itenfrdeptrorues

I ragazzi e la mutazione dell'aragosta

di: redazione

Guido Castiglia, attore, regista e drammaturgo, docente di Drammaturgia di relazione dell’Università di Bologna, ha pubblicato il libro Scrivere e raccontare ai ragazzi su esperienze di narrazione e di teatro, con la prefazione di Carlo Lucarelli.

Leggi tutto

Le sfide del presente secondo Marco Revelli

di: Laurana Lajolo

Il nucleo teorico dell’ultimo libro Umano Inumano Postumano. Le sfide del presente di Marco Revelli, politologo dell’Università del Piemonte orientale, è che il “dis-umano” sia letteralmente “in-umano”, cioè è parte costitutiva dell’umano, come testimoniano Auschwitz, ma anche molti avvenimenti quotidiani del nostro tempo.

Leggi tutto

Incarnazioni dell'odio. Razzismi, sessismi, crudeltà quotidiane

di: A cura di Maria Laura Tkach

La psicoanalisi ci insegna che l’odio è una passione ineliminabile dall’esperienza umana, inestricabilmente legata all’amore, tanto da far coniare a Jacques Lacan il neologismo hainamoration (“odioamoramento”). Tuttavia, se l’odio non è assunto come ciò che anzitutto riguarda la dimensione di estraneità che abita ciascun essere parlante, rendendolo non trasparente a se stesso, non potrà che riversarsi sull’altro, manifestandosi nella forma dell’intolleranza, del razzismo, dell’espulsione di ciò che appare come non conforme. L’impoverirsi della dimensione della parola, che fonda il legame sociale, lascia sempre meno spazio alla possibilità di trattare le differenze e le divergenze sul piano simbolico.

Leggi tutto

L'appello

di: Alessandro D’Avenia

L’ultimo romanzo di Alessandro D’Avenia L’appello, è già un grande successo come il precedente Bianca come il latte rossa come il sangue, da cui è stato tratto anche un film con lo scrittore che ha fatto anche lo sceneggiatore.

Il luogo della storia è sempre la scuola con un’ultima classe di liceo con ragazzi dall’adolescenza tormentata.

Leggi tutto

Comunità di collina

di: Giovanna Romanelli

Gli elementi che caratterizzano questo prezioso lavoro del professor Renato Grimaldi Comunità di collina: un sistema di sistemi, Milano 2017, FrancoAngeli Editore. sono, prima di tutto, la valorizzazione del luogo e della comunità che lo abita ricostruita nella sua stessa storia e nei progetti che aprono il presente al futuro. La grande storia e la progettualità dei sistemi novecenteschi si rivela oggi del tutto obsoleta ed è allora dal concreto operare, dalla pluralità di progetti, dalla loro diversità - che è produzione reale di ricchezza perché fondata sulla dimensione esistenziale e sulle tante microprogettualità e innovazioni che nascono dalla società - che bisogna ripartire.

Leggi tutto

Donatella Ferrario SCONFINARE

di: Laurana Lajolo

Il libro Sconfinare Viaggio verso l’altro e l’altrove di Donatella Ferrario propone un viaggio alla ricerca dell’altro e dell’altrove attraverso otto interviste a note personalità della cultura, usando come parola chiave il termine confine che ha la doppia valenza di muro e/o di ponte. Il confine di ciascuno di noi è sostanzialmente uno stato d‘animo che ha a che fare con la nostra identità, che non è mai unica ma complessa perché si è plasmata e si plasma nel contatto con gli altri. Il confine può essere un confine fisico ma anche psicologico. Furio Colombo nell’introduzione al libro afferma che la civiltà ha inizio dallo sconfinamento, inteso come incontro, dialogo, conoscenza dell’altro e dei limiti che ci sono in noi. Per l’autrice, che dopo una formazione filosofica, si è orientata verso le scienze psicologiche, sconfinamento significa inoltrarsi in sentieri anche senza una bussola.

Leggi tutto

Due libri per capire le migrazioni

di: redazione

La malapena di Maurizio Veglio

Il libro scritto dall’avvocato Maurizio Veglio specializzato in diritto dell’immigrazione parla della crisi della giustizia al tempo dei centri di trattenimento degli stranieri con la prefazione di Emma Bonino.

Il centro non è un carcere, ma per chi lo subisce è peggio. La detenzione amministrativa dello straniero nei centri per il rimpatrio (Cpt, Cie, Cpr) è un rito di segregazione, un atto di apartheid che avvalla la mortificazione della dignità umana. Mentre sperimentano il fallimento del proprio progetto migratorio, i reclusi subiscono il potere statale nella sua forma più invasiva e feroce. Qui deflagra una violenza a grappolo: contro il diritto, che autorizza giudici non professionisti a convalidare la detenzione di persone che non hanno commesso alcun reato; contro i corpi, esposti alla tentazione dell'autolesionismo; e contro i luoghi stessi, bersaglio della rabbia dei segregati e di un continuo maquillage giuridico e materiale. E poi c’è il paradosso dell'inefficienza: nonostante l’enorme impiego di denaro, appena il 50% delle persone trattenute viene rimpatriato.

Leggi tutto

Ma perché siamo ancora fascisti?

di: Francesco Filippi

Francesco Filippi interviene con un nuovo saggio Ma perché siamo ancora fascisti? nel dibattito sulle eredità del regime in Italia. Avendo effettuato il suo meticoloso e definitivo lavoro di «debunking» sulle numerose e ostinate leggende, ancora così diffuse nel nostro paese, relative al ventennio fascista e alla figura del duce nel libro precedente  Mussolini ha fatto anche cose buone, Filippi dirige ora la sua analisi verso i motivi della fortuna ancora oggi diffusa di una propaganda iniziata oltre due generazioni fa.

Leggi tutto

Capitale e ideologia

di: Thomas Piketty

I libri di Thomas Piketty, professore, economista e scrittore francese suscitano sempre un grande interesse per gli esperti e il pubblico. Nel suo ultimo libro “Capitale e ideologia” sostiene che l'elemento decisivo per il progresso umano e lo sviluppo economico sia la lotta per l'uguaglianza e l'educazione, ridiscutendo il mito della proprietà a tutti i costi e prospettando un nuovo orizzonte partecipativo per il XXI secolo, basato sull'uguaglianza, la proprietà sociale, l'educazione e la condivisione dei saperi e dei poteri, un nuovo modello economico e culturale.

