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Inaugurazione della sala Davide Lajolo a Nizza Monferrato

di: redazione

Sabato 19 gennaio con l’inaugurazione ufficiale sarà pienamente fruibile la sala per conferenze della Biblioteca civica “U.Eco” di Nizza Monferrato intitolata a Davide Lajolo.

In quell’occasione si darà notizia dell’avvenuta convenzione tra la “Collezione Davide Lajolo Art ‘900” di Palazzo Crova e l’Accademia Albertina di Torino per stages degli studenti e attività espositive.

Verrà anche presentato il laboratorio creativo che alcuni studenti del Liceo scientifico “G. Galilei” hanno compiuto nello scorso anno scolastico sotto la guida dei proff. Stefano Di Norcia, Tania Teri e Ornella Bianco.

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Lavoro, non sussidio

di: Gianni Dapavo

Per come è stato formulata la misura  di reddito di cittadinanza non è altro che un sussidio temporaneo di disoccupazione con un certo guadagno per le imprese: in pratica un Jobs act 2. La filosofia è la stessa: come aiutare la flex-security senza usare la leva fiscale a fini redistributivi.

Il 2018 è stato un anno orribile per il reddito di cittadinanza, ritirato in quasi tutti i Paesi che lo avevano sperimentato per via di costi insostenibili se non sono accompagnati da adeguate politiche redistributive.

I sostenitori del provvedimento dicono che aiuterà a combattere la povertà dando alle persone la flessibilità di trovare lavoro e rafforzare la loro rete di sicurezza, per i detrattori favorisce l’ozio a spese di quanti lavorano. Il sussidio di disoccupazione è stato introdotto per la prima volta in Danimarca nel 1899 come strumento di flex-security, che coniuga flessibilità e sicurezza, ma ha costi elevati che può supportare solo una forte politica fiscale come quella danese.

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20 anni fa

di: redazione

L’11 gennaio 1999 moriva Fabrizio De Andrè.

Ci manca la sua intelligenza, la sua ironia, le sue canzoni come La domenica delle salme, di cui pubblichiamo un brano, che rispecchiano anche la società di oggi, quasi una preveggenza di cui sono capaci solo i grandi pensatori. De Andrè era un narratore poeta e, quindi, era oltre il suo tempo.

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Il nuovo corso dell'Etiopia

di: Graziella Boat, segretaria generale DISVI

Qualche volta i giornali non parlano solo dei migranti che sbarcano sulle nostre coste, ma con qualche “sforzo” vanno a vedere cosa succede in Africa, quel grande Continente, sfruttato prima dalle colonizzazioni e oggi dal “residuo” delle stesse che sono le multinazionali che continuano a prelevare preziose risorse, senza che le grandi Istituzioni internazionali riescano a garantire governi democratici e capaci di controllare le proprie risorse. Nel frattempo sono arrivati i cinesi, che costruiscono infrastrutture in cambio di petrolio e altre materie prime.

Ma in quel grande, bellissimo Continente, qualcosa sta cambiando se è vero quello che ha scritto Pietro Del Re su Repubblica del 17 novembre scorso sui cambiamenti in corso in Etiopia, con un nuovo premier, Abiy Ahmed, 42 anni, di etnia Oromo “il gruppo etnico maggioritario e anche il più marginalizzato”. E’ nato forse un nuovo, piccolo Mandela? Meles Yusuf, un oppositore del regime rientrato ad Adis Abeba dopo anni d’esilio ha dichiarato “Ha ereditato un Paese in stato di emergenza, con un governo intollerante a ogni critica, con violente proteste etniche e in guerra da vent’anni con il vicino eritreo.

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Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

di: redazione

A noi è piaciuto il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, sobrio e determinato. Ne abbiamo estrapolato le significative parole chiave: sentirsi comunità, bisogno di unità, responsabilità, sicurezza e rispetto nella convivenza, rifiuto dell’insulto e dell’intolleranza, lavoro e istruzione, felicizia (amicizia e felicità), solidarietà e volontari, dignità delle persone, problemi e risorse, sanità, diritti di cittadinanza, pilastri costituzionali, Unione europea, confronto politico, forze dell’ordine, ricostruzione, immigrati in Italia.

