Venerdì 29 marzo 2019 - ore 15,30

Piazza Leonardo da Vinci, 22 Asti

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Sfida del diabete

di: dr. Luigi Gentile, Direttore Diabetologia Asti

Intervista di Graziella Boat al dr. Luigi Gentile

Direttore Struttura Organizzativa Complessa Di Diabetologia Dell’Asl Di Asti. Coordinatore Della Rete Endocrino Diabetologia Del Piemonte Orientale


Perché il 14 novembre è stata dichiarata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Word Diabetes Foundation, giornata mondiale del Diabete?

Dal 1991 l’International Diabetes Federation (IDF) e l’OMS, a fronte della crescente “sfida” del diabete hanno istituito la GMD e la data del 14 novembre è stata scelta perché corrisponde alla data di nascita di Frederik Banting, lo scopritore dell'insulina con Charles Brest, nel 1922. A seguito della Risoluzione dell’ONU del 2006 che definisce il diabete “una minaccia per le famiglie, gli Stati Membri e per il mondo intero” dal 14 novembre 2007 la GMD è riconosciuta giornata ufficiale dell’ONU.

L’IDF nel 2017 stimava in 451.000 milioni nel mondo le persone con diabete diagnosticato. Con il trend attuale, nel 2045 secondo le stesse stime potrebbero essere 693.000 milioni le persona con diabete nel mondo. I casi diagnosticati di diabete sono aumentati in modo rilevante, in parte per una maggiore sensibilità che ha favorito il ricorso ai controlli ed ad una diagnosi precoce, in parte per cause legate anche all’invecchiamento della popolazione: nelle classi di età più avanzate la prevalenza del diabete è prossima al 20% della popolazione. In Italia il 65% delle persone affette da diabete che afferiscono alle strutture Diabetologiche ha più di 65 anni. Determinante nell’incremento epidemico del diabete è la presenza di obesità e la mancata adozione di stile di vita salutare.

Che cosa significa stile di vita negativo?

Cattive abitudine alimentari con consumi eccessivi di cibo ricco di grassi e povero di fibre, vita sedentaria, poco esercizio fisico, sono alcune delle cause che possono provocare il diabete. Un’altra delle condizione favorenti è, comunque, la familiarità e la presenza di comorbilità frequentemente associate al diabete, quali obesità, ipertensione arteriosa, dislipidemia (incremento dei gassi nel sangue).

Dai dati diffusi da Diabete Italia, una persona su tre ha il diabete ma non lo sa, perché?

Occorre dire che il diabete 2, almeno in una fase inziale, non dà sintomi, o li dà molto lievi e quindi è difficile individuare elementi per ricorrere a specifici controlli medici. Tuttavia le campagne di informazione che da anni stiamo conducendo, hanno aumentato la consapevolezza del problema, fornendo elementi adeguati per identificare le persone a rischio diabete: sovrappeso, familiarità, vita sedentaria, dieta non sana. Per questo ad Asti ormai da molti anni abbiamo sviluppato una partnership con il Volontariato ed una collaborazione in rete con farmacisti, medici di base, per favorire uno sistematica identificazione dei pazienti a rischio di sviluppare il diabete ed i casi ignorati, con il controllo della glicemia, come avviene nella GMD.

Come si è svolta ad Asti la giornata mondiale del diabete?

Nella collaborazione tra ASL AT e SOS Diabete quest’anno la GMD è stata celebrata l’11 novembre, coincidente con la domenica, al fine di agevolare la  più ampia partecipazione della Cittadinanza al Percorso Salute. Come di consueto abbiamo organizzato anche un avvenimento culturale come il concerto musicale, tra l’altro di alto livello con la presenza di qualificatissimi professionisti guidati dai Maestri Sergio Delmastro e Monica Cattarossi (la violinista Agnese Ferraro fa parte dell’orchestra della Scala), per richiamare il più possibile pubblico e sottoporre le persone, che accettavano, a controlli glicemici. La mattinata, organizzata con la preziosa e fattiva collaborazione di 30 volontari dell’Associazione S.O.S. Diabete e la partecipazione di tutto il personale, medici e infermieri, della SOC Diabetologia, è iniziata alle 7,30 con l’accoglienza delle persone da parte dei volontari, ai prelievi per controllo della glicemia da parte delle infermiere di diabetologia, alla distribuzione di un questionario ad hoc e, gli incontri con i medici e con la podologa. La parte istituzionale dell’evento ha previsto i saluti dei soggetti organizzatori (ASL AT ed Associazione di Volontariato) e dei soggetti che hanno concesso il Patrocinio all’iniziativa, con Intervento di Comune, Ordine dei Medici e dei Farmacisti. Momento particolarmente significativo è stato l’Intervento della dottoressa Paola Pisanti, delegata del Ministero della Salute con la presentazione del Piano Nazionale Cronicità.

