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di: redazione

YASMINA REZA, IL DIO DEL MASSACRO, Adelphi, pagg. 91, € 9,00

Ultima pièce teatrale della drammaturga e scrittrice francese Yasmina Reza da cui nel 2011 è stato tratto il film di successo Carnage, firmato da Roman Polanski. La Reza sceglie come ambientazione un salotto borghese e vi ritrae quattro personaggi, due coppie, che rappresentano altrettanti tipi umani. I protagonisti si incontrano per discutere di una questione che ha coinvolto le famiglie di entrambi: una lite al parco giochi tra i rispettivi figli sfociata nel pestaggio di uno dei due. Il dialogo, che inizia con toni pacati, dettati dalle migliori intenzioni dei protagonisti, si incrina man mano che si prosegue nella lettura, le maschere della civiltà vengono calate, i lati oscuri di ciascuno vengono lentamente rivelati mostrando i personaggi per ciò che sono, esseri feroci, interessati unicamente al proprio tornaconto. Annette, io credo nel dio del massacro. È il solo che governa, in modo assoluto, fin dalla notte dei tempi. Un sagace ritratto in nero della borghesia e delle sue ipocrisie, un libro che si legge tutto d’un fiato e dal quale ogni lettore può trarre interessanti spunti di riflessione.


PIETRO BOITANI, DIECI LEZIONI SUI CLASSICI, Il Mulino, pagg. 265, € 16,00

Pietro Boitani, filologo, critico letterario e professore alla Sapienza di Roma, raccoglie in questo saggio dieci lezioni sulla letteratura classica tratte da altrettante puntate di uno show radiofonico da lui stesso tenuto per un’emittente svizzera. Con lo stesso piacere con cui si leggerebbe un romanzo ripercorriamo con l’autore i grandi autori di un tempo, a partire da Omero, passando per i filosofi, gli storici, i lirici della letteratura greca sino ad arrivare agli autori latini, scoprendo che in essi si trova molta più modernità di quanto ci aspetteremmo. I classici sono per Boitani libri che non hanno finito mai di dire qualcosa e quindi infinitamente futuri: nelle storie di Ulisse, di Achille, di Ierone si possono trovare passi di sublime poesia e allo stesso tempo tratti che sono comuni anche agli uomini moderni, e che ritroveremo in tutta la letteratura successiva. Per chi ha compiuto studi classici sarà come ritrovare un amico, per chi ci si appresta ad essi una meravigliosa introduzione, per chi invece desidera semplicemente avvicinarsi a una “nuova” letteratura una piacevolissima scoperta.


COLETTE, GIGI, Adelphi, pagg. 88, € 9,00

Colette ci riporta nel fumoso mondo delle cortigiane con questo romanzo breve, pubblicato inizialmente a puntate nel 1942 e poi come volume unico nel 1944. La protagonista è la giovane Gilberte, soprannominata appunto Gigi, figlia di una cantante d’opera e nipote di una ex cocotte, che con la sua bellezza e la sua innocenza conquista l’amore di un ricco scapolo. Questi la desidererebbe come amante, come era consuetudine all’epoca, ma i continui rifiuti di lei lo spingono infine a chiederla in moglie. È innamorato di me e vorrebbe trascinarmi in una vita dove non avrei altro che dispiaceri, dove tutti spettegolano su tutti, dove i giornali scrivono cattiverie… È innamorato di me e non gliene importerebbe niente di gettarmi in avventure tremende che vanno a finire in separazioni, litigi, Sandomir, rivoltellate, laudano… Sono le parole che Gigi rivolge a Gaston quando lui la supplica di cedergli e sono espressioni astute, che rivelano nella protagonista un acume che sino a quel momento non ci saremmo aspettati. Gigi è la storia di una Pretty Woman ante litteram, realmente accaduta negli anni Venti ma trasposta da Colette in un periodo a lei più congeniale, la Belle Époque, dove la scrittrice francese ambienterà i suoi romanzi più fortunati. È un racconto rosa ma ricco di sagacia, una fotografia a tinte pastello di fine Ottocento che intrattiene piacevolmente ogni tipo di lettore, impossibile non leggerlo in una sola notte.

 

 


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