E pubblichiamo integralmente il discorso che milioni di italiani hanno ascoltato, ma che vale la pena anche di leggere.

Buona Felicizia, parola coniata da una bambina cinese del Sermig di Torino.


Palazzo del Quirinale, 31/12/2018

Care concittadine e cari concittadini,

siamo nel tempo dei social, in cui molti vivono connessi in rete e comunicano di continuo ciò che pensano e anche quel che fanno nella vita quotidiana. Tempi e abitudini cambiano ma questo appuntamento - nato decenni fa con il primo Presidente, Luigi Einaudi - non è un rito formale. Mi assegna il compito di rivolgere, a tutti voi, gli auguri per il nuovo anno: è un appuntamento tradizionale, sempre attuale e, per me, graditissimo.

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Auguri resilienti

di: Laurana Lajolo

Auguri di buona vita a tutti per il 2019.

Ma forse è meglio, dato i tempi difficili che stiamo vivendo, dalla crisi economica, al razzismo, alla mancanza di lavoro e altro ancora, fare auguri di resilienza a tutti coloro che attraversano un periodo di difficoltà perché sappiano affrontarlo e superarlo, ristabilendo un equilibrio.

Originariamente il termine resilienza indica la capacità di un materiale di subire un urto senza rompersi e ora è usato anche in psicologia per definire quelle capacità di affrontare positivamente la propria vita, di sapersi riorganizzare, restando sensibili alle opportunità positive e adattando la propria personalità a situazioni nuove senza perdere l’identità costruita nel tempo.

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Le leggi sui diritti delle donne

di: Luisa Rasero

Il Coordinamento Donne Fisac Cgil Piemonte ha raccolto e commentato tutte le leggi italiane inerenti al lavoro femminile, dal 1902 ai giorni nostri.

Dalla ricerca puntigliosa e dettagliata emergono norme rilevanti e a tutt'oggi inapplicate. E’ l'elenco più completo, che mostra il lungo cammino percorso dalle donne. Le normative sono ordinate per cronologia e per filoni tematici: la tutela degli inizi del secolo scorso, l'espulsione del periodo fascista, l'emancipazione del secondo dopoguerra. Sono anche evidenziate le contraddizioni, soprattutto fra tutela ed emancipazione, che riguardano non solo le donne, ma tutti coloro che vivono del proprio stipendio, e che ambirebbero a farlo in modo dignitoso e sostenibile. Buona lettura.

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“Per il futuro del giornalismo è cruciale la formazione"

di: Federica Bassignana

La lectio magistralis di Ernest R. Sotomayor, professore della Columbia University

Se non si può parlare di futuro, perché ancora “non è”, si può – e si deve – parlare ora di come porre le fondamenta per la formazione dei futuri giornalisti, e non solo.  
In occasione del secondo evento inaugurale del Master in giornalismo Giorgio Bocca di Torino presso il Campus Luigi Einaudi, l’ospite internazionale Ernest R. Sotomayor, docente di giornalismo digitale multimediale e giornalismo investigativo della Columbia University, ha illustrato agli studenti e ai giornalisti il proprio metodo di insegnamento, Never stop learning. Ha invitato a essere sempre studenti di una professione complessa, dinamica e variabile come il giornalismo. Per il futuro del giornalismo, la formazione deve essere cruciale, appunto, e deve articolarsi in un aggiornamento e studio continui.         
I giornalisti devono essere thinkers, devono offrire ai lettori un punto di vista, l’angolatura critica di un pensiero e indagare accuratamente le fonti per dare forma a notizie attendibili e coerenti con uno dei criteri più importanti del giornalismo odierno: la credibilità.

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Pulp fashion

di: Laura Calosso

La trasmissione di Rai Tre REPORT ha ripreso le tematiche del romanzo La stoffa delle donne per indagare sulla tossicità di tessuti prodotti all’estero e vendute dalle griffes italiane di alta moda.

