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Chav di D. Hunter. Leggere Gramsci in un ospedale USA

di: D. Hunter

Chav di D. Hunter è un libro bello e importante, autobiografico. “Chav” indica i Council House and Violent, proletari violenti che vivono nelle case popolari. Il protagonista del romanzo è un giovane proletario bianco, che ha cominciato a prostituirsi a dieci anni, seguendo il comportamento della madre alcoolizzata, successivamente diventa ladro per garantire cibo a se e alle sue sorelle e comprare i vestiti per andare a scuola, pagare la luce e così via.

Racconta le umiliazioni di oppresso e gli abusi in riformatorio, in carcere, povertà. Poi diventa un militante politico dei movimenti di liberazione dei deboli della società, leggendo Gramsci in un letto di ospedale: “Nella corsia c’erano dei libri. Cominciai con difficoltà a sforzarmi di leggerli. Dai tempi delle scuole elementari non avevo più letto nulla. Poi mi passarono i Quaderni del carcere di Antonio Gramsci. A quel punto presi tutta un’altra strada. Metà del libro mi volò direttamente in testa. Lo leggevo a passo di lumaca, sillabando le parole a voce alta, ricorrendo al vocabolario ogni due frasi, ma andavo avanti”.

Hunter ha, dunque, scritto un romanzo di formazione di un maschio bianco della working class USA,, ma anche un manifesto politico.


D. Hunter, Chav, trad. A. Prunetti, Edizione Alegre, € 15

 


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