itenfrdeptrorues

Una corniola incisa dal foro della romana Hasta.

di: Cristina Marchegiani, Associazione Le Muse

Perché nulla manchi al piano della mia opera, restano ora le gemme: la maestà della natura vi si concentra in uno spazio ristretto, e molti ritengono che in nessun altro aspetto essa sia più degna di ammirazione. Plinio, N.H., XXXVII, 1.

I lavori di scavo eseguiti nelle cantine di Palazzo Mazzetti nell’ambito del progetto di ristrutturazione dell’intero edificio hanno restituito, tra gli altri reperti, una piccolissima gemma in corniola.

Sulla corniola è raffigurato un uomo barbato, ricurvo, in movimento verso sinistra, vestito di un corto mantello, con un cappello a punta. Il personaggio, raffigurato con lineamenti un po’ grotteschi forse per intento caricaturale, porta sulla spalla destra una zappa a due denti (bidens), mentre un corto bastone a punta (un attrezzo agricolo?) lo sorregge nella camminata.  

Le fonti tramandano che il bidens era utilizzato dai contadini romani, in modo costante nella coltivazione della vite. Columella scrive che i contadini… lasciando uno spazio, in base al costume di ognuno di coltivare le vigne con l’aratro o con il bidente intraprendono un nuovo filare. (Res Rustica, 3.13.3); e inoltre: non si può definire il numero di volte in cui bisogna rivoltare il terreno con il bidende, ma…ai più sembra che sia sufficiente vangare i nuovi vigneti ogni trenta giorni dalle calende di marzo ad ottobre (Res Rustica, 4.5.I).

L’interpretazione del dato archeologico trova conferma nelle fonti scritte sul tipo di strumento raffigurato e sul suo principale utilizzo nella coltivazione della vite, che sappiamo essere  presente in età romana sul territorio piemontese.

A chi appartenne la corniola? Quale storia nasconde la sua ambrata trasparenza?

Ci piace pensare che la gemma sia appartenuta ad un proprietario terriero dedito alla viticoltura e che la scelta del disegno da incidere sulla stessa sia un chiaro e comprensibile richiamo alla sua professione. Immaginiamo quest’uomo passeggiare nel foro, intrattenersi con gli amici, andare alle terme e, nella confusione delle voci e delle contrattazioni del mercato, non accorgersi di aver perso la pietra dell’anello…

Dopo più di duemila anni  la gemma, riacquistata l’antica luce, narra la sua microstoria a chi l’ha scavata, studiata ed interrogata con la consapevolezza che il muto oggetto che oggi fa mostra di sé nella vetrina del museo visse una ben diversa quotidianità e che, come sostiene Robert Mortimer Wheeler, l’archeologo quando scava non porta alla luce oggetti, ma esseri umani.

 

 

Tags: storia, Palazzo Mazzetti Asti, ristrutturazione, gemma, corniola, bidens, contadini romani, coltivazione della vite, archeologia

 


© 2018-2019 ADL culture On-line

Autorizzazione del Tribunale di Asti n. 4/2018

logoADL
Associazione Davide Lajolo onlus - via Alta Luparia, 5 - 14040 Vinchio (AT) - P.IVA. 91006490055


Contattaci

 

adlculture.it rimane a disposizione dei titolari di copyright che non è riuscita a raggiungere.