Venerdì 29 marzo 2019 - ore 15,30

Piazza Leonardo da Vinci, 22 Asti

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Pittura Spazio Scultura

di: redazione

La GAM di Torino presenta il nuovo allestimento delle collezioni del contemporaneo. Si tratta della prima edizione di un programma di diversi ordinamenti che si succederanno su base biennale. Le diverse esposizioni permetteranno di far conoscere al pubblico la ricchezza delle collezioni del museo e di dare voce a molteplici letture e interpretazioni critiche.

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Mostra di Antonello da Messina a Milano

di: redazione

Palazzo Reale, dal 21 febbraio al 2 giugno 2019

La mostra di Antonello da Messina a Milano propone una straordinaria rassegna dei capolavori del grande artista del Rinascimento, in una panoramica che abbraccia le innumerevoli influenze culturali, dal Mediterraneo alle Fiandre, che il grande artista siciliano seppe apprendere e rielaborare, creando un'arte originale e modernissima. Antonello da Messina seppe coniugare il classicismo tipico dell'arte italiana con l'attenzione al dettaglio tipica dell'arte nordica, fondendole con un utilizzo della luce che, una volta trasferitosi a Venezia, darà il via alla grande tradizione della pittura tonale di area lagunare.

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Feofeo alla Casa dei Carraresi di Treviso

di: redazione

Il 16 febbraio è stata inaugurata alla Casa dei Carresi di Treviso la mostra personale di Feofeo da titolo Guha, che è il concept che il critico e curatore d’arte Alain Chivilò ha posto come filo conduttore al nuovo iter della pittrice.

Il termine guha, dal sanscrito, si applica a tutto ciò che è celato, è il segreto iniziatico non rilevato. La ricerca della pittrice trae spunto dall’unione di musicalità cromatiche e arcani segreti umani. Se la realtà prende forza grazie al bianco e nero, il mondo vive all’interno di mondi infiniti. L’artista presenta così un un nuovo ciclo della produzione focalizzato sull’esoterico con essenze arcane, dal Priorato di Sion ai templari fino alle tesi del filosofo René Guénon. Il nuovo ciclo è stato realizzato tra il 2018 e il 2019 e ruota intorno alla dicitura ET IN ARCADIA EGO, scritta di fondamenti ermetici celati da millenni e rappresentate con simbologie ricche di sacralità.


Sala dei Carraresi, Sala Architettura Piano nobile, Via Palestro 33/35, Treviso, tel. 0422/513150. Orari dal martedì al venerdì 9.00-18.00, sabato e domenica 10.00-20.00

 

Due opere di Warhol al Castello di Rivoli Torino

di: redazione

Il Castello di Rivoli – Museo di Arte Contemporanea ospita, grazie al sostegno della Fondazione Francesco Federico Cerruti per l’Arte, due capolavori di Andy Warhol dal 22 gennaio al 22 aprile 2019. Sono due opere  della maturità dell’artista conservate a Villa Cerruti di Rivoli. 

La prima opera è Hélène Rochas, uno dei quattro dipinti che nel 1975 l’artista dedica all’ex modella francese e già direttrice dell’omonima azienda di profumeria. L’opera nasce dopo una sessione di ritratti con la Polaroid.

La seconda opera è The Poet and His Muse del 1982 appartenente al ciclo dedicato a Giorgio de Chirico, dove Warhol moltiplica quattro volte sulla stessa tela un suo lavoro del1959 con manichini paludati all’antica.

 

Visita guidata ai misteri del Cenacolo di Leonardo

di: redazione

Milano, Santa Maria delle Grazie

Il Cenacolo è una delle opere di Leonardo più visitate per la sua importanza artistica, ma è anche un affresco che fa da sfondo a storie fantasiose o addirittura assurde. Tra i tanti che hanno gettato un nuovo alone di mistero sul cenacolo c'è sicuramente lo scrittore statunitense Dan Brown, che nel romanzo "Il codice da Vinci" narra che il prof. Robert Langdon, immaginario docente di iconologia religiosa all'Università di Harvard, cerca di risolvere un misterioso caso di omicidio grazie agli indizi nascosti nelle opere più celebri della storia dell'arte internazionale, scavando tra leggende e luoghi comuni e ipotizzando teorie sulle organizzazioni segrete che muoverebbero i fili di tutta Europa, in particolare l'Ordine dei Cavalieri Templari.

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LE MOSTRE A TORINO: Dai Macchiaioli ad Armando Testa

di: Elena Fassio

Giappone Fiorito – Palazzo Cavour

Fino a domenica 27 gennaio le meravigliose sale di palazzo Cavour ospitano un percorso molto interessante alla scoperta del Giappone dinastico, tra geishe, samurai, kimono, usi, costumi, simbologie e pitture tradizionali. Un bellissimo viaggio-racconto nella natura floreale e nella vita del Giappone antico grazie alle opere di artisti come Hokusai e Hiroshige, famosi per La grande Onda e Il Giardino dei susini a Kameido.

