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I girasoli di Maria Luisa Mosele

di: Maria Luisa Mosele

Ial romanzo di Maria Luisa Mosele Non sapevamo di essere girasoli racconta un’esperienza scolastica molto impegnativa di una giovane insegnante negli anni ’80 nel quartiere problematico delle Vallette di Torino in una scuola media frequentata dai figli di immigrati dal Sud, una situazione comune a molte città del Nord. I lavoratori con le loro famiglia abitavano in case in cattive condizioni, in quartieri in cui l’unico servizio pubblico era la scuola, che poteva includere gli allievi o respingerli.

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Klara e il sole

di: Kazuo Ishiguro

L’ultimo libro dello scrittore nippo-britannico Kazuo Ishiguro, vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 2017 è bellissimo e coinvolgente, anche disorientante nel raccontare con la finezza narrativa che gli è propria la storia di un androide Klara, che, con la sua intelligenza artificiale, si prende cura con sensibilità umana di Josie, una ragazza, che, dopo essere stata “potenziata” per volontà della madre, soffre di disturbi che potrebbero portarla alla morte. Il robot, a costo di un suo sacrificio, la salva chiedendo aiuto al sole.

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La ricetta del cuore in subbuglio

di: Viola Ardone

La ricetta del cuore in subbuglio di Viola Ardone presenta in modo originale e molto coinvolgente i risultati dell’analisi della protagonista, Dafne, attraverso i capitoli alternati tra la vita da adulta e l’emotività da bambina. Non è la registrazione delle sedute e non viene neanche spiegato tutto il processo di coscienza e di ricostruzione delle emozioni e delle sofferenze infantili.

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2 giugno 1946. Storia di un referendum

di: Federico Fornaro

«I cinegiornali dell’epoca trasmisero le immagini di un popolo ordinato che si recava disciplinato ai seggi in un clima di festa per la ritrovata democrazia, nonostante la posta in gioco fosse molto grande e la situazione economica ancora molto seria, per non dire drammatica, a causa delle distruzioni prodotte da una guerra i cui ricordi e i drammi erano ancora freschi nella memoria degli italiani».

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Dove Dio ha nome di donna

di: Marco Pastraro

Marco Pastraro è vescovo della Diocesi di Asti dal 2018, ma ha vissuto l’esperienza più intensa della sua vita, come appare dalle pagine del suo libro, come missionario per tredici anni a Lodokejek, Kenya del nord, una terra di pastori Samburu, soggetta a siccità, faticosa da vivere ma con una natura dai colori fantastici.

Ha imparato la loro lingua, ha vissuto le loro ristrettezze e difficoltà, ha rispettato le loro tradizioni coniugandole con il Vangelo e valorizzando il lavoro dei suoi collaboratori e delle catechiste. E racconta l’emozione per la consacrazione di una nuova suora, che supera le convenzioni della sua gente.

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Quando tornerò, l'ultimo romanzo di Marco Balzano

di: Marco Balzano

Quando tornerò di Marco Balzano sono tre storie intrecciate di una donna, che dalla Romania viene in Italia per fare la badante, e dei suoi figli, che ha lasciato a casa per guadagnare dei soldi e permettere loro di studiare. Sono storie di sacrifici, incomprensioni, attese. La madre è partita di nascosto, quando il marito senza lavoro si è già allontanato da casa, senza spiegare la sua decisione ai figli, che rimangono con i nonni e sentono la sua mancanza e rabbia nei suoi confronti.

Marco Balzano rende con sensibilità e, in un certo senso, con tenera partecipazione le vicende della donna, della sua sottomissione alle regole di coloro di cui si prende cura in Italia, mentre di lei non si occupa nessuno. La madre, necessitata dal lavoro, è angosciata dell’incomprensione dei figli per la sua scelta, ma i suoi ritorni a casa sono sempre più rari.

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Prologo, quasi un epilogo. In uscita "Anime"

di: Gianfranco Miroglio

Serve, forse, una breve premessa per entrare nel libro, per non sperdersi nel labirinto di momenti, di posti, di nomi. Per incontrarne i personaggi. Patetici eroi. Colpa mia, se tutto potrebbe o potrà apparire confuso: l’addensarsi di cose da dire e di spinte, l’agitazione di un cuore. Un affanno che aumenta.

Il libro è una nuova storia di Coso. Colui che si è fatto conoscere nelle pagine della Culla e i giorni. Là è comparso nel mondo, c’è stata una sua nascita strana, drammatica, quasi tragica, quasi comica. Genitori sconvolti e poi allibiti. Un dottore e una maga. Un gemello di cui non si è mai saputo granché. Tranne il fatto che è morto. Poi sono venuti cortili e parole e racconti, la neve, tanta neve, un fiume e un nonno e una nonna, cani e gatti. Una casa. Poi Matisse, poi l’amore di Bimba. Pianoforte che suona. Lieto fine, dunque, sembrava. Vivrebbero tutti felici e contenti.

