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Filippo De Pisis al Museo del Novecento di Milano

di: redazione

Milano, Museo del Novecentosettembre 2019 - marzo 2020. ORARI: Lunedì: 14.30–19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; Giovedì e sabato: 9.30-22.30.

La mostra di Filippo De Pisis al Museo del Novecento di Milano racconta al grande pubblico la vicenda artistica e biografica di una delle personalità più interessanti della pittura italiana del Novecento. Nato a Ferrara nel 1896, Filippo Tibertelli - in arte De Pisis, dal cognome recuperato da un avo con il quale l'artista iniziò più tardi a firmarsi - ricevette una raffinata educazione privata che incentivò il temperamento intellettuale e le inclinazioni letterarie mostrati fin da giovane. Iscrittosi alla Facoltà di Lettere all'università di Bologna, iniziò a dedicarsi contemporaneamente alla produzione letteraria e a quella artistica. Gli inizi della carriera pittorica furono influenzati in modo fondamentale dall'incontro avvenuto a Ferrara nel 1916 con Carlo Carrà e i fratelli Giorgio De Chirico e Alberto Savinio, che lo orientarono verso i modi della pittura metafisica, di cui si sentì l'eco anche durante il soggiorno romano del 1920-1924.

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Il museo diocesano di Asti

di: Laurana Lajolo

Domenica 6 ottobre si è svolta una visita guidata al Museo diocesano, all’archivio e alla biblioteca del Seminario, un’occasione importante per ammirare gli ambienti e il patrimonio conservato. Stefano Zecchino ha illustrato con competenza e amabilità i beni conservati nel S. Giovanni e Debora Ferro, con la sua ben nota dedizione, l’importanza culturale dell’Archivio e i preziosi e rari volumi della Biblioteca. La visita è  stata un’immersione in un lungo flusso culturale e storico, alimentato dalla sacralità, uno scrigno aperto al pubblico, un giacimento culturale di grande valore.

Il restaurato Battistero di S. Giovanni (Asti, via Natta), sede del Museo Diocesano dal 2010, è un gioiello di grande fascino sia per la struttura che per le opere che ospita. La Santa Coronata in legno  (XIV sec.) è esposta con alcune opere di oreficeria come l’ostensorio gotico di Materniganus de Filipis (1447), la croce in argento di Giovanni Antonio Feta (1505), scolpito e cesellato su entrambi i lati perché doveva essere portata in processione, l’affresco della Madonna della barca con i suoi colori lavorati al tempo. Centrale è la ricollocazione del restaurato Coro ligneo di Baldino da Surso, firmato nel 1477, con la sua teoria di santi, tra cui spicca San Secondo con la città in mano. Era il coro della prima cattedrale, sostituito quando fu costruito il Duomo gotico, il più grande del Piemonte. La piccola Cripta documenta l’attività di recupero di materiale edilizio nelle nuove costruzioni paleocristiane.

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Premio Piero Leddi a Francesca Mussi

di: Archivio Piero Leddi

Il 7 settembre presso la Residenza degli Artisti a San Sebastiano Curone, è stato assegnato il Premio Piero Leddi 2019 alla vincitrice la giovane Francesca Mussi con il lavoro Senza Titolo, che l’artista ha elaborato durante il periodo di Residenza nello scorso luglio a San Sebastiano Curone, lavorando su elementi naturali provenienti dall’albero della noce.

La giuria era presieduta dall’artista Pietro Bisio e formata dalla Prof.ssa Aurora Scotti (Presidente dell’Associazione Pellizza da Volpedo), da Eugenia Galdi (Presidente dell’Archivio Pittor Giani), da Elena Bordoli (docente di Design alla Naba e al Politecnico di Milano) e da Lorenzo Leddi (Presidente dell’Archivio Piero Leddi).

I giurati hanno voluto encomiare tutti gli artisti partecipanti per la qualità delle opere e per l’impegno che hanno dedicato alle Masterclass estive organizzate da Artinfiera nel mese di luglio: oltre a Francesca Mussi, anche Giulia De Sanctis, Paula Aguilera e Carolina Prieto Hernandez.