La letteratura e il giornalismo investigativo hanno parentela stretta. Il denominatore comune è l’intuizione, che a volte riesce a cogliere i meccanismi oscuri dietro le quinte della realtà. E’ stato questo filo sottile a condurmi a REPORT, la trasmissione di inchiesta in onda il lunedì su Rai Tre. Il servizio Pulp Fashion del 3 dicembre 2018, firmato dal giornalista Emanuele Bellano, ha tratto ispirazione dal mio romanzo La stoffa delle donne, pubblicato da SEM nel 2017.  Nel libro racconto infatti la storia di una donna, impiegata in un’azienda tessile, costretta a dichiarare conformi (e quindi buoni) tessuti che lei sa invece essere tossici. La vicenda che descrivo è frutto di fantasia ma ricalca una situazione molto diffusa nelle aziende (tessili e non), luoghi dove sempre più spesso la responsabilità sociale viene fatta passare in secondo piano rispetto all’utile.

Ho scritto il libro perché, studiando per lavoro la regolamentazione europea, mi sono resa conto che la complessità legislativa si traduce di frequente nella mera produzione di documenti cartacei, a dispetto di una concreta e seria applicazione delle regole, utili a garantire la sicurezza per i consumatori, i lavoratori e l’ambiente, danneggiato da inquinamento selvaggio.

Produrre merci in Europa è più costoso che in altre parti del mondo. Le ragioni sono tante e vanno dal costo del lavoro ai costi generati proprio dall’applicazione delle regole. Invece di cercare soluzioni che consentano di tutelare seriamente la salute e la sicurezza, semplificando però il carico burocratico, si è scelto di incoraggiare la delocalizzazione, nonostante il danno sociale ed economico che il fenomeno sta provocando. 

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Cascina Graziella per la “libera” “rinascita” della legalità

di: Domenico Bussi

Il progetto terapeutico e polo educativo e culturale di Cascina Graziella

a memoria dell’omicidio di mafia

di Graziella Campagna

Gli obbiettivi di Cascina Graziella

Cascina Graziella di Moncalvo sarà ufficialmente operativa, almeno parzialmente, dalla tarda primavera all’estate 2019 con il duplice impegno per cui è stata progettata: restituire alla società, sia pure con altri modi e forme, quanto è stato ad essa sottratto con azioni delittuose, e impegnarsi a contrastare la criminalità organizzata con una azione capillare, sul territorio che veda protagoniste, oltre alle forze dell’ordine, tutte le componenti del tessuto sociale sia singolarmente che organizzate in associazione.

Questo è stato il messaggio forte che hanno voluto trasmettere Rosalda Binello, prima presidente dell’associazione Rinascita che da una trentina d’anni affronta il problema del “disagio” in provincia di Asti, ed Isabella Sorgon, referente provinciale di Libera, l’associazione nazionale contro il dilagare del fenomeno mafioso ormai capillarmente metastatizzato anche al Nord. Le due associazioni di volontariato si sono incontrate nel progetto di Cascina Graziella in corso di realizzazione a Moncalvo in un complesso agricolo a suo tempo confiscato a esponenti di un clan mafioso e destinato, secondo le disposizioni della Legge 109 del 1996, ad utilità sociali.

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Lo spazio dei migranti e il soccorso cancellato

di: Alessandro Mortarino

Rientrato dalla sua quarta missione di soccorso in mare aperto a bordo dell'ormai famosa nave Aquarius della Ong SOS Méditerranée, Alessandro Porro è tornato nella sua Asti per raccontare i dettagli di una tragedia che sembra non avere mai fine e che troppo spesso appare lontana e, dunque, trascurabile. Ma le parole non bastano e Alessandro - nell'incontro di sabato 24 novembre - ha voluto usare un approccio fisico capace di raccontare in modo crudo la realtà dei fatti, l'odore delle persone in balia del mare, la disperazione dei volti, i corpi ustionati dal mix di acqua salata, urina, sudore e carburante ...

