itenfrdeptrorues

Il teatro per cambiare il mondo

di: Laurana Lajolo

Marco Baliani, uomo di teatro di grande valore, sostiene che la sfida del teatro oggi non è più parlare a consumatori culturali, ma a cittadini, non a clienti dello spettacolo, ma a persone che desiderano conoscere e affrontare le questioni del presente, ritornando alla ricerca teatrale e culturale degli anni Settanta fuori dai teatri, che ha creato un pubblico che non c’era e nei teatri è tornato soltanto dopo. Quindi ora è il momento di trovare nuovi luoghi in cui pensare e fare teatro, affrontando l’enorme complessità del mondo e impegnandosi per cambiarlo. Baliani ha recentemente pubblicato il libro L’attore nella casa di cristallo tratto da un suo spettacolo.

Questa proposta di Baliani mi ha fatto ripensare all’esperienza di Astiteatro, iniziata nel 1979, che è stato il catalizzatore culturale per un nuovo pubblico della città, dove protagonisti, come nei movimenti di quegli anni, sono stati i giovani e gli operai. Il festival ha proposto spazi di comunicazione teatrale diversi da quelli tradizionali. Si sono accesi i riflettori sul centro storico, dopo che la Giunta di sinistra aveva elaborato un intelligente piano di riqualificazione urbanistico. Il teatro ha debuttato nei cortili e nelle piazze, dove avevano trovato casa le famiglie meridionali immigrate per lavoro, mentre i benestanti costruivano case confortevoli nella zona nord della città. E Astiteatro ha proposto con i suoi spettacoli temi e problematiche che non erano ancora emersi nella discussione pubblica, ma che già rispondevano a nuove sensibilità.

Ora che i teatri sono chiusi da più di un anno, c’è bisogno, come dice Baliani, di una nuova ricerca sulle questioni che si impongono all’umanità come la questione planetaria e le disuguaglianze. Quindi se dovessi progettare Astiteatro oggi lo finalizzerei alle periferie, dove più intense sono le contraddizioni.

Il teatro, come ogni forma d’arte e di cultura silenziata dal virus, in questo periodo di povertà cognitiva e di isolamento, può tornare ad aiutarci a capire il caos che stiamo vivendo per ricostruire una comunità culturale e sociale. Questa è la resistenza che opera la cultura attraverso le emozioni artistiche, come avveniva con il teatro greco, che si presentava come catarsi, purificazione dalle passioni e liberazione dalla sofferenza attraverso la poesia, ed era finalizzato all’educazione della città. Come ogni espressione della cultura, il teatro, nella sua funzione collettiva, interpreta i destini umani, ricerca una nuova dimensione conoscitiva e emotiva quando crolla un modo di intendere la vita, attraverso i molteplici linguaggi che usa, dal corpo alla parola, e spesso è riuscito a precedere i cambiamenti del mondo. Il teatro è un grande processo comunicativo che va portato tra la gente, ripercorrendo le strade delle origini.

Tags: disuguaglianze, Astiteatro, periferie

 


© 2018-2021 ADL culture On-line

Autorizzazione del Tribunale di Asti n. 4/2018

logoADL
Associazione Davide Lajolo onlus - via Alta Luparia, 5 - 14040 Vinchio (AT) - P.IVA. 91006490055


Contattaci: redazione@adlculture.it

 

adlculture.it rimane a disposizione dei titolari di copyright che non è riuscita a raggiungere.