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Natale 2020

di: Laurana Lajolo

Questo sarà un Natale “difficile”: contagi, lutti, isolamento, polemiche infinite. La pandemia ha cambiato ciascuno di noi e la società. Ci troviamo nel mezzo di una svolta epocale e dobbiamo accettare l’incertezza, ma non è facile mantenere l’equilibrio, considerata la durezza di questa esperienza del tutto nuova.

Da molti anni il Natale è il consumismo dei regali e delle vacanze, invece se ripensassimo alla tradizione della festa della natività come simbolo di rinnovamento spirituale del mondo in senso religioso e anche laico, se facessimo qualche gesto concreto di accoglienza e generosità, come quello proposto dalla Caritas di Asti alle famiglie di preparare per il pranzo di Natale una porzione in più da offrire ad un’altra famiglia più povera?

Consiglio anche di leggere, come quando eravamo bambini, le fiabe che spiegano come Cappuccetto rosso non viene mangiato dal lupo e Pollicino non si perde nel bosco. Le favole insegnano che cos’è la vita nei suoi passaggi difficili e nel “lieto fine”.

I miti greci parlano delle vicende degli dei per descrivere i destini degli uomini. E nella Bibbia quando Abramo si avvia ad attraversare deserto, cioè va verso l’ignoto, raccomanda alla sua famiglia di “non avere fretta e di non avere paura”.

Anche la poesia aiuta, Gibran ha scritto: Nulla impedirà al sole di sorgere ancora, nemmeno la notte più buia. Perché oltre la nera cortina della notte / c'è un'alba che ci aspetta.

Buona rinascita a tutti.

Tags: tradizioni, etica, rinascita

 


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