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Le buone intenzioni cosí come i buoni propositi non bastano

di:  Rizzolari

Dal Web leggo con attenzione gli articoli del giornale torinese per la pagina di Asti. Tra i piú recenti articoli il “Piano sul Traffico”, le riflessioni del PD astigiano per un “Progetto sulla mobilitá” e i “Dati riportati dal rapporto annuale “Mal’aria” di Legambiente, nel 2018”.

Sono tre argomenti di discussione che si presentano tardivamente in Asti con connotati da forza dirompente per la politica pubblica sulla Cittá, per le scelte orientate al futuro e alla qualitá della vita cittadina. Non mi sento animato dalla discussione sulla legittima polemica sul “buco” in Piazza Alfieri (polemica vecchia d’altro secolo: di quasi 40 anni), cosí come non mi soffermo sulla questione “salute” (di particolare attenzione del PD) e riconosco di non essere in possesso di informazioni fisico-tecniche piú dettagliate in grado di esprimenre un giudizio appropriato sulla denuncia preoccupante di “inquinamento” di Lega Ambiente.

Per un “Piano per la Viabilitá” mi preme esprimere un punto di vista su un tema fondamentale che per la sua particolaritá, spesso e volentieri, non si prende in considerazione: l’utenza anziana, diversamente abile e/o di basso o nullo reddito. Con l’animo di non deviare l’attenzione, non entro nella discussione filosofica o sociologica per argomentare sulla solidarietá o i modi di dire della “gente per bene”: “.. i piú fortunati che aiutano i meno fortunati”. Credo di poter affermare che da sempre e in particolare negli ultimi anni gli utenti del servizio pubblico di trasporto urbano (autobus ASP) tendono ad essere le persone con meno risorse economiche. Se é opportuno e conveniente avviare una politica della viabilitá urbana capace, oltre che ampliare le aree pedonali, allargare le ZTL, estendere le Ztm, proibire la cicolazione di veicoli con limitazioni strutturali e sue deroghe, ecc.ecc. (meglio di me sanno indicare i tecnici), si sappia pure generare una proposta viabile moderna per chi oggi é adolescente e potrá arrivare all’anno 2070 e oltre, e per chi oggi vive nella terza o quarta etá (quest’ultimi come cittadini d’oro).

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Cosa fa il giornalista?

di:  Laurana Lajolo

Incontro con Giovanni Minoli

Nella cornice dell’affascinante giardino di Palazzo Crova a Nizza Monferrato è avvenuto il 29 agosto, nell’ambito del Festival “Attraverso”, un incontro molto piacevole perché molto intelligente con Giovanni Minoli. Minoli non ha nascosto la sua simpatia per la personalità politica di Craxi, che, a suo dire, gli è costato l’allontanamento dalla Rai dopo Tangentopoli, ma è rimasto un sostenitore convinto del servizio pubblico al cittadino, che viene considerato dalle tv commerciali semplicemente un “consumatore”.

Raccontando la sua carriera, Giovanni Minoli mi ha fatto misurare la differenza tra un cronista e un giornalista, tra un estensore di comunicati stampa e un elaboratore di notizie.  

Minoli ha innovato il giornalismo televisivo con “Mixer”, programma molto seguito anche per la sua capacità di fare interviste interessanti e laboratorio di giornalisti come Bianca Berlinguer e Milena Gabanelli.

Con “La storia siamo noi” ha messo a punto una modalità originale di fare divulgazione storica con una ricaduta sull’attualità. Con “Quelli della notte” ha studiato, insieme ad Arbore, una nuova formula dello spettacolo di intrattenimento con personaggi che rispecchiavano le caratteristiche delle diverse regioni italiane e con un’improvvisazione di conduzione del tutto studiata.

Dopo l’uscita dalla Rai, ha progettato e seguito la sceneggiatura di “Un posto al sole”, la soap opera più fortunata, nelle cui vicende e nei protagonisti. gli spettatori  riconoscono se stessi e le loro esistenze A questo proposito Minoli ha tenuto a sottolineare come la produzione culturale di quel programma abbia aiutato lo sviluppo dell’occupazione a Napoli (sede del centro di produzione) più che insediamenti industriali. Utilizzandosi le peculiarità creative ed espressive della città, si sono formate nuove professionalità nel campo dello spettacolo televisivo.

La televisione quindi deve raccontare e interpretare situazioni e evoluzione dei costumi della società, non per favorire l’evasione, ma per aiutare la comprensione della realtà, facendo perno sulle emozioni e anche sul divertimento.

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La mimica dei politici

di: redazione

Gabriele Romagnoli su Repubblica del 22 agosto ha tracciato una divertente descrizione delle “facce della crisi”, viste all’uscita dall’udienza dei partiti da Mattarella.

► GIORGIA MELONI definita una donna solo al comando con due dioscuri alle spalle, forse i fratelli d’Italia. “Ci mette energia soprattutto sulle sillabe finali, accentate per regola o per forza. Si guarda intorno, sgrana spesso gli occhi sul viso pallido di chi, a differenza d’altri, non è tornato dalle ferie. Comunica ansia di entrare finalmente nella stanza dei bottoni”.

►NICOLA ZINGARETTI debutta al Quirinale accompagnato dalla sua squadra per dare l’impressione di coesione, ma annota Romagnoli: “Del segretario PD tutto si può pensare fuorché esista nella sua famiglia un dna da attore. Gli manca persino la seconda espressione di Clint Eastwood con il cappello”.

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Il ritorno di Renzi

di: Marco Castaldo

Renzi non ha mai smesso di essere il segretario del Pd, lo stiamo vedendo in questi giorni. Ieri, con la naturalezza del leader, Renzi ha addirittura indetto una conferenza stampa per spiegare la sua posizione e la sua proposta nei confronti del movimento 5 stelle. Tanti si sono chiesti con quale autorità lo abbia fatto, visto che formalmente non è più lui il segretario del partito, ma in realtà tutti noi abbiamo sempre saputo che Zingaretti non era altro che un personaggio di rilievo basso, probabilmente voluto dallo stesso Renzi e dai suoi uomini, un segretario pro tempore in attesa del risveglio del capo assoluto.

Purtroppo questo è il risultato della evidente e tragica incapacità del Pd di fare i conti con il proprio passato, con i propri errori. Aver abdicato i propri principi fondanti per aprire la strada ad un liberismo perverso e incontrollato rappresentato perfettamente dalla figura di Matteo Renzi, uomo solo al comando che con il suo sfrenato attivismo ha inebriato la sinistra radical-chic dei quartieri ricchi delle grandi città, dimenticando ed abbandonando il popolo delle periferie che, vistosi perduto si è lanciato nelle braccia accoglienti e mortali della destra più becera.

