizio inutilizzato; 2. ribadire che le previsioni edificatorie dei piani urbanistici comunali sono indicazioni meramente programmatorie e pianificatorie che non determinano l’acquisizione di alcun diritto (come da giurisprudenza ormai consolidata), oltreché evitare un’entrata in vigore differita della norma sull’arresto del consumo del suolo.

Organizzazione e comunicazione

> Si è deciso la revisione dell’organizzazione del Forum, con una maggiore condivisione delle responsabilità operative distribuite tra un numero più ampio di persone (segreteria, comunicazione/rapporto con i media, redazione sito web e social network, Gruppi di Lavoro, rapporti con i comitati locali) e obiettivo di finanziamento annuale.

> Viene richiesto a comitati e associazioni di fornire costantemente informazioni su criticità, buone prassi, eventi locali; si intende potenziare la comunicazione tramite social network; rilancio sui media locali dei comunicati stampa del Forum; richiesta alle grandi associazioni nazionali nostre aderenti di dedicare uno spazio fisso al Forum sui loro strumenti di informazione.

> Settore Legislativo/Urbanistico: occorre la disponibilità di nostri tecnici a dare un contributo di consulenza “a distanza” e a mettere a disposizione le esperienze fatte da comitati/associazioni a livello locale per chi si trova in situazioni similari.

> Risorse finanziarie: occorre che ognuno di destini una cifra anche minima ogni anno per consentire un fondo cassa sufficiente e possibilmente anche il 5×1000 della propria dichiarazione dei redditi. 

La dimensione europea

Sviluppo azioni sulla dimensione europea del suolo a sostegno delle attività del nostro Gruppo GSE-Gruppo Suolo Europa.

All’assemblea nazionale è stato illustrato il lavoro effettuato dal gruppo di lavoro del forum SIP sulla dimensione europea di suolo / territorio / paesaggio. L’obiettivo è di creare un Forum SIP Europa. Si intende aprire un dialogo con rappresentanti dei vari attori interessati dal suolo: costruttori, sindacati, amministratori pubblici, agricoltori, ricercatori, funzionari europei. Ogni partecipante deve considerare la dimensione europea come parte del proprio DNA in quanto membro del Forum SIP: i problemi a livello locale hanno una matrice legislativa e decisionale a livello nazionale e a livello europeo. Si invita

tutti i comitati e le associazioni territoriali locali a nominare al loro interno un responsabile per la dimensione europea col ruolo specifico di congiunzione al Gruppo Suolo Europeo.

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6 appuntamenti sulla sostenibilità

di: redazione

I giovani di Fridays For Future Asti, che hanno manifestato anche ad Asti insieme ai loro coetanei di tutto il mondo per una nuova cultura sull’ambiente, organizza in collaborazione con OSA-Osservatorio per la Sostenibilità dell'Astigiano un ciclo di incontri di formazione per tutti coloro che vogliono approfondire la tematica ambientale e costruire un comune senso legato alla sostenibilità.
Fridays For Future Asti ha deciso di non limitarsi a replicare slogan o analisi condivise dal Movimento a livello internazionale, bensì ha scelto di analizzare a fondo cos’è la sostenibilità ambientale e perché l’attuale modello imperante non è in equilibrio con i limiti dello sviluppo, così da poter dialogare con coetanei, generazioni più adulte e decisori politici.

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Mobilità dolce

di: Rete Asti Cambia

Dal 16 al 22 settembre 2019 si celebra la Settimana Europea della Mobilità anche ad Asti grazie allo sforzo che le associazioni, i movimenti e i singoli cittadini riuniti nella Rete Asti Cambia. Si vuole richiamare l’attenzione sulla sicurezza del camminare e dell'andare in bicicletta in città e sui vantaggi che la mobilità "dolce" per la nostra salute, il nostro ambiente e il nostro conto in banca! I nostri corpi sono progettati per muoversi, eppure gran parte della nostra routine quotidiana è scandita da costanti "sedute": nel traffico, alla scrivania o davanti a uno schermo.
In termini di benefici individuali per la salute, gli studi dimostrano che i ciclisti vivono in media due anni in più rispetto a chi non usa la bicicletta e hanno il 15% in meno di giorni di assenza dal lavoro per malattia, mentre 25 minuti di camminata sostenuta al giorno possono aggiungere fino a sette anni alla nostra vita.
Sono riflessioni che risuoneranno durante l'intera settimana, richiamando ognuno di noi a ripensare il proprio personale stile di vita e sollecitando le nostre comunità a rivedere il modello consumistico.
La settimana cade in un momento opportuno per la città di Asti, essendosi da poche settimane aperto il dibattito attorno al nuovo Piano del traffico e restando immutata la grave situazione dell'inquinamento atmosferico urbano, causato dal perdurante sforamento dei limiti di legge consentiti per il PM10 e per il valore obiettivo di ozono.