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Giochi di parole e di colore

di: redazione

Sabato 15 giugno 2019 si è inaugurata alla presenza del Sindaco di Asti e dell'Assessore alla Cultura, la mostra bipersonale di pittura, colore e poesia. La mostra propone opere di Silvia Grillone Patrizia Gozzellino e resterà aperta fino al 30 giugno presso il Palazzo Ottolenghi, in Corso Alfieri 350 ad Asti.

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La Signora delle Ninfee

di: Cristina Marchegiani, conservatore delle civiche collezioni archeologiche, Asti

All’inizio del XX secolo, verosimilmente tra il 1900 e il 1903, il costituendo Museo Civico Generale in Palazzo Alfieri si arricchì del nucleo di oggetti egizi comperati dal Conte Leonetto Ottolenghi. Possiamo immaginarci lo stupore e l’interesse dei visitatori astigiani che si aggiravano tra le vetrine, incuriositi e forse un po’ spaventati dalle due mummie all’interno dei loro sarcofagi…

Quello che certo non sapeva Leonetto Ottolenghi era di aver acquistato per la sua “diletta città” una rara tipologia di sarcofago femminile. Pochissimi, sette, e tutti femminili sono i sarcofagi con copricapo decorato da motivi floreali ad oggi conosciuti.

Le più recenti e sofisticate indagini svolte sul sarcofago e sulla mummia nell’ambito del progetto Signora delle Ninfee hanno permesso di ricostruire frammenti di vita della più esotica ed antica ospite dei musei astigiani, e di ipotizzarne altri.

Lo splendido sarcofago fu l’ultima dimora di una donna non povera che con ogni probabilità visse a Tebe o in un luogo vicino alla capitale del Nuovo Regno, tra la XXI (1070-945) e la XXII dinastia (945-715).

Morì relativamente giovane, tra i 30 e i 35 anni. In vita le capitò qualcosa di grave, un incidente o comunque un evento traumatico che le causò la perdita quasi totale dei denti dell’arcata superiore e serie lesioni ossee al volto. Sopravvisse, ma quanto influì sulla sua vita di giovane donna la perdita dei denti e la lesione che le lasciò un’evidente asimmetria leggibile nella ricostruzione del volto stesso? Le analisi ancora in corso permetteranno di risolvere questo cold case dell’antichità?

Non conosciamo il suo nome né i suoi titoli; le iscrizioni presenti sul sarcofago corrispondono a generiche formule funerarie, lasciando in ombra  identità e ruolo ricoperto in vita dalla defunta.

Possiamo però affermare che conoscesse la raffinata moda femminile introdotta dalle dame di corte del Nuovo Regno, abiti finissimi di lino plissettato e importanti ed elaborate acconciature con cui, immaginiamo, amasse ornarsi quando partecipava a feste e cerimonie religiose.

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Antonello da Messina a Palazzo Reale, Milano

di: redazione

La mostra di Antonello da Messina a Milano propone una straordinaria rassegna dei capolavori del grande artista del Rinascimento, in una panoramica che abbraccia le innumerevoli influenze culturali, dal Mediterraneo alle Fiandre, che il grande artista siciliano seppe apprendere e rielaborare, creando un'arte originale e modernissima.

Ancor oggi è considerato una delle figure più enigmatiche e al contempo più celebri del Quattrocento italiano, perchè seppe coniugare il classicismo tipico dell'arte italiana con l'attenzione al dettaglio tipica dell'arte nordica, fondendole con un utilizzo della luce che, una volta trasferitosi a Venezia, darà il via alla grande tradizione della pittura tonale di area lagunare.