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Il disegno riformatore di Enrico Giovannini

di: redazione

Con la pandemia si è riscoperto il ruolo del pubblico nell’economia e nella sanità e l’editore Donzelli ha pubblicato Pubblico è meglio, a cura di Altero Frigerio e Roberta Lisi, 13 conversazioni con personalità della politica e della cultura che ruotano intorno all’art. 3 della Costituzione, quindi come rimuovere gli ostacoli di ordine sociale ed economico che impediscono i diritti di libertà une di eguaglianza dei cittadini.

Le proposte ridisegnano il ruolo dello Stato nel ri-orientamento del sistema socioeconomico italiano.

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Basta un caffè per essere felici

di: Toshikazu Kawaguchi

Dopo il successo di pubblico di Finché il caffè è caldo lo scrittore e regista giapponese Toshikazu Kawaguchi ha scritto il secondo libro Basta un caffè per essere felici, pubblicato da Garzanti. Anch’esso ambientato in un caffè giapponese, è composto da quattro racconti di viaggi nel tempo, che servono a ricucire un rapporto, a chiarire qualcosa di non detto, a riprendere le fila di un rapporto interrotto, a riparare alla lontananza imposta dalla morte. In un’atmosfera surreale i clienti del caffè ruotano intorno a una donna fantasma che occupa sempre la stessa sedia e beve caffè. Ogni tanto la donna vestita di bianco si alza per andare in bagno ed è quello il momento per chi vuole rivivere o il passato o il futuro di sedersi sulla sua sedia e di avere quella intensa esperienza per pochi minuti, il tempo di bere un caffè prima che si raffreddi.

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L'assemblea degli animali di Filelfio

di: Laurana Lajolo

L’assemblea degli animali è un libro di grande e meritato successo per la profondità e insieme la leggerezza del racconto di come gli animali si organizzano per contrastare i danni ecologici fatti dagli uomini e salvare il pianeta. L’autore vuole rimanere anonimo e si firma Filelfo, nome di un erudito docente umanista del Quattrocento a contatto con i potenti, ma anche, come chiarisce lui stesso: erano chiamati filelfi gli ibridi animali-uomini, quelli che chiama “animandri”, nell’antica lingua che si usava prima di Babele. La tesi del libro è infatti che gli uomini per salvarsi devono diventare un po’ animali e ritornare a contatto con la natura.

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I ragazzi e la mutazione dell'aragosta

di: redazione

Guido Castiglia, attore, regista e drammaturgo, docente di Drammaturgia di relazione dell’Università di Bologna, ha pubblicato il libro Scrivere e raccontare ai ragazzi su esperienze di narrazione e di teatro, con la prefazione di Carlo Lucarelli.

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Le sfide del presente secondo Marco Revelli

di: Laurana Lajolo

Il nucleo teorico dell’ultimo libro Umano Inumano Postumano. Le sfide del presente di Marco Revelli, politologo dell’Università del Piemonte orientale, è che il “dis-umano” sia letteralmente “in-umano”, cioè è parte costitutiva dell’umano, come testimoniano Auschwitz, ma anche molti avvenimenti quotidiani del nostro tempo.

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Incarnazioni dell'odio. Razzismi, sessismi, crudeltà quotidiane

di: A cura di Maria Laura Tkach

La psicoanalisi ci insegna che l’odio è una passione ineliminabile dall’esperienza umana, inestricabilmente legata all’amore, tanto da far coniare a Jacques Lacan il neologismo hainamoration (“odioamoramento”). Tuttavia, se l’odio non è assunto come ciò che anzitutto riguarda la dimensione di estraneità che abita ciascun essere parlante, rendendolo non trasparente a se stesso, non potrà che riversarsi sull’altro, manifestandosi nella forma dell’intolleranza, del razzismo, dell’espulsione di ciò che appare come non conforme. L’impoverirsi della dimensione della parola, che fonda il legame sociale, lascia sempre meno spazio alla possibilità di trattare le differenze e le divergenze sul piano simbolico.

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L'appello

di: Alessandro D’Avenia

L’ultimo romanzo di Alessandro D’Avenia L’appello, è già un grande successo come il precedente Bianca come il latte rossa come il sangue, da cui è stato tratto anche un film con lo scrittore che ha fatto anche lo sceneggiatore.

Il luogo della storia è sempre la scuola con un’ultima classe di liceo con ragazzi dall’adolescenza tormentata.

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Comunità di collina

di: Giovanna Romanelli

Gli elementi che caratterizzano questo prezioso lavoro del professor Renato Grimaldi Comunità di collina: un sistema di sistemi, Milano 2017, FrancoAngeli Editore. sono, prima di tutto, la valorizzazione del luogo e della comunità che lo abita ricostruita nella sua stessa storia e nei progetti che aprono il presente al futuro. La grande storia e la progettualità dei sistemi novecenteschi si rivela oggi del tutto obsoleta ed è allora dal concreto operare, dalla pluralità di progetti, dalla loro diversità - che è produzione reale di ricchezza perché fondata sulla dimensione esistenziale e sulle tante microprogettualità e innovazioni che nascono dalla società - che bisogna ripartire.