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Errori agostani di Salvini

di: Laurana Lajolo

Per più di un anno giornalisti e commentatori hanno considerato Salvini un abile politico perché sapeva trascinare le folle con lo show dei selfie e con discorsi virulenti fino alla volgarità. Negli ultimi giorni ha, invece, cominciato a sbagliare le mosse e avvilupparsi nelle sue stesse contraddizioni. Ha sbagliato tempi e modi. Ha fatto la crisi proprio quando la maggioranza del Parlamento aveva votato sul TAV con la Lega, isolando il M5S, forse pensando di essere solo in campo o meglio sulle spiagge.

Per un anno il leader della Lega si è creduto l’unico in grado di comandare, forte dei sondaggi, fino a chiedere pieni poteri e a dichiararsi pronto a tutto. Ha fatto la crisi di governo, illudendosi di decidere lui anche la data delle elezioni, dimostrando di non averi imparato le regole costituzionali. Salvini è in politica da tanto tempo, ma una delle sue caratteristiche è quella di non frequentare i luoghi istituzionali, né quando faceva il consigliere comunale a Milano né quando era al Parlamento europeo e neppure da ministro. Gli piace stare tra la massa dei suoi elettori e dei curiosi che gli stanno intorno. Il suo più grande errore politico è stato quello di non votare la presidente della Commissione europea e di bruciare così la candidatura di Giorgetti, importante esponente del suo partito, a commissario europeo. Secondo me è in quel momento che la Lega ha deciso di fare la crisi di governo. Se ricordate, Giorgetti, dopo che aveva dichiarato il ritiro della sua candidatura, aveva avuto un incontro con Mattarella, non pienamente giustificato dal punto di vista istituzionale. Evidentemente ha avvertito il Presidente che l’esperienza di governo era finita.

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Famiglie di tutti i colori

di: Associazione Mamme per la Pelle

Se tu e/o i tuoi figli avete subito atti discriminatori o di razzismo, puoi inviarci una segnalazione, anche in forma anonima, a questo indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Aiutaci a raccogliere testimonianze, raccontaci la tua storia. Vogliamo creare una raccolta, fondamentale per comprendere come sia aumentato il fenomeno del razzismo in Italia.

Mamme per la Pelle è un’associazione culturale nata il 30 novembre 2018 per svolgere attività dirette a creare e rafforzare una rete organizzata di madri con figli che possano subire discriminazioni per le loro origini ed il loro diverso colore della pelle. Lavoriamo insieme non solo per sostenere le famiglie che si rivolgono a noi, ma anche per promuovere la serena convivenza multietnica, contribuire ad innalzarne e custodirne il patrimonio culturale, educando i cittadini alla promozione dello stesso e a tramandarlo alle generazioni future.

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Codice rosso

di: Luisa Rasero, donne CGIL Asti

La legge “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizione in materiai tutela delle vittime (in vigore dall’8 agosto), detta Codice Rosso, a mio giudizio contiene i seguenti PUNTI POSITIVI:

● si velocizzano i tempi per le denunce per violenze di genere e reati similari, parificandoli a reati di mafia o terrorismo ecc.;

● si impone una formazione specifica per le forze dell'ordine;

● in genere si prevede maaggior severità nel colpire questi tipi di reati e anche nelle previsioni di libertà condizionale;

● si individuano reati nuovi: il divieto di avvicinamento (il divieto c'era già ma adesso hanno previsto sanzioni), il matrimonio forzato, il revenge porn (le immagini che girano su internet), il danneggiamento del viso (le lesioni con l'acido), la violenza assistita (i minori che assistono alle violenze sono considerati parte lesa);

● si aumentano i fondi per gli orfani dei femminicidi;

● si istituisce il diritto della vittima ad essere informata quando il suo persecutore esce dal carcere;

● si aumenta il tempo entro il quale si può denunciare una violenza sessuale.

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Boris Johnson il politico “arruffato”

di: Angela Napoletano

Gli amici che lo conoscono da quando era ragazzo dicono che Boris Johnson, al secolo Alexander Boris de Pfeffel Johnson, ha sempre avuto quel vizio, che ormai tutti conoscono, di scompigliarsi volontariamente i capelli. Quando andava a scuola lo faceva, appositamente, ogni volta prima di entrare in classe perché, dicono, quell’aria apparentemente sciatta e scanzonata lo aiutava a stemperare nell’ironia i suoi numerosi difetti. Bojo, come lo chiamano i suoi supporter, continua intenzionalmente a spettinarsi il ciuffo biondo ancora a oggi, a 55 anni, mentre varca la soglia di Downing Street nelle vesti di nuovo premier.

Il platino della chioma arruffata sembra che lo abbia ereditato dal bisnonno, Ali Kemal, un giornalista turco, ministro del sultanato ottomano negli anni precedenti alla caduta dell’impero, sposato a un inglese. Dal nonno Wilfred, pilota della Royal Air Force che secondo la biografia di Andrew Gimson si è schiantato durante un’esibizione aerea mentre cercava di impressionare la moglie che lo guardava da terra, deve aver preso l’esibizionismo plateale. Quello che, per esempio, lo ha ispirato a lanciarsi con la teleferica su Victoria Park durante le Olimpiadi del 2012 finendo rovinosamente appeso, a causa di un guasto con tanto di bandierine inglesi sventolanti.

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Il nuovo leaderismo

di: Carlo Galli, politologo

La prima novità è nella ricerca del consenso: il nuovo leader costruisce un rapporto diretto con i cittadini in virtù dell’accresciuta potenza dei mezzi di comunicazione, dalla tv ai social media, non interpreta ma ha una società pulviscolare, un’ideologia, una narrazione, o storytelling, preparata dai suoi spin doctor, non si rivolge a gruppi sociali strutturati, a realtà collettive, ma a un popolo di individui isolati uniti quasi solo da rancori e paure (il populismo, con la sua contrapposizione tra un Noi buono e un Loro cattivo, è una componente essenziale del nostro leaderismo) e parla a ciascuno di essi, estraendo da ciascuno i timori e le speranze più elementari e offrendo identità e protezione. (…)

La passione politica socialmente organizzata è sostituita dalla sentimentalizzazione soggettiva, il ragionamento dalla persuasione. Anche il “nazionalismo” promosso da alcuni nuovi leader (da Orban a Salvini) è piuttosto in realtà, la somma, transitoria, di individualismi egoisti.

