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La sindaca di Barcellona fa così

di: redazione

In una recente intervista* Ada Colau, sindaca di Barcellona, riconosce che il turismo di massa, di cui la sua città è un polo di grande attrazione, ha un grande impatto sul mercato immobiliare. Quindi ha preso provvedimenti con multe e limiti a Airbnb (affitti di case on line), che favorisce l’evasione fiscale anche dei proprietari. E’ anche preoccupata che il turismo abbia come conseguenza di espellere i residenti e il piccolo commercio. Quindi ha deciso di aumentare la tassa turistica come contributo all’aumento delle spese del trasporto pubblico, dei servizi di sicurezza e di pulizia della città.

Riguardo alla speculazione edilizia ha messo a disposizione risorse comunali per realizzare nuove case popolari nell’arco di un quinquennio, riciclando contenitori vuoti e offrendo soluzioni temporanee per giovani e anziani e per persone socialmente escluse. Il Comune di Barcellona interviene anche nei confronti dei privati, per esempio imponendo multe alle banche che tengono alloggi sfitti, utilizzabili per alloggi popolari. Va ricordato che Colau è stata una militante del movimento del diritto alla casa.

La sindaca sottolinea che le città sono responsabili del 70% delle emissioni e quindi dell’inquinamento e ritiene suo dovere intervenire subito per contenere l’emergenza climatica. Il primo problema è cambiare il modello di mobilità dando priorità al trasporto pubblico, alle biciclette e allea pedonalizzazione. A Barcellona si creeranno dei maxi isolati, le superilles, con limiti alle auto, ZTL.

*dall’intervista di Alessandro Oppes, la Repubblica, 4/10/19

 

Tags: urbanistica, turismo, Barcellona, edilizia, Laboratorio città

 


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