Venerdì 29 marzo 2019 - ore 15,30

Piazza Leonardo da Vinci, 22 Asti

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Voglio scendere! 20 marzo

di: cartolina di padre Marco Prastaro, Vescovo di Asti

Una cartolina è fatta di due parti. La foto davanti e poi lo scritto.

Mentre ascoltavo, la foto mi è venuta in mente Ho avuto la fortuna di vivere un certo numero di anni in Kenya sull’altipiano di Kirizia vicino all’equatore in mezzo a un popolo di pastori nomadi in un clima semiarido e nella notte del ’99 il nostro guardiano notturno che si chiamava Kasimoto Kiliparo… che aveva due caratteristiche: era simpaticissimo e aveva un sonno profondissimo… ed era il guardiano notturno.

Mi spiegò questo: “Vedi padre noi viviamo in questo clima secco e abbiamo le piccole piogge, quelle di novembre, qualcosina a Natale poi le grandi piogge ad aprile ad agosto c’è ancora qualcosa e le piogge le portano le stelle. E quando quella stella lì, e mi disse il nome incontra quella stella lì, quando loro si incontrano, allora portano la pioggia. Questa l’osservazione di un popolo che ha vissuto lì 400 anni.

Peccato che poi nel 2000 non ha piovuto per due anni e mezzo e gli anziani a dire “come mai le stelle non ci portano più la pioggia?”… E allora mi è venuto in mente delle tre nella parte davanti questo cielo stellato.

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La via della seta. Dalla Cina all'Italia

di: redazione

Belt and Road Initiative (Bri) è il programma cinese di investimenti infrastrutturali da mille miliardi di dollari tra Asia e Europa, nell’ambito dell’economia di globalizzazione.

La Nuova via della Seta prevede sei corridoi internazionali: 1) Pakistan, Bangladesh, 2) India e Myanmar, 3) Iran, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan e Uzbekistan, 4) Cambogia, Laos, Malesia, Thailandia, Myanmar e Vietnam, 5) Russia e Mongolia, 6) Europa.

Sono previste il miglioramento della viabilità via mare e via terra e infrastrutture tecnologiche per le comunicazioni.

Il ruolo dell'Italia
Nei giorni scorsi il governo italiano, proseguendo trattative iniziate con i presidenti del Consiglio Renzi e Gentiloni, ha annunciato che intende aderire al progetto cinese. Sarebbe il primo membro del G7 a schierarsi con Pechino. Nei prossimi giorni Xi Jinping sarà in visita a Roma e il governo potrebbe firmare un memorandum di intesa, cioè una lettera di intenti secondo il diritto europeo, senza l’impegno su 5G (controllo delle reti di telefonia mobile). Aderirebbe così al gruppo europeo formato da Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Slovenia. A questi tredici Paesi potrebbe presto aggiungersi il Lussemburgo.

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Ho respirato il futuro

di: Laurana Lajolo

Grande, bella, festosa manifestazione degli studenti, scesi in piazza anche ad Asti come in tutto il mondo per difendere il pianeta, rispondendo all’appello della ragazza svedese. Greta Thunberg, inizialmente da sola, si è rivolta ai potenti perché prendano drastici provvedimenti sul clima.

Non c’è più tempo ha ripetuto più volte anche nei congressi internazionali. Greta ora non è più sola ed è anche candidata al premio Nobel per la pace. Con il suo viso da personaggio delle fiabe, è riuscita a mobilitare milioni di giovani, che, spero, continuino a dare forza alla loro azione collettiva.

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Ayrton Senna 25. Mostra a Palazzo Mazzetti, Asti

di: redazione

Dal 29 marzo fino al 14 aprile c’è ad Asti, nei suggestivi spazi di Palazzo Mazzetti, la mostra “Ayrton Senna 25”. La mostra è curata dall'INSTITUTO AYRTON SENNA attraverso il suo rappresentante per l’Europa Claudio Giovannone e realizzata in collaborazione con la Fondazione Asti Musei e il Comune di Asti, per ricordare il grande campione brasiliano dopo 25 anni dalla sua scomparsa, tra sport e solidarietà. L'ingresso sarà gratuito.

“In qualità di Presidente dell’Instituto Ayrton Senna volevo ringraziare chi ha reso possibile la realizzazione di questa mostra— dichiara Viviane Senna, sorella del campione -, a partire da Claudio Giovannone, Padrino per l’Europa dell’Instituto e caro amico di famiglia, che ha reso possibile la realizzazione di questo splendido evento e che permette ai valori in cui Ayrton credeva di rivivere. L’Instituto si occupa di dare una possibilità di studio a tutti i ragazzi in difficoltà tramite vari programmi”. Anche se le attività dell’Instituto si svolgono prevalentemente in Brasile, per esso l’Italia ha una grande importanza. “Riceviamo, infatti, molte dimostrazioni di quanto l’affetto e il ricordo di Ayrton sia molto forte e questo ci riempie di gioia.”

L’Instituto Ayrton Senna è la più importante organizzazione privata a livello mondiale per l’assistenza all’infanzia, di cui è Presidente la sorella Viviane, e dal 1994 ad oggi ha fornito assistenza ad oltre 18 milioni di bambini in 1300 città del Brasile, con programmi di nutrizione, assistenza medica, studio, gioco e sport.

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Le iniziative "astigiane" per l'8 marzo

di: Assessorato Pari Opportunità – Comune di Asti

L’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Asti, in occasione della Festa della Donna promuove il seguente calendario di iniziative

  • 9 MARZO 2019 dalle ore 16:00 alle ore 18:00 centro città: MONUMENTALE DIMENTICANZA a cura del gruppo teatrale autogestito “LE ROSE DI MELPOMENE” in collaborazione con il Centro Studi Pensiero Femminile di Torino.

Teatro itinerante – Le statue di donne famose, astigiane e non, si presentano alla popolazione. L’intento è quello di mettere in luce donne illustri, attraverso una pièce teatrale che renda noti al pubblico i punti salienti della loro esperienza e delle loro vite. Il percorso si snoderà tra la Casa di Vittorio Alfieri, Corso Alfieri e Piazza San Secondo.

CENTRO ANTIVIOLENZA L’ORECCHIO DI  VENERE

  • 6 MARZO il Centro Antiviolenza sarà presente agli stati generali della Regione Piemonte.
  • 23 MARZO inaugurazione “Panchina Rossa” nel Comune di Montabone.

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Appello/invito ai giovani studenti di Asti e dell'Astigiano

di: redazione

Studenti in sciopero e in marcia per il clima: il 15 marzo manifestazioni in tutto il mondo. E ad Asti e nell'astigiano?...  

Greta Thunberg, la sedicenne svedese che ha parlato dal palco alla Cop24 e a Davos in difesa del clima, ha mosso le coscienze di centinaia di migliaia di studenti in tutto il mondo ed è nato un movimento che ha deciso di far sentire la propria voce: SchoolStrike4Climate

E per il 15 marzo il movimento globale studentesco ha lanciato la "chiamata" per manifestazioni di protesta in tutto il mondo, per chiedere azioni urgenti a difesa del clima. Hanno già aderito una quarantina di paesi, tra cui l'Italia.  

