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CRISTINA DALCHER VOX, romanzo, Editrice Nord, pagg. 414, € 19,00

L’autrice americana, che ha insegnato italiano alla Gergetown University e viene spesso in Italia, racconta di una donna che è diventata di poche parole: ha un dispositivo al polso che le permette di dire solo 100 parole al giorno come sua figlia, a cui è proibito imparare e a leggere a scrivere, perché con il nuovo governo al potere in America è cambiato tutto e solo alle donne è stato levato parola e diritti.

Se qualcuno mi dicesse che in una settimana potrei fare fuori il presidente, il Movimento per la Purezza e quell’incompetente pezzo di merda di Morgan LeBron, non gli crederei. Ma non potrei neanche contraddirlo. Non potrei dire niente. Sono diventata una donna di poche parole. Stasera, a cena, prima che pronunci le ultime sillabe della giornata, Patrick dà un colpetto al dispositivo argentalo attorno al polso sinistro. Un tocco leggero, come per condividere il mio dolore, o forse per ricordarmi di rimanere in silenzio fino a mezzanotte, quando il contatore si rassetterà. Questa magia si compirà mentre sarò già addormentata, e martedì ricomincerò da zero. Il contatore di mia figlia Sonia farà lo stesso.

Ma la protagonista vuol far sentire la sua voce e si ribella. Infine può ottenere il passaporto e arrivare in Italia: Mi piace guardare le donne italiane. Parlano con le mani, con tutto il corpo, con tutta l’anima. E cantano. (elle)


YANIS VAROUFAKIS ADULTI NELLA STANZA – La mia battaglia contro l’estabilishment dell’Europa, La nave di Teseo, pagg. 887, € 24.000.

Varoufakis è quell’economista, diventato Ministro delle Finanze con il primo governo Tsipras e poi estromesso per contrasti con l’Europa. Nel suo libro racconta appunto i suoi scontri con i poteri forti, incontrando i leaders politici del mondo per non accettare le misure punitive nei confronti della Grecia. Il suo memoir è un racconto rivelatore dell’ipocrisia e anche della violenza della politica, che umilia gli interessi dei popoli. Le conversazioni riportate sono state da lui registrate e documentate e le azioni dei protagonisti politici sono presentate attraverso la lente della tragedia greca o di Shakespeare.

La storia che racconto in questo libro non è solo emblematica della crisi che l’Europa, l’Inghilterra e gli Stati Uniti stanno attraversando, ma fornisce anche un’analisi dei motivi che hanno portato al dissesto dei nostri sistemi di governo e delle nostre economie. Mentre la cosiddetta classe dirigente liberal protesta per le false informazioni sul possibile ritorno della destra alternativa, può essere utile ricordare che nel 2015 quella stessa classe dirigente lanciò la micidiale campagna di stravolgimento della realtà e di calunnia contro un governo, democraticamente eletto e favorevole all’Europa, di un piccolo paese europeo.

Oggi lo studioso propone il programma di DIEM 25, la lista transnazionale con cui vuole partecipare alle elezioni europee del 2019 e rivoluzionare il funzionamento dell’Unione Europea. Il suo sito è yanisvaroufakis.eu (elle)


TARA WESTOVER L’EDUCAZIONE, Feltrinelli, pagg. 388, € 18,00.

Tara Westover, nata in Idaho nel 1986, raccoglie in questo memoir i ricordi della sua infanzia decisamente fuori dal comune. Nata in una famiglia mormone radicale, antistatalista e survivalista, non è mai stata a scuola o da un medico, non è neanche registrata all’anagrafe, passa il tempo raccogliendo erbe per la madre, erborista, lavorando nella discarica del padre e mettendo da parte provviste per l’arrivo imminente dell’apocalisse. Con una grande capacità di introspezione l’autrice analizza frammenti della sua vita, cerca di comprendere e trasmettere i meccanismi che si instaurano nella sua famiglia e che la portano a cadere vittima di un sottile gioco di manipolazione, violenza e controllo. L’unica via d’uscita è per Tara l’educazione, attraverso di essa riesce ad emanciparsi, a vedere il mondo da una nuova prospettiva:

Tutti i miei sforzi, tutti i miei anni di studio mi erano serviti ad avere quest’unico privilegio: poter vedere e sperimentare più verità di quelle che mi dava mio padre, e usare queste verità per imparare a pensare con la mia testa. Emanciparsi significa però per Tara perdere anche ciò che c’era di positivo nella sua infanzia e nella sua adolescenza: l’affetto e il sostegno della propria famiglia, che non accetta di essere messa in discussione e le volta le spalle.

Un libro dai contenuti forti ma che riesce a catturare l’attenzione del lettore dalla prima all’ultima pagina. (Martina Borin)


CONNIE PALMEN, TU L’HAI DETTO, Iperborea, pagg. 256, € 17,00.

