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Cronaca di una vaccinazione

di: Laurana Lajolo

Mi sono iscritta tra i primi della mia fascia di età al portale e ho ricevuto la comunicazione di presentarmi domenica 11 aprile alle ore 14.12 in via Guerra.  Ho “vinto” il vaccino Astrazenica proprio nei giorni in cui le informazioni erano più confuse e le rinunce per timori di complicazioni era più forte.

Due mie amiche pochi giorni prima sono state vaccinata con Pfizer senza complicanze. Una mi ha consigliato di rinunciare e di richiedere quel vaccino più sicuro, ma io, che sono sempre stata ubbidiente e diligente, mi sono presentata secondo la convocazione. In fila all’accettazione c’erano coppie di coniugi e anziani accompagnati dai figli. Anch’io ero con mia figlia, che, nonostante io avessi voluto entrare autonoma, mi è rimasta accanto fino entro il box della vaccinazione.

Tutto si è svolto con ordine e con calma, senza lunghe attese né all’ingresso né nel grande spazio di attesa. L’iniezione è stata un attimo, mentre il medico mi intratteneva a parole. Tutto calmo anche nell’altro spazio per attendere i 15 minuti del possibile schock anafilattico. I volontari e il personale medico sono bravi e gentili.

La collocazione nel padiglione della CRA assomiglia più a un magazzino che a un presidio vaccinale e anche questo, forse, evita di sentirsi malati. Ma certo che l’ubicazione molto lontano da luoghi più frequentati e senza servizio bus comporta che tutti arrivino con l’auto e i parcheggi non sono molti. Nell’arco di mezz’ora tutto era fatto.

Nei primi giorni ho ascoltato il mio corpo con attenzione per valutare i possibili effetti collaterali che non ci sono stati. Per ora, Astrrazeneca non mi ha fatto danni. Il richiamo è previsto alla fine di giugno. So, comunque, che il periodo pericoloso è fino a 15 giorni.

La comunicazione ufficiale continua ad essere emotiva e a volte contraddittoria, certamente poco rassicurante, anche quando si vorrebbe che fosse così. Anzi più se ne parla più la confusione è alta sotto il cielo e ci sono rinunce. Adesso è emerso anche il problema di Johnson &Johnson.

L’ansia di riaprire, accresciuta dalle proteste di piazza, porta a enfatizzare i possibili effetti del vaccino.

Ci siamo illusi che tutto finisse con l’iniezione, ma sembra che non sia così e che dovremo ancora affrontare molti problemi.

Tags: pandemia, servizio sanitario, Astrazeneca

 


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