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Retorica nazionalista e verità storica nel centenario della prima guerra mondiale

di: Piero Purich

Lo storico Piero Purich, in L’Italia e la grande guerra senza la retorica nazionalista, parte dalla considerazione che la prima guerra mondiale sia stata e rimanga uno dei miti fondativi dello stato-nazione, soprattutto nei paesi vincitori, ma, sottolinea che: “Per anni il conflitto è stato sottratto ad analisi obiettive ed è stato letto solo attraverso la lente deformante dell’eroismo, dell’onore, della patria, della propaganda bellica. In Italia la letteratura ne ha affrontato i tabù, spesso con fastidiose conseguenze per gli autori: Emilio Lussu fu accusato di disfattismo e antipatriottismo per Un anno sull’Altipiano, mentre La rivolta dei santi maledetti di Curzio Malaparte incappò nella censura e fu sequestrato. Negli anni settanta sono stati pubblicati saggi critici e analisi storiche rigorose e obiettive, come quelli di Mario Isnenghi, Giorgio Rochat, Enzo Forcella, Alberto Monticone e Piero Melograni”.

Per la ricorrenza del centenario si è fatta nuovamente retorica e anche propaganda nazionalistica militare, oltre che fiction tv semplicistiche. Da questa visione patriottica della storia “sono stati cancellati episodi sgraditi alla retorica ufficiale come le renitenze, il pacifismo, le fraternizzazioni tra nemici, le diserzioni, gli ammutinamenti, le rivolte”, che permettono di capire l’immensa carneficina.

A seguito delle intimidazioni contro i socialisti, pacifisti, renitenti, solo una piccola minoranza di persone, anarchici, socialisti internazionalisti, rifiutò di arruolarsi, ma il numero dei renitenti in Italia, 470 mila,  fu più alto che in altri paesi. L’esercito risultò impreparato e ai soldati vennero distribuiti alcolici prima di affrontare il nemico, mentre le strategie del gen. Cadorna furono inefficaci. Ci fu anche un episodio di fraternizzazione tra nemici nel Natale 1915 con un cessato il fuoco informale tra italiani e austriaci.

Molti furono i disertori e gli autolesionisti (circa diecimila) e molto alto furono le esecuzioni sommarie per insubordinazione. L’articolo è ricco di citazioni di fonti storiche molto significative. L’intero testo (3 novembre 2018) è pubblicato su www.internazionale.it

Tags: 1ª guerra mondiale, esercito, insubordinazione, retorica, disertori, propaganda, centenario

 


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