Alessandro ha iniziato il suo esperimento coinvolgendo 12 persone del pubblico, alcuni giovani studenti del laboratorio Caffelatte dell’Istituto Castigliano e altrettanti adulti. A terra ha disegnato, con una cima della stessa Acquarius, i confini di uno spazio di un metro quadro e invitato i 12 a prendere posto all'interno di quell'angusto perimetro.
E' quello lo spazio "vitale" deciso da chi organizza i viaggi estremi per chi fugge dalla Libia: in ogni metro quadro (cioè 1 metro per 1 metro ...) devono starci 12 persone e ogni gommone finisce per contenere 150 persone. Alessandro dirà che quando i soccorritori raggiungono un gommone in avaria e vi contano meno di 150 persone, hanno certezza che la differenza numerica equivale ad altrettanti morti in mare.

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Il biblista Ernesto Buonaiuti

di: A cura di Tempi di Fraternità

Martedì 11 dicembre, dalle 17,30 alle 19,00, avrà luogo nel saloncino della Biblioteca del Seminario vescovile di Asti (g.c.), Piazza del Seminatio 1, la presentazione del calendario 2019 che l'associazione culturale di volontariato Tempi di fraternità (onlus) ha realizzzato con la collaborazione del CSVaa (Centro Servizi al Volontariato di Asti e Alessandria) per ricordare la fugura e l'opera di Ernesto Buonaiuti, il grande biblista e storico del Cristianesimo. che ha rappresentato il problema della laicità e della libertà della ricerca scientifica in una  materia tradizionalmente di competenza delle gerarchie religiose.

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A proposito della dismissione delle Chiese

di: di Pier Giuseppe Accornero

A Praga un edificio sacro in stile barocco è stato venduto ed è diventato un locale notturno. Chiese dismesse sono diventate discoteche, rimesse, gelaterie, moschee, negozi, bar, ristoranti, palestre, centri estetici, abitazioni, locali commerciali. Accade in Belgio, Olanda, Francia, Svizzera, Germania, Stati Uniti, Canada, Australia, Italia. Il fenomeno è in espansione negli ultimi decenni ed è trasversale alle Chiese: cattolica, luterana, anglicana, protestante, ortodossa.

Nell’Anno europeo del patrimonio culturale il 29-30 novembre 2018 si terrà alla Pontificia Università Gregoriana di Roma il convegno internazionale Dio non abita più qui? Dismissione di luoghi di culto e gestione integrata dei beni culturali ecclesiastici,  organizzato da Pontificio Consiglio della cultura, Conferenza episcopale italiana e Università Gregoriana. Parteciperanno i delegati delle Conferenze episcopali di Europa, America settentrionale e Oceania. Il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Consiglio per la cultura, spiega: «Abbiamo registrato un interesse straordinario degli episcopati di diversi Paesi. C’è una trasversalità geografica perché il problema riguarda Paesi molto diversi. E c’è una trasversalità socio-culturale».

Nel convegno internazionale saranno presentate linee guida sulla dismissione e il riuso del patrimonio ecclesiastico. Obiettivo del documento non sarà suggerire se o quando dismettere o vendere una chiesa, quanto dimostrare la necessità di una programmazione a lungo termine, d’intesa con le autorità civili.

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Silvia Romano, volontaria in Kenya

di: Marco Castaldo

Silvia Romano è una giovane donna di 23 anni italiana che ha scelto consapevolmente di inseguire il proprio sogno per lasciare un'impronta positiva, andando a svolgere un progetto di volontariato in Kenya con la Ong Africa Milele, con un progetto di sostegno all’infanzia con i bambini di un orfanotrofio.

Silvia Romano e stata rapita da un gruppo di criminali locali che ora la tengono ostaggio al fine di ottenere un riscatto e per questo rischia la vita.

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Per Sandra

di: Laurana Lajolo

“Mamma, mi hanno sparato”. Sandra muore a 13 anni mentre guarda la tv in casa. Sandra Parks è stata la dodicesima vittima di omicidio, quest’anno, tra gli studenti della Milwaukee Public School.

Sandra Parks è stata colpita da un proiettile  vagante mentre stava guardando la tv con la sorella nella sua cameretta a Milwaukee. Aveva scritto in un tema I bambini sono le vittime insensate della violenza delle armi” per il quale era stata premiata nel 2016, che pubblichiamo nella stesura originale.