La semplificazione del messaggio politico è poi ovvia: il linguaggio si banalizza, diventa più suadente e al tempo stesso più violento, si procede all’individuazione di nemici (di volta in volta i “comunisti”, i “vecchi”, i “migranti”) più che all’analisi di processi da comprendere e da gestire, soprattutto, il nuovo leader deve essere il più possibile simile ai cittadini e non dare l’impressione di essere superiore o estraneo a essi: la semplicità, il tratto popolare e al limite anche volgare, è un optional gradito (Trump, da questo punto di vista, è perfetto). Il nuovo leader non è un superiore onnisciente, ma un uguale vincente, attraverso la sua vittoria passa il riscatto di ciascuno dei suoi elettori. L’individuazione è individuale non collettiva.

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Il Monferrato e il Turismo

di: Mauro Carbone, direttore ATL Langhe Monferrato Roero

Monferrato emergente

Il Monferrato è una delle destinazioni emergenti nel panorama turistico italiano come dimostra il forte interesse di operatori e giornalisti coinvolti nei primi mesi del 2019 nei progetti promozionali avviati dalla ATL Langhe Monferrato Roero.

Gli ingredienti per un’offerta competitiva a livello internazionale ci sono tutti: la qualità del paesaggio, la presenza molto significativa di elementi storici ed artistici, l’autenticità dei luoghi, la forza dell’offerta enogastronomica. E’ il tipico bouquet di offerta che fino a qualche anno fa veniva catalogato come Italia Minore e che ora è sempre più vissuto come Italia Vera, dove le tracce della storia si mischiano con il carattere delle persone, la vocazione enogastronomica trova riscontro nel paesaggio rurale, la bellezza dei luoghi crea opportunità al turismo all’aria aperta.

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Asti pride

di: Patrizio Onori CGIL Asti Nuovi Diritti, Comitato Organizzatore Asti Pride

Lo abbiamo voluto, lo abbiamo fortissimamente voluto, ed il 6 luglio scorso ASTI PRIDE è diventata una meravigliosa realtà. In questi giorni ho incontrato molte persone che mi hanno detto: ”Non abbiamo mai visto Asti così bella!”  Lo credo anch’io, è stata una fantastica giornata di inclusione che ha reso più splendente la nostra città.

In questi mesi di duro lavoro organizzativo ci hanno chiamato schifosi, malati mentali, contro- natura, immondizia, indecenti e violenti. Ma ai pochi, pochissimi che hanno seminato odio, il 6 luglio abbiamo risposto con un bellissimo fiume colorato di persone. 8000 cuori, 16000 occhi pieni di gioia, amore e determinazione.

50 anni da in quella notte di New York allo Stonewall Inn decine di drag queens, transessuali ed omosessuali, hanno fatto una scelta irreversibile. Hanno scelto di riappropriarsi della loro vita, della loro identità, della loro dignità, dei loro diritti, della loro libertà. Il 6 luglio, come in ogni Pride, abbiamo rinnovato quella scelta ed abbiamo gridato ad alta voce contro chi vorrebbe farci tornare nella paura: non ce la farete! Saremo noi a vincere contro il vostro odio e la vostra violenza.

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Salvini come Sisifo

di: Laurana Lajolo

Nonostante le urla sui porti chiusi e sulle frontiere di terra da custodire a Salvini risulta impossibile fermare i flussi: vengono bloccate le navi di soccorso, ma non i barchini che non vengono neanche intercettati e da dove, se non annegano in mare, i migranti sbarcano senza grandi difficoltà e la rotta balcanica arriva in Friuli..

Elisabeth Wallace, docente di geografia all’Università del Quebec (Canada) ha documentato l’esistenza di settanta muri di confine già costruiti nei cinque continenti più sette in costruzione e ha dimostrato che quelle barriere “insormontabili” non funzionano. Se si pensa che durante la guerra fredda si contavano 15 muri di confine, sembra di essere entrati nella paranoia della sicurezza con una gara di emulazione tra autocrati e capi di stato a chi costruisce più “barriere di difesa”.

Ma perché non servono i muri? Gli esperti dicono che i muri sono serviti a poco durante le guerre e che oggi sono inefficaci essendo i movimenti migratori un problema globale e le persone, chiusa una rotta, ne cercano un’altra, anche correndo gravi rischi. Chi ha deciso di migrare, infatti, non inizia una crociera per porti sicuri, ma cerca di arrivare comunque in un posto economicamente migliore di quello che ha lasciato. Quindi i muri sono più che altro un atto propagandistico dei governi che non sanno come affrontare l’epocale questione migratoria, possono essere strumenti tattici con alti costi, ma non risolutivi dal punto di vista strategico. Indubbiamente, però, fanno effetto presso l’opinione pubblica, che ormai percepisce i migranti come pericolosi invasori e si sente confortata dalle dichiarazioni ossessivamente ripetute di quell’uomo “forte” che difende i confini, ma non riesce a contrastare una giovane capitana e una giovane magistrata.

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Meno lavoro per le donne

di: redazione

Il dossier sull’occupazione femminile Donne al lavoro: o inattive o part-time, redatto da Ministero del lavoro, ISTAT, INPS, INAIL e ANPAL, documenta la consistente disparità tra l’occupazione maschile e quella femminile. Vi è stato, infatti, un incremento di contratti part-time sul totale di tutta la popolazione, che ha colpito in misura maggiore le donne, soprattutto quelle con figli, e in misura ancora maggiore per i part-time involontari di persone costrette ad accettare contratti a tempo parziale pur volendo lavorare full-time.

Nel 2017 lavorava part-time il 40,9% delle mamme con figli in età compresa tra 25 e 49 anni, mentre la percentuale scende al 26,3% riferite a tutte le donne, mentre non supera il 10% per gli uomini.

Carenza di welfare

La causa principale dell’inattività o del part-time involontario delle donne pare risiedere principalmente nella carenza di welfare per l’infanzia: le donne madri hanno contratti più sconvenienti, che coprono in misura minore le spese per i contributi e che assicurano meno garanzie per il presente e il futuro. E lo Stato non fornisce aiuti.  

Per la cura dei figli  o di anziani le donne non sono retribuite per il lavoro che svolgono a casa.

Sono 433.000 in Italia le donne costrette ad essere “inattive” o a svolgere un part-time involontario, di loro il 24,6 % lo è/fa a causa della scarsità dei servizi per l’infanzia e per le persone non autosufficienti.

