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2 giugno 1946. Storia di un referendum

di: Federico Fornaro

«I cinegiornali dell’epoca trasmisero le immagini di un popolo ordinato che si recava disciplinato ai seggi in un clima di festa per la ritrovata democrazia, nonostante la posta in gioco fosse molto grande e la situazione economica ancora molto seria, per non dire drammatica, a causa delle distruzioni prodotte da una guerra i cui ricordi e i drammi erano ancora freschi nella memoria degli italiani».

Il 2-3 giugno 1946 con il voto della maggioranza degli italiani nel referendum istituzionale l’Italia passò dalla monarchia alla repubblica, concludendo una lunga transizione dal fascismo alla democrazia, iniziata il 25 luglio 1943. Per la prima volta nella storia d’Italia le donne poterono votare al pari degli uomini e ventuno di loro furono elette all’Assemblea Costituente.

Come ha scritto Piero Calamandrei: «Mai nella storia è avvenuto, né mai ancora avverrà che una repubblica sia stata proclamata per libera scelta di popolo mentre era ancora sul trono il re». Dalla dittatura alla repubblica: si tratta di una fase complessa e contraddittoria, che qui viene riletta alla luce del dibattito sulla questione istituzionale e del controverso approdo alla scelta referendaria, oltre che analizzando la competizione tra gli alleati inglesi e americani per l’egemonia sul Mediterraneo. Regno del Sud e Resistenza convissero fino alla Liberazione, in un dualismo destinato ad alimentare la tesi secondo cui si sarebbe potuto fare di più e meglio per garantire una reale discontinuità con gli apparati burocratici e amministrativi del vecchio regime fascista. Ma il radicale rinnovamento dello stato fu frenato dalle forze della conservazione, largamente compromesse con il fascismo e, soprattutto, dal delinearsi all’orizzonte della guerra fredda e della competizione globale tra Stati Uniti e Unione Sovietica.


Federico Fornaro è stato presidente dell’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria (Isral). È autore delle biografie di Giuseppe Saragat (2003) e di Giuseppe Romita. L’autonomia socialista e la battaglia per la Repubblica (1996). Ha pubblicato inoltre L’anomalia riformista. Le occasioni perdute della sinistra italiana (2008), Aria di libertà. Storia di un partigiano bambino (2008), Pierina la staffetta dei ribelli (2013), Fuga dalle urne. Astensionismo e partecipazione elettorale in Italia dal 1861 a oggi (2016) e Elettori ed eletti. Maggioritario e proporzionale nella storia d’Italia (2017).

Senatore della Repubblica dal 2013 al 2018, attualmente è deputato.

Bollati Boringhieri, pp. 208 euro 14,00

 


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