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Viticoltura 4.0 e paesaggio

di: Federica Larcher Direttore Centro Studi sulla Collina

Nei giorni 23 – 24 e 25 settembre 2019 ad Asti presso l'Istituto G. Penna si svolgerà il CORSO di alto profilo tecnico-scientifico denominato Geospatial data and satellite facilities Open school sull’attualissimo e strategico tema per il territorio astigiano –  e piemontese in generale – riguardante la “Viticoltura 4.0 e paesaggio delle colline piemontesi”. 

Il percorso formativo è organizzato dagli Stati Generali per l’innovazione e dal Coordinamento della Copernicus Academy, quali espressioni dello User Forum Nazionale di Copernicus, in collaborazione con ISPRA, AM/FM GIS Italia, l’Associazione Italiana Telerilevamento, il Centro Studi per lo Sviluppo Rurale della Collina – Università Torino, il Polo Universitario Asti Studi Superiori “Rita Levi-Montalcini”, l'Istituto Tecnico Agrario “Giovanni Penna” di Asti e MIPAAFT.

L’edizione astigiana della Open School Viticoltura 4.0 e Paesaggio delle Colline Piemontesi intende affrontare il complesso e strategico tema dell'utilizzo delle tecnologie satellitari per l'Osservazione della Terra, con particolare attenzione ai suoi aspetti più innovativi e alle strategie già utilizzate o applicabili a favore dell'impresa vitivinicola consapevole del suo legame indissolubile con il paesaggio in cui opera e che essa stessa contribuisce a formare.

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Itinerario letterario di Davide Lajolo al Bricco di San Michele

di: redazione

Vinchio, Domenica 25 agosto 2019

COLLINE PARTIGIANE

passeggiata tra storia, memoria e canti

 

Ritrovo alle ore 15.30 a Vinchio, Monumento al Partigiano, Piazza S. Marco.

Saluto del Sindaco Chiara Zogo

Visita del Museo di Davide Lajolo Vinchio è il mio nido e della Casa della Deportazione.

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Passeggiata notturna Con la luna e le lucciole nei boschi dei Saraceni

di: redazione

FESTA DELA RISERVA DELLA VALSARMASSA

Sabato 6 luglio coloro che vogliono avere l’emozione di appoggiare i piedi sul fondo del mare potranno fare la passeggiata notturna “Con la luna e le lucciole nei boschi dei Saraceni”, lungo uno degli Itinerari letterari di Davide  Lajolo nella Riserva naturale della Valsarmassa, organizzata dall’Associazione culturale Davide Lajolo, dal Comune di Vinchio e dal Parco Paleontologico Astigiano in collaborazione con la Cantina di Vinchio e Vaglio Serra.

L’appuntamento è alle ore 20.30 al parcheggio della Riserva della Valsarmassa (via Cortiglione), dove i partecipanti saranno accolti dalla sindaca di Vinchio Chiara Zogo.

Alle ore 21.00 al Bricco di Monte del Mare “Bosco incantato” si svolgerà l’incontro con Gianfranco Miroglio, presidente del Parco Paleontologico Astigiano, che illustrerà i programmi dell’Ente, e con Laurana Lajolo. Nel bosco ci sono sculture di Piero Oldano e Renato Milano, opere in corten con gocce di poesia e la  grande cornice che inquadra il paesaggio delle colline dell’acquese. Nel Casotto c’è un museo di attrezzi contadini realizzati da Emilio Drago, che in questa occasione ne consegnerà un altro, e il ciclo della vite e del vino, realizzato da Faberlab dell’IIS Castigliano.