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Pride, Pillon e diritti. Incontro con Camusso, Cirinnà e Lerner

di: Ufficio Stampa Cgil Asti

La Cgil ha fatto ormai da tempo della lotta per la difesa dei diritti e per la conquista di nuovi diritti il fulcro della propria attività contro ogni forma di discriminazione, nei luoghi di lavoro come nella società. La Cgil di Asti è entrata nelle Rete regionale contro le discriminazioni e ha aderito all'Asti Pride che si svolgerà il 6 luglio prossimo ad Asti, promuovendo l’incontro “Il Pillon gonfiato”,

3 luglio alle ore 17 al Palco 19 di via Ospedale 19, ad Asti con Susanna Camusso, Monica Cirinnà, Gad Lerner.

«Abbiamo intitolato l’incontro “Il Pillon gonfiato” – sottolinea Luca Quagliotti Segretario Generale della Cgil di Asti - perché lo spunto della discussione partirà dall'ormai famoso disegno di legge presentato dal sen. Pillon, che tante critiche ha sollevato comprese quelle dell'Amministrazione Comunale astigiana. Un progetto di vera e propria persecuzione giudiziaria per le coppie che decidono di separarsi, un appesantimento della vita dei loro figli, una limitazione dell'azione dei giudici minorili».

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L'area del Prosecco nell'Unesco

di: Dante Schiavon

Come può essere considerata Patrimonio dell’Umanità l’area del Prosecco Docg, un’area dove insiste un’agricoltura “industriale”, monocolturale, intensiva, un’agricoltura che avvelena le acque di superficie e di falda, che disbosca, che fa terra bruciata di altre culture, fossi, siepi, prati stabili?
Ma davvero alle colline del Prosecco basta mettere su carta patinata le immagini, belle e circoscritte, della chiesetta di S.Lorenzo, di Rolle (luogo caro a Zanzotto) o del pentagono d’oro del Cartizze per essere considerate Patrimonio dell’Umanità?
Ma davvero i disboscamenti e i conseguenti trattamenti chimici delle viti, finalizzati ad una “proliferazione senza fine” delle superfici vitate e del business delle bollicine, possono essere considerati un Patrimonio dell’Umanità?

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L'odio via Web

di: Vox - Osservatorio sui diritti

Il progetto, ideato da Vox – Osservatorio dei diritti in collaborazione con Università Cattolica e Università Statale di Milano, La Sapienza di Roma e l’Università di Bari, ha prodotto la quarta mappa dell’intolleranza attraverso l’analisi dei contenuti di Twitter, che fotografa l’odio sul web.

La ricerca è stata condotta con algoritmi capaci di comprendere i contenuti che contengono parole sensibili e geolocalizzabili con bersagli migranti, donne, disabili, musulmani, ebrei, omosessuali. Sono stati presi in considerazione 215.377 tweet tra marzo e maggio 2019, in coincidenza con la campagna elettorale per le Europee. Di questi 151.783 sono negativi:

  • ● MIGRANTI 74.451 tweet negativi
  • ● DONNE 55.347 tweet negativi
  • ● MUSULMANI 30.387 tweet negativi
  • ● DISABILI 23.499 tweet negativi
  • ● EBREI 19.952 tweet negativi
  • ● OMOSESSUALI 11.741 tweet negativi

 Tra i bersagli anche Papa Francesco

 

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Rifugiati e Paesi ospitanti

di: Rapporto ONU- Giornata mondiale del rifugiato

► I dati del Rapporto annuale sui rifugiati nel mondo, curato dall’Alto Commissariato ONU, uscito il 20 giugno giornata mondiale dei rifugiati sono: 1) aumento dei rifugiati 70,8 milioni nel 2018, 2,3 milioni in più dell’anno prima. 2) 41,3 milioni sono ospitati in Paesi confinanti più sicuri di quelli di provenienza; 3) 25,9 milioni di rifugiati internazionali, 3,5 milioni richiedenti asilo, di cui 4 su 5 accolti da Paesi confinanti.

I Paesi che accolgono il maggior numero dei rifugiati nel mondo, l’84% del totale, sono: Turchia 3,7 milioni, Pakistan 1,4 milioni, Uganda 1,2 milioni, poi Bangladesh, Etiopia, Ciad, Yemen, che rappresentano il 13% della popolazione mondiale e 1,25% dell’economia globale. L’accoglienza grava su Paesi poveri. In Europa il Paese che accoglie di più è la Germania 1,4 milioni, in Francia 459mila, in Svezia 318mila.

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Consiglio superiore della Magistratura. La denuncia del consigliere Cascini

di: redazione

Il consigliere del Csm, Giuseppe Cascini, denuncia il danno di credibilità per la Magistratura come al tempo della Loggia massonica P2, con a capo Licio Gelli nella sua villa di Arezzo, che aveva iscritto alle liste coperte politici, magistrati, imprenditori, giornalisti. Afferma che si cercava di determinare le decisioni degli organi istituzionali con interventi di poteri occulti: "Come ai tempi della Loggia P2, si è cercato di alterare le decisioni del Csm attraverso legami di natura affaristica e occulta".

Vedi e ascolta l’intervista di Milena Minutoli su Rai news 24 del 5 giugno 2019.

La denuncia del consigliere Cascini segue al discorso del vicepresidente del CSM Ermini (il presidente del Consiglio è Sergio Mattarella)  e all’autosospensione  dei consiglieri Corrado Cartoni e Antonio Lepre, del presidente della Commissione Direttivi Paolo Criscuoli e Gianluigi Morlini, perché hanno partecipato a riunioni riservate con i deputati PD Luca Lotti  e Cosimo Ferri.

Indagine della Procura di Perugia

Lo scandalo prende origine dall’indagine aperta dalla Procura di Perugia nei confronti di Luca Palamara, membro del Csm ed ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati, che è accusato di corruzione per aver favorito la nomina di un magistrato “amico” degli avvocati alla procura di Gela. L’indagine è proseguita con la documentazione di incontri riservati del consigliere Palamara e dei membri CSM, attualmente autosospesi, con Lotti e Ferri per influire sulla scelta del successore del procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, andato in pensione.

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Da Welcoming Europe a Welcoming Asti

di: redazione

Giovedì 13 giugno dalle 18,30 in avanti presso il Foyer delle famiglie, in via Milliavacca 5 ad Asti, si presenta l'incontro aperto dal titolo “Da Welcoming Europe a Welcoming Asti: bilancio e prospettive di un anno in rete”.

Vi saranno alcuni interventi finalizzati a ripercorrere il cammino sin qui svolto e a tracciare le prospettive per il futuro, sarà presentato il “manifesto” della rete e le diverse iniziative promosse e/o cui si è aderito sino a oggi.

L’incontro sarà seguito da un“Apericena di condivisione” (per il quale è necessario segnalare la propria partecipazione entro mercoledì 12 giugno o via email o sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/events/1049542211898309/).

