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Lo avrai, Kamerata Kesserling

di: Piero Calamandrei

25 aprile ADLlogo anpi

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.

Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.

Ma soltanto col silenzio del torturati
più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.

Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA


Albert Kesselring, comandante in capo delle forze armate di occupazione tedesca in Italia, processato nel 1947, condannato a morte, pena poi commutata in ergastolo, liberato nel 1952 per ragioni di salute e tornato in Germania. Disse che gli italiani dovevano fargli un monumento. La risposta gliela diede Piero Calamandrei, giurista e uomo della Resistenza con la famosa epigrafe del 4.12.1952, ottavo anniversario del sacrificio di Duccio Galimberti.

Nella foto: Lapide a Duccio Galimberti, Cuneo.

Tags: Festa della Liberazione

 


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