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Matera 2019. Capitale europea della cultura

di: Paolo Verri, direttore di Matera – Basilicata 2019

Intervista a Paolo Verri, direttore di Matera – Basilicata 2019

1) Come è stato possibile il “miracolo” di Matera capitale europea della cultura 2019

Matera 2019 non è un miracolo ma una grande forza di volontà collettiva fatta dalla capacità delle Istituzioni di stare insieme, dei cittadini di convincersi che la partecipazione attiva è possibile e di un gruppo dirigente variegato, proveniente da diverse parti dell’Italia e dell’Europa che si è messo a servizio di un progetto molto chiaro e definito. Un progetto sviluppato attraverso due modalità, una strategica, con l’obiettivo di mettere Matera sulla mappa della cultura e del turismo, e una tattica, dando informazioni molto precise a chi avrebbe dovuto selezionare la città per il titolo di Capitale Europea delle Cultura.

2) Quali sono i punti forti dell'organizzazione degli eventi?

Abbiamo creato un calendario davvero molto fitto che fa della partecipazione dei cittadini alla costruzione dei contenuti, il punto forte e vincente, a partire dalla cerimonia inaugurale del 19 gennaio, nella quale saranno protagoniste le bande provenienti dai comuni della Basilicata e dalle altre Capitali Europee della cultura. Ben metà delle produzioni originali sono frutto di un lungo percorso di co-creazione fatto insieme alla scena creativa lucana, con il coinvolgimento di artisti e partner sia locali che internazionali.

Attraverso due progetti pilastro, l’I-DEA e l’Open Design School, valorizziamo il patrimonio e le competenze locali attraverso la sua reinterpretazione artistica e creativa e l’ausilio di esperti nazionali e internali, mentre nel percorso delle quattro grandi mostre, che si snoderà per tutto l’anno, raccontiamo la storia di Matera, la terza più antica del mondo, dalle grotte scavate nel tufo alle attuali esplorazioni scientifiche riguardanti l’osservazione della Terra.

Non mancano inoltre le produzioni frutto di collaborazioni con importanti istituzioni culturali, come il Teatro della Albe di Ravenna con cui realizzeremo la messa in scena del Purgatorio di Dante, o il Teatro San Carlo di Napoli, che ci aiuterà a portare nei Sassi la Cavalleria Rusticana di Mascagni.

3) Che cosa rimarrà a Matera e alla Basilicata dopo il 2019?

Dopo il 2020 rimarrà innanzitutto un orgoglio unico, e soprattutto una notorietà che non cambierà almeno per la prossima generazione. Matera è in questo momento uno dei dieci luoghi più desiderati d’Italia e deve saper sfruttare questo punto di forza. A ciò si aggiunge la capacità degli operatori di lavorare in maniera coordinata e tanta formazione per moltissimi giovani che sapranno operare davvero bene sia a livello locale che nazionali.


Fondazione Matera-Basilicata 2019, C/o Palazzotto del Casale, Via Madonna delle Virtù 75100 Matera, Tel. +39 0835256384, web: www.matera-basilicata2019.it

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Tags: Matera 2019, capitale europea della cultura

 


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