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Cantone: decreto ferma cantieri

di: redazione

Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Anticorruzione, che non è stato ascoltato nelle Commissioni parlamentari, ha pubblicato un documento in 10 punti, in cui esprime molti dubbi sul Decreto sblocca cantieri del governo.

1) Le norme sono frammentate e poco chiare, di difficile applicazione.

2) Si sostituiscono le norme dell’ANAC con un regolamento generale da emanarsi in tre mesi, e se il governo non tiene i tempi cosa succede?

3) Con il Decreto il governo non rispetta gli impegni presi con l’Unione Europea per superare le procedure d’infrazione sugli appalti e i pagamenti dei debiti della P.A.

4) La riduzione a € 1.200.000 della soglia di appalto per la gara aperta crea complessità di una gestione trasparente e il criterio del massimo ribasso può andare a scapito della qualità dell’opera.

5) Si consente la procedura negoziata con soli 3 preventivi per appalti tra € 40.000 e 200.000, che può favorire offerte di comodo e abusi e manipolazioni.

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Elezioni europee e disabilità

di: Domenico Massano

In vista delle prossime elezioni europee, l’EDF (European Disability Forum) ha rivolto a tutti i candidati un appello strettamente correlato al “Manifesto sulle Elezioni Europee 2019 accessibili”: “Sei un candidato alle elezioni per il Parlamento europeo? Impegnati, firmando questo modulo, a promuovere e sostenere i diritti delle persone con disabilità”.

Diritti la cui piena esigibilità, in Italia e in Europa, pare ancora essere un miraggio, a partire dal diritto di votare proprio alle prossime elezioni europee, come evidenziato dal CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo), nel recente rapporto “La realtà del diritto di voto delle persone con disabilità alle Elezioni del Parlamento Europeo”: “In ciascuno dei 27 paesi dell'UE vi sono leggi o disposizioni organizzative che escludono alcuni elettori con disabilità dalla possibilità di partecipare alle elezioni del PE. […] Milioni di cittadini dell'UE non hanno la possibilità di votare a causa di disposizioni organizzative (ostacoli tecnici) che non tengono conto delle esigenze derivanti dalla loro disabilità”.

Gli impegni da sottoscrivere proposti dall’EDF riguardano, in particolare, cinque aspetti che dovrebbero essere largamente condivisibili:

  • Elezioni europee pienamente accessibili e inclusive, affinché alle persone con disabilità sia garantito il diritto di voto e di candidarsi alle elezioni.
  • Una strategia europea sulla disabilità 2020-2030 completa e ben finanziata, concepita per attuare e monitorare l'implementazione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità.
  • Finanziamenti UE per garantire pari opportunità e non discriminazione.
  • Un pilastro UE dei diritti sociali al fine di migliorare le condizioni di vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie all'interno della società.
  • Un'Europa dei diritti umani, adottando una legislazione globale contro la discriminazione a livello dell'UE.

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Conad compra Auchan e Simply

di: redazione

Il consorzio dei dettaglianti CONAD è diventato il primo gruppo in Italia di ipermercati, supermercati e negozi di vicinato, con il 19% del mercato, davanti a Coop, acquistando Auchan Rateil Italia, inclusi gli esercizi a marchio Simply. Caso in controtendenza rispetto a vendite degli ultimi tempi di prestigiosi marchi che un’azienda italiana inglobi un’azienda francese. E i dipendenti delle due aziende? Conad ha 3300 punti vendita e 53.000 lavoratori e Auchan 1600 e 18.000 dipendenti. Ci saranno esuberi o si manterranno i livelli di occupazione? Per ora ci sono solo rassicurazioni generiche, ma questo è uno snodo fondamentale dell’operazione.

Se si valutano i fatturati si nota che qualcosa sta cambiando nella grande distribuzione, dove sono ancora importanti gli spazi occupati da marchi stranieri, come Lidl. Stanno calando gli utili degli ipermercati, mentre aumentano i profitti dei discount, quindi il mercato mostra i primi cenni di saturazione. E si dice che potrebbe essere venduto il complesso di Esselunga, dopo la morte del patron Caprotti.

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I bandi per i Centri di Accoglienza

di: a cura delle rete associazionistica di Asti

esistono struttureIl 7 novembre 2018 sono state pubblicate le nuove Linee Guida riguardanti i bandi per i Centri di Accoglienza Straordinaria, che hanno suscitato diverse critiche. Si è rilevato, in particolare, come con le nuove Linee Guida non vengano solo dimezzate le ore di presenza degli operatori nei diversi centri (in alcuni casi senza copertura neppure sulle 24 ore), ma come siano tagliati tutti i servizi finalizzati all’integrazione, a cominciare dalla cancellazione delle ore d’insegnamento dell’Italiano, presupposto e precondizione di ogni percorso d’inclusione, di assistenza psicologica e dal quasi azzeramento delle ore dei mediatori culturali, degli assistenti sociali e di assistenza legale.

Anche sui servizi di assistenza sanitaria si denunciava la drastica riduzione delle prestazioni minime richieste (ad esempio l’assistenza infermieristica è stata eliminata nei centri che ospitano sino a 50 persone e ridotta del 75% in quelli più grandi), con, di fatto, il rischio di negare il diritto fondamentale alla salute e, contestualmente, rischi sanitari non rilevati potenzialmente pericolosi per tutti (richiedenti asilo e comunità ospitante).

Si evidenziavano, inoltre, le conseguenze di tali scelte per le Amministrazioni Comunali, soprattutto in relazione al prevedibile aumento dei costi in servizi sociali e sicurezza per le persone accolte nei C.A.S. senza alcun servizio per l’integrazione.

