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La "bacchetta" magica da premier

di: Giuseppe Conte

Con il debutto a “Porta a Porta”, intervistato da Bruno Vespa il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha fatto il suo debutto nell’alta società della TV volendo il riconoscimento del salotto politico come premier.

Già sulla manovra finanziaria aveva dato qualche prova di autonomia nella trattativa con l’Europa dai suoi due Dioscuri molto ingombranti. Ha dichiarato a proposito dei profughi “ostaggi” in mare, che non vuole tradire la linea di coerenza con gli accordi digoverno: “Nessuno strappo alle regole, neppure in via eccezionale. Non cambierò mai idea. Chi vuole salvare e aiutare l’Africa deve bloccare gli scafisti e le navi che non rispettano le regole e battono bandiere straniere. E se qualcuno, anche all’interno del governo accetterà di cedere alle imposizioni degli scafisti, trafficanti e ong non farà un buon servizio a quelle donne e quei bambini, né all’Italia né al continente africano, poi ognuno si prende le sue responsabilità”. E fin qui niente di nuovo sulla sua suddita collaborazione con i vicepremier, ma poi ha una forma di ribellione a Salvini. “Se Salvini non cambia idea? Vuol dire che non li faremo sbarcare, li prenderò io sull’aereo e li porterò a terra”.

E sulla garanzia di salvataggio di Carige, su cui ha fatto anche telefonate (sconvenienti?) ai finanzieri della banca, ha seguito il consiglio del ministro Tria e non di Di Maio, il quale ha dovuto accettare le posizioni che aveva contrastato quando era all’opposizione. Che Conte voglia fare davvero il presidente del consiglio dei ministri?

Tags: immigrati, Presidente del consiglio, salvataggio banche

 


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