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Da Burri a Dubuffet, da Jorn a Fontana, Castello di Miradolo

di: redazione

il 6 aprile, alle ore 15.00 viene inaugurato un nuovo progetto espositivo che prende avvio al Castello di Miradolo dedicato al tema dell'informale nell'arte internazionale. La grande mostra, dal titolo Informale. Da Burri a Dubuffet, da Jorn a Fontana, oltre 60 opere dei protagonisti dell’informale a cura di Francesco Poli per la Fondazione Cosso. In mostra Dubuffet, Fautrier, Mathieu, De Staël, Hartung, Van VeldeTàpies, Vieira da Silva, Gruppo Cobra, Fontana, Burri, CapogrossiVedova, Turcato, Moreni, Morlotti, Tancredi e Novelli con dipinti, disegni e sculture nate dopo il secondo conflitto mondiale, tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessant.

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ALBO A FUMETTI “Un cielo che si tinge di rosa”

di: Denise Passarino, Segreteria Settore Cultura Comune di Asti

Creatività all’azione

La Scuola di Fumetto e Animazione del Comune di Asti ha partecipato ad un bando della Regione Piemonte per il sostegno di attività svolte dai Centri di Aggregazione giovanili Creatività all’azione, scegliendo come tema le pari opportunità, educazione all’affettività e contrasto alla violenza di genere e sperimentando nuove forme di sensibilizzazione e prevenzione alla violenza sulle donne attraverso canali creativi alternativi come il fumetto e audiovisivi fruibili attraverso il web o dispositivi mobili, con il coinvolgimento diretto dei giovani in azioni di “peer education” in collaborazione con le Istituzioni del territorio astigiano e con i Centri e gli sportelli antiviolenza attivi sul territorio.

Il progetto è stato ideato dalla responsabile della Scuola di Fumetto, Denise Passarino, sotto l’egida politica di Elisa Pietragalla Assessore comunale alle Politiche Giovanili, Istruzione e Pari Opportunità, con la collaborazione del giornalista Enzo Armando e della fumettista Elena Pianta, docenti della Scuola di Fumetto di Asti e coordinatori didattici del progetto, supportati dal grafico Marco Avoletta e di Manuela Mariuzzo, grafica editoriale specializzata in lettering di fumetti.

Sono stato selezionati undici fumettisti (18 - 30 anni) ex allievi della Scuola di Fumetto di Asti: Alessia Pantani, Martina Cerrato, Cristopher Vega, Alessio Moroni, Noemi Gianuzzi, Lisa Lorenzato, Letizia Veiluva, Giulia Mondolivo Di Trani, Elena Barberis, Stefano Porro, Gabriele Merlino.

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Pittura Spazio Scultura

di: redazione

La GAM di Torino presenta il nuovo allestimento delle collezioni del contemporaneo. Si tratta della prima edizione di un programma di diversi ordinamenti che si succederanno su base biennale. Le diverse esposizioni permetteranno di far conoscere al pubblico la ricchezza delle collezioni del museo e di dare voce a molteplici letture e interpretazioni critiche.

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Mostra di Antonello da Messina a Milano

di: redazione

Palazzo Reale, dal 21 febbraio al 2 giugno 2019

La mostra di Antonello da Messina a Milano propone una straordinaria rassegna dei capolavori del grande artista del Rinascimento, in una panoramica che abbraccia le innumerevoli influenze culturali, dal Mediterraneo alle Fiandre, che il grande artista siciliano seppe apprendere e rielaborare, creando un'arte originale e modernissima. Antonello da Messina seppe coniugare il classicismo tipico dell'arte italiana con l'attenzione al dettaglio tipica dell'arte nordica, fondendole con un utilizzo della luce che, una volta trasferitosi a Venezia, darà il via alla grande tradizione della pittura tonale di area lagunare.

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Feofeo alla Casa dei Carraresi di Treviso

di: redazione

Il 16 febbraio è stata inaugurata alla Casa dei Carresi di Treviso la mostra personale di Feofeo da titolo Guha, che è il concept che il critico e curatore d’arte Alain Chivilò ha posto come filo conduttore al nuovo iter della pittrice.