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Strategie di attacco

di: Federico Cafiero de Raho, Procuratore Nazionale Antimafia

Federico Cafiero de Raho, Procuratore Nazionale Antimafia, dopo la sparatoria in cui è rimasta gravemente ferita una bambina di quattro anni, ha detto, tra l’altro,  a Radio24:

“A Napoli è necessario passare a una strategia di attacco contro la camorra: Napoli ha bisogno di misure straordinarie. Se gli investimenti fossero adeguati, questi fatti non si verificherebbero. Sono cose che in uno Stato di diritto non possono succedere, lo Stato deve riappropriarsi del controllo del territorio. Napoli vive un fermento camorristico molto acceso, è in atto una riconfigurazione dei clan. Di fronte a una situazione di tale pericolosità, non è sufficiente solo l’intervento repressivo - fondamentale che si sta già attuando, come provano gli ultimi fermi – ma arriva sempre dopo. Gli arresti non inibiscono i boss. Occorre qualcosa di più. È necessario un intervento che non sia temporaneo e rispondente all’emergenza, ma si mantenga con costanza e frequenza. È necessario che la prevenzione si accompagni alla repressione: significa controlli a tappeto, per opporsi all’escalation. Di fronte a piazze di spaccio così diffuse, di fronte ad un’arroganza camorristica che si evidenzia con sentinelle e gruppi di soldati senza casco sui motorini nei quartieri da monitorare, è necessario qualcosa di più: passare da una strategia di contenimento ad una di vero e proprio attacco. Entrare nei quartieri dove si verificano agguati, stese, tentativi di omicidi in forze, con perquisizioni a blocchi, negli edifici. Interventi costanti e reiterati, per far capire che lo Stato c’è. E deve dimostrare di saper osservare la legge, garantendo la sicurezza.

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Impara l'arte con i maestri falegnami

di: Domenico Bussi

Un gruppo di appassionati, giovani e meno giovani, siano essi professionisti, esperti o dilettanti del settore legno, ha dato vita ad un’associazione denominata ARTI E MASTRI con sede in Azzano d’Asti, via Umberto I n°26, 14030 (AT), la cui costituzione per statuto è rigorosamente senza fini di lucro.
Coinvolgendo operatori o semplici appassionati di vari settori delle arti e dei mestieri, Arti e Mastri intende promuovere contatti tra persone, associazioni, enti, produttori ed operatori, proporre e consolidare iniziative culturali, diffondere e ampliare le nozioni professionali degli associati e le diverse forme d’arte e artigianato.
Al fine di sviluppare e ampliare le conoscenze delle lavorazioni artigianali nel loro complesso, l’associazione ritiene importante favorire scambi di esperienze, organizzare momenti di incontro, eventi sul territorio e occasioni di approfondimento della professione artigiana, organizzare sessioni formative di carattere teorico-pratico volte al miglioramento di abilità e competenze dei soci, anche mediante la stipula di accordi e convenzioni.

Arti eMastri si propone di produrre e diffondere materiale divulgativo e didattico, anche con l’ausilio di supporti informatici, elettronici, audio e video, allo scopo di sviluppare la cultura della lavorazione artigianale e del restauro, favorendo il recupero di tecniche, conoscenze, strumenti e modalità tipiche delle tradizioni locali.

Arti e Mastri assegna un interesse particolare alla diffusione della cultura del restauro ligneo, della lavorazione del legno e dei manufatti lignei, ponendosi come punto di riferimento per tutti quelli che la praticano in qualsiasi modo e forma, a livello sia dilettantistico sia professionale, in particolare tra i giovani.
L’associazione si propone anche di rendere possibile, nei limiti e nei modi previsti dalle leggi vigenti, un proficuo rapporto con le istituzioni scolastiche al fine di interessare gli studenti alla gestione e al recupero delle lavorazioni manuali.

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Non siamo scesi in piazza per i selfie

di: redazione

Discorso di Greta Thunberg a Palazzo Madama

Greta Thunberg, parlando al Senato, si è rivolta alle "persone importanti" che, in tutti i Paesi, non fanno abbastanza per cambiare le cose: "Milioni di studenti in tutto il mondo scioperano per il clima ma niente è cambiato e, se devo essere franca, non ci sono cambiamenti in vista. E allora perché le persone importanti si congratulano con noi? Siamo scesi in piazza non perché possiate farvi i selfie, ma perché agiate. Vogliamo rimpossessarci dei nostri sogni e delle nostre speranze". 

“Mi chiamo Greta Thunberg. Ho 16 anni. Vengo dalla Svezia. Nel 2030 compirò 26 anni. La mia sorellina Beata avrà 23 anni. Questo è un bel periodo, ci dicono. Quando hai tutta la tua vita davanti a te.
Ma non sono sicura che sarà così bello per noi. Ho avuto la fortuna di nascere in un tempo e in un luogo dove tutti ci dicono di sognare in grande, che possiamo diventare quello che vogliamo e vivere ovunque vorremo, che le persone come noi hanno tutto ciò di cui hanno bisogno e anche di più.
Cose che i nostri nonni non potevano nemmeno sognare.
Possiamo avere tutto quello che desideriamo, ma potremo non avere nulla. Perché probabilmente non avremo nemmeno un futuro.

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Le parole della Resistenza

di: Laurana Lajolo

Cosa insegna oggi la Resistenza? Quali valori trasmette ancora ai cittadini di oggi?

A questa domanda mi sono venute alla mente le parole della Resistenza che individuano quella fase storica fondante la nostra democrazia, che è sancita dalla Carta costituzionale antifascista, su cui hanno giurato anche quei Ministri che oggi non vogliono partecipare alla Festa della Liberazione.

● La prima parola è liberazione dalla guerra. I partigiani hanno combattuto per far finire tutte le guerre. E’ stata liberazione dalla dittatura fascista, dall’invasione nazista, dal razzismo, dalla discriminazione degli oppositori politici e dei “diversi”. L’art. 3 della Costituzione indica con precisione che siamo tutti uguali in quanto diversi, senza distinzione di sesso, religione e razza. Il 25 aprile è festa della pace e dell’uguaglianza.

● La Resistenza è stata scelta responsabile dei giovani di settant’anni fa, uomini e donne, che, seppure educati dal fascismo, hanno scelto di ribellarsi alla Repubblica sociale Italiana e all’esercito nazista, l’esercito più forte del mondo, e hanno vinto. Sono stati una minoranza i partigiani combattenti, ma, con l’aiuto della popolazione che ha fatto resistenza civile, hanno conquistato la libertà per tutti. Il 25 aprile è festa di libertà.

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Petizione per Napoli

di: Sandro Ruotolo

Sono Sandro Ruotolo, napoletano e giornalista, da anni metto insieme l’impegno professionale e quello civile. Con un gruppo di amici, abbiamo deciso di lanciare questa petizione, perché la nostra Napoli ci sta a cuore. Com’è possibile che 4 colpi di pistola sparati a scopo intimidatorio ad una saracinesca tre giorni fa, non abbiano suscitato reazioni nel nostro Governo? Silenzio totale.
Chiediamo di unirvi a noi nel firmare questa petizione www.change.org

e chiedere al Governo un piano concreto contro la camorra, la ‘ndrangheta e la mafia. Non possiamo far finta di nulla, perchè è sul silenzio che cresce la criminalità organizzata.