Leggi tutto

Chav di D. Hunter. Leggere Gramsci in un ospedale USA

di: D. Hunter

Chav di D. Hunter è un libro bello e importante, autobiografico. “Chav” indica i Council House and Violent, proletari violenti che vivono nelle case popolari. Il protagonista del romanzo è un giovane proletario bianco, che ha cominciato a prostituirsi a dieci anni, seguendo il comportamento della madre alcoolizzata, successivamente diventa ladro per garantire cibo a se e alle sue sorelle e comprare i vestiti per andare a scuola, pagare la luce e così via.

Leggi tutto

Storia senza perdono di Walter Barberis

di: Federico Fornaro, storico

Con il lento e inesorabile incedere del tempo non solo si affievoliscono i ricordi, ma ci stanno lasciando uno dopo l’altro i testimoni delle grandi tragedie del Novecento, in primis della Shoah. Stiamo entrando, con scarsa consapevolezza collettiva, nell’età della post memoria, un’epoca in cui non solo gli storici di professione, ma tutti noi siamo chiamati al non facile compito di trasmettere una corretta memoria tra le generazioni, senza produrre pericolosi e assai rischiosi cortocircuiti.

I dati del Rapporto Eurispes pubblicati in occasione della Giornata della memoria 2020 ci restituiscono una realtà per molti versi scomoda e inaspettata, e devono indurre a più di una riflessione e a una molteplicità di preoccupazioni. Da questa ricerca emerge, infatti, che il 15% degli italiani è convinto che la Shoah sia propaganda (era il 2,7% nel 2004) e il 16,1% ne ridimensiona la portata. Ma non basta: il 22,2% pensa che gli ebrei controllino i mezzi di informazione e il 26,4% li ritiene l’ago della bilancia della politica americana. Ed è sufficiente ricordare amaramente come una delle ultime sopravvissute all’inferno di Auschwitz, la senatrice a vita Liliana Segre, debba essere accompagnata nella sua vita quotidiana da una scorta delle forze dell’ordine a causa delle minacce ricevute sul web, per rendersi conto della crescita, anche nel nostro paese, di un sentimento di odio antisemita, misto a un diffuso razzismo e di fenomeni di risorgenti gruppi neofascisti, quando non addirittura di neonazisti. Proprio nei giorni delle commemorazioni della Giornata della memoria di quest’anno, in diverse città italiane, sono apparse sui portoni delle case di ex deportati scritte antisemite; immagini che soltanto qualche anno fa sarebbe stato immaginare.

Leggi tutto

Riflessione su Come e perché di Davide Lajolo

di: Giuseppe Virciglio (Gilli)

Una recente lettura del testo mi ha portato ad una riflessione che volentieri condivido.

Intanto sicuramente delle cinque (più una) “W” di guida per il giornalista scrittore, in connubio de “il come e il perché” saranno state di maggiore implicazione del tormento esistenziale, di non facile esplicitazione del rapporto tra passato/presente/futuro, di difficile correlazione tra l’anima politica (presente/futuro del mondo operaio) e l’anima antropologica (passato del mondo contadino).

Leggi tutto

La misura del tempo

di: Di Gianrico Carofiglio

La misura del tempo è il sesto romanzo che Gianrico Carofiglio dedica alla figura dell’avvocato Guido Guerrieri, che si muove in una Bari raccontata con malinconia e affetto. La trama è semplice: una cliente che ha un figlio in prigione già condannato per omicidio e che è stata amante dell’avvocato molto tempo prima. Le due cronologie si intrecciano nel romanzo: passato e presente all’interno dell’intreccio che conduce il lettore alla ricerca della presunta innocenza dell’imputato già condannato in prima istanza.

Leggi tutto

Sete di Amélie Nothomb

di: Amélie Nothomb

Amélie Nothomb, figlia di un diplomatico belga che ha girato il mondo fin da bambina e ha soggiornato molto in Giappone, Cina, USA e Bangladesh è una scrittrice noir di grande successo. Sete è il nuovo romanzo, premio Goncourt 2019. Nel libro Nothomb dà una sua personale versione della Passione di Cristo, in cui il Figlio di Dio, molto umano, riflette in prima persona sul suo destino. Gesù che sta per diventare Cristo mostra in questa confessione il suo volto umano con tutte le sue passioni carnali, mette a nudo il suo cuore prima di essere crocifisso e mostra i suoi dubbi su tutto, perfino sulla sua missione di “idiota venuto a predicare l’amore”. Gesù, che sta per diventare il Cristo, si indigna, si arrabbia e mette in discussione il sacrificio della sua crocifissione, che considera una punizione odiosa, il frutto di un progetto demenziale di Dio in netto contrasto anche con il precetto evangelico e divino dell’amore.

Leggi tutto

Divagazioni semiserie di un appassionato d’opera

di: Pier Giorgio Bricchi

Pier Giorgio Bricchi ha deciso di divulgare le sue profonde conoscenze sulla musica lirica non solo con le parole, come fa da molto tempo, ma anche attraverso i libri. Dopo Il romanzo dell’opera ora, sempre dall’editore Teamservice, ecco il secondo volume Divagazioni semiserie di un appassionato d’opera, diviso in due parti.

La prima illustra  notizie, valutazioni e curiosità del complesso mondo dell’opera, soffermandosi sul silenzio affascinante di un teatro d’opera vuoto, in cui l’autore sente comunque risuonare voci e musiche con un senso di appagamento totale in uno spazio fuori al tempo.

Interessante è la breve storia del teatro dal rito sacro della tragedia greca recitata e cantata alla ritrovata sacralità del teatro nel Medioevo che si dilatava nelle processioni e dei riti sulle piazze, per tornare a teatri come edifici chiusi adibiti alla recitazione e alla musica nel Rinascimento. Basta pensare alla grandezza del teatro Olimpico del Palladio.

Leggi tutto

Cambiare rotta di Fabrizio Barca

di: Fabrizio Barca

Fabrizio Barca ha recentemente pubblicato il libro Cambiare rotta. Più giustizia sociale per il rilancio dell’Italia, Laterza editore, pp. 84, scaricabile gratuitamente dal sito dell’editore.

