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Pandemia e commercio

di: Mauro Ardissone

Purtroppo, a causa del Covid-19, abbiamo vissuto, stiamo vivendo e probabilmente vivremo ancora per un po’ una situazione complicata che ha colpito innanzitutto la salute delle persone e poi, di conseguenza l’economia mondiale.

Il commercio è stato pesantemente messo in difficoltà dalle restrizioni e dalle chiusure giustamente imposte dalle istituzioni e quindi esistono sofferenze anche pesanti dal punto di vista economico ma anche da quello psicologico.

La difficoltà maggiore consiste nell’impossibilità di prevedere e programmare la ripartenza, non si sa quando il virus sarà definitivamente sconfitto.

I momenti difficili devono però farci riflettere su quella che era la nostra situazione ante pandemia, quale quella attuale e quale quella post; le nostre aziende erano preparate a affrontare un momento difficile, quali strategie abbiamo messo in piedi per adesso e per il futuro?

Nessuno poteva prevedere la pandemia, ma un’azienda seria e previdente deve essere preparata a affrontare un’eventuale imprevedibile difficoltà, qualunque essa sia, e mi auguro che quanto accaduto ci spinga a strategie aziendali consapevoli dei rischi.

Un’altra riflessione deve venire dall’osservazione del fenomeno commerciale nel momento delle restrizioni: certamente l’utilizzo del commercio on line è aumentato esponenzialmente, ma addossare al web market la responsabilità delle nostre difficoltà è puerile e soprattutto inutile; la vendita on line continuerà a esistere non per miopia dei consumatori ma perché offre un connubio di assortimento e servizio inarrivabile per il commercio tradizionale.

Esiste però il rovescio della medaglia: le restrizioni hanno aumentato la consapevolezza delle persone relativamente al contatto umano, se ne è sentita la mancanza.

I più recenti studi di marketing prevedono un ritorno al “commercio tradizionale” proprio per la necessità delle persone di contatto umano e di rassicurazione che non possono trovare on line; se l’acquisto di beni non di prima necessità è “cibo per l’anima”, noi commercianti dobbiamo essere preparati a somministrarlo.

Se avremo coraggio e soprattutto “voglia di studiare”, anche la crisi pandemica potrà diventare un trampolino di rilancio per le nostre attività.

Tags: commercio, coronavirus, sociologia

 


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