Our Truth

Sometimes, I sit back and I have to escape from what I see and hear every day. I put my headphones on and let the music take me away. I move to the beat and try to think about life and what everything means. When I do; I come to the same conclusion… we are in a state of chaos. In the city in which I live, I hear and see examples of chaos almost everyday. Little children are victims of senseless gun violence. There is too much black on black crime. As an African-American, that makes me feel depressed. Many people have Lost faith in America and its ability to be a living example of Dr. King’s dream!

The truth is faith and hope in what people can do, has been lost in the poor choices we make. We shall overcome has been lost in the lie of who we have become! So now, the real truth is, we need to rewrite our story so that faith and hope for a better tomorrow, is not only within us, but we believe it and we put it into actions.

Our first truth is that we must start caring about each other. We need to be empathetic and try to walk in each other’s shoes. We shall overcome when we eliminate the negative and nasty comments people make about each other. We shall overcome, when we love ourselves and the people around us. Then, we become our brothers keeper.

Our second truth is that we need to have purpose. We are the future generation, therefore we must have an education to make a positive difference in the world. We are the future leaders, but if we don’t have an education, we will accomplish nothing. We will overcome, when we use our education to make the world a better place. We will become the next President, law enforcement officers, teachers, doctors, lawyers, and law makers. We cannot continue to put the responsibility on other people. It is our responsibility as future leaders!

We must not allow the lies of violence, racism, and prejudice to be our truth. The truth begins with us. Instead of passing each other like ships in the night, we must fight until our truths stretch to the ends of the world.

 

 

Dopo il passaggio del treno a vapore è ora di progettare il futuro ferroviario

di: Alessandro Mortarino, Salviamo il paesaggio

E' stata una domenica (11 novembre) di autentica festa nel sud astigiano per il passaggio di due convogli "storici" tra Asti e Nizza Monferrato, con folle inaspettate a salutare l'arrivo del ritrovato treno in tutte le fermate accolto da bande, figuranti in costume, prodotti tipici e le parole emozionate di sindaci, rappresentanti della Regione, massimi dirigenti di RFI. Tutto bene, dunque. Ma ora occorre passare alla fase più importante: quella della pianificazione del traffico "normale" (passeggeri) per la riapertura della tratta prevista per giugno del prossimo anno ...

Abbiamo tutti voluto considerare l'11 novembre come un momento di festa collettiva evitando ogni segnale che potesse guastare il clima, ma per tutti questa giornata rappresentava l'inizio di un nuovo percorso che dovrà culminare con la ripresa del traffico ferroviario pendolare e turistico. Da giugno del 2019, cioè in contemporanea con le elezioni regionali in Piemonte.
La concomitanza, ci auguriamo, deve essere considerata puramente casuale.
E poiché ci interessa il servizio che verrà offerto e null'altro, oggi annotiamo diversi punti critici su cui è necessario il lavoro progettuale di tutto il territorio e rapide risposte da parte dei vertici dell'assessorato regionale ai trasporti. Ne elenchiamo alcuni.
● A luglio, in occasione del progetto di recupero della galleria Ghersi presentato da RFI, l'assessore Balocco aveva comunicato che a giugno del 2019 si sarebbe attivato un pre-esercizio sulla tratta Asti-Castagnole.

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II nostro mare, in viaggio con Aquarius con Alessandro Porro

di: redazione

La chiusura dei porti e i centri di detenzione in Libia

Sabato 24 novembre ore 10 Auditorium, via Goltieri

Cosa ha comportato la chiusura dei porti italiani e cosa succede a chi è nei centri di detenzione libici? Ce lo racconterà sabato 24 novembre alle ore 10 all’Auditorium della Biblioteca Astense, via Goltieri, il volontario soccorritore Alessandro Porro della nave Aquarius. L’ultimo salvataggio di Aquarius si è  fermato nel porto di Marsiglia.