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Lo stato dell'ambiente in Piemonte

di: La relazione dell’Arpa

La Relazione sullo Stato dell'Ambiente 2019 di ARPA è la base della costruzione strategica in atto di sviluppo sostenibile della Regione Piemonte, coordinato dall’'assessore regionale all'Ambiente Matteo Marnati, che si è impegnato a rendere la qualità dell'aria migliore in tutta la Regione, incluso l'accordo sulla qualità dell'aria nel Bacino padano.

La relazione si articola in 4 tematiche: clima, aria, acqua e territorio

● CLIMA Il 2018 in Piemonte è stato il secondo anno più caldo degli ultimi 61 anni, con un’anomalia termica media di circa +1,6 °C rispetto alla climatologia del periodo 1971-2000. Le precipitazioni, con circa 1.400 mm medi sulla regione, posizionano il 2018 come il 5° anno più piovoso degli ultimi 61, con un surplus pluviometrico del 32% rispetto alla norma 1971-2000. Le precipitazioni nevose sono state generalmente superiori alla media. 

● ARIA Nel 2018, quasi il 32% delle stazioni ha superato il limite giornaliero di 50µg/m3 di PM10: limite da non superarsi per più di 35 giorni all’anno. Per il PM10 il 2018 è stato il 1° anno in cui il valore limite della media annuale, pari a 40 µg/m3 è stato rispettato in tutto il Piemonte. Quanto a NO2, biossido di azoto,  il  l 5,77% di stazioni (3 superanti: Torino – Consolata, Collegno – Francia, Torino – Rebaudengo) hanno superato il valore limite annuo per la protezione della salute umana (40 μg/m3). Rispetto all'ozono, Il 75% delle stazioni ha superato il valore obiettivo di 120µg/mc da non superarsi per più di 25 giorni all’anno, con un aumento delle concentrazioni negli ultimi anni

● ACQUA Il 32% dei fiumi ha uno stato ecologico buono considerando i dati del triennio 2014-2016. Il 72% ha uno stato chimico buono secondo i rilevamenti effettuati nel 2018. Per tutti i corsi d’acqua analizzati la portata media mensile del 2018 èe stata al di sopra della media storica. Le analisi effettuate per i laghi rilevano che il 100% delle acque è balneabile. Acque sotterranee: il 73% delle falde superficiali ha uno stato buono mentre il restante 27% ha uno stato scarso. L’80% delle falde profonde ha uno stato buono e il restante 20% uno stato scarso.

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Una causa climatica contro lo Stato

di: redazione

La campagna Giudizio Universale – Invertiamo il processo è iniziata il 5 giugno scorso, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, che annuncia per il prossimo autunno la prima causa legale intentata in Italia contro lo Stato per l’inazione di fronte ai cambiamenti climatici.
L’obiettivo è di chiedere ai giudici di condannare lo Stato per la violazione del diritto umano al clima.

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Percorsi di divulgazione scientifica a Milano e in Lombardia

di: redazione

Avvalendosi di guide laureate in biologia, scienze ambientali, paleontologia, astrofisica, botanica e psicologia, Milanoguida nel corso degli anni ha proposto una serie di iniziative pensate per avvicinare il grande pubblico al mondo della scienza.

Info: 02 35981535 o scriverci a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


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ULISSE SULLE COLLINE. Poesia, natura, musica, arte - XXVI edizione

di: redazione

Associazione Cariche Lajolo ONLUS, in collaborazione con Comuni di Vinchio e di Vaglio Serra, Parco Paleontologico Astigiano organizza ULISSE SULLE COLLINE. Poesia, natura, musica, arte XXVI edizione. Passeggiata sull’itinerario letterario di  Davide Lajolo  “IL MARE VERDE” nel territorio patrimonio dell’umanità UNESCO.

Sabato 25 maggio con inizio alle ore 15 dalla Cantina di Vinchio e Vaglio Serra partirà la XXVI edizione della passeggiata “Ulisse sulle colline” sull’Itinerario letterario di Davide Lajolo “Il mare verde”. Attraverso  il sentiero di Arscudo si arriverà alla “vigna di Romano”, dove intorno alle 16.00 ci sarà la Prima “conta” nella con Renzo Giordano presidente della Cantina che illustrerà Il percorso dei “nidi” nel bosco e il giovane studente Giulio Ghignone canterà Il pescatore di Fabrizio De Andrè.

Alle 16.30 alla seconda “conta” A La Ru, la quercia monumento naturale della Riserva della Valsarmassa, Valentina Archimede leggerà Il volo di Galissia di Davide Lajolo.

