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Comunità di collina

di: Giovanna Romanelli

Gli elementi che caratterizzano questo prezioso lavoro del professor Renato Grimaldi Comunità di collina: un sistema di sistemi, Milano 2017, FrancoAngeli Editore. sono, prima di tutto, la valorizzazione del luogo e della comunità che lo abita ricostruita nella sua stessa storia e nei progetti che aprono il presente al futuro. La grande storia e la progettualità dei sistemi novecenteschi si rivela oggi del tutto obsoleta ed è allora dal concreto operare, dalla pluralità di progetti, dalla loro diversità - che è produzione reale di ricchezza perché fondata sulla dimensione esistenziale e sulle tante microprogettualità e innovazioni che nascono dalla società - che bisogna ripartire.

In particolare, Grimaldi evidenzia un sistema di collina, sistema che implica una specificità, quella della Langa piemontese e, nella fattispecie, di Cossano Belbo, paese natale dell’Autore al quale da tempo dedica la sua attenzione. Tale specificità è evidenziata attraverso un viaggio nel tempo che di quella comunità rivela il possesso di caratteristiche forti che creano identità attraverso storia comune, ideali condivisi, tradizioni e costumi. In altre parole, si tratta di una condivisione di un sistema di significati quali norme di comportamento, valori, religione, produzione di artefatti.

Dunque l’attenzione alla microstoria, che chiama in causa elementi sia interdisciplinari che extradisciplinari, realizza una fusione con gli elementi dell’antropologia più attenta alla costruzione dei ruoli sociali e alle dinamiche di interazione. Così preziosa si rivela l’analisi dei censimenti, a partire da quello che non solo chiarisce processi di migrazione e di ritorno, ma anche elementi più particolari: si pensi, ad esempio, ai cognomi che possono essere considerati dei possibili “marcatori sociali” utili ad individuare il movimento delle persone all’interno di un territorio o per descrivere alcune caratteristiche delle famiglie in rapporto alla comunità (p. 124).

Il lavoro di ricerca del professor Grimaldi tende a valorizzare il locale nel globale ovvero evidenzia l’intensa attività di Cossano, un paese-laboratorio alle cui radici storiche, sociali culturali i giovani dovranno attingere per progettare un futuro a misura di persona e di comunità. Infatti, la condizione contadina delle colline e la pietra come oro grigio di Langa racconta l’utilità delle pietre del Belbo impiegate nella costruzione dei “gabbioni” per gli argini dei fiumi o per le fondamenta delle case in costruzione, ma parlano soprattutto di una specificità territoriale e di una tempra vigorosa dei suoi abitanti capaci di trasformare la calamità di un’alluvione in risorsa preziosa. E ciò risulta evidente, in particolare, dal dopoguerra agli anni Sessanta, quando la vita riprende in tante direzioni, sia per i combattenti sia per le persone comuni, portando la comunità a un elevato grado di coesione e di dinamismo, tanto da veder insediate sul suo territorio importanti imprese che espandono la loro attività sull’intero pianeta (p. 17).

Fondamentale è, inoltre, per l’economia del testo la ricca iconografia che alle parole e ai grafici dà giusto peso e rilevanza al discorso visivo capace di tradurre nei volti e nei luoghi la storia che qui viene raccontata. Presente e memoria si coniugano insieme e il futuro si dà proprio dalla proiezione di questa memoria. In tal senso, dunque, possiamo leggere il prestigioso riconoscimento di Patrimonio Mondiale attribuito ai Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato. Infatti, il paesaggio culturale piemontese, il suo mantenimento e il suo equilibrato sviluppo costituisce una sfida e una preziosa risorsa per i giovani e per il loro futuro.


R. Grimaldi Comunità di collina: un sistema di sistemi, Milano 2017, FrancoAngeli Editore.

 


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