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Donatella Ferrario SCONFINARE

di: Laurana Lajolo

Il libro Sconfinare Viaggio verso l’altro e l’altrove di Donatella Ferrario propone un viaggio alla ricerca dell’altro e dell’altrove attraverso otto interviste a note personalità della cultura, usando come parola chiave il termine confine che ha la doppia valenza di muro e/o di ponte. Il confine di ciascuno di noi è sostanzialmente uno stato d‘animo che ha a che fare con la nostra identità, che non è mai unica ma complessa perché si è plasmata e si plasma nel contatto con gli altri. Il confine può essere un confine fisico ma anche psicologico. Furio Colombo nell’introduzione al libro afferma che la civiltà ha inizio dallo sconfinamento, inteso come incontro, dialogo, conoscenza dell’altro e dei limiti che ci sono in noi. Per l’autrice, che dopo una formazione filosofica, si è orientata verso le scienze psicologiche, sconfinamento significa inoltrarsi in sentieri anche senza una bussola.

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Due libri per capire le migrazioni

di: redazione

La malapena di Maurizio Veglio

Il libro scritto dall’avvocato Maurizio Veglio specializzato in diritto dell’immigrazione parla della crisi della giustizia al tempo dei centri di trattenimento degli stranieri con la prefazione di Emma Bonino.

Il centro non è un carcere, ma per chi lo subisce è peggio. La detenzione amministrativa dello straniero nei centri per il rimpatrio (Cpt, Cie, Cpr) è un rito di segregazione, un atto di apartheid che avvalla la mortificazione della dignità umana. Mentre sperimentano il fallimento del proprio progetto migratorio, i reclusi subiscono il potere statale nella sua forma più invasiva e feroce. Qui deflagra una violenza a grappolo: contro il diritto, che autorizza giudici non professionisti a convalidare la detenzione di persone che non hanno commesso alcun reato; contro i corpi, esposti alla tentazione dell'autolesionismo; e contro i luoghi stessi, bersaglio della rabbia dei segregati e di un continuo maquillage giuridico e materiale. E poi c’è il paradosso dell'inefficienza: nonostante l’enorme impiego di denaro, appena il 50% delle persone trattenute viene rimpatriato.

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Ma perché siamo ancora fascisti?

di: Francesco Filippi

Francesco Filippi interviene con un nuovo saggio Ma perché siamo ancora fascisti? nel dibattito sulle eredità del regime in Italia. Avendo effettuato il suo meticoloso e definitivo lavoro di «debunking» sulle numerose e ostinate leggende, ancora così diffuse nel nostro paese, relative al ventennio fascista e alla figura del duce nel libro precedente  Mussolini ha fatto anche cose buone, Filippi dirige ora la sua analisi verso i motivi della fortuna ancora oggi diffusa di una propaganda iniziata oltre due generazioni fa.

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Capitale e ideologia

di: Thomas Piketty

I libri di Thomas Piketty, professore, economista e scrittore francese suscitano sempre un grande interesse per gli esperti e il pubblico. Nel suo ultimo libro “Capitale e ideologia” sostiene che l'elemento decisivo per il progresso umano e lo sviluppo economico sia la lotta per l'uguaglianza e l'educazione, ridiscutendo il mito della proprietà a tutti i costi e prospettando un nuovo orizzonte partecipativo per il XXI secolo, basato sull'uguaglianza, la proprietà sociale, l'educazione e la condivisione dei saperi e dei poteri, un nuovo modello economico e culturale.

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Chav di D. Hunter. Leggere Gramsci in un ospedale USA

di: D. Hunter

Chav di D. Hunter è un libro bello e importante, autobiografico. “Chav” indica i Council House and Violent, proletari violenti che vivono nelle case popolari. Il protagonista del romanzo è un giovane proletario bianco, che ha cominciato a prostituirsi a dieci anni, seguendo il comportamento della madre alcoolizzata, successivamente diventa ladro per garantire cibo a se e alle sue sorelle e comprare i vestiti per andare a scuola, pagare la luce e così via.

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Storia senza perdono di Walter Barberis

di: Federico Fornaro, storico

Con il lento e inesorabile incedere del tempo non solo si affievoliscono i ricordi, ma ci stanno lasciando uno dopo l’altro i testimoni delle grandi tragedie del Novecento, in primis della Shoah. Stiamo entrando, con scarsa consapevolezza collettiva, nell’età della post memoria, un’epoca in cui non solo gli storici di professione, ma tutti noi siamo chiamati al non facile compito di trasmettere una corretta memoria tra le generazioni, senza produrre pericolosi e assai rischiosi cortocircuiti.