Greta Thunberg ha detto ai presidenti delle istituzioni europee e agli esperti: “Le persone ci dicono sempre che sperano tanto che i giovani riusciranno a salvare il mondo. Ma non possiamo, semplicemente perché non c’è abbastanza tempo per permetterci di crescere e prendere in mano la situazione. Sappiamo che molti politici non vogliono parlare con noi. Bene, nemmeno noi vogliamo parlare con loro. Ma chiediamo loro di parlare con gli scienziati e di ascoltarli, perché noi stiamo solo ripetendo quello che gli scienziati stanno dicendo da decenni. Non abbiamo altri manifesti da difendere, ascoltare la scienza è la nostra richiesta”.   

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La campagna di Save the children contro la discriminazione

di: redazione

Il 21 marzo si svolgerà la Giornata internazionale contro le discriminazioni organizzata da Save the Children www.savethechildren.it, che ha condotto un sondaggio su più di 2.000 studenti e studentesse di scuole secondarie di secondo grado in tutta Italia grazie al sostegno dell’Invalsi. Il 61% di questi ragazzi ha subìto direttamente situazioni di discriminazione dai propri coetanei. Tra questi, il 19% è stato emarginato ed escluso dal gruppo, mentre il 17% è stato vittima di dicerie, il 16% deriso e 1 su 10 ha subito furti, minacce o pestaggi. Tra chi ha subito discriminazioni, il 32% ha scelto di rivolgersi ai genitori, un altro 32% ha preferito parlarne agli amici, mentre un significativo 31% non si è rivolto a nessuno.

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La giovane svedese che difende il pianeta

di: redazione

Si chiama Greta Thunberg ed è una ragazza svedese di 15 anni che ha deciso di impegnarsi per difendere il nostro pianeta. La giovane, affetta da sindrome di Asperger, da tempo fa sciopero a scuola ogni venerdì per chiedere al governo svedese e agli altri stati di agire concretamente per arginare i cambiamenti climatici.

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Conferenza Stato-Regioni: Piano per le liste d'attesa

di: redazione

E’ stato approvato dal Tavolo Stato Regioni il nuovo piano per regolamentare le liste d’attesa per esami e ricoveri.

Cosa prevede il nuovo Piano.
Per la sua piena attuazione verrà istituito, presso la Direzione Generale della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute, entro 120 giorni  l’Osservatorio Nazionale sulle Liste di Attesa composto da rappresentanti del Ministero della Salute, dell’Agenas, delle Regioni, dell’Istituto Superiore di Sanità e dalle Organizzazioni civiche di tutela del diritto alla salute. L’Osservatorio affiancherà le Regioni e provvederà a monitorare l’andamento degli interventi, rilevare le criticità e fornire indicazioni per uniformare comportamenti.

Entro 60 giorni dalla stipula dell’Intesa, le Regioni dovranno recepire la presente Intesa e adottare il loro Piano Regionale di Governo delle Liste di Attesa (Prgla). Successivamente, entro 60 giorni dall’adozione del Piano Regionale di Governo delle Liste di Attesa (Prgla), le Aziende Sanitarie dovranno adottare un nuovo Programma Attuativo Aziendale e provvedere al monitoraggio.

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Un regolamento contro razzismo e discriminazioni

di: redazione, foto: Antonio Nicita (AgCom)

AgCom (il Garante delle Comunicazioni) ha emanato un regolamento, che entrerà in vigore entro giugno del 2019, in cui sono previste multe da 10 mila fino a 250 mila euro ogni volta che un tg, un programma di approfondimento, uno show dovesse macchiarsi dei "reati dell'odio" o di intolleranza verso i migranti  e forme di discriminazioni verso altri soggetti.  Le norme sono in vigore anche "per le piattaforme di condivisione di video", a partire da YouTube, e per le radio. 
Il provvedimento intende contrastare la percezione degli italiani non realistica sugli stranieri (sono in realtà il 7% della popolazione) più che qualsiasi altro popolo dell'Ue, percezione alimentata dalle fake news, da alcune trasmissioni tv, da parole e atteggiamenti dei politici anche in riferimento alla sicurezza, da manifestazioni di fascismo e razzismo.

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Pedofilia, don Vinicio Albanesi: «ho subìto abusi in seminario»

di: redazione

Durante il convegno indetto dal papa contro gli abusi verso i minori, dove le vittime hanno dato drammatiche testimonianze davanti ai vescovi parla della sua esperienza in seminario anche don Vinicio Albanesi,  presidente della Comunità di Capodarco dal 1994, fondatore dell’agenzia giornalistica Redattore sociale e fondatore, insieme a don Luigi Ciotti, del Coordinamento delle comunità di accoglienza

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Il sindaco trasformista

di: Marco Castaldo

Il nostro Sindaco di Asti si è prodigato in un esilarante camouflage in stile "scherzi a parte" per divertire i propri fan sui social. Lo scopo dell'l'intrusione travestita era quella, come dice lui, di verificare di persona quali sono i reali disagi dei cittadini che si recano all'anagrafe per i documenti.

Dal video non si evince quali siano le "scoperte magiche" che il Sindaco abbia potuto rilevare, né tantomeno ci racconta quali sono le migliorie che dovrebbero essere presentate in una futura conferenza stampa. Peraltro, a onor di cronaca, i disagi all'anagrafe astigiana, durano da più di 10 mesi, pertanto, questa intrusione, se si doveva proprio fare, occorreva pianificarla ben prima, ma soprattutto, sono le soluzioni che sarebbero dovute arrivare ben prima!

Personalmente, auspico che il “Leopoldo Fregoli” voglia al più presto mettersi al lavoro per verificare le altre problematiche che affliggono i cittadini astigiani. Ad esempio, potrebbe vestirsi con i pantaloni della tuta, qualche maglione di seconda mano un po' sdrucito e una berretta di lana e sostare all'esterno di qualche supermercato chiedendo di poter ritirare il carrello della spesa per appropriarsi di quel misero euro, così si renderebbe conto di quanto freddo e di quanti epiteti vengono rivolti ai nostri cittadini di serie B.

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Società Psicoanalitica Italiana Appello di 618 psicoterapeuti a Mattarella sul Decreto Sicurezza

di: redazione, foto di Luisa Menazzi Moretti

La Società Psicoanalista Italia (SPI, fondata nel 1925) si rivolge al Presidente della Repubblica contro il Decreto Sicurezza, denunciando le drammatiche conseguenze per i migranti, che diventano “fantasmi clandestini”,  e l’estensione del processo di disumanizzazione in atto. Ma un’altra Italia esiste e gli psicoanalisti si assumono la responsabilità di non tacere. 

Di seguito l'appello integrale della Società Psicoanalitica Italia


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L’associazione culturale La città del sole I soci fondatori “calabresi della diaspora”

di: redazione

Abbiamo istituita l’Associazione Culturale di calabresi ad Asti, perché, in una ormai incontrollata globalizzazione, vorremmo fare emergere quel localismo che è alla base della nostra storia, delle nostre tradizioni, della nostra cultura sia quanto mai utile e necessario. Siamo otto soci fondatori (di quei 1.700 calabresi nati in Calabria e attualmente residenti in città), che abbiamo in parte compiuto gli studi in Calabria, che svolgiamo qui la nostra azione professionale contribuendo, allo sviluppo della  società civile, dove hanno trovato concreta realizzazione le nostre aspirazioni culturali e professionali, dove sono cresciuti i  nostri figli. Siamo calabresi della diaspora che ci siamo misurati con le nuove realtà del nostro lavoro lasciando intatta la nostra identità. Vorremmo sfatare quel senso di retorica e fatalismo sulla nostra terra; vorremmo raccontare e rendere partecipi altri, di una Calabria positiva.

