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Opera mio amor. 40 anni di pellegrinaggi di un’associazione musicale

di: Amici della Musica “Beppe Valpreda”

Nella primavera del 1990, quando il soprano astigiano Tiziana Fabbricini debuttò alla Scala interpretando la Traviata diretta da Riccardo Muti con la regia di Liliana Cavani, ad accompagnarla c’era un bizzarro gruppetto di sette signori: erano il consiglio direttivo nonché unici iscritti dell’associazione Amici della Musica “Beppe Valpreda.

Nato nel 1978 da un’idea di Beppe Valpreda, un astigiano appassionato di opera lirica e prematuramente scomparso, il gruppo aveva avuto inizialmente come sede la “sala Verdi” del Civico Istituto di Musica. Esautorati dal Verdi dopo pochi anni, gli Amici della Musica iniziarono un’odissea alla ricerca di un luogo in cui portare avanti la loro attività: furono ospitati con i loro dischi, i libri e le audiocassette in un’angusta soffitta in piazza AlfierI.

Dopo furibonde liti tra le ormai decine di iscritti sulla fisionomia da dare all’associazione stessa, i superstiti rimasero sotto la guida di Piero Farò e Sergio Nencioni ospitati dal circolo “Sempre Uniti” in via Pallio. Lì si ascoltavano Verdi e Puccini in un grande salone, dove contemporaneamente si giocava a biliardo, a carte e si guardavano le partite di calcio, cosa che rendeva difficile distinguere gli acuti dei tenori dalle grida dei tifosi.

Lasciato il circolo “Sempre Uniti”, gli Amici della Musica furono accolti nel neonato Centro Giovani in via Goltieri. Era il 1994 e nuovo presidente dell’associazione era Pier Giorgio Bricchi, che ricopre tuttora questa carica. Racconta Bricchi: “I soci aumentarono e organizzarono concerti, invitarono relatori importanti, fecero trasferte in teatri o in località legate alla vita e alle opere dei più grandi compositori, mantenendo fermi i nostri incontri settimanali. Il Centro Giovani si trovava nei locali dell’attuale Biblioteca Faletti, ed era costituito da un susseguirsi di sale più o meno attrezzate e, d’inverno, più o meno gelide. Va da sé che se c’era qualcuno da spostare, quelli eravamo noi. Ma tutto sommato le cose andarono bene finché non sorse la necessità, richiesta dai soci, di passare dal puro ascolto della musica operistica alla proiezione di video”.

Ecco quindi nel 2005 un nuovo trasferimento, questa volta nell’auditorium del Centro Giovani,  dove si potevano proiettare spezzoni di opere. Ma, complici le attrezzature tecniche condivise e malfunzionanti, si rese necessario un nuovo esodo. L’associazione fu accolta dal Liceo Artistico col preside Massimo Mongero: era il 2009, gli iscritti erano diventati una sessantina e dal 2002 era nato il Premio Pertile, il fiore all’occhiello del gruppo.

Attualmente i circa 50 membri dell’associazione Amici della Musica, che quest’anno compie 40 anni, si ritrovano ogni settimana nell’aula magna dell’Istituto Castigliano “per tenere accesa la fiammella di una grande tradizione, dedicandoci all’ascolto e all’approfondimento della musica lirica e classica”.

 


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