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Lettera di un padre al figlio che si sposa

di: Marco Castaldo

In queste occasioni un padre dovrebbe saper dire qualcosa di saggio, ma, in questo periodo più che mai, l’unica cosa cui sono sicuro è che “so di non sapere”.
Quando ero adolescente immaginavo che un uomo di mezza età, con cinquant’anni sulle spalle, come me in questo momento, dovesse essere ponderato, saggio, fine conoscitore dell’animo umano. Adesso, che mi ritrovo con questa età, non mi vedo certamente così e, sinceramente, non è un pensiero edificante.

Ma tant’è… E allora l’unico consiglio saggio da parte mia, che peraltro non ho mai avuto una vita di coppia realmente compiuta, è quello di crescere, giorno dopo giorno, insieme alla tua sposa. Crescere significa abbandonare il proprio ego per comprendere, condividere, fondersi con quello della tua compagna di vita che dovrà fare la stessa cosa per potervi sentire davvero un “unicum” quasi indissolubile. Certo, ho detto quasi, perché ci sarà sempre una parte di te e una parte di lei che rimarranno per sempre spazi inesplorati ed inesplorabili, perché anche questo è un aspetto importante che ci rende unici ed imperscrutabili.
Per raggiungere questa meravigliosa complicità, questa fusione dell’anima, ancor prima di quella del cuore e della passione, occorre mettere alla base del rapporto la sincerità ad ogni costo perché devi sapere, figlio, che se tradisci, anche solo una volta, la fiducia della persona che ami, questa non crederà più in te e sarà davvero difficile recuperarla. Anche in quel caso, però, non mollare mai perché se ami davvero e se lei lo capisce e lo ricambia, nulla è perduto.
Ricorda, però, figlio mio, che la ricerca della perfezione è, spesso, foriera di grandi errori e, quindi, non ricercarla mai con spasmodico fervore, ma accarezzala e coltivala quotidianamente cercando di non cadere nella trappola di voler cambiare l’altrui persona, modellandola a tuo piacere. Non è una bambola e se cerchi di costruirle muri intorno, di mettere troppi paletti, non solo, lei cercherà di fuggire, ma tu eserciterai un diritto che non ci è concesso.
Vivi ogni giorno, come se fosse il primo e l’ultimo; il primo rappresenta l’ardore e l’impetuosità, mentre l’ultimo rappresenta la saggia e calma consapevolezza di un sentimento indissolubile.
Non lasciare mai che la tua rabbia o la tua vulnerabilità prendano il sopravvento e ti facciano dire cose di cui sicuramente poi ti pentirai; le cose non dette non sono sempre sbagliate, anzi, spesso è vero il contrario.
Non sono il tuo vero papà, ma tu mi hai scelto già tanto tempo fa ed io ero già pronto molto tempo prima. Abbiamo fatto molta strada insieme, in un percorso lungo e difficile, ma che ci ha resi migliori, malgrado i tanti errori commessi da entrambe le parti. Non sono certamente un padre che si ritiene capace di farlo, ma continuerò a dare il massimo per te, come tu farai lo stesso con le persone che incontrerai sulla tua strada e che amerai come tu sai fare, anche se qualche volta di troppo preferisci mascherare la tua sensibilità ed il tuo dolce animo.
Tante cose, troppe cose, vorrei ancora dirti, ma voglio lasciarti il piacere di questa bella giornata di festa con il pensiero che da sempre ho cercato di trasmetterti. Nella vita non conta ciò che hai, ma quello che sei e quello che gli altri ricorderanno di te. Ama la vita e tutto quello che lei saprà darti con l’entusiasmo del bambino che ogni giorno scopre il mondo.
Ti amo figlio mio e lo farò per sempre!

 

 

Tags: futuro, figlio, padre, amore, matrimonio, sposa, sposo, errori, strada, complicità, anima, cuore

 


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