Coordina il Forum Disuguaglianze e Diversità sul tema dello sviluppo e dell’iniquità in epoca di neoliberismo con l’obiettivo di fornire una piattaforma organica di proposte per la giustizia sociale aperte alla discussione, a sinistra, partendo dall’art. 3 della Costituzione. Il Forum è composto da otto organizzazioni della società civile (ActionAid, Caritas Italiana, Cittadinanzattiva, Dedalus Cooperativa Sociale, Fondazione Basso, Fondazione Comunità di Messina, Legambiente, Uisp) e singoli ricercatori e accademici.

Il libro si apre con l’intervento tenuto da Fabrizio Barca nel seminario Tutta un’altra storia. Gli anni 20 del 2000, organizzato dal Partito Democratico (Bologna 15-17/11/2019), a cui seguono  approfondimento di esponenti del Forum su pubblica amministrazione, imprese pubbliche ad alta intensità di conoscenza, istruzione,  terzo settore, sanità, povertà educativa, politiche economiche per una crescita inclusiva e sostenibile. L’intento è documentare le misure politiche necessarie per superare l’impianto socioeconomico neoliberale, tendente ad una progressiva e inarrestabile disuguaglianza. La forza propulsiva è individuata nelle organizzazioni di “cittadinanza attiva”.

Leggi tutto

I guardiani della memoria

di: Saggio di Valentina Pisanty

Valentina Pisanty è l’autrice di un libro molto interessante, I guardiani della memoria, da leggere in questi giorni di ricordo della Shoah. Semiologa, docente all’Università di Bergamo, dai tempi della sua laurea sul negazionismo del genocidio del popolo ebraico, si occupa delle problematiche di rapporto tra memoria e storia. In questo libro in edizione economica si pone la domanda sulla contraddizione esistente tra la celebrazione della Giornata della memoria (ormai da vent’anni anche nelle scuole) e l’aumento nel mondo di razzismo e di ebraismo in quei paesi in cui le politiche della memoria sono state promosse con maggior vigore.

Si tratta di due fatti scollegati, due serie storiche indipendenti, oppure un collegamento c’è, ed è compito di una società desiderosa di contrastare l’attuale ondata xenofoba interrogarsi sulle ragioni di questa contraddizione?

Leggi tutto

La mia ombra è tua

di: Edoardo Nesi

E’ un libro dall’impianto originale, a volte rasenta le situazioni assurde, sarcastico e insieme affettuoso verso il protagonista, Vittorio Vezzosi, scrittore d'un solo libro, pubblicato nel 1995 e accolto da un successo planetario, ma lui si rinchiuse in una casa colonica sopra Firenze e non si fece più vedere da nessuno. Non pubblicò più. L’editore gli manda giovane laureato in Lettere antiche, Emiliano De Vito incaricato di realizzare comunque un romanzo per la stampa. Gli incontri non sono facili e soprattutto sono infruttuosi, ma Vezzosi, a un certo punto, accetta di andare a un incontro pubblico. Il giovane viene coinvolto nella vita frastornata dello scrittore e nel viaggio nell'Italia del 2019 verso Milano, epico e comico, ebbro e stupefatto, intrapreso su una Jeep del 1979 senza tetto né sportelli né parabrezza. Questi due antieroi se ne vanno litigando perché troppo distanti per generazione e visione del mondo, con destini diversi. Arrivano a Milano alla fiera-mercato degli anni Ottanta e Novanta, dove il Vezzosi ha incomprensibilmente accettato di tenere un discorso. L'attenzione del mondo editoriale e mondano impazzito si riversa su di loro, e i social convinceranno l'Italia a fermarsi per ascoltare in diretta il Vezzosi, "l'unica risorsa e l'ultima speranza", mentre fa i conti col suo e col nostro passato. Il viaggio è anche metaforico attraverso un Paese governato dai demagoghi peggiori, senza più consistenza e memoria di sé.

Ma non è un libro noioso e predicatorio, è frizzante, imprevedibile, divertente.

Edoardo Nesi è diventato uno scrittore famoso con un libro che ha vinto il Premio Strega sulla storia della sua famiglia “Storia della mia gente” (Bompiani 2010) che ha perso l’azienda tessile per la concorrenza dell’imprenditoria cinese a Prato. E’ sceneggiatore, romanziere e traduttore.


Edoardo Nesi La mia ombra è tua, La nave di Teseo, € 18, consigliato a Libreria Marchia Mondadori

Il treno dei bambini

di: Viola Ardone

Silvia Ardone ricostruisce una storia realmente accaduta a Napoli attraverso la figura di un bambino, che è salito sul “treno dei bambini” nel 1946 per sfuggire alla fame del suo basso napoletano e raggiungere una famiglia della provincia di Modena, dove non trova solo sostentamento, ma affetto e inclusione. E con quella famiglia costruirà il suo legame più importante. Quei treni che portavano i bambini poveri del Sud in Emilia erano organizzati dal partito comunista utilizzando la solidarietà dei compagni emiliani. Viola Ardone descrive benissimo i sentimenti e l’impegno dei militanti del Sud e del Nord per organizzare i viaggi e i soggiorni umanitari. Il suo stile è di grande efficacia e ricorda quello di Eduardo de Filippo, sia per la tristezza delle situazioni sia per l’umorismo e l’ironia. Il romanzo inizia con la descrizione della vita di stenti delle famiglie napoletane povere. Il protagonista Amerigo è figlio di una ragazza madre, che gli ha raccontato che il padre è partito per l’America a cercare fortuna. Capirà solo da adulto che il padre vero è un piccolo boss del basso che frequenta regolarmente la madre. L’autrice accompagna Amerigo, con attenzione alla verità dei fatti, in tutte le fasi della preparazione e della partenza, quando la madre deve superare le paure che “i comunisti mangiano i bambini”, del lungo viaggio in treno, dell’arrivo a Modena e dell’accettazione da parte della donna partigiana che lo accoglie e della sua famiglia e dei compagni di scuola. Amerigo, dopo qualche mese, torna a Napoli, ma ormai la sua casa, il suo mondo è altrove e là ritorna per studiare e farsi una vita. Quando ritorna a Napoli da adulto scopre le sue radici familiari e un mondo che aveva dimenticato. Il libro fa un ritratto efficace e vero di un’Italia capace di solidarietà.