Alle ore 17.00, terza “conta” al Bricco di Monte del Mare, verrà presentato il progetto educativo a cura di C.I.S.A. e GESSTER srl “Il bosco incantato racconta….”, seguiranno brevi letture tratte da libri dello scrittore Lajolo Il mondo sentimentale di Davide Lajolo Ulisse.

Quindi verrà consegnato il Premio Davide Lajolo – Il Ramarro a Ottavio Coffano, Giorgio Conte, Bruno Gambarotta.

In esposizione nel bosco quadri di Viviana Gonella e sculture di Renato Milano e Piero Oldano, la mostra fotografica di Alberto Terzolo Sui passi di Alberto a cura del C.I.S.A. Astisud e GESSTER srl.

L’Associazione ARTI E MASTRI presenterà i suoi lavori di falegnameria d’arte.

A conclusione degustazione dei vini della Cantina di Vinchio – Vaglio Serra e ritorno attraverso il sentiero di Arscudo (percorso breve) o attraverso il percorso lungo del Lago Blu nella Riserva naturale

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Natura e cultura nel Parco Scarrone

di: redazione

Il 7 aprile, a due anni dalla scomparsa di Gian Carlo Scarrone, Valle Belbo Pulita, Memoria Viva Canelli, Protezione Civile Canellii, l'ISRAT, l'ANPI di Asti e tante altre associazioni e istituzioni lo ricorderanno insieme con una "passeggiata didattica" nel parco a lui dedicato, all'interno della cassa d'espansione del Belbo.

Uniremo momenti di musica celtica, a cura dell'ensemble Associazione Musicale Zoltan Kodaly diretto da Simona Scarrone e Federica Baldizzone, alle splendide immagini di Paolo Rizzola ritraenti rettili e anfibi della zona, alle suggestioni della letteratura, alla descrizione del paesaggio e della fauna del parco e alle informazioni sul funzionamento della cassa d'espansione. Termineremo con una bella merenda nel cortile della Protezione Civile.

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UNESCO: I paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato gemellati con le risaie cinesi dello Yunnan

di: redazione

I Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato sono ufficialmente gemellati con i Terrazzamenti del Riso di Honghe Hani, nella regione cinese dello Yunnan. I due siti iscritti alla World Heritage Unesco hanno firmato l’accordo venerdì 23 Marzo 2019 a Roma, Palazzo Barberini, nell’ambito della seconda Assemblea del Forum Culturale Italia Cina e inserito nella visita di Stato del Presidente cinese Xi Jiping in Italia.

Hanno partecipato oltre 200 delegati in rappresentanza del patrimonio culturale, dei settori arte, cinema, spettacolo, delle industrie creativi e del turismo. Per il Governo italiano erano presenti i ministri Alberto Bonisoli (Mibact) e Gian Marco Centinaio (MIPAF), per il Governo cinese il ministro della Cultura Luo Shugang.

L’Associazione dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato è intervenuta ai lavori con il presidente Gianfranco Comaschi e il direttore tecnico Roberto Cerrato che ha coordinato il tavolo operativo del progetto di gemellaggio tra 12 siti Unesco italiani e altrettanti siti cinesi. La città di Verona e i Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato sono i capofila dell’intesa.

Gianfranco Comaschi ha detto: “Dal 22 giugno 2014 quando il nostro sito è stato iscritto nella prestigiosa World Heritage List UNESCO quale 50° sito Italiano - abbiamo realizzato tanti progetti condividendoli con il territorio, ma senza dubbio la firma dell’accordo con la regione di Yunnan inserita nel Memorandum Italia-Cina ci proietta in una dimensione internazionale, apre orizzonti nuovi. E’ uno stimolo per tutti noi, una sfida che portiamo sul territorio di Langhe, Roero e Monferrato con la certezza che verranno accolte con grande serietà le opportunità offerte dal gemellaggio”.

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L’agroindustria e gli effetti sul clima

di: Giacarlo Dapavo, presidente circolo Legambiente, di Asti

E nella forma le locuste eran simili a cavalli pronti alla guerra;

e sulle teste aveano come delle corone simili a oro

e le loro facce eran come facce d’uomini.   Da l’Apocalisse.