I dati del Rapporto Eurispes pubblicati in occasione della Giornata della memoria 2020 ci restituiscono una realtà per molti versi scomoda e inaspettata, e devono indurre a più di una riflessione e a una molteplicità di preoccupazioni. Da questa ricerca emerge, infatti, che il 15% degli italiani è convinto che la Shoah sia propaganda (era il 2,7% nel 2004) e il 16,1% ne ridimensiona la portata. Ma non basta: il 22,2% pensa che gli ebrei controllino i mezzi di informazione e il 26,4% li ritiene l’ago della bilancia della politica americana. Ed è sufficiente ricordare amaramente come una delle ultime sopravvissute all’inferno di Auschwitz, la senatrice a vita Liliana Segre, debba essere accompagnata nella sua vita quotidiana da una scorta delle forze dell’ordine a causa delle minacce ricevute sul web, per rendersi conto della crescita, anche nel nostro paese, di un sentimento di odio antisemita, misto a un diffuso razzismo e di fenomeni di risorgenti gruppi neofascisti, quando non addirittura di neonazisti. Proprio nei giorni delle commemorazioni della Giornata della memoria di quest’anno, in diverse città italiane, sono apparse sui portoni delle case di ex deportati scritte antisemite; immagini che soltanto qualche anno fa sarebbe stato immaginare.

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Riflessione su Come e perché di Davide Lajolo

di: Giuseppe Virciglio (Gilli)

Una recente lettura del testo mi ha portato ad una riflessione che volentieri condivido.

Intanto sicuramente delle cinque (più una) “W” di guida per il giornalista scrittore, in connubio de “il come e il perché” saranno state di maggiore implicazione del tormento esistenziale, di non facile esplicitazione del rapporto tra passato/presente/futuro, di difficile correlazione tra l’anima politica (presente/futuro del mondo operaio) e l’anima antropologica (passato del mondo contadino).

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La misura del tempo

di: Di Gianrico Carofiglio

La misura del tempo è il sesto romanzo che Gianrico Carofiglio dedica alla figura dell’avvocato Guido Guerrieri, che si muove in una Bari raccontata con malinconia e affetto. La trama è semplice: una cliente che ha un figlio in prigione già condannato per omicidio e che è stata amante dell’avvocato molto tempo prima. Le due cronologie si intrecciano nel romanzo: passato e presente all’interno dell’intreccio che conduce il lettore alla ricerca della presunta innocenza dell’imputato già condannato in prima istanza.

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Sete di Amélie Nothomb

di: Amélie Nothomb

Amélie Nothomb, figlia di un diplomatico belga che ha girato il mondo fin da bambina e ha soggiornato molto in Giappone, Cina, USA e Bangladesh è una scrittrice noir di grande successo. Sete è il nuovo romanzo, premio Goncourt 2019. Nel libro Nothomb dà una sua personale versione della Passione di Cristo, in cui il Figlio di Dio, molto umano, riflette in prima persona sul suo destino. Gesù che sta per diventare Cristo mostra in questa confessione il suo volto umano con tutte le sue passioni carnali, mette a nudo il suo cuore prima di essere crocifisso e mostra i suoi dubbi su tutto, perfino sulla sua missione di “idiota venuto a predicare l’amore”. Gesù, che sta per diventare il Cristo, si indigna, si arrabbia e mette in discussione il sacrificio della sua crocifissione, che considera una punizione odiosa, il frutto di un progetto demenziale di Dio in netto contrasto anche con il precetto evangelico e divino dell’amore.

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Divagazioni semiserie di un appassionato d’opera

di: Pier Giorgio Bricchi

Pier Giorgio Bricchi ha deciso di divulgare le sue profonde conoscenze sulla musica lirica non solo con le parole, come fa da molto tempo, ma anche attraverso i libri. Dopo Il romanzo dell’opera ora, sempre dall’editore Teamservice, ecco il secondo volume Divagazioni semiserie di un appassionato d’opera, diviso in due parti.

La prima illustra  notizie, valutazioni e curiosità del complesso mondo dell’opera, soffermandosi sul silenzio affascinante di un teatro d’opera vuoto, in cui l’autore sente comunque risuonare voci e musiche con un senso di appagamento totale in uno spazio fuori al tempo.

Interessante è la breve storia del teatro dal rito sacro della tragedia greca recitata e cantata alla ritrovata sacralità del teatro nel Medioevo che si dilatava nelle processioni e dei riti sulle piazze, per tornare a teatri come edifici chiusi adibiti alla recitazione e alla musica nel Rinascimento. Basta pensare alla grandezza del teatro Olimpico del Palladio.

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Cambiare rotta di Fabrizio Barca

di: Fabrizio Barca

Fabrizio Barca ha recentemente pubblicato il libro Cambiare rotta. Più giustizia sociale per il rilancio dell’Italia, Laterza editore, pp. 84, scaricabile gratuitamente dal sito dell’editore.