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Razzismo di stato

di: Domenico Massano

Il rifiuto

Bumikka Suhinthan, giovane ragazza di quindici anni con sindrome di Down, recentemente si è vista rifiutare il visto per trasferirsi in Nuova Zelanda. Secondo le autorità neozelandesi Bumikka non dimostrerebbe “uno standard accettabile di salute" e potrebbe "caricare di costi significativi" il sistema sanitario ed educativo del Paese. In due analoghi episodi, nel 2016 e nel 2008, ai tredicenni Peter (con autismo) e Lukas (con sindrome di Down), fu rifiutata la residenza, per le medesime ragioni, rispettivamente in Nuova Zelanda e nella “vicina” Australia. In tutti e tre i casi il visto era stato, invece, rilasciato a tutti gli altri membri della famiglia.

La discriminazione di Bumikka (così come in precedenza quelle di Peter e Lukas), mette in luce sia le molte facce del razzismo, sia l’illimitata violenza discriminatoria insita in ogni discorso in cui si riduce la persona a costo. Inoltre le ragioni del suo respingimento, ossia la pretesa necessità di difendere “prima” gli interessi dei bambini neozelandesi, richiamano, in un sinistro parallelismo, alcune delle giustificazioni adottate per i respingimenti e la chiusura dei porti del nostro paese, ossia la presunta necessità di difendere “prima” gli interessi degli italiani. 

Foucault

Per provare ad analizzare le possibili contiguità tra tali chiusure, potrebbe essere utile riprendere alcuni passaggi di Bisogna difendere la società, il corso tenuto al College de France nel 1976 da Michel Foucault, in cui si evidenziava come il razzismo sia “un modo per frammentare, istituire delle cesure all’interno di una popolazione perché si possa stabilire una relazione positiva del tipo: “più ucciderai, più farai morire o più lascerai morire, più, perciò stesso, tu vivrai. […] Questo meccanismo potrà funzionare proprio perché i nemici che si tratta di sopprimere non sono gli avversari, nel senso politico del termine, ma costituiscono i pericoli, esterni o interni, in rapporto alla popolazione e per la popolazione. […] Sia ben chiaro che quando parlo di messa a morte non intendo semplicemente l'uccisione diretta, ma anche tutto ciò che può essere morte indiretta: il fatto di esporre alla morte o di moltiplicare per certuni il rischio di morte, o più semplicemente la morte politica, l'espulsione, il rigetto”.

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Visibile invisibile, dal 27 al 31 marzo a Torino

di: Gustavo Zagrebelsky, costituzionalista e presidente Biennale Democrazia

Biennale Democrazia giunge nel 2019 alla sesta edizione e compie dieci anni.

Ha mosso i suoi primi passi nel 2009 con l’intenzione di coinvolgere i cittadini in un dibattito culturale approfondito, in stretta relazione con gli aspetti più rilevanti e problematici della convivenza civile. La convinzione era ed è che il confronto e lo scambio delle opinioni siano un prerequisito della società democratica. Fin da principio è stato chiaro che obiettivi di questa natura richiedevano il sostegno di tutta la città e il più alto grado di coinvolgimento della società civile, del mondo intellettuale e soprattutto delle istituzioni formative e delle nuove generazioni. L’interesse e l’accoglienza che la manifestazione ha ricevuto in questo decennio non erano immaginabili. Biennale Democrazia è riconosciuta oggi nel nostro Paese come uno dei luoghi più rilevanti della discussione pubblica.

In questi dieci anni il mondo è cambiato profondamente e il tema scelto per questa sesta edizione ne è un evidente riflesso. Quando Giovanni Sartori, nel 1997, annunciò la nascita dell’homo videns, internet muoveva i suoi primi passi, gli smartphone e i social network non esistevano. Oggi il flusso continuo di immagini e di dati, ricevuti e scambiati, è diventato il corredo delle nostre esistenze. Crediamo di essere finalmente approdati nel mondo-in-cui-tutto-è-visibile, ma questa cieca fiducia può essere ingannevole. Spesso vediamo, e non guardiamo. Le immagini del mondo giungono a noi in quantità mai prima sperimentata, generando emozioni intense,  ma fugaci, pronte a dissolversi in un istante. Che cosa abbiamo visto e che cosa è rimasto celato alla vista? Non sapremmo più dirlo.

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Voglio scendere! 20 marzo

di: cartolina di padre Marco Prastaro, Vescovo di Asti

Una cartolina è fatta di due parti. La foto davanti e poi lo scritto.

Mentre ascoltavo, la foto mi è venuta in mente Ho avuto la fortuna di vivere un certo numero di anni in Kenya sull’altipiano di Kirizia vicino all’equatore in mezzo a un popolo di pastori nomadi in un clima semiarido e nella notte del ’99 il nostro guardiano notturno che si chiamava Kasimoto Kiliparo… che aveva due caratteristiche: era simpaticissimo e aveva un sonno profondissimo… ed era il guardiano notturno.

Mi spiegò questo: “Vedi padre noi viviamo in questo clima secco e abbiamo le piccole piogge, quelle di novembre, qualcosina a Natale poi le grandi piogge ad aprile ad agosto c’è ancora qualcosa e le piogge le portano le stelle. E quando quella stella lì, e mi disse il nome incontra quella stella lì, quando loro si incontrano, allora portano la pioggia. Questa l’osservazione di un popolo che ha vissuto lì 400 anni.

Peccato che poi nel 2000 non ha piovuto per due anni e mezzo e gli anziani a dire “come mai le stelle non ci portano più la pioggia?”… E allora mi è venuto in mente delle tre nella parte davanti questo cielo stellato.

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La via della seta. Dalla Cina all'Italia

di: redazione

Belt and Road Initiative (Bri) è il programma cinese di investimenti infrastrutturali da mille miliardi di dollari tra Asia e Europa, nell’ambito dell’economia di globalizzazione.

La Nuova via della Seta prevede sei corridoi internazionali: 1) Pakistan, Bangladesh, 2) India e Myanmar, 3) Iran, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan e Uzbekistan, 4) Cambogia, Laos, Malesia, Thailandia, Myanmar e Vietnam, 5) Russia e Mongolia, 6) Europa.

Sono previste il miglioramento della viabilità via mare e via terra e infrastrutture tecnologiche per le comunicazioni.

Il ruolo dell'Italia
Nei giorni scorsi il governo italiano, proseguendo trattative iniziate con i presidenti del Consiglio Renzi e Gentiloni, ha annunciato che intende aderire al progetto cinese. Sarebbe il primo membro del G7 a schierarsi con Pechino. Nei prossimi giorni Xi Jinping sarà in visita a Roma e il governo potrebbe firmare un memorandum di intesa, cioè una lettera di intenti secondo il diritto europeo, senza l’impegno su 5G (controllo delle reti di telefonia mobile). Aderirebbe così al gruppo europeo formato da Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Slovenia. A questi tredici Paesi potrebbe presto aggiungersi il Lussemburgo.