Il termine guha, dal sanscrito, si applica a tutto ciò che è celato, è il segreto iniziatico non rilevato. La ricerca della pittrice trae spunto dall’unione di musicalità cromatiche e arcani segreti umani. Se la realtà prende forza grazie al bianco e nero, il mondo vive all’interno di mondi infiniti. L’artista presenta così un un nuovo ciclo della produzione focalizzato sull’esoterico con essenze arcane, dal Priorato di Sion ai templari fino alle tesi del filosofo René Guénon. Il nuovo ciclo è stato realizzato tra il 2018 e il 2019 e ruota intorno alla dicitura ET IN ARCADIA EGO, scritta di fondamenti ermetici celati da millenni e rappresentate con simbologie ricche di sacralità.


Sala dei Carraresi, Sala Architettura Piano nobile, Via Palestro 33/35, Treviso, tel. 0422/513150. Orari dal martedì al venerdì 9.00-18.00, sabato e domenica 10.00-20.00

 

Due opere di Warhol al Castello di Rivoli Torino

di: redazione

Il Castello di Rivoli – Museo di Arte Contemporanea ospita, grazie al sostegno della Fondazione Francesco Federico Cerruti per l’Arte, due capolavori di Andy Warhol dal 22 gennaio al 22 aprile 2019. Sono due opere  della maturità dell’artista conservate a Villa Cerruti di Rivoli. 

La prima opera è Hélène Rochas, uno dei quattro dipinti che nel 1975 l’artista dedica all’ex modella francese e già direttrice dell’omonima azienda di profumeria. L’opera nasce dopo una sessione di ritratti con la Polaroid.

La seconda opera è The Poet and His Muse del 1982 appartenente al ciclo dedicato a Giorgio de Chirico, dove Warhol moltiplica quattro volte sulla stessa tela un suo lavoro del1959 con manichini paludati all’antica.

 

Visita guidata ai misteri del Cenacolo di Leonardo

di: redazione

Milano, Santa Maria delle Grazie

Il Cenacolo è una delle opere di Leonardo più visitate per la sua importanza artistica, ma è anche un affresco che fa da sfondo a storie fantasiose o addirittura assurde. Tra i tanti che hanno gettato un nuovo alone di mistero sul cenacolo c'è sicuramente lo scrittore statunitense Dan Brown, che nel romanzo "Il codice da Vinci" narra che il prof. Robert Langdon, immaginario docente di iconologia religiosa all'Università di Harvard, cerca di risolvere un misterioso caso di omicidio grazie agli indizi nascosti nelle opere più celebri della storia dell'arte internazionale, scavando tra leggende e luoghi comuni e ipotizzando teorie sulle organizzazioni segrete che muoverebbero i fili di tutta Europa, in particolare l'Ordine dei Cavalieri Templari.

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LE MOSTRE A TORINO: Dai Macchiaioli ad Armando Testa

di: Elena Fassio

Giappone Fiorito – Palazzo Cavour

Fino a domenica 27 gennaio le meravigliose sale di palazzo Cavour ospitano un percorso molto interessante alla scoperta del Giappone dinastico, tra geishe, samurai, kimono, usi, costumi, simbologie e pitture tradizionali. Un bellissimo viaggio-racconto nella natura floreale e nella vita del Giappone antico grazie alle opere di artisti come Hokusai e Hiroshige, famosi per La grande Onda e Il Giardino dei susini a Kameido.

La mostra è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18. Biglietto 12€, ridotto e universitari 10€.

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L’esperienza artistica di Viviana Gonella

di: Laurana Lajolo

Viviana Gonella ha l’ideale della bellezza, sin da quando faceva l’indossatrice. Ha imparato l’eleganza del portamento, il senso di armonia tra il suo corpo, i sentimenti e la razionalità. E tutto ciò si esprime nei suoi quadri informali, dove domina il cromatico della materia.

Viviana ha cominciato da bambina a disegnare e dipingere i paesaggi collinari e marini alla scuola di suo zio, il pittore Sebastiano Borello, fare pittura le dava gioia. Poi ha sperimentato la fotografia: foto di particolari apparentemente insignificanti nell’ambito di un bosco o di una spiaggia, ma che, sulla pellicola, diventano oggetti evocativi e armonici. La luce è la protagonista sia delle fotografie che della pittura di Viviana, è la luce che dà forma, spesso è interna alla composizione cromatica, come se non avesse bisogno di nulla di esterno o esteriore per dare al quadro il suo equilibrio espressivo.

