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Il ritratto e lo studio di figura nel Novecento

Alla Fondazione Eugenio Guglielminetti, Asti, corso Alfieri 375 dal 6 ottobre al 16 dicembre (orario: venerdì, sabato e domenica 16-18) è allestita la mostra a cura di Marida Faussone con allestimento di Giuseppe Orlandi Il ritratto. Lo studio di figura. Opere della Fondazione Eugenio Guglielminetti, rassegna tematica di dipinti, sculture, disegni dei Maestri del Novecento, conservati presso le Collezioni della Fondazione dedicata allo scenografo astigiano. La sezione dedicata al ritratto è particolarmente ricca di testimonianze, legate alla concezione pittorica tardo ottocentesca: dal “Ritratto” di Michelangelo Pittatore (1825-1903), ideale caposcuola della cerchia novecentista astigiana, al “Ritratto di Eugenio”, eseguito nel 1932 da Giuseppe Manzone, in quegli anni insegnante di disegno dell’adolescente Eugenio Guglielminetti, al sobrio “Autoritratto” di Pio Pia, il “pittore della luce” di Isola Villa d’Asti (1900- 1958) fino ai piccoli studi su tavola di Vincenzo Adorni (Asti 1880-1958).  

La ricerca dei Maestri del Novecento italiano è testimoniata dalla classicità di Pietro Annigoni (Milano 1910- Firenze 1988) e dal realismo di Renato Guttuso (Bagheria 1911- Roma 1987). Al “Riposo” di Felice Casorati (1883-1963), personalità carismatica del Novecento europeo, riferimento costante per le generazioni del secondo dopoguerra, si ispirano il metafisico dipinto “La mia musa” di Mario Bionda (1913-1985), la linearità dell’”Adolescente” di Amelia Platone (1927-1994), l’essenzialità compositiva della pittrice astigiana Maria Martinengo (1919-2002). Intense interpretazioni espressive si rivelano nel “Ritratto di Roberto” dell’artista francese Pierre Ramel (1927-1997), nel pastello su carta “Mio padre”, datato 1940, di Eugenio Guglielminetti, nel “Personaggio” di Pietro Sciavolino e nell’acquarello e pastello “Nemesi” dello scultore ed incisore padovano Emilio Baracco.

Tra i dipinti, compaiono i ritratti coloniali del pittore valsusino Giuseppe Pognante (1894-1985), la figura espressionista del maestro torinese Edgardo Corbelli (1918-1989), l’introspezione psicologica di Alfonso Birolo (1927-2006), il rigore dell’alessandrina Laura Maestri (1919-1986), l’allusivo “Ritratto di Michela” di Mario Perosino (1930-2008). Due dipinti ad olio su tela ritraggono lo scenografo astigiano Guglielminetti in giovinezza (1966), ad opera di Silvio Ciuccetti ed in maturità (2003), ad opera di Guido Mastallone.

Singolari interpretazioni della figura umana percorrono il secondo dopoguerra: dai disegni di Demetrio Corino (1902-1961) e di Alfredo Ghiggi (1918-1997), allo studio “Giochi di spiaggia” del pittore torinese Sergio Albano (1939- 2008), alle filiformi figure di Antonio Guarene, accanto alle originali soluzioni figurali degli scenografi Emanuele Luzzati e di Ottavio Coffano. La sezione dedicata alla scultura presenta un inedito “Ritratto di Renzo De Alexandris” in gesso, eseguito dall’amico Giovanni Arri jr nel 1967, una  terracotta di Gigi Quaglia (1915-2004), l’elegante gesso “Salomè” (1993) dello scultore torinese Sergio Unia accostato alla raffinata tempera “Salomè” di Enrico Colombotto Rosso

http://museoeugenioguglielminetti.it/

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Tags: pittura, mostra, Novecento, Fondazione Eugenio Guglielminetti, ritratto, disegni

 


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