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I girasoli di Maria Luisa Mosele

di: Maria Luisa Mosele

Ial romanzo di Maria Luisa Mosele Non sapevamo di essere girasoli racconta un’esperienza scolastica molto impegnativa di una giovane insegnante negli anni ’80 nel quartiere problematico delle Vallette di Torino in una scuola media frequentata dai figli di immigrati dal Sud, una situazione comune a molte città del Nord. I lavoratori con le loro famiglia abitavano in case in cattive condizioni, in quartieri in cui l’unico servizio pubblico era la scuola, che poteva includere gli allievi o respingerli.

La protagonista del romanzo Marilena, che intreccia la sua vita con quella dei ragazzi ripercorrendo anche le sue esperienze di bambina e di adolescente, sceglie di prendersi cura degli allievi, di capire le loro reazioni, di applicare nel lavoro scolastico quotidiano i principi pedagogici avanzati e le sperimentazioni didattiche, così vivaci in quella fase storica. Era in atto, infatti, una ricercadi metodi e proposte educative messi in evidenza dal libro di don Milani e dalle innovazioni didattiche di Mario Lodi e del Movimento di cooperazione educativa, oltre che dalla ricerca pedagogica del prof. Francesco De Bartolomeis all’Università di Torino.

Marilena vuole “essere un’insegnante” e non solo fare l’insegnante, come altri suoi colleghi che non vogliono cambiare i loro metodi autoritari ed escludenti. Soffre intensamente quando la scuola fallisce nel suo compito di esclusione, quando emargina con le bocciature, quando sottovaluta i segnali di richiesta di aiuto da parte dei ragazzi, che vivono povertà, disagio sociale e violenze non solo psicologiche.

Il romanzo è ricco di personaggi ben delineati, di singoli avvenimenti, che diventano emblematici di modi di fare scuola. Marilena è la protagonista che si racconta, lasciandosi coinvolgere dalle storie delle persone che incontra.

Si rintraccia nella narrazione ben strutturata la ricerca di sé stessa di una giovane donna a contatto con una società difficile, ma ricchissima di stimoli, che produce un processo di consapevolezza personale e di maturazione professionale fino a quando, finalmente, i risultati del lavoro scolastico si realizzano nelle attività dei ragazzi, dal giornalino al teatro, dove anche quei ragazzi che sembravano ai margini, diventano protagonisti di un’azione teatrale e scoprono di “essere girasoli”.

Il romanzo di Mosele racconta anche storie di oggi nel nostro Paese ancora di migranti, dove i ragazzi stranieri hanno difficoltà analoghe ai figli di immigrati degli anni ’80 nella nostra scuola, che sembra non preoccuparsi più della dispersione scolastica in aumento anche nelle zone economicamente più sviluppate, situazione aggravata dal lungo periodo di chiusura delle scuole.

Oggi come ieri c’è molto bisogno di docenti che vogliano “essere insegnanti” e occorre un grande impegno della politica per la scuola con finanziamenti, strutture, ricerca.

Il libro sarà presentato ad Asti, al Nuovo Circolo Nosenzo, via Corridoni, il 21 giugno.


M.L. Mosele. Non sapevamo di essere girasoli, Buckfast Edizioni, € 16

 


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