La mostra è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18. Biglietto 12€, ridotto e universitari 10€.

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L’esperienza artistica di Viviana Gonella

di: Laurana Lajolo

Viviana Gonella ha l’ideale della bellezza, sin da quando faceva l’indossatrice. Ha imparato l’eleganza del portamento, il senso di armonia tra il suo corpo, i sentimenti e la razionalità. E tutto ciò si esprime nei suoi quadri informali, dove domina il cromatico della materia.

Viviana ha cominciato da bambina a disegnare e dipingere i paesaggi collinari e marini alla scuola di suo zio, il pittore Sebastiano Borello, fare pittura le dava gioia. Poi ha sperimentato la fotografia: foto di particolari apparentemente insignificanti nell’ambito di un bosco o di una spiaggia, ma che, sulla pellicola, diventano oggetti evocativi e armonici. La luce è la protagonista sia delle fotografie che della pittura di Viviana, è la luce che dà forma, spesso è interna alla composizione cromatica, come se non avesse bisogno di nulla di esterno o esteriore per dare al quadro il suo equilibrio espressivo.

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Paolo Spalla. Natura/Forma/Materia

di: Lia Lenti critica d’arte

A Palazzo Valentino nel Centro comunale di cultura di Valenza, piazza XXXI Martiri fino al 3 febbraio c’è la Mostra di gioielli e sculture (1935-2000) di Paolo Spalla a cura di Lia Lenti. Visita guidata domenica 13 gennaio. Orari: da giovedì a sabato 10-12.30, 15-19, domenica 15-19, info Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 0131.949286.


Nel panorama italiano degli anni Sessanta la percezione dell'oggetto “gioiello” cambia radicalmente, le aziende orafe fanno i conti con il mercato globale e le esigenze estetiche del prodotto di massa e questa nuova modalità si traduce in una maggior consapevolezza progettuale che conduce all'arrivo della prima generazione di designer. Parallelamente la critica d'arte afferma l'artisticità del gioiello e ciò permette la formazione di un contesto creativo inedito, dove la progettualità dell'artista si intreccia con la manualità dell'artigiano e il gioiello diventa un modello di poetica e una pratica artistica autonoma. E' in questo decennio, dove lo spazio del gioiello raddoppia, che Paolo Spalla muove i suoi passi alla ricerca di una nuova fisionomia che veda in sé uniti un linguaggio espressivo autonomo, una capacità tecnica inusuale e una “più attuale” interpretazione concettuale del gioiello.

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Dialoghi fluttuanti a palazzo Crova di Nizza Monferrato

di: redazione

Venerdì 9 novembre alle ore 18 si inaugura nelle sale di Art’900 - Collezione Davide Lajolo di Palazzo Crova, via Crova 2 a Nizza Monferrato, la mostra “Dialoghi fluttuanti” di Antonella Marietta e Cinzia Savina. Le due artiste sono docenti di tecniche pittoriche e fashion design e sono impegnate da tempo, in modo creativo e proficuo, nei settori della moda e delle arti figurative. I testi sono di Francesco Antonio Lepore.

La mostra è straordinariamente originale nell’accostamento tra sculture in ceramica di Marietta e abiti-sculture di Savina, con effetti cromatici e scenografici davvero magici. Il visitatore si troverà ad ammirare sculture raffinate e evocative, che diventano costumi elaborati con ardite metafore, sculture di luce e di vento accostate a abiti di sfolgorante raso e delicata trasparenza di chiffon. L’esposizione è un modo coinvolgente e emozionante di intendere l’arte che diventa alto artigianato e creatività contagiosa, interpretata magnificamente dalla poesie di Gibran “Magia”: “L’aspetto delle cose varia / secondo le emozioni, / e così noi vediamo / magia e bellezza in loro: / ma bellezza e magia, in realtà, / sono in noi”. La mostra rimarrà aperta fino al 24 febbraio 2019. Ingresso libero.

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Art ‘900 - 100 opere della Collezione d’arte di Davide Lajolo

di: Presentazione

Lo scrittore racconta le opere degli artisti

A Nizza Monferrato, nel centro storico “patrimonio dell’umanità” Unesco, è ospitata l’esposizione permanente Art’900 - Collezione di Davide Lajolo, messa a disposizione del Comune dalla figlia Laurana.

La collezione consta di 100 opere (oli, tecniche miste, grafica, sculture) di artisti italiani contemporanei, disposta in tre sale espositive di Palazzo Crova.