E’ una terra che c’è stata prima di noi, ricca, grande, maledetta, difesa strenuamente da Tommaso Campanella, che nel 1599 ha tentato di liberare la Calabria dal viceregno spagnolo organizzando un esercito di ribelli e alleandosi con la flotta turca per realizzare così nella sua regione quello stato utopico della Città del Sole. Abbiamo voluto intitolare la nostra Associazione a questo grande intellettuale calabrese, innamorato della sua terra che, poco più che ventenne, difendeva i calabresi definiti gente rozza e incolta con queste parole: “La mia Calabria, detta un tempo Magna Grecia, diffuse per il mondo intero le scienze pitagoriche, la matematica, la conoscenza delle stelle e delle strutture del cosmo.”

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Le denunce dei whistleblower

di: WeMove. EU

È grazie ai whistleblower, cioè coloro che denunciano attività illecite o fraudolente all'interno del governo, di un'organizzazione pubblica o privata o di un'azienda, che i cittadini sono venuti a conoscenza di scandali come Lux-Leaks, i Panama e Paradise paper sull'evasione fiscale, Dieselgate sull'ambiente, oltre a molti altri scandali riguardanti la sicurezza alimentare, la salute e l'assistenza agli anziani. Questi cittadini coraggiosi, si assumono il rischio di perdere il lavoro, subire mobbing e minacce. Solo per fare la scelta giusta e denunciare chi commette ingiustizie. I sindacati e la società civile hanno collaborato con il Parlamento europeo, chiedendo alla Commissione europea di agire e, dopo lunghe e persistenti attività di lobbying e campagna, nell'aprile 2018 la Commissione europea ha finalmente proposto una direttiva sulla protezione di coloro che segnalano illeciti: i whistleblower.

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Marchi storici e lavoro italiano

di: Federico Fornaro, Capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera dei Deputati

La globalizzazione tra le sue molteplici sfaccettature, da oramai qualche anno, ha anche quella di veder mettere le mani su aziende storiche italiane, per trasferire in poco tempo all’estero la produzione, continuando però ad utilizzare il marchio, conosciuto e apprezzato nel mondo come made in Italy.

Un comportamento da “prenditori” e non da imprenditori a cui è diventato urgente frapporre un’azione legislativa di contrasto non in una chiave propagandistica tutta incentrata sull’italianità del prodotto, ma più pragmaticamente tesa a disincentivare economicamente questa autentica attività predatoria.

Nei giorni scorsi insieme a Pierluigi Bersani e Guglielmo Epifani, abbiamo deciso di presentare una proposta di legge per la salvaguardia dei marchi storici italiani in cui si prevede, con estrema semplicità, che qualora un imprenditore decida di chiudere l’attività produttiva nel comune in cui era stato registrato il marchio almeno cinquant’anni prima, egli perde il diritto ad usare il marchio stesso.

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La storia della nave Saint Louis e i porti chiusi

di: Fabrizio Meni, Istituto Balbo di Casale Monferrato

936 in fuga, 1939

Nel 1939, dopo la notta dei Cristalli, la nave Saint Louis salpa dalla Germania con 936 ebrei in fuga dalle persecuzioni naziste. Arriva a Cuba, ma le autorità dell’isola chiedono a ciascuno di loro 500 dollari per ottenere un visto d’entrata. Nessuno di loro aveva più quel denaro. Partono alla volta degli Stati Uniti, ma si sa, ci sono leggi dal 1924 che regolamentano con quote fisse l’immigrazione, non è che si può far entrare tutti quelli che lo chiedono, abbiamo già i nostri problemi… Discorsi simili giustificano il rifiuto del Canada e di altri paesi del Sudamerica. Non resta che tornarsene in Europa. Il capitano della nave è persino pronto ad una soluzione estrema: autoaffondare la nave in prossimità delle coste inglesi… certamente verranno a soccorrerci, a trarci in salvo, ne saranno costretti…

Alla fine si arriva ad una soluzione di compromesso: i profughi, i richiedenti asilo, vengono fatti sbarcare suddivisi tra Inghilterra, Francia, Belgio e Olanda. Non è che un solo paese può farsi carico di tutti. La maggior parte nel Continente, a breve occupato dai nazisti. La maggior parte di quei profughi, richiedenti asilo morì ad Auschwitz.

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Mohammed Ba

di: redazione

Mohammed Ba, attore, scrittore, musicista, racconta la sua esperienza di vita in Italia, dandoci una visione diversa riguardo le migrazioni, le inclusioni e le ragioni storiche e antropologiche che generano e modificano le dinamiche delle diversità.

 

 

 

 

Non ti allarmare fratello mio

di: redazione

Lettura collettiva della lista dei morti nel Mediterraneo, sabato 2 febbraio 2019, dalle 15.00 alle 18.00, ad Asti, in Piazza San Secondo

Non ne conosciamo il nome, sappiamo solo che veniva dal Mali, aveva 14 anni e portava cucita addosso con la sua pagella, la speranza di una nuova vita. E’ morto il 18 aprile 2015 con altre 844 persone in un terribile naufragio nel Mediterraneo. Non lo conoscevamo ma il ricordo della sua morte non è meno doloroso perché quell’adolescente orgoglioso della sua pagella “lacera la corazza d’indifferenza e ostilità, e ci ricorda inesorabilmente che 'quei là' sono figli, fratelli, donne e uomini come noi”. Ricorderemo anche lui nel corso della lettura collettiva a staffetta, di una parte (dal 2013 al 2018) della lista dei 35.597 migranti morti tra il 1993 e il 2018 nel tentativo di raggiungere l’Europa.

Ci ritroveremo come persone che si riconoscono, senza bandiere e altri segni distintivi, in una comune umanità e che realizzeranno insieme un’azione simbolica, ma al tempo stesso concreta, per riconoscere e affermare la dignità di ognuna delle persone morte, per provare ad abbattere il muro d’indifferenza che sempre più accompagna queste tragedie e per fermare l’emorragia di umanità cui stiamo assistendo. La lettura, in cui si alterneranno voci e persone diverse, renderà omaggio a ogni donna, uomo e bambino la cui morte è stata documentata dal progetto “United Against Refugee Deaths”.

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Lo sterminio nazista non riguardava solo gli ebrei

di: Marco Castaldo

L'amico Domenico Massano ha scritto un interessante articolo, frutto di un'analisi storica accurata con dei riferimenti di una attualità assolutamente preoccupante. Potete leggere questo scritto dal titolo "Lo sterminio delle persone con disabilità come 'prova generale'" sulla rivista on-line Superando.it

Quando si dice che è importante non dimenticare non lo si fa semplicemente per soddisfare il desiderio di pochi appassionati di storia, ma perché è fondamentale comprendere che la natura umana è portata a ripetere gli stessi errori, anche se questi hanno dimostrato, oggettivamente, di essere tragicamente devastanti e nefasti per l'umanità.

Il regime nazista considerava necessario ed indispensabile eliminare dalla società tutto ciò che era "diverso" dalla loro idea di "purezza" e per fare questo, oltre a pianificare strategicamente e scientificamente le metodologie più economicistiche per raggiungere l'obiettivo, doveva giustificare tale comportamento, di fronte all'opinione pubblica, con motivazioni che avessero una valenza emotiva sulla società. I disabili, quindi, fisici o mentali che fossero, dapprima sono stati raffigurati come un peso economico per la società tutta che doveva sostenere cure mediche e assistenza, togliendo risorse importanti agli ariani sani e produttivi. In seguito, poi, sono diventati un grave problema per quanto riguardava la salute pubblica e la questione genetica, ovvero, sarebbero stati un pericoloso problema di trasmissione di geni "impuri" che avrebbero intaccato l'integrità della razza ariana delle generazioni a venire.

