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C'è un albero dentro di me

di: Nazim Hikmet

GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA 21 marzo 2021 - La poesia non fa che dare un’esistenza immortale alla vita. (Cesare Pavvese)

 

C’è un albero dentro di me

trapiantato dal sole

le sue foglie oscillano come pesci di fuoco

e le sue foglie cantano come usignoli.

 

è un pezzo che i viaggiatori sono scesi

dai razzi sul pianeta ch’è in me

parlano una lingua che ho udito in sogno

non ordini non vanterie non preghiere.

 

In me c’è una strada bianca

le formiche passano coi semi di grano

i camion passano col chiasso delle feste

ma il carro funebre – è proibito – non può passare.

 

In me il tempo rimane

come una rosa rossa odorosa

che oggi sia venerdì domani sabato

che il più di me sia passato che resti il meno

non importa.

 

Questa poesia è stata scritta da Hikmet in una cella turca, in cui la luce passava da una feritoia posta in alto, ma l’albero il poeta lo sentiva dentro di sé.


*Nazim Hikmet (1901-1963) è uno dei più importanti poeti turchi. Aderì al Partito comunista turco e nel 1938 fu arrestato e condannato a 28 anni e 4 mesi di prigione. In carcere continuò a scrivere poesie come questa. Fu liberato nel 1950 per la pressione esercitato da un comitato internazionale a suo favore, composto da Tristan Tzara, Pablo Picasso, Paul Robeson, Pablo Neruda e Jean-Paul Sartre. Riparò in URSS e poi in Polonia. Si recò spesso in Italia e in altri Paesi per campagne a favore della libertà. Le sue poesie sono state tradotte in italiano da Joyce Lussu.

Tags: Poesia, persecuzioni, Turchia

 


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