Sylvia Plath, poetessa americana di grandissimo successo, ha solo trent’anni quando si toglie la vita, nel 1963. L’opinione pubblica, nutrita dalla pubblicazione dei diari di Sylvia, si scaglia contro il marito, Ted Hughes, anch’egli poeta, che ha deciso pochi mesi prima di lasciarla per un’altra donna. Tocca a Connie Palmen, autrice olandese, assumersi il difficile compito di dare voce al marito carnefice, a quello che viene considerato comunemente il mostro che ha spento il genio di Sylvia Plath.

Per la maggior parte delle persone esistiamo solo in un libro, la mia sposa ed io. Negli ultimi trentacinque anni ho dovuto assistere con impotente ribrezzo a come le nostre vite reali sono state sommerse da un’onda fangosa di racconti apocrifi, false testimonianze, pettegolezzi, invenzioni, leggende; a come le nostre reali, complesse personalità sono state sostituite da stereotipi, ridotte a immagini banali tagliate su misura per un pubblico di lettori affamati di sensazionalismo. E così lei era la fragile santa e io il brutale traditore. Ho taciuto. Fino ad ora.

Grazie ad un’acuta opera di ricerca l’autrice riesce a ricostruire la storia dal punto di vista di Ted, partendo dal primo incontro, passando per gli anni felici della coppia, soffermandosi in particolare sulla fragile mente di Sylvia, tanto capace di produrre opere immortali quanto ossessiva e autodistruttiva, fino al tragico epilogo della sua vita. Il risultato è un romanzo denso, struggente, intriso di poesia, che si legge tutto d’un fiato ma che tuttavia lascia un senso di amarezza al lettore. (Martina Borin)


ROXANE GAY, FAME, Einaudi, pagg. 267, € 17,50.

Roxane Gay, scrittrice, attivista femminista e accademica, ripercorre in questo saggio autobiografico il suo rapporto con il cibo, corrotto dopo aver subito un atto di violenza da parte di un gruppo di compagni di scuola. Roxane, allora dodicenne, trova conforto nel cibo e protezione nel corpo che piano piano va creandosi, cadendo così in un vortice autodistruttivo che la porta a ingrassare sempre di più sino a trovarsi in uno stato di grave obesità. La storia del suo corpo diventa storia della sua fame e quindi della sua vita, offrendo molteplici spunti di riflessione sulla visione del corpo e dell’obesità con tutte le sue implicazioni ma anche sulla violenza e su come viene affrontata nella società moderna.  La storia del mio corpo non è la storia di un trionfo. Non è la storia di una dieta dimagrante. Non ci saranno immagini della versione snella della sottoscritta, il mio corpo sottile esibito sulla copertina del libro, io in piedi con le gambe infilate in una sola dei jeans di quando ero grassa. Questo non è un libro che offre motivazioni. Non ho mai avuto nessuna intuizione geniale su cosa ci voglia per ridurre all’obbedienza un corpo ribelle e appetiti ribelli. La mia non è la storia di un successo. La mia è, semplicemente, una storia vera.

Un memoir brillante, doloroso, incentrato sul difficile percorso per accettare se stessi e il proprio vissuto. Un libro difficile ma che ogni donna dovrebbe leggere.


MATSUMOTO SEICHO, TOKYO EXPRESS, Adelphi, pagg. 169, € 18,00.

Romanzo d’esordio di Matsumoto Seicho, autore di gialli e noir molto noto in patria, pubblicato per la prima volta in Giappone nel 1958 e subito diventato un cult da cui sono state tratte svariate trasposizioni cinematografiche. Viene pubblicato per la prima volta in Italia nel 2018 dalla casa editrice Adelphi. Al centro della narrazione il ritrovamento dei corpi senza vita di un uomo e di una donna in un’isolata caletta rocciosa. Dopo una breve analisi la polizia archivia il caso come suicidio d’amore ma grazie all’intuizione di un investigatore di provincia e allo zelo di un giovane poliziotto di Tokyo l’indagine verrà riaperta e porterà a conclusioni inaspettate. Le persone tendono ad agire sulla base di idee preconcette, a passare oltre dando troppe cose per scontate. E questo è pericoloso. Quando il senso comune diventa un dato di fatto spesso ci induce in errore.

Un giallo originale, un mistero la cui soluzione passa attraverso il labirinto degli orari dei treni giapponesi fedelmente riportati da Seicho così come erano l’anno di pubblicazione del romanzo. Seicho riesce a tenere alta l’attenzione per tutto il romanzo muovendosi in un mondo di numeri che ammalia il lettore e lo accompagna alla soluzione del mistero con una maestria non indifferente per un’opera prima. 

 

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