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Con la cultura non si mangia

di: Intervista di Aldo Buzio a Paola Dubini

Venerdì 1 febbraio alle 17 allo spazio Kor di Asti si terrà la presentazione del libro di Paola Dubini Con la cultura non si mangia. Falso! (Laterza). Si dice che la cultura non serve, che interessa a pochi, che non rende… Non è così. Paola Dubini lo dimostra in questo saggio con cifre, fatti e argomenti, a proposito di libri e di musei, di teatro e di cinema, di musica, arte e patrimonio storico. La cultura è parte della nostra vita come l’aria che respiriamo. L’autrice sarà intervistata da Sandra Aloia, Program Manager Innovazione Culturale di Compagnia di San Paolo.

Aldo Buzio ha chiesto il punto di vista dell’autrice.

Da dove è nata l’idea/esigenza di questo libro?

Ho scritto il libro perce allora devi essere ancora più contento quanti lo hanno passato a quanti no? Voletehé me lo ha chiesto Giuseppe Laterza, pensando alla specifica collana in cui è stato inserito. Ho accettato con piacere perché dopo vent'anni di lavoro sul management della cultura avevo maturato la convinzione che della cultura si parla "male": o in modo troppo superficiale o usando le parole a sproposito, o fra nicchie iperspecializzate di addetti ai lavori. E quindi ho cercato di scrivere un libro che parlasse a tutte le persone di buona volontà, rigoroso, ma non accademico, che mettesse ordine fra una serie di luoghi comuni che a me pare siano frutto di disattenzione e non di convinzione.

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Il compagno Guido Rossa

di: Laurana Lajolo

Abbiamo di nuovo bisogno di eroi in questo tempo problematico e rozzo della vita politica italiana e internazionale. Forse è per questo che il quarantesimo anniversario dell’assassinio da parte delle Brigate Rosse dell’operaio comunista e sindacalista dell’Italsider di Genova Cornigliano Guido Rossa è stato ricordato alla presenza del Presidente Mattarella, anche se qualcuno ha pensato di far comparire sui muri della città scritte “Rossa infame” e a favore di esponenti delle Brigate Rosse.

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Pagella di scolaro in fondo al mare

di: Aldo Masullo

La portavi cucita sul petto

- medaglia al tuo valore

risorsa estrema per avere almeno

un poco di rispetto -

l’orgogliosa pagella di scolaro

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La Banca del Nizza

di: Mauro Damerio presidente dell’Enoteca regionale di Nizza Monferrato

Il nostro progetto qualificante per il 2019 è di costituire la Banca del Nizza.

Abbiamo vini docg con potenzialità di invecchiamento e vorremmo offrire ai nostri consumatori anche vini di annate storiche.

L’enoteca, aperta nel prestigioso edificio settecentesco di Palazzo Crova, è in crescita, nel 2018 abbiamo venduto 15.000 bottiglie, di cui circa il 50% del Nizza Docg. Tra i nostri frequentatori sono molti i turisti del Nord Europa, che trovano sulle guide la descrizione dei vini italiani e possiamo contare sul nostro enotecario Matteo Giovine, che è un ottimo presentatore dei nostri vini. I turisti spesso chiedono i vini dei produttori famosi e le etichette premiate, ma noi segnaliamo anche le piccole cantine, che possono scoprire con piacere.

Per i wine lovers e non seguiamo le degustazioni consigliate delle guide di Gambero rosso, Slow Wine, Espresso e Doctor Wine. Riceviamo i campioni ed organizziamo anche giornate di assaggio per gli estensori delle guide. Lavoriamo bene con i ristoranti, fornendo anche piccoli quantitativi per far scoprire il mondo della Barbera e del Nizza e allargare il nostro mercato.

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Ostalgie canaglia

di: Luca Castaldo

La parola Ostalgie identifica un neologismo entrato a far parte del vocabolario tedesco nel 1993, e sta ad indicare il senso di nostalgia verso la scomparsa della DDR.
Un sondaggio del 2015 che interessava un campione di cittadini della Germania est affermava per il 40%, che tutto sommato, nella DDR non si viveva affatto male e circa il 13% di loro avrebbero voluto tornare al vecchio Stato socialista. I fattori che influenzano questo pensiero sono da identificare nel lavoro garantito per tutti, affitti a prezzi calmierati ed un senso di equità sociale, che nel mondo odierno, globalizzato, sono venuti meno.

Identico risultato hanno dato sondaggi svolti in Russia, dove la percentuale di nostalgici dell’URSS risulta ancora più elevata; circa il 66% degli intervistati si ritiene dispiaciuto per il crollo del regime sovietico. In questo caso oltre ai temi sociali ed economici è la mancanza di spirito d’appartenenza ad una super potenza mondiale a creare nostalgia.

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Inaugurazione della sala Davide Lajolo a Nizza Monferrato

di: redazione

Sabato 19 gennaio con l’inaugurazione ufficiale sarà pienamente fruibile la sala per conferenze della Biblioteca civica “U.Eco” di Nizza Monferrato intitolata a Davide Lajolo.

In quell’occasione si darà notizia dell’avvenuta convenzione tra la “Collezione Davide Lajolo Art ‘900” di Palazzo Crova e l’Accademia Albertina di Torino per stages degli studenti e attività espositive.

Verrà anche presentato il laboratorio creativo che alcuni studenti del Liceo scientifico “G. Galilei” hanno compiuto nello scorso anno scolastico sotto la guida dei proff. Stefano Di Norcia, Tania Teri e Ornella Bianco.

Visualizza/scarica la locandina dell'evento

 

 

 

Lavoro, non sussidio

di: Gianni Dapavo

Per come è stato formulata la misura  di reddito di cittadinanza non è altro che un sussidio temporaneo di disoccupazione con un certo guadagno per le imprese: in pratica un Jobs act 2. La filosofia è la stessa: come aiutare la flex-security senza usare la leva fiscale a fini redistributivi.

Il 2018 è stato un anno orribile per il reddito di cittadinanza, ritirato in quasi tutti i Paesi che lo avevano sperimentato per via di costi insostenibili se non sono accompagnati da adeguate politiche redistributive.

I sostenitori del provvedimento dicono che aiuterà a combattere la povertà dando alle persone la flessibilità di trovare lavoro e rafforzare la loro rete di sicurezza, per i detrattori favorisce l’ozio a spese di quanti lavorano. Il sussidio di disoccupazione è stato introdotto per la prima volta in Danimarca nel 1899 come strumento di flex-security, che coniuga flessibilità e sicurezza, ma ha costi elevati che può supportare solo una forte politica fiscale come quella danese.

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20 anni fa

di: redazione

L’11 gennaio 1999 moriva Fabrizio De Andrè.

Ci manca la sua intelligenza, la sua ironia, le sue canzoni come La domenica delle salme, di cui pubblichiamo un brano, che rispecchiano anche la società di oggi, quasi una preveggenza di cui sono capaci solo i grandi pensatori. De Andrè era un narratore poeta e, quindi, era oltre il suo tempo.