Leggi tutto

La ladra di frutta

di: Peter Handke

Allo scrittore austriaco Peter Handke è stato assegnato il Premio Nobel per la letteratura 2019 suscitando delle polemiche per il suo essersi schierato a favore della Serbia nel conflitto jugoslavo, a cui ha dedicato lunghi reportages. Handke è uno dei massimi scrittori viventi con una imponente produzione di romanzi e un’attività che si è allargata al cinema con la collaborazione con il regista Wim Wenders per il film Il cielo sopra Berlino. E’ un erede significativo della tradizione della letteratura mitteleuropea per la capacità e l’intensità narrativa che si ritrova anche nel suo ultimo libro. “La ladra di frutta” propone una figura di donna non pienamente identificata, nonostante la sua costante e determinante presenza nell’intreccio, che coinvolge direttamente lo scrittore che narra in prima persona.

Leggi tutto

Il colibrì

di: Sandro Veronesi

il colibrì, l’ultimo romanzo di Sandro Veronesi, che molti di noi hanno conosciuto leggendo il suo libro più fortunato “Caos calmo”, diventato anche un film di e con Nanni Moretti, è davvero emozionate e coinvolgente perché racconta nell’intreccio di una famiglia la vita, la morte e l’amore. Il protagonista, Marco Carrera, viene paragonato al colibrì, il più piccolo uccello al mondo, che, seppure sembri privo di movimento, deve muoversi continuamente, rimanendo a mezz'aria, grazie a un frenetico e rapidissimo battito alare, proprio come accade a molti per continuare a vivere. La sua apparente immobilità è frutto di un lavoro vorticoso, come quello che deve fare il protagonista per sopravvivere. La madre lo chiamava colibrì perché non cresceva come gli altri bambini, poi, dopo una cura sperimentale, Marco è cresciuto fisicamente ed è rimasto fragile nei sentimenti, ma con la capacità di viverli con una grande intensità.

Leggi tutto

La strage di piazza Fontana (1969)

di: Benedetta Tobagi

In occasione del cinquantesimo anniversario della strage di Piazza Fontana, l’Archivio di Stato di Asti, in collaborazione con la Fondazione Giovanni Goria, promuove un doppio appuntamento per presentare l‘ultimo libro della giornalista e scrittrice Benedetta Tobagi, “Piazza Fontana, il processo impossibile” (Einaudi 2019).

Il 20 novembre alle ore 18, dopo i saluti istituzionali del Direttore dell’Archivio di Stato di Asti, dott.ssa Michela Gatti, Benedetta Tobagi discute della complessa vicenda storica e processuale con Paolo Silva, vicepresidente dell‘Associazione Familiari delle Vittime di Piazza Fontana. Modera l’evento il giornalista Carlo Cerrato, Segretario Generale della Fondazione Giovanni Goria.

Il 21 novembre alle ore 10 la presentazione del libro, in forma di dialogo fra Benedetta Tobagi e Paolo Silva, sarà dedicata alle scuole del territorio. Il libro: in un racconto serrato e documentatissimo, Benedetta Tobagi indaga la strage di piazza Fontana (12 dicembre 1969) a partire dal primo processo sull’attentato, un processo-labirinto celebrato tra Milano, Roma e infine Catanzaro nell’arco di quasi vent’anni. Prima di essere affossato da assoluzioni generalizzate, esso porta alla luce una sconcertante trama di depistaggi fino a trasformarsi in un processo simbolico allo Stato: una ricostruzione che si arricchisce e trova sostanziali conferme nei decenni successivi.

Leggi tutto

I giorni del giudizio

di: Giampaolo Simi

Il teatro de I giorni del giudizio di Giampaolo Simi è un’aula del Tribunale di Lucca, dove si celebra un processo per il duplice omicidio a sfondo passionale e i protagonisti sono i sei giudici popolari estratti a sorte. I personaggi, che individuano tipi della nostra società messi insieme per caso, escono molto cambiati dall’esperienza processuale, dalle circostanze, anche impreviste, che si presentano e dalla conoscenza reciproca tra loro.

Il libro contiene più romanzi perché ciascuno dei protagonisti, uomini e donne, hanno storie apparentemente banali, ma in realtà complicate e anche dolorose, che necessariamente si intrecciano e producono nuovi atteggiamenti e nuovi rapporti. Il processo ha come imputato una persona importante del mondo economico e non mancano i tentativi di corruzione dei giudici e le rimostranze di chi lavora per l’imputato. Non mancano i colpi di scena e i cambi di prospettiva dei fatti.

Simi rappresenta, attraverso le fasi del processo, situazioni reali della nostra contemporaneità, che il lettore può riconoscere nella sua stessa esperienza.

Leggi tutto

L'amico fedele

di: Sigrid Nunez

Sigrid Nunez è una delle più importanti autrici americane contemporanee. Con L’amico fedele ha vinto il National Book Award, il più prestigioso premio letterario internazionale. Appena uscito negli Stati Uniti ha scalato le classifiche del «New York Times» ed è ora pubblicato in tutto il mondo. Per tutte le testate internazionali è il libro migliore dell’anno.

E’ un dialogo tra la scrittrice e un suo amico scrittore, che si è suicidato. L’autrice era sua amica da lungo tempo. Si erano conosciuti, lui professore di un corso di scrittura e lei la sua studentessa più promettente. Quelle lezioni le avevano aperto un mondo fatto di libri, le hanno insegnato che nessuna pagina scritta è mai sprecata perché, anche se non funziona, si può trarne un insegnamento. Un’amicizia che si è nutrita di sapere, pensieri e poesia. Ed è a questi ricordi che la protagonista si aggrappa di fronte all’eredità inaspettata che lui le ha lasciato: un simpatico e ingombrante alano. Più il tempo passa, più la natura di ciò che la legava all’amico assume forme diverse, sopite, mai confessate..

Leggi tutto

La "scacchiera" della geopolitica

di: Manlio Graziano

Manlio Graziano, docente all'Università della Sorbona e all'American Graduate School in Paris parla del suo ultimo saggio Geopolitica. Orientarsi nel grande disordine internazionale (Il Mulino, 2019) il 26 settembre alle 21 alla Biblioteca Astense Giorgio Faletti, in via Goltieri 3/a, presentato da Paolo Rampini, presidente della Sezione Civile del Tribunale di Asti.

