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La mia prima emergenza (06-04-2020)

di: Gianluca Lammino

Sono un giovane laureando di 23 anni, con molti sogni nel cassetto che necessitano di duro lavoro per potersi concretizzare. Ma mi ritrovo seduto a riflettere, come da prassi ormai dal 9 Marzo, quando il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il provvedimento con cui ha esteso le misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

E’ la prima vera emergenza reale in cui mi ritrovo catapultato e ammetto di essermi sentito privato della mia vita da libero cittadino. Ammetto di aver inizialmente creduto che tutto ciò fosse stato oltremodo estremizzato e mistificato. Ammetto, a malincuore, di aver creduto che questa potesse essere una “vacanza imposta”. Perchè, d’altronde, io non ne posso nulla, sono solo uno, e non posso che attenermi a quanto disposto “dall’alto”.

Sbagliavo. Sbagliavo su tutti fronti. Dapprima mi sono reso conto di quanto oggi l’informazione entri nelle nostre case, a distanza di un click e di quanto sia facile disporne, forse troppo. Di quanto i beni di prima necessità ci siano garantiti con una facilità disarmante. Di quanto reale e “psicologica” fosse questa pandemia. Di quanto fortunato posso ritenermi a non aver vissuto sulla mia pelle la Guerra, quella vera, con la “G” maiuscola. Di quanto fortunato posso ritenermi di essere nato nella “parte giusta” del mondo, in uno Stato Democratico che si fa garante della mia e della nostra Libertà. Di quanto io, singolo individuo, potessi fare per aiutare la comunità e me stesso.

Sono Libero. Libero di poter coltivare le mie passioni all’interno delle mura di casa, con i miei cari. Libero di leggere, studiare, scrivere, allenarmi, informarmi. Libero di intraprendere un percorso di auto-miglioramento e Libero di scegliere che persona voglio essere. Seguo un’alimentazione vegana da 3 settimane, ho intrapreso un percorso di meditazione, ho iniziato ad aiutare parenti e amici che appartengono ad una fascia d’età più a rischio della mia, ma non per questo meno importanti di me. Ho iniziato a lavorare su progetti che spero, quando tutto sarà passato (perchè passerà!) possano far ripartire il turismo verso il territorio che mi ha dato i Natali e che amo.

Piccole scelte che non cambieranno il mondo, certo, ma che se si diffondessero come nostro malgrado ha fatto il coronavirus, potrebbero impattare significativamente. Siate il cambiamento che volete vedere nel mondo.

"Non chiederti cosa può fare il tuo paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese": così recitava John Fitzgerald Kennedy in un suo celebre discorso che mai quanto oggi sento attuale. Aiutiamoci, stiamo a casa, distanti ma uniti. Far ripartire l’economia è sempre possibile con uno sforzo collettivo, resuscitare i morti purtroppo no. Riflettiamo.

Stringendomi attorno a coloro che hanno perso dei cari, auguro tanta serenità e un’ottima salute ai lettori del “Diario dalla zona rossa” dell’ADL, che ringrazio e con cui mi complimento per l’iniziativa.

Qualora, chiunque di Voi, necessitasse di un qualsiasi aiuto pratico, nel rispetto delle vigenti disposizioni, vi invito a contattarmi sulla mia mail personale: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Con Affetto, Gianluca.

Tags: solidarietà, coronavirus, responsabilità civile

 


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