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Il nuovo corso dell'Etiopia

di: Graziella Boat, segretaria generale DISVI

Qualche volta i giornali non parlano solo dei migranti che sbarcano sulle nostre coste, ma con qualche “sforzo” vanno a vedere cosa succede in Africa, quel grande Continente, sfruttato prima dalle colonizzazioni e oggi dal “residuo” delle stesse che sono le multinazionali che continuano a prelevare preziose risorse, senza che le grandi Istituzioni internazionali riescano a garantire governi democratici e capaci di controllare le proprie risorse. Nel frattempo sono arrivati i cinesi, che costruiscono infrastrutture in cambio di petrolio e altre materie prime.

Ma in quel grande, bellissimo Continente, qualcosa sta cambiando se è vero quello che ha scritto Pietro Del Re su Repubblica del 17 novembre scorso sui cambiamenti in corso in Etiopia, con un nuovo premier, Abiy Ahmed, 42 anni, di etnia Oromo “il gruppo etnico maggioritario e anche il più marginalizzato”. E’ nato forse un nuovo, piccolo Mandela? Meles Yusuf, un oppositore del regime rientrato ad Adis Abeba dopo anni d’esilio ha dichiarato “Ha ereditato un Paese in stato di emergenza, con un governo intollerante a ogni critica, con violente proteste etniche e in guerra da vent’anni con il vicino eritreo.

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Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

di: redazione

A noi è piaciuto il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, sobrio e determinato. Ne abbiamo estrapolato le significative parole chiave: sentirsi comunità, bisogno di unità, responsabilità, sicurezza e rispetto nella convivenza, rifiuto dell’insulto e dell’intolleranza, lavoro e istruzione, felicizia (amicizia e felicità), solidarietà e volontari, dignità delle persone, problemi e risorse, sanità, diritti di cittadinanza, pilastri costituzionali, Unione europea, confronto politico, forze dell’ordine, ricostruzione, immigrati in Italia.

E pubblichiamo integralmente il discorso che milioni di italiani hanno ascoltato, ma che vale la pena anche di leggere.

Buona Felicizia, parola coniata da una bambina cinese del Sermig di Torino.


Palazzo del Quirinale, 31/12/2018

Care concittadine e cari concittadini,

siamo nel tempo dei social, in cui molti vivono connessi in rete e comunicano di continuo ciò che pensano e anche quel che fanno nella vita quotidiana. Tempi e abitudini cambiano ma questo appuntamento - nato decenni fa con il primo Presidente, Luigi Einaudi - non è un rito formale. Mi assegna il compito di rivolgere, a tutti voi, gli auguri per il nuovo anno: è un appuntamento tradizionale, sempre attuale e, per me, graditissimo.

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Auguri resilienti

di: Laurana Lajolo

Auguri di buona vita a tutti per il 2019.

Ma forse è meglio, dato i tempi difficili che stiamo vivendo, dalla crisi economica, al razzismo, alla mancanza di lavoro e altro ancora, fare auguri di resilienza a tutti coloro che attraversano un periodo di difficoltà perché sappiano affrontarlo e superarlo, ristabilendo un equilibrio.

Originariamente il termine resilienza indica la capacità di un materiale di subire un urto senza rompersi e ora è usato anche in psicologia per definire quelle capacità di affrontare positivamente la propria vita, di sapersi riorganizzare, restando sensibili alle opportunità positive e adattando la propria personalità a situazioni nuove senza perdere l’identità costruita nel tempo.

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Le leggi sui diritti delle donne

di: Luisa Rasero

Il Coordinamento Donne Fisac Cgil Piemonte ha raccolto e commentato tutte le leggi italiane inerenti al lavoro femminile, dal 1902 ai giorni nostri.

Dalla ricerca puntigliosa e dettagliata emergono norme rilevanti e a tutt'oggi inapplicate. E’ l'elenco più completo, che mostra il lungo cammino percorso dalle donne. Le normative sono ordinate per cronologia e per filoni tematici: la tutela degli inizi del secolo scorso, l'espulsione del periodo fascista, l'emancipazione del secondo dopoguerra. Sono anche evidenziate le contraddizioni, soprattutto fra tutela ed emancipazione, che riguardano non solo le donne, ma tutti coloro che vivono del proprio stipendio, e che ambirebbero a farlo in modo dignitoso e sostenibile. Buona lettura.

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“Per il futuro del giornalismo è cruciale la formazione"

di: Federica Bassignana

La lectio magistralis di Ernest R. Sotomayor, professore della Columbia University

Se non si può parlare di futuro, perché ancora “non è”, si può – e si deve – parlare ora di come porre le fondamenta per la formazione dei futuri giornalisti, e non solo.  
In occasione del secondo evento inaugurale del Master in giornalismo Giorgio Bocca di Torino presso il Campus Luigi Einaudi, l’ospite internazionale Ernest R. Sotomayor, docente di giornalismo digitale multimediale e giornalismo investigativo della Columbia University, ha illustrato agli studenti e ai giornalisti il proprio metodo di insegnamento, Never stop learning. Ha invitato a essere sempre studenti di una professione complessa, dinamica e variabile come il giornalismo. Per il futuro del giornalismo, la formazione deve essere cruciale, appunto, e deve articolarsi in un aggiornamento e studio continui.         
I giornalisti devono essere thinkers, devono offrire ai lettori un punto di vista, l’angolatura critica di un pensiero e indagare accuratamente le fonti per dare forma a notizie attendibili e coerenti con uno dei criteri più importanti del giornalismo odierno: la credibilità.

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Pulp fashion

di: Laura Calosso

La trasmissione di Rai Tre REPORT ha ripreso le tematiche del romanzo La stoffa delle donne per indagare sulla tossicità di tessuti prodotti all’estero e vendute dalle griffes italiane di alta moda.

La letteratura e il giornalismo investigativo hanno parentela stretta. Il denominatore comune è l’intuizione, che a volte riesce a cogliere i meccanismi oscuri dietro le quinte della realtà. E’ stato questo filo sottile a condurmi a REPORT, la trasmissione di inchiesta in onda il lunedì su Rai Tre. Il servizio Pulp Fashion del 3 dicembre 2018, firmato dal giornalista Emanuele Bellano, ha tratto ispirazione dal mio romanzo La stoffa delle donne, pubblicato da SEM nel 2017.  Nel libro racconto infatti la storia di una donna, impiegata in un’azienda tessile, costretta a dichiarare conformi (e quindi buoni) tessuti che lei sa invece essere tossici. La vicenda che descrivo è frutto di fantasia ma ricalca una situazione molto diffusa nelle aziende (tessili e non), luoghi dove sempre più spesso la responsabilità sociale viene fatta passare in secondo piano rispetto all’utile.

Ho scritto il libro perché, studiando per lavoro la regolamentazione europea, mi sono resa conto che la complessità legislativa si traduce di frequente nella mera produzione di documenti cartacei, a dispetto di una concreta e seria applicazione delle regole, utili a garantire la sicurezza per i consumatori, i lavoratori e l’ambiente, danneggiato da inquinamento selvaggio.

Produrre merci in Europa è più costoso che in altre parti del mondo. Le ragioni sono tante e vanno dal costo del lavoro ai costi generati proprio dall’applicazione delle regole. Invece di cercare soluzioni che consentano di tutelare seriamente la salute e la sicurezza, semplificando però il carico burocratico, si è scelto di incoraggiare la delocalizzazione, nonostante il danno sociale ed economico che il fenomeno sta provocando. 