Alessandro Porro, che sarà intervistato dalla giornalista Laura Secci, è un astigiano di 38 anni, che ha lavorato prima come soccorritore professionista alla Croce rossa toscana e dal 2016 ha svolto due missioni per il salvataggio dei profughi nel Mediterraneo sulla nave Aquarius, organizzazione non governativa internazionale SOS Méditerranée in collaborazione con Medici senza frontiere. Dall'inizio del 2018 Aquarius ha salvato circa 2.100 persone. Ora la nave è stata fermata al proto di Marsiglia.

Con Porro interverranno Mamadou Sek, Fiom CGIL, Piero Vercelli, Cooperativa Jokko, Albero Mossino, Piam.

L’incontro è organizzato dalla rivista www.adlculture.it.

Tutti sono invitati.

Per la nave umanitaria Mediterranea

di: redazione

a cura dell’ASIAP

Promotori: Diavolo Rosso, PIAM Onlus, Ass. A Sinistra – Casa del Popolo, ARCI, A.N.P.I.,Co.A.La., Caritas

Il 17 novembre 2018 alle ore 17 presso la scuola CPIA in Piazza Leonardo da Vinci 22, "Alla scoperta del Senegal", organizzato dall'ASIAP con l’intento di sensibilizzare e raccogliere fondi per la missione della nave "Mediterranea", la nave italiana Mediterranea Saving humans, che è da poco rientrata dalla sua prima missione in acque internazionali che separano le coste italiane da quelle libiche, e il suo equipaggio è impegnato a svolgere attività di monitoraggio, testimonianza e denuncia della drammatica situazione che quotidianamente vede donne, uomini e bambini rischiare la propria vita, attraversando il Mediterraneo centrale, nell’assenza di soccorsi, nel silenzio e nella complice indifferenza dei governi italiano ed europei.

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Povertà in attesa. Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto in Italia.

di: Beppe Amico, direttore Caritas

In occasione della Seconda Giornata Mondiale dei Poveri, che verrà celebrata il 18 Novembre, la Caritas Diocesana di Asti ha organizzato un convegno di riflessione sulle povertà e sulle politiche di contrasto in Italia.

Mercoledì 14 Novembre alle ore 18.00 nella sala della Fontana in Via Arò n. 52 – Asti – il dott. Francesco Marsico, presenterà il rapporto 2018 di Caritas Italiana intitolato Povertà in attesa.

L’edizione di quest’anno del Rapporto, presentata a Roma lo scorso 17 ottobre, integra per la prima volta in un unico testo il 17° "Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia" e il 5° "Rapporto sulle politiche contro la povertà in Italia", con l'intento di offrire uno strumento aggiornato di studio ed approfondimento, e allo stesso tempo di stimolare l’azione delle istituzioni civili. Il testo analizza l’attuazione in Italia del Reddito di Inclusione (REI) e pone elementi di riflessione sul Reddito di cittadinanza. La Caritas diocesana di Asti offrirà, attraverso il report elaborato dal suo Osservatorio delle povertà e delle risorse, il volto dei poveri incontrati nei Centri di Ascolto Caritas di Asti.

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Umberto Eco, il fascismo eterno

di: Redazione

Quando uno stuidioso è un vero intellettuae le sue idee vanno oltre iI suo tempo. Quindi è tornado di attualità uno scritto di Umberto Eco Il fascismo eterno o Ur-Fascism del 1995, che indica alcune caratteristiche tipiche della nebulosa fascista, che qui riassumiamo e su cui vale la pena riflettere ancora oggi.

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Da quando Socrates non gioca più

di: Luca Castaldo

Stavano per finire i travagliati anni ‘70 quando uno dei più celebrati calciatori brasiliani, colui che portava sulle spalle il nome di un filosofo, Scorates, figura atipica per il mondo del pallone, calciatore e medico al tempo stesso, decide, insieme ai suoi compagni del Corinthians, di dare un messaggio di speranza al Brasile schiacciato sotto una pesante dittatura militare.

Il Corinthias, già dalla sua creazionesu, era considerata la squadra del proletariato, non scendeva in campo solamente per il gioco ma per trasmettere valori e speranze alle giovani leve. Da qui nasce lo spirito della: “Democracia Corinthiana”, ovvero un collettivo più che un club calcistico, dove tutte le decisioni, dalle più elementari alle tattiche di squadra, venivano assunte con metodo democratico, discusse e votate da tutti i giocatori.