Le relazioni internazionali, secondo Graziano, possono essere paragonate a una scacchiera con regole complicate, che cambiano anche durante il gioco, e dove molti giocatori si muovono simultaneamente in modo disordinato. Compito della geopolitica è, dunque, interpretare il “disordine”, dando ordine, razionalità e logica alla politica, impresa che sembra al di fuori della portata dei suoi stessi attori.

Il libro, con ricchezza di documentazione a partire dalle teorie politiche del XIX secolo per giungere a delineare un Atlante geopolitico del XXI secolo, propone un’area di studi ancora poco conosciuta ma strategica per capire le complessità della scena globale.


Manlio Graziano scrive sulla rivista di Lucio Caracciolo “Limes” ed è editorialista geopolitico de “La Voce di New York”.

 

Esi Edugyan: Le avventure di Whashington Black

di: Esi Edugyan

Esi Edugyan, canadese di origine del Ghana, è considerata una delle dieci scrittrici più interessanti in questo momento. Esce ora in Italia per Neri e Pozza il suo romanzo Le avventure di Whashington Black, storia di un piccolo schiavo. Ricordando la storia atavica del suo popolo Esi Edugyan sostiene che lo schiavismo sia con l’Olocausto uno dei momenti più tragici e imperdonabili nella storia dell’uomo, un abominio che ha ucciso quello che di bello avrebbero potuto fare milioni di persone di talento.

La storia di George Washington Black, detto Wash, comincia nel 1830 alle Barbados. Ha undici anni quando muore il suo primo padrone nella piantagione di Faith e viene ceduto dal crudele nipote del defunto Erasmus Wilde come valletto al fratello minore, il bizzarro Christopher Wilde, detto Titch. Al contrario delle paure di Walsh Titch è una brava persona con interessi naturalistici e inventore di uno strano e misterioso marchingegno: un Nemboveliero, ovvero un pallone aerostatico ancorato a una navicella di vimini e legno, con due prue e i remi che vogano sospesi nell'aria. Wash viene a sapere che la macchina volante può trasportare un uomo attraverso il cielo, e dopo un grave fatto accaduto nella piantagione Tich e Wash trovano la salvezza con una precipitosa fuga proprio a bordo del Nemboveliero, iniziando un lungo viaggio.

Leggi tutto

Skin di Loretta Grace

di: Loretta Grace

Zara è una bella ragazza di vent'anni, ossessionata dalle lentiggini, che copre con un trucco accurato. Frequenta l'università, non sentendosi mai all'altezza delle aspettative né della madre, donna tanto in carriera quanto assente, né della nonna materna, esigente e severa, che non perde mai occasione per criticarla. Non sa perché il padre se ne sia andato quando lei era piccola ed è una mancanza profonda. Trova lavoro come runner teatrale in un famoso teatro milanese e si appassiona all’ambiente e al lavoro. Ma il mondo teatrale è complicato: il regista nervoso, attori prepotenti e invidiosi l’uno dell’altra e lei è la pedina debole, difesa solo dalla sarta di scena. In quel microcosmo delirante Zara viene fulminata dall’incontro con Liam Nelson, il protagonista dello spettacolo, attore sudafricano dalla pelle scurissima, appassionato di trucco e fotografia. Sembra solido, sicuro, appassionato e molto bello, ma anche lui ha una ferita profonda poiché il padre non può accettare la sua omosessualità. Proprio la mancanza del padre crea la confidenza delle confessioni tra loro che, in modo repentino, permette loro di riallacciare i rapporti tranciati con il proprio genitore.

Leggi tutto

Il cibo per Janeczek

di: H. Janeczeck

Ritorna in libreria Cibo di Helena Janeczek, pubblicato nel 2001 con un aggiornamento. La scrittrice, che ha vinto lo Strega l’anno scorso con La ragazza della Laika,  prende il cibo come filo conduttore della sua autobiografia, partendo dal rapporto, lei intellettuale cosmopolita con la massaggiatrice Daniela della provincia di Treviso, che deve aiutarla a perdere peso. Si stabilisce una confidenza tra le due e il lettore viene così a scoprire i disturbi alimentari di Daniela e di altre donne come lei che lottano tra bulimia e anoressia, inseguendo il modello della perfezione del corpo. Particolarmente toccanti le pagine relative alla morte del padre e alla nascita del figlio. La scrittura è sicura, le storie sono interessanti e anche le ricette multietniche che fanno riemergere i ricordi dell’autrice.

Leggi tutto

Il sussurro del mondo

di: Richard Powers

Il sussurro del mondo è il libro vincitore del Premio Pulitzer 2019 per la narrativa con questa motivazione: “Un romanzo dalla costruzione geniale, rigoglioso e ramificato come gli alberi di cui racconta: la meraviglia della loro interazione evoca quella degli uomini che vi vivono accanto”. In effetti il romanzo di Powers, autore tra i più importanti degli Stati Uniti, è un inno alla grandiosità della natura attraverso il potere delle storie, che si intrecciano tra loro come i rami e le radici delle piante che racconta.

Leggi tutto

Nella notte

di: Concita de Gregorio

Concita De Gregorio narra in questo libro, con il suo inconfondibile stile giornalistico e capacità letteraria, la “notte” della nostra politica con gli intrighi, gli accordi, le prassi inconfessabili e determinanti della sorte di molti uomini politici. E’ un romanzo, ma è anche un trattato non noioso, ma molto istruttivo, del funzionamento di tutto ciò che sta dietro al palcoscenico della politica, gli scandali a sfondo sessuale, della comunicazione, dove sono riconoscibili, nonostante i nomi ovviamente cambiati, molti protagonisti del nostro tempo. Molto interessanti e significative sono le personalità femminili del romanzo.

