itenfrdeptrorues

Musei in appalto?

di: Beppe Rovera, consigliere comunale di Asti

Convenzione Comune di Asti – Fondazione Cassa di Risparmio per Asti Musei Fondazione

Può una città appaltare la cultura?

Asti lo fa, cedendo di fatto i suoi gioielli artistici e storici alla gestione “esterna” della Fondazione Cassa di risparmio.

Resta il sindaco a garantire, con una poltrona in Consiglio, una sbirciatina alle dinamiche di sviluppo e promozione sul suo territorio. C’era bisogno di riordinare un settore che, per carenza di personale e di risorse, non riusciva ad assicurare una coerente programmazione di aperture e attività nei luoghi di maggior richiamo e interesse turistico (neanche 7 mila euro i ricavi degli ingressi ai musei nell’ultimo anno).

Di qui l’idea di affidare all’esterno l’amministrazione della Domus romana, di Palazzo e di Casa Alfieri, della Cripta di Sant’Anastasio, della Torre troiana (e altri siti non appena saranno stati rimessi in ordine, a partire dal Michelerio con la sua bella chiesa del Gesù ) a chi già si occupa di Palazzo Mazzetti. Convenzione da metà ottobre, rinnovabile alla scadenza del quinquennio. Parola d’ordine: “mettere in rete”. Asso nella manica, un direttore/manager “del mestiere”, pescato tra un centinaio di concorrenti da una società specializzata nel “cacciare” talenti.

Il Comune, insomma, fa un passo indietro, rinuncia alle proprie spettanze e si affida “a chi è qualificato”, per dirla alla Rasero. Il quale, infatti, da sindaco è convinto della bontà della scelta. E a chi, dalla sua stessa sponda politica, lo sollecita a non dismettere del tutto il controllo pubblico su un ambito tanto importante come quello della cultura, replica serafico: ci sarò anche io, il sindaco, in Consiglio. Non ha dubbi: con Asti Musei Fondazione, così si chiamerà, tutto girerà al meglio: più iniziative, più coordinamento, più entrate.

Il sindaco assicura che dalla Regione l’assessora Parigi plaude e incoraggia a proseguire e allargare in una logica di sinergie e specializzazioni.

Ma, può una città appaltare la cultura? Può chi è stato eletto affinché gestisca le politiche cittadine, compresa quella culturale, delegare, sbarazzarsi della propria immobilità propositiva consegnando le chiavi a “chi la sa più lunga”? Magari un manager può essere utile, specie oggi che tutto è specializzazione. Ma il Comune la linea, la guida dovrebbe tenersela ben stretta, assicurarsi i necessari paletti e obiettivi per rispondere poi alla comunità tutta del proprio mandato elettorale. E per non trovarsi di fronte alla sorpresa magari di dover “ingoiare” poi scelte non condivise.

La cultura è settore delicato; e nel museo si entra come in cristalleria. È un niente mandare tutto in mille pezzi. 

 

Tags: pubblico, cultura, Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Maurizio Rasero sindaco, convenzione, Asti Musei Fondazione, appaltare, Comune di Asti, manager, privato, governare, consiglio comunale

 


© 2018-2019 ADL culture On-line

Autorizzazione del Tribunale di Asti n. 4/2018

logoADL
Associazione Davide Lajolo onlus - via Alta Luparia, 5 - 14040 Vinchio (AT) - P.IVA. 91006490055


Contattaci

 

adlculture.it rimane a disposizione dei titolari di copyright che non è riuscita a raggiungere.