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Nuovo presidente del Brasile

di: Laurana Lajolo

Jair Bolsonaro 55,1%  voti 57.797.848 ASSUMERA’ IL MANDATO IL 1 GENNAIO 2019

Fernando Haddad 44,9%  voti 47.040.904

Jair Bolsonaro (1955) ha origini italiane. E’ stato Ufficiale di carriera e ha prestato servizio nei reparti di artiglieria e paracadutisti dell'Exército Brasileiro, è deputato dal 1991. Nel 1993, quando era un deputato, in un discorso alla Camera bassa del Congresso nazionale del Brasile si dichiarò estimatore del passato regime militare in Brasile (1964-1979) e aggiunse che la democrazia non era in grado di risolvere i gravi problemi del paese. E’ stato il candidato del Partito Social-Liberale alle presidenziali del 2018.

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Tragedie

di: Laurana Lajolo

Ciao, ragazza, non so darti un nome, ma ho negli occhi tanti volti di giovani, per cui ho sempre nutrito attenzione sia per lavoro quando insegnavo, sia dopo, quando ho avuto altri incarichi. Le tragedie che hanno colpito Pamela, Desirè e altre sono presentate come storie individuali con i buoni e i cattivi.

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Restiamo umani

Marcia della solidarietà e dell’accoglienza contro ilrazzismo e il Decreto sicurezza/immigrazione

In un momento in cui l'Italia sembra prendere una deriva autoritaria, razzista e xenofoba vogliamo mobilitarci per rompere il silenzio e ribadire i valori e i principi costituzionali fondanti della nostra democrazia e per mostrare il volto di una società solidale e rispettosa delle differenze.

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Parere di un giurista sul caso del sindaco di Riace

di: Nicola Fiorita, professore associato presso l'Università della Calabria

Ho atteso alcuni giorni prima di intervenire pubblicamente sull’arresto del sindaco di Riace. Ho voluto prima leggere l’ordinanza del Gip, ho voluto riflettere su tanti commenti, ho voluto lasciar sedimentare le mie emozioni. Per diverse ragioni – non ultimo, il mio ruolo di docente di materie giuridiche che insegna ai propri allievi il valore della legge, il diritto della critica e dell’impegno per cambiare le norme ingiuste ma anche il dovere di rispettarle finché vigenti – ho ritenuto di non poter confinarmi in uno slogan (io sto con Mimmo Lucano, questo è certo) ma di dover articolare il mio pensiero, distinguendo alcuni profili, a mio avviso i più rilevanti, della vicenda.

C’è innanzitutto l’aspetto giuridico-formale. Posto che il Gip liquida molti dei capi d’accusa (e inviterei tutti a soffermarsi su questo dato: è abbastanza raro che un Procuratore capo sia così clamorosamente smentito in sede di valutazione delle richieste di misura cautelare) e che la vicenda dei matrimoni combinati è risibile (è davvero incredibile che per un (1) matrimonio forse combinato e un (1) matrimonio suggerito e nemmeno celebrato si parli di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina) l’unica accusa rimasta in piedi è quella relativa all’affidamento diretto del servizio di raccolta differenziata a cooperative prive dei requisiti richiesti.

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Gli eritrei della Diciotti

di: Laurana Lajolo

Tre eritrei sbarcati dalla nave Diciotti sono arrivati ad Asti e sono stati accolti con una festa dalla comunità multietnica della Caritas e dal Vescovo.

E’ un segno concreto in controtendenza a una mentalità diffusa preoccupante. I tre ragazzi, di religione cristiana, hanno la luce negli occhi della speranza e la voglia di quiete. L’Eritrea è una dittatura militare, loro non possono più rientrare e vorrebbero andare in Nord Europa. Sono stati due anni in Libia, hanno subito tre rapimenti con relativi riscatti, mangiato una volta al giorno, subito violenze e assistito a violenze.

