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Sta vincendo la cultura dei luoghi speciali

di: Marco Castaldo

Tutto e tutti stanno andando in quella direzione…

Il lavoro svolto negli ultimi trent'anni, almeno, nel tentativo, qualche volta anche ben riuscito, di considerare le persone con disabilità, "persone" e non "soggetti fragili", viene ogni giorno messo in discussione e credo che ormai dobbiamo accettare che si andrà sempre peggio.

Si è lavorato duramente per l'integrazione scolastica e lavorativa, per l'autodeterminazione che significa dare la possibilità a tutti, disabili compresi, di vivere una vita indipendente, ognuno secondo le proprie possibilità e capacità. Pensare ad una società senza barriere, fisiche e mentali, è un obiettivo che ci poniamo ogni giorno, noi, tutti noi, che ci consideriamo diversi, ma non più fragili e non malati. E la società, effettivamente, quando sollecitata adeguatamente, risponde bene e si vede… In Italia, con molto ritardo nei confronti di altri paesi europei e non solo, si è organizzata, negli ultimi anni, e si sono costruiti percorsi fruttuosi per raggiungere libertà, autonomia e produttività sociale perché, è questo il punto importante e dirimente del problema. Ognuno di noi è utile alla società nella misura in cui la società ci permette di esplicitare le nostre capacità, i nostri desideri, le nostre aspirazioni. La persona con disabilità, qualsiasi tipologia di disabilità, non è un costo sociale che deve essere sostenuto dalla parte "normo-dotata" della società, ma una risorsa che deve essere valorizzata, sostenuta e sollecitata.

Negli ultimi periodi, invece, assistiamo quotidianamente al tentativo, anche questo molto spesso ben riuscito, di annullare tutto il lavoro svolto nella direzione della integrazione ed autodeterminazione, sostituendolo con il concetto dell'assistenzialismo puro che viene "concesso" ed accordato con l'atteggiamento di chi elargisce una elemosina pietosa che deve essere accettata e non concertata.

Quindi, non più progetti di vita indipendente, bensì luoghi "sicuri", luoghi "speciali" dove le persone "bisognose di cura" saranno ben nascoste e non potranno pretendere altro di meglio se non permettere al business dell'assistenza generale di fare grandi profitti in nome e per mezzo della carità e del catto-pietismo.

Cliccando qui si può leggere un interessantissimo editoriale della rivista on-line Superando.it in merito a questa problematica e a seguito di uno spot televisivo recentemente realizzato dalla Fondazione Sacra Famiglia che andrà in onda sui canali Mediaset nei prossimi mesi.

 

Tags: società, salute pubblica, disabilità, indipendenza, Fondazione Sacra Famiglia, Superando.it, istituti

 


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