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Il treno dei bambini

di: Viola Ardone

Silvia Ardone ricostruisce una storia realmente accaduta a Napoli attraverso la figura di un bambino, che è salito sul “treno dei bambini” nel 1946 per sfuggire alla fame del suo basso napoletano e raggiungere una famiglia della provincia di Modena, dove non trova solo sostentamento, ma affetto e inclusione. E con quella famiglia costruirà il suo legame più importante. Quei treni che portavano i bambini poveri del Sud in Emilia erano organizzati dal partito comunista utilizzando la solidarietà dei compagni emiliani. Viola Ardone descrive benissimo i sentimenti e l’impegno dei militanti del Sud e del Nord per organizzare i viaggi e i soggiorni umanitari. Il suo stile è di grande efficacia e ricorda quello di Eduardo de Filippo, sia per la tristezza delle situazioni sia per l’umorismo e l’ironia. Il romanzo inizia con la descrizione della vita di stenti delle famiglie napoletane povere. Il protagonista Amerigo è figlio di una ragazza madre, che gli ha raccontato che il padre è partito per l’America a cercare fortuna. Capirà solo da adulto che il padre vero è un piccolo boss del basso che frequenta regolarmente la madre. L’autrice accompagna Amerigo, con attenzione alla verità dei fatti, in tutte le fasi della preparazione e della partenza, quando la madre deve superare le paure che “i comunisti mangiano i bambini”, del lungo viaggio in treno, dell’arrivo a Modena e dell’accettazione da parte della donna partigiana che lo accoglie e della sua famiglia e dei compagni di scuola. Amerigo, dopo qualche mese, torna a Napoli, ma ormai la sua casa, il suo mondo è altrove e là ritorna per studiare e farsi una vita. Quando ritorna a Napoli da adulto scopre le sue radici familiari e un mondo che aveva dimenticato. Il libro fa un ritratto efficace e vero di un’Italia capace di solidarietà.

Trae spunto da fatti realmente accaduti, l’opera letteraria di Viola Ardone: nell’immediato dopoguerra, migliaia di bambini meridionali trovarono ospitalità temporanee presso altrettante famiglie del nord, per sfuggire alla fame. Ritratto di una Italia capace di solidarietà.

È il 1946 quando Amerigo lascia il suo rione di Napoli e sale su un treno. Assieme a migliaia di altri bambini meridionali attraverserà l'intera penisola e trascorrerà alcuni mesi in una famiglia del Nord; un'iniziativa del Partito comunista per strappare i piccoli alla miseria dopo l'ultimo conflitto. Con lo stupore dei suoi sette anni e il piglio furbo di un bambino dei vicoli, Amerigo ci mostra un'Italia che si rialza dalla guerra come se la vedessimo per la prima volta. E ci affida la storia commovente di una separazione. Quel dolore originario cui non ci si può sottrarre, perché non c'è altro modo per crescere.


Viola Ardone, Il treno dei bambini, Einaudi, € 18 Consigliato dalla LiberiA Marchia Mondadori

 


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