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Disuguaglianze e disabilità

di: Willy Rizzolari dal Costarica

Inizio questa nota condividendo e appropriandomi di una frase dell’opportuno, per la tempistica, preciso nell’analisi e nella garbata proposta di diffusione del video, dall’articolo di Marco Castaldo, scritto il 02 dicembre e pubblicato in Società: Il disabile non è necessariamente un “malato” e, come tale, non deve essere solo “curato” dal punto di vista sanitario”.

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3 dicembre 2020, Giornata internazionale disabilità. Diritti alla meta!

di: Marco Castaldo

Il 3 dicembre si celebra la Giornata Internazionale per i diritti delle persone disabili. Il tema che l’ONU ha individuato per quest’anno è: “Ricostruire meglio: verso un mondo post COVID-19 inclusivo della disabilità, accessibile e sostenibile”. Indubbiamente la pandemia ha evidenziato maggiormente le criticità presenti nelle nostre società ed ha, soprattutto, esasperato le disuguaglianze che coinvolgono anche le persone disabili.

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Rapporto Onu su Sviluppo per le persone con disabilità

di: redazione

Prende in esame 13 obiettivi di Sviluppo sostenibile, dal punto di vista delle persone con disabilità. Mette in evidenza le disparità nei diversi ambiti della vita sociale. Tema della giornata: “Rafforzare le persone con disabilità e garantire inclusione e uguaglianza”

“Disabilità e sviluppo: la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile da, per e con le persone con disabilità”: è il Rapporto che le Nazioni Unite diffonderanno il 3 dicembre, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità., dopo averne anticipato sommariamente i contenuti qualche mese fa. Il tema scelto per quest'anno - “Rafforzare le persone con disabilità e garantire l'inclusione e l'uguaglianza” - pone infatti al centro della riflessione e dell'azione globale il potenziamento delle persone con disabilità, nell'ambito di uno sviluppo che sia inclusivo, equo e sostenibile, come previsto dall'Agenda 2030, che si pone l'obiettivo di “non lasciare nessuno indietro”: le persone con disabilità, in quanto beneficiarie e al tempo stesso agenti di cambiamento, possono e devono partecipare a questo processo diretto a uno sviluppo che sia inclusivo, equo e sostenibile, come previsto dall'Agenda 2030, che si pone l'obiettivo di “non lasciare nessuno indietro”: le persone con disabilità, in quanto beneficiarie e al tempo stesso agenti di cambiamento, possono e devono partecipare a questo processo diretto a uno sviluppo inclusivo e sostenibile, promuovendo una società resiliente per tutti. Un percorso che si deve compiere attraverso la sinergia tra organizzazioni rappresentative, istituzioni accademiche e settore privato, unite nell'intento di raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo sostenibile.

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Speciale disabilità

Una nuova legge sulla disabilità in Italia:
un diritto di uguaglianza
Studio a cura di Marco Castaldo
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Il Modello Sociale della disabilità

Fino a pochi decenni fa, la disabilità era considerata solo nel suo aspetto di limitazione insita nell’individuo e trattata esclusivamente come “problema” medico su cui intervenire individualmente.

Un paradigma applicato oggi quasi universalmente è invece il cosiddetto Modello Sociale della Disabilità, coniato negli anni ottanta in contrapposizione al tradizionale modello medico. A suo tempo fu rivoluzionario, ed è la base teorica delle definizioni più aggiornate e corrette di disabilità.

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Le leggi vigenti

Le leggi italiane in tema di disabilità sono molteplici, ma molte di esse hanno avuto scarsa efficacia e, soprattutto, sono state applicate in modo disomogeneo sul territorio nazionale. Il periodo più fertile riferibile alle innovazioni legislative in tema è il decennio fine anni 60/fine anni 70.

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Il diritto all'uguaglianza

Vita Indipendente: diritto della persona disabile

Per le persone con disabilità, la Vita Indipendente è il diritto di poter vivere come chiunque altro. È il diritto all'autodeterminazione della propria esistenza per affrontare e controllare in prima persona, senza nessuna decisione esterna o di altri, il proprio quotidiano e il proprio futuro. In definitiva, è libertà di scelta nonostante la disabilità.

Il movimento per la Vita Indipendente si oppone con tutte le sue forze agli istituti, anche a quelli cosiddetti “moderni”.

Molte delle strutture nelle quali ancora oggi le persone con disabilità vengono di fatto “relegate” hanno costituito per lungo tempo e, in molti casi lo costituiscono tuttora, l’unica risposta che lo Stato è riuscito ad immaginare per consentire a queste persone di rimanere in vita.

Il vivere in famiglia dovrebbe essere considerato un valore aggiunto in quanto il soggetto disabile rimane a contatto con gli affetti più cari, nella propria abitazione ed inserito in un contesto sociale e familiare protetto. Spesso, però, ciò comporta il prezzo altissimo del sacrificio imposto ad un altro componente della famiglia che, di fatto, sacrifica totalmente la propria esistenza. Questi sono i cosiddetti caregiver familiari, figure decisamente poco tutelate dall’attuale sistema normativo nazionale e che devono essere necessariamente rivalutate, protette, ma soprattutto riconosciute.

Gli aspetti psicologici di una lunga ed imposta convivenza rappresentano un grave problema che intacca gravemente gli assetti della vita quotidiana minando la stabilità, la salute psicofisica e il depauperamento economico di molte famiglie italiane.