Nora, che ha tratto come Concita, è una ragazza brillante, appassionata al racconto della realtà e allo studio della politica. La sua tesi di dottorato, Nella notte, è un'indagine sulle ore durante le quali l'elezione a presidente della Repubblica di Onofrio Pegolani, data per certa dagli analisti e dalla maggioranza dei parlamentari, è sfumata senza un apparente perché. È proprio grazie alla qualità della sua tesi che Nora viene convocata dal suo relatore, il professor Atzeni, che le offre un impiego di prestigio in un centro studi di Roma: dovrà raccogliere e archiviare informazioni riservate da vendere al miglior offerente, alimentando un sottobosco di ricatti e giochi di potere.

Nora è pronta a rifiutare la proposta ma in quegli stessi luoghi ritrova Alice, la sua migliore amica degli anni del liceo: bellissima, a tratti cinica, molto abile nelle relazioni. Le due ragazze sono sempre state affascinate dalle reciproche diversità, il loro legame si riscopre intatto dopo anni di lontananza.

Negli archivi del centro studi, Nora si imbatte in un fascicolo inaspettato: un capitolo inedito della sua tesi, espunto per volontà del professore e incentrato su un delitto scoperto la stessa notte in cui la carriera di Pegolani si è conclusa e il Partito dei Giusti, del quale era uno degli esponenti più prestigiosi, è caduto in una crisi irreversibile. Che cosa ci fa quel capitolo, in quell'archivio? Perché Atzeni ha deciso di non renderlo pubblico, consegnandolo invece a un organismo specializzato in ricerca di informazioni sensibili? A Nora non resta che tentare di scoprirlo, tornando a indagare. Una doppia indagine: su di sé, sulla vera natura delle relazioni di potere.

Leggi tutto

Comunità di collina: un sistema di sistemi

di: Giovanna Romanelli

Sabato 17 novembre 2018 nell’ambito della rassegna “Voci dai libri” curata da Franco Vaccaneo presso la Biblioteca civica di Santo Stefano Belbo in collaborazione con la Fondazione Cesare Pavese si è tenuta la presentazione del volume di Renato Grimaldi, Comunità di collina: un sistema di sistemi, Milano, Angeli, 2017.

In Italia i piccoli comuni con meno di 1.000 abitanti sono circa un quarto del totale mentre nella Regione Piemonte sono poco più della metà, conteggiano al loro interno il 7% della popolazione ma governano il 41% del territorio. Questi dati evidenziano l’importanza dei piccoli comuni soprattutto nella nostra regione e che sono sovente dimenticati nelle linee strategiche governative. Grimaldi ha studiato il paese di Cossano Belbo, nella valle Belbo in provincia di Cuneo, per illustrare come nei piccoli comuni sia passata anche la grande Storia e si siano poste le basi per il tessuto sociale, economico e culturale del territorio. Nella serata si sono affrontati tre temi, tra i tanti proposti nel libro. Il primo ha riguardato la famiglia Lajolo che è stata presente nel paese già dal 1650 come testimonia un dipinto donato dalla famiglia stessa al Santuario della Madonna della Rovere (Fig. 1)Renato Grimaldi 1; è stata di notevole interesse la presenza del conte Emanuele Lajolo di Cossano che con affetto ha portato la testimonianza e documenti inediti; con la sua famiglia ora abita a Torino.  Il secondo tema trattato ha riguardato la Grande Guerra e in particolare si è ricordato il centenario della fine del conflitto mondiale.

Leggi tutto

Crooner

di: redazione

KAZUO ISHIGURO, premio Nobel per la letteratura 2017, è uno scrittore giapponese, che vive ormai da molto tempo in Inghilterra e che ha amalgamato la cultura del suo paese con quella occidentale in una scrittura piana e insieme intensa, sempre molto attenta ai sentimenti, come in questo racconto Crooner, impreziosito dalle raffinatissime illustrazioni delicate e poetiche di Bianca Bagnarelli, giocate sui toni del blu e del lilla.

Lo scenario affascinante è quello di Venezia, prima descritta da un caffè di piazza San Marco e poi percorsa su una gondola di notte, una visione notturna di una città magica per raccontare la fine di un matrimonio, quando l’amore resta. La decisione viene presa dai due coniugi per favorire le loro rispettive carriere a beneficio dei mass-media e della jet society. Un libro delizioso e non consolatorio pur nella sua dolcezza dell’addio. Protagonista è un giovane musicista polacco, che si guadagna la vita suonando con le orchestre di piazza San Marco e che incontra il grande cantante americano, che aveva ascoltato tante volte insieme alla madre. Per il giovane fare la serenata all’affascinante moglie del cantante è un premio.

Leggi tutto

Cucinare un orso

di: Elena Fassio

Parte piano, come un diesel, il nuovo romanzo di Mikael Niemi, poeta, narratore e drammaturgo dell’estremo nord della Svezia, pubblicato da Iperborea fin dal suo primo libro, Musica Rock da Vittula, premio August nel 2000.

Cucinare un orso, il suo ultimo giallo - un po’ Nome della Rosa e un po’ bildungsroman dello scrittore – ci riporta nel 1852, quando nel profondo nord della Svezia tuonava la parola di Laestadius, carismatico pastore di origini sami che fondò un rivoluzionario movimento spirituale di ritorno alle origini cristiane, il Risveglio.

Al suo fianco c’è Jussi, ragazzo lappone dal tragico passato che lui ha accolto in famiglia ed istruito come un figlio, ma che tutti continuano a chiamare con un misto tra timore e disprezzo noaidi, lo sciamano. Entrambi appassionati di botanica, i due accompagnano il lettore in un mondo a noi sconosciuto, un Medioevo nell’800 svedese, fatto di terra e corpi, spiriti e bisogni basilari.

Leggi tutto

Il gioco del mondo

di: Laurana Lajolo

Il Salone del libro di Torino si è aperto con l’estromissione dell’editore, aderente a Casa Pound, con un catalogo chiaramente improntato all’estrema destra, che ha come novità editoriale un libro-intervista con Salvini. La richiesta di esclusione è stata del Comune di Torino e della Regione Piemonte, che avevano già fatto un esposto alla magistratura per apologia di fascismo nei confronti dell’editore, che dichiara apertamente la sua fede fascista e la sua ammirazione per Mussolini e ritiene l’antifascismo il vero male dell’Italia. Le molte reazioni sdegnate per quella presenza hanno ottenuto un risultato. Non è in discussione la libertà di opinione, ma il rispetto del dettato costituzionale.