Coordina il Forum Disuguaglianze e Diversità sul tema dello sviluppo e dell’iniquità in epoca di neoliberismo con l’obiettivo di fornire una piattaforma organica di proposte per la giustizia sociale aperte alla discussione, a sinistra, partendo dall’art. 3 della Costituzione. Il Forum è composto da otto organizzazioni della società civile (ActionAid, Caritas Italiana, Cittadinanzattiva, Dedalus Cooperativa Sociale, Fondazione Basso, Fondazione Comunità di Messina, Legambiente, Uisp) e singoli ricercatori e accademici.

Il libro si apre con l’intervento tenuto da Fabrizio Barca nel seminario Tutta un’altra storia. Gli anni 20 del 2000, organizzato dal Partito Democratico (Bologna 15-17/11/2019), a cui seguono  approfondimento di esponenti del Forum su pubblica amministrazione, imprese pubbliche ad alta intensità di conoscenza, istruzione,  terzo settore, sanità, povertà educativa, politiche economiche per una crescita inclusiva e sostenibile. L’intento è documentare le misure politiche necessarie per superare l’impianto socioeconomico neoliberale, tendente ad una progressiva e inarrestabile disuguaglianza. La forza propulsiva è individuata nelle organizzazioni di “cittadinanza attiva”.

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I guardiani della memoria

di: Saggio di Valentina Pisanty

Valentina Pisanty è l’autrice di un libro molto interessante, I guardiani della memoria, da leggere in questi giorni di ricordo della Shoah. Semiologa, docente all’Università di Bergamo, dai tempi della sua laurea sul negazionismo del genocidio del popolo ebraico, si occupa delle problematiche di rapporto tra memoria e storia. In questo libro in edizione economica si pone la domanda sulla contraddizione esistente tra la celebrazione della Giornata della memoria (ormai da vent’anni anche nelle scuole) e l’aumento nel mondo di razzismo e di ebraismo in quei paesi in cui le politiche della memoria sono state promosse con maggior vigore.

Si tratta di due fatti scollegati, due serie storiche indipendenti, oppure un collegamento c’è, ed è compito di una società desiderosa di contrastare l’attuale ondata xenofoba interrogarsi sulle ragioni di questa contraddizione?

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La mia ombra è tua

di: Edoardo Nesi

E’ un libro dall’impianto originale, a volte rasenta le situazioni assurde, sarcastico e insieme affettuoso verso il protagonista, Vittorio Vezzosi, scrittore d'un solo libro, pubblicato nel 1995 e accolto da un successo planetario, ma lui si rinchiuse in una casa colonica sopra Firenze e non si fece più vedere da nessuno. Non pubblicò più. L’editore gli manda giovane laureato in Lettere antiche, Emiliano De Vito incaricato di realizzare comunque un romanzo per la stampa. Gli incontri non sono facili e soprattutto sono infruttuosi, ma Vezzosi, a un certo punto, accetta di andare a un incontro pubblico. Il giovane viene coinvolto nella vita frastornata dello scrittore e nel viaggio nell'Italia del 2019 verso Milano, epico e comico, ebbro e stupefatto, intrapreso su una Jeep del 1979 senza tetto né sportelli né parabrezza. Questi due antieroi se ne vanno litigando perché troppo distanti per generazione e visione del mondo, con destini diversi. Arrivano a Milano alla fiera-mercato degli anni Ottanta e Novanta, dove il Vezzosi ha incomprensibilmente accettato di tenere un discorso. L'attenzione del mondo editoriale e mondano impazzito si riversa su di loro, e i social convinceranno l'Italia a fermarsi per ascoltare in diretta il Vezzosi, "l'unica risorsa e l'ultima speranza", mentre fa i conti col suo e col nostro passato. Il viaggio è anche metaforico attraverso un Paese governato dai demagoghi peggiori, senza più consistenza e memoria di sé.

Ma non è un libro noioso e predicatorio, è frizzante, imprevedibile, divertente.

Edoardo Nesi è diventato uno scrittore famoso con un libro che ha vinto il Premio Strega sulla storia della sua famiglia “Storia della mia gente” (Bompiani 2010) che ha perso l’azienda tessile per la concorrenza dell’imprenditoria cinese a Prato. E’ sceneggiatore, romanziere e traduttore.


Edoardo Nesi La mia ombra è tua, La nave di Teseo, € 18, consigliato a Libreria Marchia Mondadori