 

Agroindustria e inquinamento

L’industria e i trasporti continuano a inquinare con i gas serra, e il secondo componente dei cambiamenti climatici agro industria. Sono 700 milioni i maiali allevati ogni anno in Cina per il mercato nazionale:la, metà dei maiali del mondo. In Brasile, nel Mato Grosso, le foreste non esistono più per la raccolta di soia geneticamente modificata: 7 milioni di ettari di monocultura (un paio di volte la superficie dell’Olanda) per nutrire con 70-80 milioni di tonnellate di soia amazzonica 700 milioni di sino-suini. È così che questo esercito di maiali (cinesi ma anche nordamericani ed europei) ha rotto definitivamente gli equilibri sociali ed ambientali di intere regioni del sud del mondo.

La finanza globale

E il salto intercontinentale è seguito e sostenuto dalla finanza globale, il libero mercato sempre più monopolizzato da pochi grandi marchi multinazionali. Così Goldman Sachs con la crisi ha spostato parte delle sue attività dai mutui sub-prime e dalle filiere energetiche a quelle agro-alimentari, arrivando a possedere il 25% della holding cinese Shuanghui, la maggiore azienda mondiale di trasformazione di carne di maiale, che nel 2013 ha comprato la sua rivale, l’americana Smithfield. Altre banche d’affari si sono rivolte a Cargill, che traffica soprattutto in soia amazzonica e cereali, e il cui attuale fatturato annuo è quattro volte il prodotto interno lordo della Bolivia. Campofrio, la principale azienda produttrice di carne suina in Europa e in Italia, è stata acquisita nel 2014 dalla Shuanghui.

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Al via la sperimentazione della tecnologia 5G in questi 120 ignari piccoli comuni

di: Alessandro Mortarino

Sto per toccare un tema un tantino scabroso e controverso, di quelli che difficilmente riescono a trovare concordi quanti credono che la tecnologia – e qualunque tecnologia – rappresenti una conquista “malgré tout” e quanti ritengono che occorrano, innanzitutto, cautela e il rispetto del principio di precauzione prima di ogni scelta innovativa di forte impatto sull’ambiente e sulle persone. Oltretutto l’argomento riguarda più la sfera della salute che quella della tutela paesaggistica e potreste, quindi, ritenere questo contributo “fuori tema“. Bene, se le mie considerazioni vi turbano, chiudete e passate ad altre letture. Se, viceversa, anche per voi la salute e qualunque rischio sanitario vengono prima di ogni altra cosa, allora procedete: sto per aprire una (preoccupata) finestra sul futuro…

La notizia è che 120 piccoli comuni d’Italia (oltre ad alcune “smart cities”: Milano, Prato, L’Aquila, Matera e Bari, cui si aggiungono Roma e Torino, dove erano già state avviate altre prove tecniche) saranno i primi sperimentatori dell’esposizione della popolazione alle tre bande della tecnologia 5G, una rete wireless di nuova generazione (ribattezzata “l’internet delle cose“) che renderà possibile le connessioni mobili superveloci: antenne, modem che verranno implementati sugli smartphone, base station che sui tetti diffonderanno il segnale.

Non è fantascienza ma realtà. E non è solo un fatto di velocità di connessione ma un passo avanti della tecnologia applicata alle comunicazioni che potrebbe permettere di superare le prestazioni dell’attuale ADSL e favorire l’utilizzo di servizi di streaming (video in particolare) soppiantando le connessioni in fibra. Potremo così giocare online senza la necessità di disporre di macchine potenti, essere sempre connessi senza più passare continuamente da Wi-Fi a rete mobile, videosorvegliare, guidare droni o auto senza conducente, leggere i sensori dei cassonetti dell’immondizia per sapere quando svuotarli, telecomandare i robot senza bisogno di cavi, consentire ai medici di curare un paziente anche a distanza, indicare i prodotti scaduti presenti nei nostri frigoriferi, permettere ai nostri orti di richiedere di essere annaffiati e chissà che altro.

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Un milione per i fiumi: qualche domanda

di: Beppe Rovera, consigliere comunale di Asti

Un milione di euro per ripulire a Tanaro e Borbore, eliminare gli isoloni, sfoltire gli alberi, portare via i detriti. La Regione Piemonte mette il Comune di Asti nelle condizioni di dare maggiore sicurezza rispetto a possibili nuove esondazioni in un tempo di emergenze ambientali ricorrenti a causa dei cambiamenti climatici. Soddisfatto il sindaco, così gli assessori competenti e quanti, come in un ossessivo tam tam, invocavano da tempo... pulizia, pulizia.