Il Salone quest’anno ha come titolo “Il gioco del mondo” e, seppure non nelle intenzioni del direttore Nicola Lagioia, quel gioco è stato strumentalizzato da una casa editrice dichiaratamente fascista, quasi a evidenziare che il fascismo è di nuovo attivo non solo con i picchiatori, ma anche con pubblicazioni. La questione non è solo giudiziaria in base alla legge vigente e alla nostra Costituzione, ma apre una discussione su come priorità economiche e commerciali in una manifestazione culturale abbiano superato, con un’ingiustificabile leggerezza, discrimini di tolleranza etica.

Leggi tutto

La macchina del vento

di: Wu Ming 1

“Poche decine di chilometri al largo della costa tirrenica, tra Lazio e Campania, c’è un rado arcipelago di isolotti, sputati da un vulcano quando Zeus era ancora in fasce. Sono le isole Ponziane: Ponza, Palmarola, Zannone, Gavi, Santo Stefano e Ventotene.
Giacomo approdò a Ventotene nella tarda mattinata di un martedì. Era il 14 novembre del ’39, giornata torva, di cielo pesante.
Il porto dell’isola era troppo piccolo e il piroscafo non poteva entrarci, così gettava l’ancora poco prima e le scialuppe facevano la spola sbarcando, nell’ordine, passeggeri, guardie, confinati e mercanzie. Fu appunto dalla barca che Giacomo li vide: dietro un muricciolo che sovrastava il porto, decine di fazzoletti salutavano i nuovi arrivati. Lo facevamo sempre, dalla piazzetta là in alto si aveva il tempo di aguzzare la vista, osservare chi arrivava, a volte riconoscere qualcuno.” Comincia così l’ultimo libro di Wu Ming 1 La macchina del vento, che racconta la vita degli antifascisti, anche illustri come Pertini e Terracini, e molti altri anarchici, socialisti, comunisti, giellisti, confinati a Ventotene durante la dittatura. E’ un libro che incrocia il racconto storico con riferimenti mitologici affascinanti e il rimando al libro “La macchina del tempo” di Wells, pubblicato nel 1895. La storia è quella di Erminio Squarazanti, che incontra appunto Giacomo Pontecorboli, che fa riferimento alla sparizione del fisico Ettore Mayorana e che conduce una sua ricerca scientifica sul tempo, prendendo come riferimento l’orologio dell’isola di Ventotene, isola battuta dai venti di Eolo, che precorre il tempo. Pertini, dopo la sconfitta fascista nella guerra di Grecia, dice ai suoi compagni: “Qui vediamo il futuro, mentre nel resto dell’Italia non ne hanno la minima idea! E allora chi sono i veri isolati, chi sono i veri prigionieri del loro tempo? Pensateci la vera macchina del tempo è quest’isola, questa comunità di reietti”.

Un libro coinvolgente e interessante, che dimostra come il mito greco avesse già spiegato tutto della storia dell’uomo passata, presente e futura. Interessanti anche i “Titoli di coda”, che spiegano il percorso bibliografico e creativo dello scrittore.

Wu Ming 1, la macchina del vento, Einaudi, € 18.

 

Barzellette

di: Ascanio Celestini

“Te la ricordi quella del ragazzino che chiede al papà - Cos’è la politica? E il padre: Tieni conto che io sono il capitalismo perché guadagno i soldi. Tua madre è il governo perché li amministra. La serva è la classe operaia perché cucina e mette a posto la casa. Poi ci siete tu e tua sorella. Tu sei uno studente e potresti rappresentare gli intellettuali, mentre la sorellina appena nata rappresenta il nostro futuro. Hai capito?

Arriva la sera e la bambina comincia a piangere perché ha il pannolino pieno di cacca. Il figlio si sveglia e va a chiamare i genitori. La madre dorme e il padre non c’è. Sta a letto con la serva. Allora il figlio si mette accanto alla sorellina e le racconta una favola: -Sai cos’è la politica, piccola mia? Il capitalismo fotte la classe operaia, il governo dorme, l’intellettuale capisce tutto, ma è impotente e il futuro è pieno di merda”

Questa è una delle barzellette contenuta nel libro di Ascanio Celestini, barzellette che fanno ridere, ma che fanno anche pensare. In una stazione due uomini aspettano un misterioso convoglio partito da lontano e hanno a disposizione per ingannare l’attesa un brogliaccio pieno di barzellette, che raccontano le disavventure di naufraghi, cannibali, carabinieri, politici, scienziati, ebrei e musulmani, preti e suore, mariti mogli e suocere. Storie divertenti e dissacranti.

Ascanio Celestini, Barzellette, Einaudi, € 18.

 

Le parole di Sara

di: redazione

Le parole di Sara di Maurizio De Giovanni è un libro sulle pulsioni della protagonista, poliziotta in pensione che conduce una sua indagine personale con successo, spinta da una sua motivazione affettiva. E’ un bel libro, avvincente, che no è soltanto un giallo ben congegnato, ma anche una narrazione della società contemporanea con i suoi compromessi fino alla corruzione, con le difficili relazioni umane, in cui vince comunque la solidarietà tra donne. Sono infatti due donne coprotagoniste di Sonia, la fidanzata del figlio ucciso e la collega. I personaggi femminili sono delineati con sapienza, diversi tra loro, ma con alcune cose comuni. Lo scrittore usa anche la tecnica del flash back per ricostruire le esperienze precedenti alla vicenda raccontata di Sonia e della sua collega Teresa, ma la storia va letta e non anticipata in una recensione. In appendice c’è un racconto sulla vita precedente di Sara, ancora più bello e compatto del romanzo, che l’autore consiglia di leggere prima. E’ un giusto consiglio.

Maurizio de Giovanni, autore del commissario Ricciardi e dei Bastardi di Pizzofalcone, è uno dei massini autori del giallo italiano e in questi giorni è premiato dalle vendite.

de Giovanni, Le parole di Sara, Rizzoli, p. 19.

