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La sesta estinzione di massa del pianeta

di: Il Club di Roma

Il Club di Roma, fondato nel 1968, è una associazione non governativa, non-profit, di scienziati, economisti, uomini d'affari, attivisti dei diritti civili, alti dirigenti pubblici internazionali e capi di Stato di tutti e cinque i continenti, che intende agire come catalizzatore dei cambiamenti globali, analizzandoli in un contesto mondiale e ricercando soluzioni alternative nei diversi scenari possibili con un approccio globale sistemico.

Il club si è riunito a Roma il 17 e il 18 ottobre e ha lanciato un messaggio che non è stato opportunamente raccolto: siamo precipitati nella sesta estinzione di massa della storia del pianeta, la prima causata da una sola specie. Si legge nella relazione finale “Come on” che i numeri testimoniano che il tempo della salvezza sta scadendo: quasi 8 miliardi di esseri umani, il 97% del peso di tutti i vertebrati viventi sulla Terra, mentre il restante 3% rischia l’estinzione.

Le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera sono cresciute da 322 a 403 parti per milione (un aumento devastante, che ha appena prodotto i tre anni più caldi in assoluto della storia della climatologia: 2014, 2015 e 2016). Gli abitanti delle città sono passati da 1,3 miliardi a 4, cioè sono più che triplicati (+ 207%) e le megalopoli con più di 10 milioni di abitanti sono passate dalle tre del 1968 (New York, Shangai e Tokyo) alle 22 attuali”. 

Non solo, ma alla crisi ambientale globale si sono aggiunte quelle sociali, politiche e morali. Valutare il successo di una società in termini di PIL è sempre più inadeguato, anche per misurare la crescente diseguaglianza tra ricchi e poveri. La massimizzazione del profitto e la salvaguardia del pianeta sono in un conflitto ormai insanabile.

La prima minaccia è senza dubbio quella climatica e va rinforzato l’accordo di Parigi nel 2015 con una rapida e profonda trasformazione dei sistemi di produzione e di consumo. Per frenare questi fenomeni  si deve investire in un’economia capace di dare più lavoro e più sicurezza nell’ottica lungimirante della conversione ecologica

 

 

 

Tags: giovani, politica, disuguaglianze, futuro, cambiamenti climatici, Nazioni Unite, riscaldamento, gas serra, estinzione, conversione ecologica, megalopoli

 


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