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Ho respirato il futuro

di: Laurana Lajolo

Grande, bella, festosa manifestazione degli studenti, scesi in piazza anche ad Asti come in tutto il mondo per difendere il pianeta, rispondendo all’appello della ragazza svedese. Greta Thunberg, inizialmente da sola, si è rivolta ai potenti perché prendano drastici provvedimenti sul clima.

Non c’è più tempo ha ripetuto più volte anche nei congressi internazionali. Greta ora non è più sola ed è anche candidata al premio Nobel per la pace. Con il suo viso da personaggio delle fiabe, è riuscita a mobilitare milioni di giovani, che, spero, continuino a dare forza alla loro azione collettiva.

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Ayrton Senna 25. Mostra a Palazzo Mazzetti, Asti

di: redazione

Dal 29 marzo fino al 14 aprile c’è ad Asti, nei suggestivi spazi di Palazzo Mazzetti, la mostra “Ayrton Senna 25”. La mostra è curata dall'INSTITUTO AYRTON SENNA attraverso il suo rappresentante per l’Europa Claudio Giovannone e realizzata in collaborazione con la Fondazione Asti Musei e il Comune di Asti, per ricordare il grande campione brasiliano dopo 25 anni dalla sua scomparsa, tra sport e solidarietà. L'ingresso sarà gratuito.

“In qualità di Presidente dell’Instituto Ayrton Senna volevo ringraziare chi ha reso possibile la realizzazione di questa mostra— dichiara Viviane Senna, sorella del campione -, a partire da Claudio Giovannone, Padrino per l’Europa dell’Instituto e caro amico di famiglia, che ha reso possibile la realizzazione di questo splendido evento e che permette ai valori in cui Ayrton credeva di rivivere. L’Instituto si occupa di dare una possibilità di studio a tutti i ragazzi in difficoltà tramite vari programmi”. Anche se le attività dell’Instituto si svolgono prevalentemente in Brasile, per esso l’Italia ha una grande importanza. “Riceviamo, infatti, molte dimostrazioni di quanto l’affetto e il ricordo di Ayrton sia molto forte e questo ci riempie di gioia.”

L’Instituto Ayrton Senna è la più importante organizzazione privata a livello mondiale per l’assistenza all’infanzia, di cui è Presidente la sorella Viviane, e dal 1994 ad oggi ha fornito assistenza ad oltre 18 milioni di bambini in 1300 città del Brasile, con programmi di nutrizione, assistenza medica, studio, gioco e sport.

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Le iniziative "astigiane" per l'8 marzo

di: Assessorato Pari Opportunità – Comune di Asti

L’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Asti, in occasione della Festa della Donna promuove il seguente calendario di iniziative

  • 9 MARZO 2019 dalle ore 16:00 alle ore 18:00 centro città: MONUMENTALE DIMENTICANZA a cura del gruppo teatrale autogestito “LE ROSE DI MELPOMENE” in collaborazione con il Centro Studi Pensiero Femminile di Torino.

Teatro itinerante – Le statue di donne famose, astigiane e non, si presentano alla popolazione. L’intento è quello di mettere in luce donne illustri, attraverso una pièce teatrale che renda noti al pubblico i punti salienti della loro esperienza e delle loro vite. Il percorso si snoderà tra la Casa di Vittorio Alfieri, Corso Alfieri e Piazza San Secondo.

CENTRO ANTIVIOLENZA L’ORECCHIO DI  VENERE

  • 6 MARZO il Centro Antiviolenza sarà presente agli stati generali della Regione Piemonte.
  • 23 MARZO inaugurazione “Panchina Rossa” nel Comune di Montabone.

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Appello/invito ai giovani studenti di Asti e dell'Astigiano

di: redazione

Studenti in sciopero e in marcia per il clima: il 15 marzo manifestazioni in tutto il mondo. E ad Asti e nell'astigiano?...  

Greta Thunberg, la sedicenne svedese che ha parlato dal palco alla Cop24 e a Davos in difesa del clima, ha mosso le coscienze di centinaia di migliaia di studenti in tutto il mondo ed è nato un movimento che ha deciso di far sentire la propria voce: SchoolStrike4Climate

E per il 15 marzo il movimento globale studentesco ha lanciato la "chiamata" per manifestazioni di protesta in tutto il mondo, per chiedere azioni urgenti a difesa del clima. Hanno già aderito una quarantina di paesi, tra cui l'Italia.  

Greta Thunberg ha detto ai presidenti delle istituzioni europee e agli esperti: “Le persone ci dicono sempre che sperano tanto che i giovani riusciranno a salvare il mondo. Ma non possiamo, semplicemente perché non c’è abbastanza tempo per permetterci di crescere e prendere in mano la situazione. Sappiamo che molti politici non vogliono parlare con noi. Bene, nemmeno noi vogliamo parlare con loro. Ma chiediamo loro di parlare con gli scienziati e di ascoltarli, perché noi stiamo solo ripetendo quello che gli scienziati stanno dicendo da decenni. Non abbiamo altri manifesti da difendere, ascoltare la scienza è la nostra richiesta”.   

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La campagna di Save the children contro la discriminazione

di: redazione

Il 21 marzo si svolgerà la Giornata internazionale contro le discriminazioni organizzata da Save the Children www.savethechildren.it, che ha condotto un sondaggio su più di 2.000 studenti e studentesse di scuole secondarie di secondo grado in tutta Italia grazie al sostegno dell’Invalsi. Il 61% di questi ragazzi ha subìto direttamente situazioni di discriminazione dai propri coetanei. Tra questi, il 19% è stato emarginato ed escluso dal gruppo, mentre il 17% è stato vittima di dicerie, il 16% deriso e 1 su 10 ha subito furti, minacce o pestaggi. Tra chi ha subito discriminazioni, il 32% ha scelto di rivolgersi ai genitori, un altro 32% ha preferito parlarne agli amici, mentre un significativo 31% non si è rivolto a nessuno.

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La giovane svedese che difende il pianeta

di: redazione

Si chiama Greta Thunberg ed è una ragazza svedese di 15 anni che ha deciso di impegnarsi per difendere il nostro pianeta. La giovane, affetta da sindrome di Asperger, da tempo fa sciopero a scuola ogni venerdì per chiedere al governo svedese e agli altri stati di agire concretamente per arginare i cambiamenti climatici.

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