Un legame speciale

Davide Lajolo, nato nel paese di Vinchio (a sette chilometri da Nizza), ha avuto un legame particolare con la città ed è stato il suo primo cittadino onorario. Comandante partigiano con lo pseudonimo di Ulisse, ha partecipato, nell’autunno del 1944, con le forze garibaldine e autonome, alla liberazione di quaranta comuni dell’hinterland che hanno costituito la Zona liberata dell’Alto Monferrato (ottobre-dicembre 1944). Il 23 aprile 1945, con i suoi garibaldini, ha liberato Nizza e la città è medaglia d’argento ai valori della Resistenza.

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Una corniola incisa dal foro della romana Hasta.

di: Cristina Marchegiani, Associazione Le Muse

Perché nulla manchi al piano della mia opera, restano ora le gemme: la maestà della natura vi si concentra in uno spazio ristretto, e molti ritengono che in nessun altro aspetto essa sia più degna di ammirazione. Plinio, N.H., XXXVII, 1.

I lavori di scavo eseguiti nelle cantine di Palazzo Mazzetti nell’ambito del progetto di ristrutturazione dell’intero edificio hanno restituito, tra gli altri reperti, una piccolissima gemma in corniola.

Sulla corniola è raffigurato un uomo barbato, ricurvo, in movimento verso sinistra, vestito di un corto mantello, con un cappello a punta. Il personaggio, raffigurato con lineamenti un po’ grotteschi forse per intento caricaturale, porta sulla spalla destra una zappa a due denti (bidens), mentre un corto bastone a punta (un attrezzo agricolo?) lo sorregge nella camminata.  

Le fonti tramandano che il bidens era utilizzato dai contadini romani, in modo costante nella coltivazione della vite. Columella scrive che i contadini… lasciando uno spazio, in base al costume di ognuno di coltivare le vigne con l’aratro o con il bidente intraprendono un nuovo filare. (Res Rustica, 3.13.3); e inoltre: non si può definire il numero di volte in cui bisogna rivoltare il terreno con il bidende, ma…ai più sembra che sia sufficiente vangare i nuovi vigneti ogni trenta giorni dalle calende di marzo ad ottobre (Res Rustica, 4.5.I).

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Il ritorno a torino di Augusto Cesare Ferrari, la vicenda umana

di: Liliana Pittarello

Nato figlio di ignoti a San Possidonio (Mo) nel 1871, Augusto crebbe con la famiglia della balia fra Bassa Modenese, Oltrepò Mantovano  e Genova, dove nel 1892 fu riconosciuto dal padre Francesco Ferrari, negoziante di vini nato a Cavezzo ma residente a Roma. Finalmente col cognome Ferrari, corse a Torino per intraprendere la vita che sognava: studiare in Accademia e fare il pittore. Nel 1900 si diplomò docente di disegno d’ornato al Museo Industriale di Torino.

Espose a Torino dal 1901 alla Promotrice ed al Circolo degli Artisti, di cui fu socio da quell’anno. Dipinse anche panorami, dapprima col suo maestro Giacomo Grosso, per le battaglie di Torino e di Maipù, poi da solo, quando realizzò con aiuti il grande panorama di Messina distrutta (1950 mq di pittura, esposto a Torino negli anni 1910-11). Su indicazione di Giacomo Grosso, decorò nel 1911 la chiesa parrocchiale del suo paese natale, Cambiano (To).

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GLI UOMINI DELL’ARCOBALENO - Davide Lajolo

di: Laurana Lajolo

CAPITOLO PRIMO

INNAMORATO DELL’ARTE E DELLA POESIA

Sicuramente è stata quella professoressa di storia dell'arte negli anni del liceo a impastarmi la fantasia di segni e colori. La ricordo rappresa nel marrone dei suoi vestiti, nel suo corpicino snello, gli occhi scattanti intelligenza e solitudine, la voce dolce, o così la voleva rendere per forza di volontà, perché, ripeteva spesso, davanti all'arte bisognava riuscire a parlare piano visto che non poteva farci lezione in silenzio come avrebbe desiderato, lasciando parlare soltanto le immagini alle quali ci poneva di fronte. Quelle ore di lezione erano per me così intense di emozioni che cambiavo addirittura carattere e atteggiamento. Mi trasformavo, da capintesta dello scherzo e dell’indisciplina, in uno scolaro attento, tutto orecchi, sicché gli altri, che non capivano il fascino dei segni e dei colori, mi compativano convinti che mi fossi innamorato di quella professoressa che, per il suo aspetto fisico e il suo comportamento, assomigliava più ad una nostra compagna che ad un'insegnante.

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