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Paolo Spalla. Natura/Forma/Materia

di: Lia Lenti critica d’arte

A Palazzo Valentino nel Centro comunale di cultura di Valenza, piazza XXXI Martiri fino al 3 febbraio c’è la Mostra di gioielli e sculture (1935-2000) di Paolo Spalla a cura di Lia Lenti. Visita guidata domenica 13 gennaio. Orari: da giovedì a sabato 10-12.30, 15-19, domenica 15-19, info Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 0131.949286.


Nel panorama italiano degli anni Sessanta la percezione dell'oggetto “gioiello” cambia radicalmente, le aziende orafe fanno i conti con il mercato globale e le esigenze estetiche del prodotto di massa e questa nuova modalità si traduce in una maggior consapevolezza progettuale che conduce all'arrivo della prima generazione di designer. Parallelamente la critica d'arte afferma l'artisticità del gioiello e ciò permette la formazione di un contesto creativo inedito, dove la progettualità dell'artista si intreccia con la manualità dell'artigiano e il gioiello diventa un modello di poetica e una pratica artistica autonoma. E' in questo decennio, dove lo spazio del gioiello raddoppia, che Paolo Spalla muove i suoi passi alla ricerca di una nuova fisionomia che veda in sé uniti un linguaggio espressivo autonomo, una capacità tecnica inusuale e una “più attuale” interpretazione concettuale del gioiello.

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Dialoghi fluttuanti a palazzo Crova di Nizza Monferrato

di: redazione

Venerdì 9 novembre alle ore 18 si inaugura nelle sale di Art’900 - Collezione Davide Lajolo di Palazzo Crova, via Crova 2 a Nizza Monferrato, la mostra “Dialoghi fluttuanti” di Antonella Marietta e Cinzia Savina. Le due artiste sono docenti di tecniche pittoriche e fashion design e sono impegnate da tempo, in modo creativo e proficuo, nei settori della moda e delle arti figurative. I testi sono di Francesco Antonio Lepore.

La mostra è straordinariamente originale nell’accostamento tra sculture in ceramica di Marietta e abiti-sculture di Savina, con effetti cromatici e scenografici davvero magici. Il visitatore si troverà ad ammirare sculture raffinate e evocative, che diventano costumi elaborati con ardite metafore, sculture di luce e di vento accostate a abiti di sfolgorante raso e delicata trasparenza di chiffon. L’esposizione è un modo coinvolgente e emozionante di intendere l’arte che diventa alto artigianato e creatività contagiosa, interpretata magnificamente dalla poesie di Gibran “Magia”: “L’aspetto delle cose varia / secondo le emozioni, / e così noi vediamo / magia e bellezza in loro: / ma bellezza e magia, in realtà, / sono in noi”. La mostra rimarrà aperta fino al 24 febbraio 2019. Ingresso libero.

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Art ‘900 - 100 opere della Collezione d’arte di Davide Lajolo

di: Presentazione

Lo scrittore racconta le opere degli artisti

A Nizza Monferrato, nel centro storico “patrimonio dell’umanità” Unesco, è ospitata l’esposizione permanente Art’900 - Collezione di Davide Lajolo, messa a disposizione del Comune dalla figlia Laurana.

La collezione consta di 100 opere (oli, tecniche miste, grafica, sculture) di artisti italiani contemporanei, disposta in tre sale espositive di Palazzo Crova.

Un legame speciale

Davide Lajolo, nato nel paese di Vinchio (a sette chilometri da Nizza), ha avuto un legame particolare con la città ed è stato il suo primo cittadino onorario. Comandante partigiano con lo pseudonimo di Ulisse, ha partecipato, nell’autunno del 1944, con le forze garibaldine e autonome, alla liberazione di quaranta comuni dell’hinterland che hanno costituito la Zona liberata dell’Alto Monferrato (ottobre-dicembre 1944). Il 23 aprile 1945, con i suoi garibaldini, ha liberato Nizza e la città è medaglia d’argento ai valori della Resistenza.