 

Lontano da Farinetti. Storie di Langhe e dintorni

di: redazione

Fabio Balocco, che non si definisce scrittore ma divulgatore, nei suoi libri vuole dare voce alle piante, agli animali, ai poveri, al paesaggio. In Lontano da Farinetti. Storie di Langhe e dintorni racconta sedici storie di persone che nella Langa minore, non quella dei possedimenti di Oscar Farinetti (Borgogno e Fontanafredda), quella autentica, ricercano l’essenza della vita nelle radici di sobrietà, solidarietà, rispetto dei ritmi della natura.La prefazione è di Marco Revelli.

I protagonisti sono Bruno e Lucia (con l’amico fraterno Gianluca) che hanno ristrutturato una cascina a Ceva facendola diventare luogo di riunione, alternando la lavorazione artigiana del legno con l’attività circense e l’agricoltura famigliare; Alessandro Mortarino, che ha svestito i panni di navigato editore di periodici per godere del contatto con la terra, offrendo la sua esperienza da giornalista/comunicatore alle attività di Movimenti e Associazioni ambientaliste; Paolo Montrucchio, ingegnere, che sperimenta la vita da agricoltore nella sua Cascina del Risveglio; Gianna e Fiorenzo, che hanno abbandonato le colline attorno a Barbaresco per abitare una cascina realizzata con le loro mani nell’Alta Langa; i coniugi Ricchiardi, che vivono in una piccola casa di pietra a Murazzano in mezzo a un bosco; Mauro Musso, prima dipendente di un supermercato e ora uno dei migliori pastai di Langa; Giovanni Scaglione, piccolo viticoltore biologico a Loazzolo in un’Oasi WWF; Leonardo Marengo, che vive in una grande cascina sulle sponde del Belbo, praticando il silenzio e la spiritualità; Serafina Terreno, che ha riportato la coltivazione dello zafferano a Murazzano; Gino Scarsi, pacifista, fabbro, cofondatore del Movimento Stop al consumo di territorio che con altri ha acquistato oltre 200mila ettari di boschi nelle Rocche del Roero; Alberto Ricca, apicoltore e accompagnatore turistico a piedi o in bicicletta; Vittorio Delpiano, detto Toio, sacerdote e esperto costruttore di muretti a secco; Ferruccio Fresia, che pianta gli alberi vicino alla sua cascina sognando immensi boschi di faggio;  Beppe Marasso, storico protagonista del movimento pacifista, che a Neive ospita giovani; Bruno Carbone, più noto come il Brav’om, l’ultimo cantastorie di Langa.

Balocco Lontano da Farinetti. Storie di Langhe e dintorni, Il Babi Editore, 176 pp. € 15,00

 

Una mitologia dell’abbandono: il nuovo libro di Chiara Gamberale

di: Federica Bassignana

«Soffre tutto ciò che cambia, anche per farsi migliore», scriveva Pasolini. Storie di abbondoni, fughe, solitudine e Amore.  Il mito di Teseo e Arianna si attualizza tra le pagine di Chiara Gamberale nel suo ultimo romanzo: “L’isola dell’abbandono”.

L’isola dell’abbandono, edito da Feltrinelli, di Chiara Gamberale fa riflettere il lettore sin dall’iniziale riposo di sguardo sulle prime parole che incontra: l’abbandono del titolo – e tutto il dolore che evoca – e la dedica del romanzo, “A chi resta– e tutta la speranza che racchiude.         
Un contrasto ossimorico, potente, evocativo e disarmante.        
Sinonimo di abbandonare, nel suo uso più comune, è piantare in asso, espressione che si attribuisce al mito dell’abbandono per antonomasia: Teseo e Arianna. Teseo, uscito dal labirinto di Creta grazie al filo di Arianna, la abbandona sull’isola di Naxos. Così, in Naxos: in asso, appunto. La storia del romanzo dialoga continuamente con il mito, interrogando i misteri più profondi dell’esistenza: l’amore, la paura di perdere il filo per uscire dal labirinto della vita, la morte, la nascita, l’abbondono subito, l’abbandono inflitto, la fine, l’inizio.          
Chiara Gamberale mette i lettori vis à vis con le loro trasformazioni, vere protagoniste del romanzo declinate nelle loro più diverse e fatali manifestazioni. Perché le metamorfosi, talvolta orientano, talvolta costringono al cambiamento e solo assecondandole, abbandonandosi all’imprevisto, a noi stessi e alla vita, possiamo capire – forse – chi siamo davvero.

“L’isola dell’abbandono” mostra come non sia possibile giocare a nascondino con sé stessi perché quando la vita irrompe, con forza improvvisa, si cambia.
E il cambiamento, fa soffrire, sempre, anche quando si fa migliore.


Un romanzo sulla fenomenologia dell’amore e dell’abbandono, su come affrontarlo e come superarlo e che celebra chi, invece, ha il coraggio di restare.

 

18 febbraio 2019

di: Laurana Lajolo

Gli squali di Giacomo Mazzariol

squali

“Devi muoverti come gli squali”- esclamò Anna di colpo. “Certe specie devono nuotare senza sosta per non soffocare o per non cadere sul fondo del mare”. Questo è sostanzialmente il messaggio che il protagonista e i suoi giovani amici passano nel libro di Giacomo Mazzariol che si intitola appunto Gli squali (Einaudi).

L’autore racconta il suo trasferimento da una città di provincia a Roma per lavoro e poi il ritorno a casa, perché la grande città può anche stritolare un ragazzo del nuovo millennio, per il quale tutto scorre velocemente. Cambiano le aspirazioni, le compagnie, si modificano i rapporti con i genitori; l’amore si presenta in maniera inaspettata. Tutto troppo rapido, tutto troppo presto. Forse è meglio rallentare. A patto di non fermarsi.  Il protagonista sente il bisogno di rallentare e di ritrovare la sua dimensione, anche se le sue capacità informatiche lo hanno proiettato a Roma in un ritmo incessante di un lavoro soddisfacente. Mazzariol ha avuto un grande successo con il suo primo romanzo “Mio fratello rincorre i dinosauri”

  • 1
  • 2

 


© 2018-2020 ADL culture On-line

Autorizzazione del Tribunale di Asti n. 4/2018

logoADL
Associazione Davide Lajolo onlus - via Alta Luparia, 5 - 14040 Vinchio (AT) - P.IVA. 91006490055


Contattaci: redazione@adlculture.it

 

adlculture.it rimane a disposizione dei titolari di copyright che non è riuscita a raggiungere.