Il treno dei bambini

di: Viola Ardone

Silvia Ardone ricostruisce una storia realmente accaduta a Napoli attraverso la figura di un bambino, che è salito sul “treno dei bambini” nel 1946 per sfuggire alla fame del suo basso napoletano e raggiungere una famiglia della provincia di Modena, dove non trova solo sostentamento, ma affetto e inclusione. E con quella famiglia costruirà il suo legame più importante. Quei treni che portavano i bambini poveri del Sud in Emilia erano organizzati dal partito comunista utilizzando la solidarietà dei compagni emiliani. Viola Ardone descrive benissimo i sentimenti e l’impegno dei militanti del Sud e del Nord per organizzare i viaggi e i soggiorni umanitari. Il suo stile è di grande efficacia e ricorda quello di Eduardo de Filippo, sia per la tristezza delle situazioni sia per l’umorismo e l’ironia. Il romanzo inizia con la descrizione della vita di stenti delle famiglie napoletane povere. Il protagonista Amerigo è figlio di una ragazza madre, che gli ha raccontato che il padre è partito per l’America a cercare fortuna. Capirà solo da adulto che il padre vero è un piccolo boss del basso che frequenta regolarmente la madre. L’autrice accompagna Amerigo, con attenzione alla verità dei fatti, in tutte le fasi della preparazione e della partenza, quando la madre deve superare le paure che “i comunisti mangiano i bambini”, del lungo viaggio in treno, dell’arrivo a Modena e dell’accettazione da parte della donna partigiana che lo accoglie e della sua famiglia e dei compagni di scuola. Amerigo, dopo qualche mese, torna a Napoli, ma ormai la sua casa, il suo mondo è altrove e là ritorna per studiare e farsi una vita. Quando ritorna a Napoli da adulto scopre le sue radici familiari e un mondo che aveva dimenticato. Il libro fa un ritratto efficace e vero di un’Italia capace di solidarietà.

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La ladra di frutta

di: Peter Handke

Allo scrittore austriaco Peter Handke è stato assegnato il Premio Nobel per la letteratura 2019 suscitando delle polemiche per il suo essersi schierato a favore della Serbia nel conflitto jugoslavo, a cui ha dedicato lunghi reportages. Handke è uno dei massimi scrittori viventi con una imponente produzione di romanzi e un’attività che si è allargata al cinema con la collaborazione con il regista Wim Wenders per il film Il cielo sopra Berlino. E’ un erede significativo della tradizione della letteratura mitteleuropea per la capacità e l’intensità narrativa che si ritrova anche nel suo ultimo libro. “La ladra di frutta” propone una figura di donna non pienamente identificata, nonostante la sua costante e determinante presenza nell’intreccio, che coinvolge direttamente lo scrittore che narra in prima persona.

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Il colibrì

di: Sandro Veronesi

il colibrì, l’ultimo romanzo di Sandro Veronesi, che molti di noi hanno conosciuto leggendo il suo libro più fortunato “Caos calmo”, diventato anche un film di e con Nanni Moretti, è davvero emozionate e coinvolgente perché racconta nell’intreccio di una famiglia la vita, la morte e l’amore. Il protagonista, Marco Carrera, viene paragonato al colibrì, il più piccolo uccello al mondo, che, seppure sembri privo di movimento, deve muoversi continuamente, rimanendo a mezz'aria, grazie a un frenetico e rapidissimo battito alare, proprio come accade a molti per continuare a vivere. La sua apparente immobilità è frutto di un lavoro vorticoso, come quello che deve fare il protagonista per sopravvivere. La madre lo chiamava colibrì perché non cresceva come gli altri bambini, poi, dopo una cura sperimentale, Marco è cresciuto fisicamente ed è rimasto fragile nei sentimenti, ma con la capacità di viverli con una grande intensità.

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La strage di piazza Fontana (1969)

di: Benedetta Tobagi

In occasione del cinquantesimo anniversario della strage di Piazza Fontana, l’Archivio di Stato di Asti, in collaborazione con la Fondazione Giovanni Goria, promuove un doppio appuntamento per presentare l‘ultimo libro della giornalista e scrittrice Benedetta Tobagi, “Piazza Fontana, il processo impossibile” (Einaudi 2019).

Il 20 novembre alle ore 18, dopo i saluti istituzionali del Direttore dell’Archivio di Stato di Asti, dott.ssa Michela Gatti, Benedetta Tobagi discute della complessa vicenda storica e processuale con Paolo Silva, vicepresidente dell‘Associazione Familiari delle Vittime di Piazza Fontana. Modera l’evento il giornalista Carlo Cerrato, Segretario Generale della Fondazione Giovanni Goria.

Il 21 novembre alle ore 10 la presentazione del libro, in forma di dialogo fra Benedetta Tobagi e Paolo Silva, sarà dedicata alle scuole del territorio. Il libro: in un racconto serrato e documentatissimo, Benedetta Tobagi indaga la strage di piazza Fontana (12 dicembre 1969) a partire dal primo processo sull’attentato, un processo-labirinto celebrato tra Milano, Roma e infine Catanzaro nell’arco di quasi vent’anni. Prima di essere affossato da assoluzioni generalizzate, esso porta alla luce una sconcertante trama di depistaggi fino a trasformarsi in un processo simbolico allo Stato: una ricostruzione che si arricchisce e trova sostanziali conferme nei decenni successivi.

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I giorni del giudizio

di: Giampaolo Simi

Il teatro de I giorni del giudizio di Giampaolo Simi è un’aula del Tribunale di Lucca, dove si celebra un processo per il duplice omicidio a sfondo passionale e i protagonisti sono i sei giudici popolari estratti a sorte. I personaggi, che individuano tipi della nostra società messi insieme per caso, escono molto cambiati dall’esperienza processuale, dalle circostanze, anche impreviste, che si presentano e dalla conoscenza reciproca tra loro.