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Una corniola incisa dal foro della romana Hasta.

di: Cristina Marchegiani, Associazione Le Muse

Perché nulla manchi al piano della mia opera, restano ora le gemme: la maestà della natura vi si concentra in uno spazio ristretto, e molti ritengono che in nessun altro aspetto essa sia più degna di ammirazione. Plinio, N.H., XXXVII, 1.

I lavori di scavo eseguiti nelle cantine di Palazzo Mazzetti nell’ambito del progetto di ristrutturazione dell’intero edificio hanno restituito, tra gli altri reperti, una piccolissima gemma in corniola.

Sulla corniola è raffigurato un uomo barbato, ricurvo, in movimento verso sinistra, vestito di un corto mantello, con un cappello a punta. Il personaggio, raffigurato con lineamenti un po’ grotteschi forse per intento caricaturale, porta sulla spalla destra una zappa a due denti (bidens), mentre un corto bastone a punta (un attrezzo agricolo?) lo sorregge nella camminata.  

Le fonti tramandano che il bidens era utilizzato dai contadini romani, in modo costante nella coltivazione della vite. Columella scrive che i contadini… lasciando uno spazio, in base al costume di ognuno di coltivare le vigne con l’aratro o con il bidente intraprendono un nuovo filare. (Res Rustica, 3.13.3); e inoltre: non si può definire il numero di volte in cui bisogna rivoltare il terreno con il bidende, ma…ai più sembra che sia sufficiente vangare i nuovi vigneti ogni trenta giorni dalle calende di marzo ad ottobre (Res Rustica, 4.5.I).

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Il ritorno a torino di Augusto Cesare Ferrari, la vicenda umana

di: Liliana Pittarello

Nato figlio di ignoti a San Possidonio (Mo) nel 1871, Augusto crebbe con la famiglia della balia fra Bassa Modenese, Oltrepò Mantovano  e Genova, dove nel 1892 fu riconosciuto dal padre Francesco Ferrari, negoziante di vini nato a Cavezzo ma residente a Roma. Finalmente col cognome Ferrari, corse a Torino per intraprendere la vita che sognava: studiare in Accademia e fare il pittore. Nel 1900 si diplomò docente di disegno d’ornato al Museo Industriale di Torino.

Espose a Torino dal 1901 alla Promotrice ed al Circolo degli Artisti, di cui fu socio da quell’anno. Dipinse anche panorami, dapprima col suo maestro Giacomo Grosso, per le battaglie di Torino e di Maipù, poi da solo, quando realizzò con aiuti il grande panorama di Messina distrutta (1950 mq di pittura, esposto a Torino negli anni 1910-11). Su indicazione di Giacomo Grosso, decorò nel 1911 la chiesa parrocchiale del suo paese natale, Cambiano (To).

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GLI UOMINI DELL’ARCOBALENO - Davide Lajolo

di: Laurana Lajolo

CAPITOLO PRIMO

INNAMORATO DELL’ARTE E DELLA POESIA

Sicuramente è stata quella professoressa di storia dell'arte negli anni del liceo a impastarmi la fantasia di segni e colori. La ricordo rappresa nel marrone dei suoi vestiti, nel suo corpicino snello, gli occhi scattanti intelligenza e solitudine, la voce dolce, o così la voleva rendere per forza di volontà, perché, ripeteva spesso, davanti all'arte bisognava riuscire a parlare piano visto che non poteva farci lezione in silenzio come avrebbe desiderato, lasciando parlare soltanto le immagini alle quali ci poneva di fronte. Quelle ore di lezione erano per me così intense di emozioni che cambiavo addirittura carattere e atteggiamento. Mi trasformavo, da capintesta dello scherzo e dell’indisciplina, in uno scolaro attento, tutto orecchi, sicché gli altri, che non capivano il fascino dei segni e dei colori, mi compativano convinti che mi fossi innamorato di quella professoressa che, per il suo aspetto fisico e il suo comportamento, assomigliava più ad una nostra compagna che ad un'insegnante.

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