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I populisti omologati

di: Stefano Folli

Stefano Folli, l’editorialista di “la Repubblica”, che ha seguito sempre con spirito critico la politica dei Cinque Stelle, sottolinea che “quello che sta accadendo negli ultimi giorni sembra preludere a una svolta nella storia del movimento che sembra infatti preludere su premesse che non hanno retto alla prova dei fatti. La vicenda di Carige è emblematica, ma non è la sola”. E fa l’esempio di altre scelte spinose per il movimento: il gasdotto Tap, l’Alta Velocità, il Terzo Valico, la legge di bilancio, che dimostrano, a suo dire, “l’incapacità dei Cinque Stelle di proporsi come convincente alternativa al parziale fallimento delle classi dirigenti che c’erano prima, le fatidiche élite”.

Il movimento sta scoprendo, dunque, come sia difficile governare in modo diverso da prima le dinamiche sociali ed economiche, che impongono adeguamenti a tutti i tipi di governo di centrodestra o di centrosinistra. “Ora vediamo, continua Folli, che anche i populisti vengono risucchiati e in un certo senso omologati”. Sottolinea inoltre la mancanza di cultura politica e di esperienza di governo dei 5 stelle.

Anche Salvini per Folli rischia l’omologazione. “Tuttavia il capo della Lega ha un vantaggio sull’alleato/concorrente del M5S: i suoi temi, dal contrasto all’immigrazione illegale a costo di apparire disumano alla sicurezza in stile <legge e ordine> sono finora un volano di consensi. E insegue un’Europa di destra, autoritaria con alleati forti. Folli conclude la sua nota, “Rispetto a Di Maio le spalle di Salvini sono ben coperte”. (“la Repubblica”, 9/01)

Tags: politica, movimento 5 stelle, Lega

 


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