Il libro contiene più romanzi perché ciascuno dei protagonisti, uomini e donne, hanno storie apparentemente banali, ma in realtà complicate e anche dolorose, che necessariamente si intrecciano e producono nuovi atteggiamenti e nuovi rapporti. Il processo ha come imputato una persona importante del mondo economico e non mancano i tentativi di corruzione dei giudici e le rimostranze di chi lavora per l’imputato. Non mancano i colpi di scena e i cambi di prospettiva dei fatti.

Simi rappresenta, attraverso le fasi del processo, situazioni reali della nostra contemporaneità, che il lettore può riconoscere nella sua stessa esperienza.

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L'amico fedele

di: Sigrid Nunez

Sigrid Nunez è una delle più importanti autrici americane contemporanee. Con L’amico fedele ha vinto il National Book Award, il più prestigioso premio letterario internazionale. Appena uscito negli Stati Uniti ha scalato le classifiche del «New York Times» ed è ora pubblicato in tutto il mondo. Per tutte le testate internazionali è il libro migliore dell’anno.

E’ un dialogo tra la scrittrice e un suo amico scrittore, che si è suicidato. L’autrice era sua amica da lungo tempo. Si erano conosciuti, lui professore di un corso di scrittura e lei la sua studentessa più promettente. Quelle lezioni le avevano aperto un mondo fatto di libri, le hanno insegnato che nessuna pagina scritta è mai sprecata perché, anche se non funziona, si può trarne un insegnamento. Un’amicizia che si è nutrita di sapere, pensieri e poesia. Ed è a questi ricordi che la protagonista si aggrappa di fronte all’eredità inaspettata che lui le ha lasciato: un simpatico e ingombrante alano. Più il tempo passa, più la natura di ciò che la legava all’amico assume forme diverse, sopite, mai confessate..

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La "scacchiera" della geopolitica

di: Manlio Graziano

Manlio Graziano, docente all'Università della Sorbona e all'American Graduate School in Paris parla del suo ultimo saggio Geopolitica. Orientarsi nel grande disordine internazionale (Il Mulino, 2019) il 26 settembre alle 21 alla Biblioteca Astense Giorgio Faletti, in via Goltieri 3/a, presentato da Paolo Rampini, presidente della Sezione Civile del Tribunale di Asti.

Le relazioni internazionali, secondo Graziano, possono essere paragonate a una scacchiera con regole complicate, che cambiano anche durante il gioco, e dove molti giocatori si muovono simultaneamente in modo disordinato. Compito della geopolitica è, dunque, interpretare il “disordine”, dando ordine, razionalità e logica alla politica, impresa che sembra al di fuori della portata dei suoi stessi attori.

Il libro, con ricchezza di documentazione a partire dalle teorie politiche del XIX secolo per giungere a delineare un Atlante geopolitico del XXI secolo, propone un’area di studi ancora poco conosciuta ma strategica per capire le complessità della scena globale.


Manlio Graziano scrive sulla rivista di Lucio Caracciolo “Limes” ed è editorialista geopolitico de “La Voce di New York”.

 

Esi Edugyan: Le avventure di Whashington Black

di: Esi Edugyan

Esi Edugyan, canadese di origine del Ghana, è considerata una delle dieci scrittrici più interessanti in questo momento. Esce ora in Italia per Neri e Pozza il suo romanzo Le avventure di Whashington Black, storia di un piccolo schiavo. Ricordando la storia atavica del suo popolo Esi Edugyan sostiene che lo schiavismo sia con l’Olocausto uno dei momenti più tragici e imperdonabili nella storia dell’uomo, un abominio che ha ucciso quello che di bello avrebbero potuto fare milioni di persone di talento.

La storia di George Washington Black, detto Wash, comincia nel 1830 alle Barbados. Ha undici anni quando muore il suo primo padrone nella piantagione di Faith e viene ceduto dal crudele nipote del defunto Erasmus Wilde come valletto al fratello minore, il bizzarro Christopher Wilde, detto Titch. Al contrario delle paure di Walsh Titch è una brava persona con interessi naturalistici e inventore di uno strano e misterioso marchingegno: un Nemboveliero, ovvero un pallone aerostatico ancorato a una navicella di vimini e legno, con due prue e i remi che vogano sospesi nell'aria. Wash viene a sapere che la macchina volante può trasportare un uomo attraverso il cielo, e dopo un grave fatto accaduto nella piantagione Tich e Wash trovano la salvezza con una precipitosa fuga proprio a bordo del Nemboveliero, iniziando un lungo viaggio.