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Riace ci piace?

di: Giuseppe Virciglio, Psicologo Dirigente S.C. di NPI sud ASL, Citta' di Torino

Questa estate, grazie alla sollecitazione di Roberta Zaccagnini che per Amnesty International aveva organizzato un campo per avviare una nuova narrazione del fenomeno migratorio, sono stato, insieme a mia moglie e a venticinque giovani tra i 18 e 25 anni, testimone dell’esperienza di accoglienza di due comuni contigui,  Riace e Camini. I due borghi della Calabria Jonica, appena sopra il mare, sono l’esempio dell’incontro tra due “povertà”, quella del sud Italia che ulteriormente si spopola e quella dei “migranti” che possono contribuire a ridare una nuova possibilità di comunanza, andando oltre il degrado sociale ed architettonico.

Rifondare il tessuto sociale

L’incontro è il contesto che permette di creare la relazione, la possibilità della conoscenza senza essere unicamente irretiti nel limite del pregiudizio e confinati nello stereotipo. Noi utilizziamo gli stereotipi per difenderci e il pregiudizio per tracciare i confini tra il Noi e gli Altri. Quando vogliamo “conoscere” dobbiamo “incontrare” l’altro, lì si crea lo spazio della possibilità, superando il rischio dello scontro.

Quante opportunità ci perdiamo per paura del conflitto, per la fatica di attivare processi di mediazione!!!

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Lettera di un padre al figlio che si sposa

di: Marco Castaldo

In queste occasioni un padre dovrebbe saper dire qualcosa di saggio, ma, in questo periodo più che mai, l’unica cosa cui sono sicuro è che “so di non sapere”.
Quando ero adolescente immaginavo che un uomo di mezza età, con cinquant’anni sulle spalle, come me in questo momento, dovesse essere ponderato, saggio, fine conoscitore dell’animo umano. Adesso, che mi ritrovo con questa età, non mi vedo certamente così e, sinceramente, non è un pensiero edificante.

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Musei in appalto?

di: Beppe Rovera, consigliere comunale di Asti

Convenzione Comune di Asti – Fondazione Cassa di Risparmio per Asti Musei Fondazione

Può una città appaltare la cultura?

Asti lo fa, cedendo di fatto i suoi gioielli artistici e storici alla gestione “esterna” della Fondazione Cassa di risparmio.

Resta il sindaco a garantire, con una poltrona in Consiglio, una sbirciatina alle dinamiche di sviluppo e promozione sul suo territorio. C’era bisogno di riordinare un settore che, per carenza di personale e di risorse, non riusciva ad assicurare una coerente programmazione di aperture e attività nei luoghi di maggior richiamo e interesse turistico (neanche 7 mila euro i ricavi degli ingressi ai musei nell’ultimo anno).

Di qui l’idea di affidare all’esterno l’amministrazione della Domus romana, di Palazzo e di Casa Alfieri, della Cripta di Sant’Anastasio, della Torre troiana (e altri siti non appena saranno stati rimessi in ordine, a partire dal Michelerio con la sua bella chiesa del Gesù ) a chi già si occupa di Palazzo Mazzetti. Convenzione da metà ottobre, rinnovabile alla scadenza del quinquennio. Parola d’ordine: “mettere in rete”. Asso nella manica, un direttore/manager “del mestiere”, pescato tra un centinaio di concorrenti da una società specializzata nel “cacciare” talenti.

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Chiamiamoci per nome

di: Beppe Amico, direttore Caritas

I poveri

“Nella cassetta ordinata di mele belle e lucenti, le mele marce si  notano subito. Sono diverse. Si buttano via prima che guastino le altre. Anche nella vita, per qualcuno, ci sono le mele marce. Sono le persone che si etichettano come anormali, diverse. Hanno problemi, difficoltà. Sono scomode, dure, provocatorie. Ci chiedono cose a volte incomprensibili. Insomma, disturbano. Quando entriamo in contatto con loro, scatta la nostra difesa. Via, fuori, se ne vadano, come se fossero, appunto, mele marce. Pochissimi tentano di incontrare quella persona che ha la sua vita, la sua storia, le sue necessità”.

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