Se le disabilità che coinvolgono le persone sono così gravi da non poter consentire la propria autonomia nell’esercizio delle normali attività della vita quotidiana si realizza l’assoluta dipendenza nei confronti del caregiver. Il soggetto disabile non è nelle condizioni di decidere autonomamente i tempi e i modi per soddisfare le proprie necessità primarie quali ad esempio: quando alzarsi, quando fare la doccia, quando vestirsi, quando uscire e con chi farlo.  Quello che per una persona cosiddetta “normodotata” rappresenta la scontata quotidianità, per la persona disabile rappresenta la frustrante consapevolezza dell’oggettiva impossibilità di vedere soddisfatte queste primarie necessità personali.

L’aspetto fondamentale che si intende sottolineare non è unicamente legato al soddisfacimento delle comuni necessità della vita quotidiana bensì, prima ancora, la determinazione del controllo della propria vita inteso come espressione dei propri imprescindibili diritti civili e del rispetto della dignità della persona al fine di abbattere le disuguaglianze all’interno delle dinamiche sociali.

Le persone disabili che hanno la possibilità di accedere ai progetti di Vita Indipendente sono così entusiaste e scoprono energie fisiche e psicologiche fino ad allora sconosciute. È come scoprire un nuovo mondo, come nascere una seconda volta ed essere improvvisamente “affamati del futuro”.

Una nuova legge sulla disabilità in Italia:
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La nuova figura dell'Assistente Personale

Il primo e più importante ausilio di cui le persone con disabilità necessitano per la loro libertà ed autodeterminazione, per uscire dalla condizione di subalternità è indubbiamente l’Assistente Personale. Questa figura rappresenta la condizione senza la quale è oggettivamente impossibile realizzare l’uguaglianza dei diritti e, grazie alla quale, istituti, comunità, case famiglia e, spesso, anche la “segregazione domestica” diventano inutili. L’Assistente Personale è quell’indispensabile figura che permette alle persone disabili di svolgere tutte quelle funzioni che l’handicap di cui sono affette impedisce loro di svolgere in forma autonoma. Sia che si tratti di disabilità motoria, intellettiva o sensoriale l’Assistente Personale deve essere visto come un vero e proprio “prolungamento” che svolge la precipua funzione di provvedere allo svolgimento di tutte quelle azioni e attività che rappresentano la volontà del soggetto disabile con il necessario ed indispensabile senso di responsabilità e coscienza che il ruolo impone.

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Una nuova legge sulla Vita Indipendente

L’attuale situazione sopra descritta ci porta a proporre alcuni argomenti e proposte per migliorare il quadro normativo e l’applicazione delle disposizioni operative circa i progetti di Vita Indipendente.

  • Realizzazione di una banca dati unica ed aggiornata delle disabilità in Italia;
  • studio di una legge quadro nazionale che determini in modo chiaro e congruo le risorse economiche da destinare ai progetti di Vita Indipendente;
  • istituzione di un tavolo permanente per lo studio, il coordinamento ed il controllo con le istituzioni, gli enti e le amministrazioni territoriali in tema di Vita Indipendente;
  • revisione e modifica dei regolamenti per l’accesso ai progetti di Vita Indipendente con particolare riferimento alla valutazione del patrimonio mobile ed immobile del soggetto disabile e superamento della certificazione ISEE;
  • omogeneizzazione e controllo dell’attuazione dei modelli e delle Linee Guida per i progetti di Vita Indipendente;
  • aggiornamento ed omogeneizzazione degli interventi di sostegno economico per l’assistenza dei soggetti disabili;

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Elezioni europee e disabilità

di: Domenico Massano

In vista delle prossime elezioni europee, l’EDF (European Disability Forum) ha rivolto a tutti i candidati un appello strettamente correlato al “Manifesto sulle Elezioni Europee 2019 accessibili”: “Sei un candidato alle elezioni per il Parlamento europeo? Impegnati, firmando questo modulo, a promuovere e sostenere i diritti delle persone con disabilità”.

Diritti la cui piena esigibilità, in Italia e in Europa, pare ancora essere un miraggio, a partire dal diritto di votare proprio alle prossime elezioni europee, come evidenziato dal CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo), nel recente rapporto “La realtà del diritto di voto delle persone con disabilità alle Elezioni del Parlamento Europeo”: “In ciascuno dei 27 paesi dell'UE vi sono leggi o disposizioni organizzative che escludono alcuni elettori con disabilità dalla possibilità di partecipare alle elezioni del PE. […] Milioni di cittadini dell'UE non hanno la possibilità di votare a causa di disposizioni organizzative (ostacoli tecnici) che non tengono conto delle esigenze derivanti dalla loro disabilità”.

Gli impegni da sottoscrivere proposti dall’EDF riguardano, in particolare, cinque aspetti che dovrebbero essere largamente condivisibili:

  • Elezioni europee pienamente accessibili e inclusive, affinché alle persone con disabilità sia garantito il diritto di voto e di candidarsi alle elezioni.
  • Una strategia europea sulla disabilità 2020-2030 completa e ben finanziata, concepita per attuare e monitorare l'implementazione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità.
  • Finanziamenti UE per garantire pari opportunità e non discriminazione.
  • Un pilastro UE dei diritti sociali al fine di migliorare le condizioni di vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie all'interno della società.
  • Un'Europa dei diritti umani, adottando una legislazione globale contro la discriminazione a livello dell'UE.

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