Ma, precisato che l’autorità idraulica competente, fino al ponte della Asti Lido, è l’Aipo e che l’amministrazione regionale si occupa invece delle concessioni demaniali in quei tratti, mentre nelle restanti parti è anche autorità idraulica, bisognerebbe intanto capire se quel finanziamento cospicuo riguardi il solo comune di Asti o non invece anche altre zone. Così come sarebbe interessante conoscere nei dettagli la scansione degli interventi concordati e per quale ripartizione di spesa. O se sia stata verificata l’esatta quantità del materiale da asportare dai due corsi d’acqua; è capitato che, proprio a causa di scarsità di materiale ritenuto interessante ai fini di un prelievo, le ditte interessate abbiano dapprima disertato le relative gare di appalto e successivamente si siano addirittura ritirate. 

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Il cultural Heritage tra conservazione e valorizzazione

di: Enrico Ercole, Università del Piemonte Orientale

Le tante discipline che definiscono il campo di studio

Il prof. Ercole, professore associato di Sociologia e dell’ambiente all’Università del Piemonte Orientale e presidente del Club Unesco per la provincia di Asti, si occupa anche di turismo culturale.

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Le siepi campestri

di: Mariuccia Cirio, imprenditrice agricola

Ecosistema e ruolo del viticoltore

L’analisi del paesaggio può essere considerata uno degli strumenti che permette anche al viticoltore di accedere ad una maggiore conoscenza del suo fondo ed alla valutazione dei condizionamenti ambientali. L’ambiente non è fatto solo da ciò che si percepisce direttamente, ma anche da un insieme di relazioni che legano tra loro diversi elementi e dalla loro evoluzione nel tempo. L’ecosistema è il modello più completo e operativo per riconoscere le conseguenze delle azioni antropiche sul mondo esterno.

L‘ecologia classica definisce l´Ecosistema come unità che include tutti gli organismi che vivono insieme in una data area, interagenti con l’ambiente fisico, in modo tale che un flusso di energia porta ad una ben definita struttura biotica e ad una ciclizzazione dei materiali tra viventi e non viventi all’interno del sistema.

Il sistema dei coltivi si può definire, quindi, come un agroecosistema„ cioè un ecosistema trasformato dall’agricoltura ai fini economici. E’ un complesso di sistemi naturali ed antropici interagenti, la cui qualità è influenzata, positivamente o negativamente, dalle modalità di gestione; non è in grado di automantenersi, e la sua esistenza dipende dall’attività antropica. Gli agroecosistemi sono soggetti ad una rapida evoluzione, perché negli anni i sistemi di coltura della vite sono molto cambiati.

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Ammalarsi di inquinamento

di: Alberto Colazilli, esperto di paesaggio e curatore parchi e giardini, Presidente Co.n.al.pa. onlus.

E’ ampiamente dimostrata la correlazione tra inquinamento e proliferazione di malattie neuro-degenerative e cardiovascolari e l’infrastruttura verde è assolutamente essenziale per tutelare la nostra salute. Le polveri sottili sono tra le principali cause della proliferazione di malattie neurodegenerative. Molti studi scientifici* hanno dimostrato una forte correlazione tra esposizione alle polveri sottili inferiori di diametro a 10 micron (un centesimo di millimetro) e alcune malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson. Per particolato fine e ultrafine si definiscono le particelle inferiori o uguali a 2,5 micron e definite PM 2.5. Il particolato fine è prodotto dalle emissioni di auto, industrie e agricoltura.  Possibili effetti di tossicità derivano da metalli pesanti come alluminio, rame, piombo, cobalto, cadmio, manganese, arsenico mercurio, e da pesticidi come organo fosfati e organo clorurati, antimicrobici come parabeni, clorofeni e triclosan oltre a inquinanti ambientali.  