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Cascina Graziella per la “libera” “rinascita” della legalità

di: Domenico Bussi

Il progetto terapeutico e polo educativo e culturale di Cascina Graziella

a memoria dell’omicidio di mafia

di Graziella Campagna

Gli obbiettivi di Cascina Graziella

Cascina Graziella di Moncalvo sarà ufficialmente operativa, almeno parzialmente, dalla tarda primavera all’estate 2019 con il duplice impegno per cui è stata progettata: restituire alla società, sia pure con altri modi e forme, quanto è stato ad essa sottratto con azioni delittuose, e impegnarsi a contrastare la criminalità organizzata con una azione capillare, sul territorio che veda protagoniste, oltre alle forze dell’ordine, tutte le componenti del tessuto sociale sia singolarmente che organizzate in associazione.

Questo è stato il messaggio forte che hanno voluto trasmettere Rosalda Binello, prima presidente dell’associazione Rinascita che da una trentina d’anni affronta il problema del “disagio” in provincia di Asti, ed Isabella Sorgon, referente provinciale di Libera, l’associazione nazionale contro il dilagare del fenomeno mafioso ormai capillarmente metastatizzato anche al Nord. Le due associazioni di volontariato si sono incontrate nel progetto di Cascina Graziella in corso di realizzazione a Moncalvo in un complesso agricolo a suo tempo confiscato a esponenti di un clan mafioso e destinato, secondo le disposizioni della Legge 109 del 1996, ad utilità sociali.

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Lo spazio dei migranti e il soccorso cancellato

di: Alessandro Mortarino

Rientrato dalla sua quarta missione di soccorso in mare aperto a bordo dell'ormai famosa nave Aquarius della Ong SOS Méditerranée, Alessandro Porro è tornato nella sua Asti per raccontare i dettagli di una tragedia che sembra non avere mai fine e che troppo spesso appare lontana e, dunque, trascurabile. Ma le parole non bastano e Alessandro - nell'incontro di sabato 24 novembre - ha voluto usare un approccio fisico capace di raccontare in modo crudo la realtà dei fatti, l'odore delle persone in balia del mare, la disperazione dei volti, i corpi ustionati dal mix di acqua salata, urina, sudore e carburante ...

Alessandro ha iniziato il suo esperimento coinvolgendo 12 persone del pubblico, alcuni giovani studenti del laboratorio Caffelatte dell’Istituto Castigliano e altrettanti adulti. A terra ha disegnato, con una cima della stessa Acquarius, i confini di uno spazio di un metro quadro e invitato i 12 a prendere posto all'interno di quell'angusto perimetro.
E' quello lo spazio "vitale" deciso da chi organizza i viaggi estremi per chi fugge dalla Libia: in ogni metro quadro (cioè 1 metro per 1 metro ...) devono starci 12 persone e ogni gommone finisce per contenere 150 persone. Alessandro dirà che quando i soccorritori raggiungono un gommone in avaria e vi contano meno di 150 persone, hanno certezza che la differenza numerica equivale ad altrettanti morti in mare.

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Il biblista Ernesto Buonaiuti

di: A cura di Tempi di Fraternità

Martedì 11 dicembre, dalle 17,30 alle 19,00, avrà luogo nel saloncino della Biblioteca del Seminario vescovile di Asti (g.c.), Piazza del Seminatio 1, la presentazione del calendario 2019 che l'associazione culturale di volontariato Tempi di fraternità (onlus) ha realizzzato con la collaborazione del CSVaa (Centro Servizi al Volontariato di Asti e Alessandria) per ricordare la fugura e l'opera di Ernesto Buonaiuti, il grande biblista e storico del Cristianesimo. che ha rappresentato il problema della laicità e della libertà della ricerca scientifica in una  materia tradizionalmente di competenza delle gerarchie religiose.

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A proposito della dismissione delle Chiese

di: di Pier Giuseppe Accornero

A Praga un edificio sacro in stile barocco è stato venduto ed è diventato un locale notturno. Chiese dismesse sono diventate discoteche, rimesse, gelaterie, moschee, negozi, bar, ristoranti, palestre, centri estetici, abitazioni, locali commerciali. Accade in Belgio, Olanda, Francia, Svizzera, Germania, Stati Uniti, Canada, Australia, Italia. Il fenomeno è in espansione negli ultimi decenni ed è trasversale alle Chiese: cattolica, luterana, anglicana, protestante, ortodossa.

Nell’Anno europeo del patrimonio culturale il 29-30 novembre 2018 si terrà alla Pontificia Università Gregoriana di Roma il convegno internazionale Dio non abita più qui? Dismissione di luoghi di culto e gestione integrata dei beni culturali ecclesiastici,  organizzato da Pontificio Consiglio della cultura, Conferenza episcopale italiana e Università Gregoriana. Parteciperanno i delegati delle Conferenze episcopali di Europa, America settentrionale e Oceania. Il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Consiglio per la cultura, spiega: «Abbiamo registrato un interesse straordinario degli episcopati di diversi Paesi. C’è una trasversalità geografica perché il problema riguarda Paesi molto diversi. E c’è una trasversalità socio-culturale».

Nel convegno internazionale saranno presentate linee guida sulla dismissione e il riuso del patrimonio ecclesiastico. Obiettivo del documento non sarà suggerire se o quando dismettere o vendere una chiesa, quanto dimostrare la necessità di una programmazione a lungo termine, d’intesa con le autorità civili.

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Silvia Romano, volontaria in Kenya

di: Marco Castaldo

Silvia Romano è una giovane donna di 23 anni italiana che ha scelto consapevolmente di inseguire il proprio sogno per lasciare un'impronta positiva, andando a svolgere un progetto di volontariato in Kenya con la Ong Africa Milele, con un progetto di sostegno all’infanzia con i bambini di un orfanotrofio.

Silvia Romano e stata rapita da un gruppo di criminali locali che ora la tengono ostaggio al fine di ottenere un riscatto e per questo rischia la vita.

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Per Sandra

di: Laurana Lajolo

“Mamma, mi hanno sparato”. Sandra muore a 13 anni mentre guarda la tv in casa. Sandra Parks è stata la dodicesima vittima di omicidio, quest’anno, tra gli studenti della Milwaukee Public School.

Sandra Parks è stata colpita da un proiettile  vagante mentre stava guardando la tv con la sorella nella sua cameretta a Milwaukee. Aveva scritto in un tema I bambini sono le vittime insensate della violenza delle armi” per il quale era stata premiata nel 2016, che pubblichiamo nella stesura originale.

Our Truth

Sometimes, I sit back and I have to escape from what I see and hear every day. I put my headphones on and let the music take me away. I move to the beat and try to think about life and what everything means. When I do; I come to the same conclusion… we are in a state of chaos. In the city in which I live, I hear and see examples of chaos almost everyday. Little children are victims of senseless gun violence. There is too much black on black crime. As an African-American, that makes me feel depressed. Many people have Lost faith in America and its ability to be a living example of Dr. King’s dream!

The truth is faith and hope in what people can do, has been lost in the poor choices we make. We shall overcome has been lost in the lie of who we have become! So now, the real truth is, we need to rewrite our story so that faith and hope for a better tomorrow, is not only within us, but we believe it and we put it into actions.

Our first truth is that we must start caring about each other. We need to be empathetic and try to walk in each other’s shoes. We shall overcome when we eliminate the negative and nasty comments people make about each other. We shall overcome, when we love ourselves and the people around us. Then, we become our brothers keeper.

Our second truth is that we need to have purpose. We are the future generation, therefore we must have an education to make a positive difference in the world. We are the future leaders, but if we don’t have an education, we will accomplish nothing. We will overcome, when we use our education to make the world a better place. We will become the next President, law enforcement officers, teachers, doctors, lawyers, and law makers. We cannot continue to put the responsibility on other people. It is our responsibility as future leaders!

