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Perché un crossodromo?

di: A cura di Gruppo d’Intervento Giuridico

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato l’8 dicembre scorso un’istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo il progetto su circa 8 ettari di terreni agricoli e boschi per la realizzazione dell’ennesimo crossodromo piemontese nel Comune di Castagnole Monferrato (AT), in frazione Valenzani, località Valle Randalo, predisposta dalla società Monferrato s.r.l.

Sono stati coinvolti i Ministeri dell’Ambiente e per i Beni e Attività culturali, la Provincia di Asti, l’ A.R.P.A. Piemonte, la Soprintendenza per archeologia, belle arti e paesaggio di Alessandria, il Comune di Castagnole Monferrato.

Esistono già 29 impianti per le competizioni sportive per le moto da cross. Che senso ha, quindi, l’ennesimo circuito da motocross in una zona collinare con caratteri di spiccata valenza ambientale e paesaggistica nelle cui vicinanze c’è un sentiero inserito nella Rete Regionale dei Percorsi Escursionistici, nonché agrituristica ed enogastronomica, palesemente degradati e danneggiati dall’insediamento di un impianto di tale genere? Sono le terre del Ruchè e del turismo lento.

Attualmente è in corso la procedura di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) integrata con la procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.) relativa a una necessaria variante allo strumento urbanistico comunale poiché l’area è agricola, presso la Provincia di Asti.

Nel giugno 2018 vi fu anche una dichiarazione di improcedibilità per una serie di carenze documentali. Lo scorso 25 novembre 2019 si è tenuta una riunione della conferenza di servizi con ulteriore documentazione ambientale.

Particolarmente rilevante è il parere dell’ A.R.P.A. Piemonte  sull’impatto acustico dell’impianto in progetto: Lo svolgimento delle diverse attività motoristiche presso l’impianto determinerà una situazione di ‘disturbo diffuso’ che sarà sicuramente percepito dai recettori individuati nei Comuni limitrofi e nelle frazioni di Castagnole Monferrato, Portacomaro con escursioni sonore accentuate da momenti di inversioni termiche atmosferiche, nebbie, situazioni di vento favorevole”.

Manifestazioni e petizioni dei cittadini e del battagliero locale Comitato di Vigilanza da anni difendono il proprio ambiente e la propria qualità della vita, ma finora non hanno avuto risultati.

L’area interessata è situata in un contesto collinare agricolo, fortemente caratterizzato dalla presenza di boschi di invasione e superfici forestali mature con presenza di esemplari appartenenti all’associazione del Querco-carpineto, Salici, Aceri e Ciliegi selvatici. L’ambito è naturalmente vocato ad ospitare la fauna selvatica in considerazione della presenza di alcune radure, aree umide in corrispondenza della rete idrografica secondaria e limitata presenza di sorgenti sonore ed attività antropiche. Non sono presenti le principali opere di urbanizzazione e la viabilità è strutturata su strade interpoderali non asfaltate”. L’area è tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e con vincolo idrogeologico (regio decreto legge n. 3267/1923 e s.m.i.).

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha chiesto alle amministrazioni pubbliche competenti l’adozione di atti di revoca o di annullamento in via di autotutela delle eventuali autorizzazioni emanate e ha evidenziato alcuni vizi di legittimità del procedimento di V.I.A./V.A.S. in corso.

 

 

Tags: tutela del territorio, sport, provincia di Asti

 


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