Malattie neurovegetative

Maggiori sono se le esposizioni al particolato ultrafine e più gravi sono i danni al cervello, non soltanto tra gli anziani ma anche in età giovanile. Gli studi hanno dimostrato che un cervello fortemente esposto a polveri sottili mostra formazioni di placche simili a quelle dell’Alzheimer. Secondo uno studio pubblicato su “Translational Psychiatry”:  “l’esposizione al particolato fine e le interazioni di quest’ultimo con gli alleli del gene che codifica per l’apolipoproteina E (Apo E) contribuiscono ad accelerare l’invecchiamento cerebrale e favoriscono l’insorgenza dell’Alzheimer.” Tale ricerca è stata condotta dalla University of Southern California, esaminando gli effetti neurodegenerativi dell’inquinamento.  Secondo il Centro Parkinson e disturbi del movimento dell’Ircss San Raffaele di Roma ci possono essere correlazioni tra la malattia e alcuni inquinanti ai quali si è più esposti e che possono giocare un ruolo importante nell’evolversi della malattia.
Nel 2016 ricercatori dell’Università di Harvard, tramite la rivista “Environmental Health Perspectives”, hanno spiegato come l’aumento della concentrazione nell’aria del particolato fine e ultrafine può accrescere il rischio di ricoveri per una malattia neurodegenerativa.
In Francia, con decreto 665/2012, la malattia di Parkinson è stata inserita tra le patologie professionali agricole. Sono tanti gli studi che correlano un aumento del rischio  in merito all’utilizzazione  degli insetticidi organo clorurati.

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L’esplorazione della bellezza della biodiversità

di: Associazione Terra, Boschi, Gente e Memorie

Il quindicesimo Quaderno di Muscandia

Il Quaderno n. 15 di Muscandia offre l’opportunità di un nuovo straordinario viaggio dedicato all’esplorazione approfondita della bellezza, del paesaggio, dell’ambiente, degli ecosistemi, della biodiversità, della storia, della cultura, dei colori e dei sapori che il territorio collinare del Piemonte racchiude.

Il volume si apre con un saggio di Franco Correggia (curatore della collana) che, dopo aver delineato un sintetico quadro d’insieme della crisi ecologica globale (cambiamenti climatici, acidificazione degli oceani, sovrappopolazione, perdita di biodiversità, deforestazione, desertificazione, distruzione di ecosistemi terrestri e marini), passa a considerare come troppo spesso anche nelle nostre campagne piemontesi, queste drammatiche criticità vengano affrontate in modo incoerente, contraddittorio, rassegnato e, in ultima istanza, autolesionista.

Sezione naturalistica

La sezione naturalistica del Quaderno è  particolarmente ampia. Si parte con un lavoro del genetista Piero Belletti che mette in evidenza il ruolo cruciale delle popolazioni marginali come serbatoio di biodiversità intraspecifica, illustrando l’interessante e singolare caso di un nucleo isolato di pini silvestri situato nel territorio di Passerano-Marmorito. Seguono quindi tre contributi di carattere floristico. Il primo, a firma del botanico Lorenzo Gallo, è un’approfondita ed esauriente sintesi delle conoscenze attuali sulle specie della famiglia Crassulaceae presenti sui rilievi centrali del Piemonte. Il secondo, sempre di Lorenzo Gallo, riguarda la prima segnalazione del recente inselvatichimento sulle Colline del Po della specie vegetale esotica centroamericana Mirabilis jalapa. Nel terzo, Franco Correggia, Paola Grassi e Maria Luisa Garesio rendono noto il ritrovamento, nel settore nord-occidentale della provincia di Asti, di nuove stazioni di tre rare orchidee spontanee.

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La sesta estinzione di massa del pianeta

di: Il Club di Roma

Il Club di Roma, fondato nel 1968, è una associazione non governativa, non-profit, di scienziati, economisti, uomini d'affari, attivisti dei diritti civili, alti dirigenti pubblici internazionali e capi di Stato di tutti e cinque i continenti, che intende agire come catalizzatore dei cambiamenti globali, analizzandoli in un contesto mondiale e ricercando soluzioni alternative nei diversi scenari possibili con un approccio globale sistemico.

Il club si è riunito a Roma il 17 e il 18 ottobre e ha lanciato un messaggio che non è stato opportunamente raccolto: siamo precipitati nella sesta estinzione di massa della storia del pianeta, la prima causata da una sola specie. Si legge nella relazione finale “Come on” che i numeri testimoniano che il tempo della salvezza sta scadendo: quasi 8 miliardi di esseri umani, il 97% del peso di tutti i vertebrati viventi sulla Terra, mentre il restante 3% rischia l’estinzione.

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