La dottoressa Pisanti ha sottolineato che la Regione Piemonte è tra le più attive, insieme a Toscana ed Emilia Romagna, nel fornire una puntuale e qualificata assistenza alla persone con diabete.

Il Piemonte è stata la prima Regione in Italia ad istituire nel 2016 la Rete Endocrino-Diabetologica nel 2016, di cui l’ASL AT è Capofila per il Piemonte Orientale.

Quante sono state le persone che si sono sottoposte allo screening e quali sono stati i risultati?

Il numero di persone che ha completato l’intero percorso di promozione alla Salute è stato di circa 70 fin dalla prima mattinata. Tra le persone che si sono sottoposte al prelievo, sono stati individuati 2 nuovi casi di diabete e come tali prontamente valutati ed indirizzati al medico curante per l’avvio del percorso di cura; alle 10 persone per le quale è stata riscontrata un’alta probabilità di sviluppare il diabete nei prossimi 10 anni, è stata valorizzata l’opportunità per suggerire loro strumenti per agevolare l’adozione e l’implementazione di un corretto stile di vita, per la prevenzione del diabete.

Quindi, ancora una volta è fondamentale insistere sullo stile di vita?

Certamente si!. Un apporto nutrizionale bilanciato, l’adozione dell’attività motoria quale risorsa terapeutica…. lasciare il più possibile l’auto e andare a piedi. Asti è una città bellissima e percorribile a piedi e in più una riduzione del traffico non può che portare altri benefici alla salute, con la riduzione dell’esposizione ad inquinante ambientali.

Come viene fornita assistenza diabetologica in provincia?

Con una fitta rete di punti di assistenza territoriale al diabete, valorizzando le Case della salute; la disponibilità dei volontari dell’Associazione SOS Diabete, che ci hanno aiutati nella raccolta di fondi, fa si che da oltre 15 anni sia attiva la presenza di un’unità mobile di diabetologia con un team composto da una volontario/autista, un medico ed una infermiera. Tanto il mattino quanto il pomeriggio di quattro giorni alla settimana siamo presenti in 17 comuni della provincia, sedi di Distretto Sanitario Territoriale, dando una risposta, con tale modalità assistenziale innovativa, a 2.000 persone con diabete, molti di loro con condizioni di fragilità, di comorbilità e più anziane, con minore possibilità di accedere a Strutture ospedaliere. Questo servizio strutturato, al momento, è attivo nella sola realtà astigiana.

Qual è la differenza tra il Diabete 1 e 2?

Il Diabete 1 colpisce soprattutto i giovani ed è legato ad un danno a livello delle cellule pancreatiche e richiede, fin dalla diagnosi il ricorso all’assunzione di terapia insulinica. Il Diabete 2, il più diffuso, come già detto riguarda lo stile di vita e la familiarità. Si può controllare con l’intervento sullo stile di vita, con la somministrazione di terapie anti-iperglicemiche orale e solo nei casi più avanzati richiede la somministrazione di insulina.

I medici di una organizzazione non governativa, CUAMM di Padova, che opera in 24 ospedali di otto Paesi dell’Africa sub-Sahariana, hanno fatto una grande campagna di prevenzione per la diagnosi e la cura del diabete, diffuso in questi Paesi. Abbiamo sempre pensato che l’Africa, proprio per le precarie condizioni di vita e di alimentazione ne fosse esente. Perché, secondo lei?

In aree del mondo come l’Africa e l’America latina si assiste ad un fenomeno apparentemente paradossale: la coesistenza di malnutrizione, obesità e diabete, legato all’abbandono dello stile di vista tradizionale a favore del “western life style” con ricorso (soprattutto nei centri urbani) ad alimenti di scarso valore nutrizionale e dove spesso le persone, anche per problemi legati alla scarsità di acqua potabile, ricorrono a bibite zuccherate e a “junk food”. Anche nei Paesi del Golfo, ad esempio, il diabete è in grande crescita, nonostante le condizioni di vita siano molto diverse da quelle dei popoli africani, anche in questo caso per l’abbandono dello stile di vita tradizionale.

 

Tags: Organizzazione Mondiale della Sanità, Giornata del diabete, medicina, prevenzione, stile di vita

 


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