We must not allow the lies of violence, racism, and prejudice to be our truth. The truth begins with us. Instead of passing each other like ships in the night, we must fight until our truths stretch to the ends of the world.

 

 

Dopo il passaggio del treno a vapore è ora di progettare il futuro ferroviario

di: Alessandro Mortarino, Salviamo il paesaggio

E' stata una domenica (11 novembre) di autentica festa nel sud astigiano per il passaggio di due convogli "storici" tra Asti e Nizza Monferrato, con folle inaspettate a salutare l'arrivo del ritrovato treno in tutte le fermate accolto da bande, figuranti in costume, prodotti tipici e le parole emozionate di sindaci, rappresentanti della Regione, massimi dirigenti di RFI. Tutto bene, dunque. Ma ora occorre passare alla fase più importante: quella della pianificazione del traffico "normale" (passeggeri) per la riapertura della tratta prevista per giugno del prossimo anno ...

Abbiamo tutti voluto considerare l'11 novembre come un momento di festa collettiva evitando ogni segnale che potesse guastare il clima, ma per tutti questa giornata rappresentava l'inizio di un nuovo percorso che dovrà culminare con la ripresa del traffico ferroviario pendolare e turistico. Da giugno del 2019, cioè in contemporanea con le elezioni regionali in Piemonte.
La concomitanza, ci auguriamo, deve essere considerata puramente casuale.
E poiché ci interessa il servizio che verrà offerto e null'altro, oggi annotiamo diversi punti critici su cui è necessario il lavoro progettuale di tutto il territorio e rapide risposte da parte dei vertici dell'assessorato regionale ai trasporti. Ne elenchiamo alcuni.
● A luglio, in occasione del progetto di recupero della galleria Ghersi presentato da RFI, l'assessore Balocco aveva comunicato che a giugno del 2019 si sarebbe attivato un pre-esercizio sulla tratta Asti-Castagnole.

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II nostro mare, in viaggio con Aquarius con Alessandro Porro

di: redazione

La chiusura dei porti e i centri di detenzione in Libia

Sabato 24 novembre ore 10 Auditorium, via Goltieri

Cosa ha comportato la chiusura dei porti italiani e cosa succede a chi è nei centri di detenzione libici? Ce lo racconterà sabato 24 novembre alle ore 10 all’Auditorium della Biblioteca Astense, via Goltieri, il volontario soccorritore Alessandro Porro della nave Aquarius. L’ultimo salvataggio di Aquarius si è  fermato nel porto di Marsiglia.

Alessandro Porro, che sarà intervistato dalla giornalista Laura Secci, è un astigiano di 38 anni, che ha lavorato prima come soccorritore professionista alla Croce rossa toscana e dal 2016 ha svolto due missioni per il salvataggio dei profughi nel Mediterraneo sulla nave Aquarius, organizzazione non governativa internazionale SOS Méditerranée in collaborazione con Medici senza frontiere. Dall'inizio del 2018 Aquarius ha salvato circa 2.100 persone. Ora la nave è stata fermata al proto di Marsiglia.

Con Porro interverranno Mamadou Sek, Fiom CGIL, Piero Vercelli, Cooperativa Jokko, Albero Mossino, Piam.

L’incontro è organizzato dalla rivista www.adlculture.it.

Tutti sono invitati.

Per la nave umanitaria Mediterranea

di: redazione

a cura dell’ASIAP

Promotori: Diavolo Rosso, PIAM Onlus, Ass. A Sinistra – Casa del Popolo, ARCI, A.N.P.I.,Co.A.La., Caritas

Il 17 novembre 2018 alle ore 17 presso la scuola CPIA in Piazza Leonardo da Vinci 22, "Alla scoperta del Senegal", organizzato dall'ASIAP con l’intento di sensibilizzare e raccogliere fondi per la missione della nave "Mediterranea", la nave italiana Mediterranea Saving humans, che è da poco rientrata dalla sua prima missione in acque internazionali che separano le coste italiane da quelle libiche, e il suo equipaggio è impegnato a svolgere attività di monitoraggio, testimonianza e denuncia della drammatica situazione che quotidianamente vede donne, uomini e bambini rischiare la propria vita, attraversando il Mediterraneo centrale, nell’assenza di soccorsi, nel silenzio e nella complice indifferenza dei governi italiano ed europei.

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Povertà in attesa. Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto in Italia.

di: Beppe Amico, direttore Caritas

In occasione della Seconda Giornata Mondiale dei Poveri, che verrà celebrata il 18 Novembre, la Caritas Diocesana di Asti ha organizzato un convegno di riflessione sulle povertà e sulle politiche di contrasto in Italia.

Mercoledì 14 Novembre alle ore 18.00 nella sala della Fontana in Via Arò n. 52 – Asti – il dott. Francesco Marsico, presenterà il rapporto 2018 di Caritas Italiana intitolato Povertà in attesa.

L’edizione di quest’anno del Rapporto, presentata a Roma lo scorso 17 ottobre, integra per la prima volta in un unico testo il 17° "Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia" e il 5° "Rapporto sulle politiche contro la povertà in Italia", con l'intento di offrire uno strumento aggiornato di studio ed approfondimento, e allo stesso tempo di stimolare l’azione delle istituzioni civili. Il testo analizza l’attuazione in Italia del Reddito di Inclusione (REI) e pone elementi di riflessione sul Reddito di cittadinanza. La Caritas diocesana di Asti offrirà, attraverso il report elaborato dal suo Osservatorio delle povertà e delle risorse, il volto dei poveri incontrati nei Centri di Ascolto Caritas di Asti.

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Umberto Eco, il fascismo eterno

di: Redazione

Quando uno stuidioso è un vero intellettuae le sue idee vanno oltre iI suo tempo. Quindi è tornado di attualità uno scritto di Umberto Eco Il fascismo eterno o Ur-Fascism del 1995, che indica alcune caratteristiche tipiche della nebulosa fascista, che qui riassumiamo e su cui vale la pena riflettere ancora oggi.

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Da quando Socrates non gioca più

di: Luca Castaldo

Stavano per finire i travagliati anni ‘70 quando uno dei più celebrati calciatori brasiliani, colui che portava sulle spalle il nome di un filosofo, Scorates, figura atipica per il mondo del pallone, calciatore e medico al tempo stesso, decide, insieme ai suoi compagni del Corinthians, di dare un messaggio di speranza al Brasile schiacciato sotto una pesante dittatura militare.

Il Corinthias, già dalla sua creazionesu, era considerata la squadra del proletariato, non scendeva in campo solamente per il gioco ma per trasmettere valori e speranze alle giovani leve. Da qui nasce lo spirito della: “Democracia Corinthiana”, ovvero un collettivo più che un club calcistico, dove tutte le decisioni, dalle più elementari alle tattiche di squadra, venivano assunte con metodo democratico, discusse e votate da tutti i giocatori.

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Nuovo presidente del Brasile

di: Laurana Lajolo

Jair Bolsonaro 55,1%  voti 57.797.848 ASSUMERA’ IL MANDATO IL 1 GENNAIO 2019

Fernando Haddad 44,9%  voti 47.040.904

Jair Bolsonaro (1955) ha origini italiane. E’ stato Ufficiale di carriera e ha prestato servizio nei reparti di artiglieria e paracadutisti dell'Exército Brasileiro, è deputato dal 1991. Nel 1993, quando era un deputato, in un discorso alla Camera bassa del Congresso nazionale del Brasile si dichiarò estimatore del passato regime militare in Brasile (1964-1979) e aggiunse che la democrazia non era in grado di risolvere i gravi problemi del paese. E’ stato il candidato del Partito Social-Liberale alle presidenziali del 2018.