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Skin di Loretta Grace

di: Loretta Grace

Zara è una bella ragazza di vent'anni, ossessionata dalle lentiggini, che copre con un trucco accurato. Frequenta l'università, non sentendosi mai all'altezza delle aspettative né della madre, donna tanto in carriera quanto assente, né della nonna materna, esigente e severa, che non perde mai occasione per criticarla. Non sa perché il padre se ne sia andato quando lei era piccola ed è una mancanza profonda. Trova lavoro come runner teatrale in un famoso teatro milanese e si appassiona all’ambiente e al lavoro. Ma il mondo teatrale è complicato: il regista nervoso, attori prepotenti e invidiosi l’uno dell’altra e lei è la pedina debole, difesa solo dalla sarta di scena. In quel microcosmo delirante Zara viene fulminata dall’incontro con Liam Nelson, il protagonista dello spettacolo, attore sudafricano dalla pelle scurissima, appassionato di trucco e fotografia. Sembra solido, sicuro, appassionato e molto bello, ma anche lui ha una ferita profonda poiché il padre non può accettare la sua omosessualità. Proprio la mancanza del padre crea la confidenza delle confessioni tra loro che, in modo repentino, permette loro di riallacciare i rapporti tranciati con il proprio genitore.

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Il cibo per Janeczek

di: H. Janeczeck

Ritorna in libreria Cibo di Helena Janeczek, pubblicato nel 2001 con un aggiornamento. La scrittrice, che ha vinto lo Strega l’anno scorso con La ragazza della Laika,  prende il cibo come filo conduttore della sua autobiografia, partendo dal rapporto, lei intellettuale cosmopolita con la massaggiatrice Daniela della provincia di Treviso, che deve aiutarla a perdere peso. Si stabilisce una confidenza tra le due e il lettore viene così a scoprire i disturbi alimentari di Daniela e di altre donne come lei che lottano tra bulimia e anoressia, inseguendo il modello della perfezione del corpo. Particolarmente toccanti le pagine relative alla morte del padre e alla nascita del figlio. La scrittura è sicura, le storie sono interessanti e anche le ricette multietniche che fanno riemergere i ricordi dell’autrice.

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Il sussurro del mondo

di: Richard Powers

Il sussurro del mondo è il libro vincitore del Premio Pulitzer 2019 per la narrativa con questa motivazione: “Un romanzo dalla costruzione geniale, rigoglioso e ramificato come gli alberi di cui racconta: la meraviglia della loro interazione evoca quella degli uomini che vi vivono accanto”. In effetti il romanzo di Powers, autore tra i più importanti degli Stati Uniti, è un inno alla grandiosità della natura attraverso il potere delle storie, che si intrecciano tra loro come i rami e le radici delle piante che racconta.

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Nella notte

di: Concita de Gregorio

Concita De Gregorio narra in questo libro, con il suo inconfondibile stile giornalistico e capacità letteraria, la “notte” della nostra politica con gli intrighi, gli accordi, le prassi inconfessabili e determinanti della sorte di molti uomini politici. E’ un romanzo, ma è anche un trattato non noioso, ma molto istruttivo, del funzionamento di tutto ciò che sta dietro al palcoscenico della politica, gli scandali a sfondo sessuale, della comunicazione, dove sono riconoscibili, nonostante i nomi ovviamente cambiati, molti protagonisti del nostro tempo. Molto interessanti e significative sono le personalità femminili del romanzo.

Nora, che ha tratto come Concita, è una ragazza brillante, appassionata al racconto della realtà e allo studio della politica. La sua tesi di dottorato, Nella notte, è un'indagine sulle ore durante le quali l'elezione a presidente della Repubblica di Onofrio Pegolani, data per certa dagli analisti e dalla maggioranza dei parlamentari, è sfumata senza un apparente perché. È proprio grazie alla qualità della sua tesi che Nora viene convocata dal suo relatore, il professor Atzeni, che le offre un impiego di prestigio in un centro studi di Roma: dovrà raccogliere e archiviare informazioni riservate da vendere al miglior offerente, alimentando un sottobosco di ricatti e giochi di potere.

Nora è pronta a rifiutare la proposta ma in quegli stessi luoghi ritrova Alice, la sua migliore amica degli anni del liceo: bellissima, a tratti cinica, molto abile nelle relazioni. Le due ragazze sono sempre state affascinate dalle reciproche diversità, il loro legame si riscopre intatto dopo anni di lontananza.

Negli archivi del centro studi, Nora si imbatte in un fascicolo inaspettato: un capitolo inedito della sua tesi, espunto per volontà del professore e incentrato su un delitto scoperto la stessa notte in cui la carriera di Pegolani si è conclusa e il Partito dei Giusti, del quale era uno degli esponenti più prestigiosi, è caduto in una crisi irreversibile. Che cosa ci fa quel capitolo, in quell'archivio? Perché Atzeni ha deciso di non renderlo pubblico, consegnandolo invece a un organismo specializzato in ricerca di informazioni sensibili? A Nora non resta che tentare di scoprirlo, tornando a indagare. Una doppia indagine: su di sé, sulla vera natura delle relazioni di potere.

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