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Sul Ponte diVersi. I poeti d’oggi: una comunità di lettori

di: Elena Fassio

Una seconda edizione ricca e in espansione per la rassegna di incontri di poesia del gruppo di lettura Sul Ponte diVersi, organizzata per dialogare direttamente con autori e critici militanti del panorama letterario contemporaneo.

Ospitati dalla libreria Il Ponte sulla Dora (Torino, via Pisa 46), gestita dal frizzante Rocco Pinto, i giovani organizzatori del format, universitari e dottorandi dell’Università di Torino e Roma Tre, sono già arrivati al sesto appuntamento. L’obiettivo di Riccardo Deiana, Federico Masci, Jacopo Mecca e Francesco Perardi non è solo quello di presentare libri, bensì di utilizzare la poesia come tramite per leggere la nostra società, scoprirne i meccanismi e dialogarne col pubblico.

I prossimi poeti saranno alcuni celebri e altri esordienti come Matteo Marchesini, Antonella Anedda, Guido Mazzoni.

Sul Ponte diVersi. I poeti d’oggi ha esordito a marzo 2018 con un ospite di livello come Umberto Fiori e l’anno scorso ha ospitato, tra gli altri, gli autori Riccardo Olivieri, Franco Buffoni e Francesco Iannone. Un incontro è stato dedicato al giornalista de ”La Stampa” Mario Baudino, partendo dal suo ultimo libro, La forza della disabitudine (Aragno, 2018). Baudino poeta ha esordito sulla rivista milanese Niebo nel 1977 e pubblicato nel 1980 Una regina tenera e stupenda, giocando un ruolo importante nella poesia italiana a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta.

L’ospite di novembre è stata la giovane poetessa veneziana GiuliaRusconi, che a partire dalle domande degli intervistatori ha parlato delle sue tre raccolte di poesia: I padri (Ladolfi, 2012), Suite per una notte (LietoColle, 2014) e Linoleum (Amos, 2017). Quest’ultima, nata dall’esperienza di un anno di tirocinio in una casa di riposo, rivela una speciale resa ritmica dei versi, che va a toccare la dimensione della perdita della memoria e delle sovrastrutture sociali, e uno sguardo attento e “innamorato” del dettaglio.

Abbiamo chiesto ai quattro organizzatori: Come sono nati il vostro gruppo e l’idea di organizzare una rassegna di incontri di poesia?

Ci siamo conosciuti all’università, avevamo in comune la passione per la poesia e il desiderio di confrontarci sulle nostre riflessioni e letture. L’idea è quella di restituire alla condivisione il suo significato vero. Abbiamo iniziato ad incontrarci a casa di uno o dell’altro, una delle quali vicino alla libreria che ora ospita i nostri incontri. L’anno scorso poi abbiamo pensato che avrebbe potuto essere interessante aprire i nostri dibattiti ad un pubblico più vasto e, perché no, provare a contattare i poeti stessi per parlare direttamente con loro.

I numeri, infatti, parlano chiaro: sei incontri portati a termine, altrettanti in programma. Avete risvegliato la voglia di poesia nel pubblico torinese?

Abbiamo capito organizzando gli incontri che i lettori di poesia esistono, ci sono. Sono sempre stati però lettori individuali e - forse oggi più di ieri – timidi, smarriti, insicuri. Il nostro obiettivo è quello di fornire un luogo e un momento in cui questi lettori possano incontrarsi di persona, parlare di poesia direttamente coi poeti, dire la propria opinione, togliersi qualche curiosità e capire di non essere da soli. Insomma, costruire insieme una nuova idea di poesia, non elitaria.

Fin dal primo momento ci siamo resi conto che molti nostri amici, coetanei e non, oltre a leggere poesia la scrivevano anche, ma non avevano il modo e il coraggio di condividerla e quindi di migliorarsi.

I vostri incontri sono seguiti da un pubblico folto e giovane. Sono i poeti che scegliete di contattare ad essere particolarmente interessanti per i giovani o sono i giovani ad essere particolarmente attratti dalla poesia?

La scelta dei poeti avviene collegialmente, rispettando una nostra politica culturale: generazioni a confronto, territorialità, piccola editoria. Ognuno di noi fa le sue letture e quando trova qualcosa di interessante lo propone agli altri. Dal confronto tra noi prepariamo le domande e estrapoliamo nuclei tematici. Il fatto che il pubblico sia prevalentemente di giovani, a nostro avviso, è dovuto più alla modalità di pubblicità dell’evento, basata soprattutto sul passa parola tra conoscenti e compagni di università e sui social network. Ma è solo un dato di fatto: questi non vuol dire che vogliamo rivolgerci solo ai giovani, vogliamo restare intergenerazionali. Crediamo infatti che la poesia possa parlare a tutti. La scelta della libreria, e non dei luoghi più istituzionali, deriva da questo: è meno respingente e più aggregante, comunitario.

Il nome del vostro gruppo “Ponte diVersi. Poeti d’oggi”, oltre a richiamare il valore di connessione della poesia, è molto simile al titolo della rivista Poeti d’oggi, stampata ad Asti negli anni ’40. Oggi come allora, le persone che intervengono nel dialogo con gli autori sono per lo più “addetti ai lavori”. State riuscendo a far appassionare anche altri tipi di pubblico?

La poesia è di per sé un linguaggio altamente formalizzato, basato non solo sulla logica ma anche su ritmi, musicalità, sensazioni, ma non per questo più oscuro o esoterico rispetto ad altri generi. La scuola e l’accademia forse alimentano questa distanza proponendo spesso un insegnamento verticale. Siamo abituati fin da piccoli a studiare a memoria poesie scritte in altri secoli, senza capire cosa dicano e senza cogliere la loro vicinanza col nostro vissuto. Ecco perché vogliamo dare voce ai poeti – e ai lettori – di oggi.

Nella foto da sinistra: Francesco Perardi, Riccardo Deiana, il poeta Riccardo Olivieri, Federico.

Tags: giovani, Poesia, Torino, incontri

 


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