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Tragedie

di: Laurana Lajolo

Ciao, ragazza, non so darti un nome, ma ho negli occhi tanti volti di giovani, per cui ho sempre nutrito attenzione sia per lavoro quando insegnavo, sia dopo, quando ho avuto altri incarichi. Le tragedie che hanno colpito Pamela, Desirè e altre sono presentate come storie individuali con i buoni e i cattivi.

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Restiamo umani

Marcia della solidarietà e dell’accoglienza contro ilrazzismo e il Decreto sicurezza/immigrazione

In un momento in cui l'Italia sembra prendere una deriva autoritaria, razzista e xenofoba vogliamo mobilitarci per rompere il silenzio e ribadire i valori e i principi costituzionali fondanti della nostra democrazia e per mostrare il volto di una società solidale e rispettosa delle differenze.

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Parere di un giurista sul caso del sindaco di Riace

di: Nicola Fiorita, professore associato presso l'Università della Calabria

Ho atteso alcuni giorni prima di intervenire pubblicamente sull’arresto del sindaco di Riace. Ho voluto prima leggere l’ordinanza del Gip, ho voluto riflettere su tanti commenti, ho voluto lasciar sedimentare le mie emozioni. Per diverse ragioni – non ultimo, il mio ruolo di docente di materie giuridiche che insegna ai propri allievi il valore della legge, il diritto della critica e dell’impegno per cambiare le norme ingiuste ma anche il dovere di rispettarle finché vigenti – ho ritenuto di non poter confinarmi in uno slogan (io sto con Mimmo Lucano, questo è certo) ma di dover articolare il mio pensiero, distinguendo alcuni profili, a mio avviso i più rilevanti, della vicenda.

C’è innanzitutto l’aspetto giuridico-formale. Posto che il Gip liquida molti dei capi d’accusa (e inviterei tutti a soffermarsi su questo dato: è abbastanza raro che un Procuratore capo sia così clamorosamente smentito in sede di valutazione delle richieste di misura cautelare) e che la vicenda dei matrimoni combinati è risibile (è davvero incredibile che per un (1) matrimonio forse combinato e un (1) matrimonio suggerito e nemmeno celebrato si parli di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina) l’unica accusa rimasta in piedi è quella relativa all’affidamento diretto del servizio di raccolta differenziata a cooperative prive dei requisiti richiesti.

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Gli eritrei della Diciotti

di: Laurana Lajolo

Tre eritrei sbarcati dalla nave Diciotti sono arrivati ad Asti e sono stati accolti con una festa dalla comunità multietnica della Caritas e dal Vescovo.

E’ un segno concreto in controtendenza a una mentalità diffusa preoccupante. I tre ragazzi, di religione cristiana, hanno la luce negli occhi della speranza e la voglia di quiete. L’Eritrea è una dittatura militare, loro non possono più rientrare e vorrebbero andare in Nord Europa. Sono stati due anni in Libia, hanno subito tre rapimenti con relativi riscatti, mangiato una volta al giorno, subito violenze e assistito a violenze.

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Riace ci piace?

di: Giuseppe Virciglio, Psicologo Dirigente S.C. di NPI sud ASL, Citta' di Torino

Questa estate, grazie alla sollecitazione di Roberta Zaccagnini che per Amnesty International aveva organizzato un campo per avviare una nuova narrazione del fenomeno migratorio, sono stato, insieme a mia moglie e a venticinque giovani tra i 18 e 25 anni, testimone dell’esperienza di accoglienza di due comuni contigui,  Riace e Camini. I due borghi della Calabria Jonica, appena sopra il mare, sono l’esempio dell’incontro tra due “povertà”, quella del sud Italia che ulteriormente si spopola e quella dei “migranti” che possono contribuire a ridare una nuova possibilità di comunanza, andando oltre il degrado sociale ed architettonico.

Rifondare il tessuto sociale

L’incontro è il contesto che permette di creare la relazione, la possibilità della conoscenza senza essere unicamente irretiti nel limite del pregiudizio e confinati nello stereotipo. Noi utilizziamo gli stereotipi per difenderci e il pregiudizio per tracciare i confini tra il Noi e gli Altri. Quando vogliamo “conoscere” dobbiamo “incontrare” l’altro, lì si crea lo spazio della possibilità, superando il rischio dello scontro.

Quante opportunità ci perdiamo per paura del conflitto, per la fatica di attivare processi di mediazione!!!

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Lettera di un padre al figlio che si sposa

di: Marco Castaldo

In queste occasioni un padre dovrebbe saper dire qualcosa di saggio, ma, in questo periodo più che mai, l’unica cosa cui sono sicuro è che “so di non sapere”.
Quando ero adolescente immaginavo che un uomo di mezza età, con cinquant’anni sulle spalle, come me in questo momento, dovesse essere ponderato, saggio, fine conoscitore dell’animo umano. Adesso, che mi ritrovo con questa età, non mi vedo certamente così e, sinceramente, non è un pensiero edificante.

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Musei in appalto?

di: Beppe Rovera, consigliere comunale di Asti

Convenzione Comune di Asti – Fondazione Cassa di Risparmio per Asti Musei Fondazione

Può una città appaltare la cultura?

Asti lo fa, cedendo di fatto i suoi gioielli artistici e storici alla gestione “esterna” della Fondazione Cassa di risparmio.

Resta il sindaco a garantire, con una poltrona in Consiglio, una sbirciatina alle dinamiche di sviluppo e promozione sul suo territorio. C’era bisogno di riordinare un settore che, per carenza di personale e di risorse, non riusciva ad assicurare una coerente programmazione di aperture e attività nei luoghi di maggior richiamo e interesse turistico (neanche 7 mila euro i ricavi degli ingressi ai musei nell’ultimo anno).

Di qui l’idea di affidare all’esterno l’amministrazione della Domus romana, di Palazzo e di Casa Alfieri, della Cripta di Sant’Anastasio, della Torre troiana (e altri siti non appena saranno stati rimessi in ordine, a partire dal Michelerio con la sua bella chiesa del Gesù ) a chi già si occupa di Palazzo Mazzetti. Convenzione da metà ottobre, rinnovabile alla scadenza del quinquennio. Parola d’ordine: “mettere in rete”. Asso nella manica, un direttore/manager “del mestiere”, pescato tra un centinaio di concorrenti da una società specializzata nel “cacciare” talenti.

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Chiamiamoci per nome

di: Beppe Amico, direttore Caritas

I poveri

“Nella cassetta ordinata di mele belle e lucenti, le mele marce si  notano subito. Sono diverse. Si buttano via prima che guastino le altre. Anche nella vita, per qualcuno, ci sono le mele marce. Sono le persone che si etichettano come anormali, diverse. Hanno problemi, difficoltà. Sono scomode, dure, provocatorie. Ci chiedono cose a volte incomprensibili. Insomma, disturbano. Quando entriamo in contatto con loro, scatta la nostra difesa. Via, fuori, se ne vadano, come se fossero, appunto, mele marce. Pochissimi tentano di incontrare quella persona che ha la sua vita, la sua storia, le sue necessità”.

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