itenfrdeptrorues

La musica di primavera

di: Marco Castaldo

Erano gli ultimi anni del '70, forse proprio il 1978. Io avevo 10 anni, mio cugino era un po' più grandicello. C'era l'abitudine, almeno nelle nostre famiglie di allora, che nei mesi della primavera avanzata, maggio-giugno, si facessero le gite fuori porta durante la settimana, saltando la scuola per un giorno. Era l'unica occasione che io ricordi che ci permetteva a noi bambini di saltare la scuola per un motivo che non fosse legato alla salute.

Mia mamma guidava una 500 primo modello, quelle azzurrine con il tettuccio in tela che si apriva e potevi metterti in piedi con l'aria nei capelli, ma quasi mai ti era permesso di farlo. Si partiva al mattino presto, mamma, la zia (sua sorella), io e mio cugino Piero, seduti sulla panchetta posteriore che sembrava così grande a quell'età.

Destinazione le Langhe, quel luogo che per noi cittadini era la via di mezzo tra il Piemonte e la Liguria, quella Liguria che rappresentava il mare e le vacanze estive che da lì a poche settimane sarebbero finalmente cominciate. Non c'era una meta prefissata, semplicemente si percorrevano le strade provinciali, godendo dei colori, delle luci e dai profumi di una campagna che stava raggiungendo il pieno rigoglio. Ogni tanto ci si fermava, si entrava in uno dei tanti commestibili di paese e si compravano i panini con la mortadella o il salame crudo. Bisognava tirare fino a mezzogiorno, quando ci si fermava in quella trattoria, sempre uguale, quella che ti propone le stesse pietanze da trent'anni, quella della signora Luisa e dei suoi tajarin coi funghi porcini, oppure si faceva la scorpacciata di asparagi a Castino in quel ristorante che adesso non ce lo possiamo più permettere…

Il pomeriggio diventava caldo, sonnacchioso e lento a causa dei postumi della mangiata. Durante tutta la gita, nelle soste all'ombra di un grande albero per fare il riposino e anche quando ci si fermava sul ciglio della strada in modo da poter "raccogliere" i primi frutti di qualche albero che sporgeva furtivamente verso la carreggiata, sempre la colonna sonora erano le musiche dell'orchestra Casadei. E c'era soprattutto il pezzo che tutti noi amavamo di più: "Ciao mare", quello che ci faceva già sentire in vacanza e che insieme alla voglia di mare e degli amici dell'estate ci faceva già sentire e percepire l'idea del tempo che passa veloce, troppo veloce, per portarci già verso la nostalgia della stagione che passerà in fretta, la stagione delle vacanze, ma anche quella della vita. La musica usciva da un registratore che consumava la bellezza di 12 grandi batterie a "torcia" per tutta la giornata e la cassetta che girava dentro era il frutto di qualche ora di lavoro che noi bambini tecnologici di allora tentavamo di fare per mezzo di registrazioni molto poco professionali dai mitici mangiadischi arancioni alle cassette da 120 minuti, quelle lunghe che potevano contenere tante canzoni! Ricordo che non c'erano cavi e la registrazione veniva effettuata spesso nella cucina di casa dove i rumori dei piatti e la voce della nonna rimanevano comunque impressi in quei nastri. Alcuni anni fa ne ho ascoltato uno e vi assicuro che è stato un tuffo al cuore!

Al di là dei ricordi personali che sono quelli sempre più vividi in noi, quegli anni rappresentavano davvero la primavera delle nostre esistenze, intesa come visione del futuro di una società che prevedeva la possibilità di accedere ad uno status di vita fatto di soddisfazioni, di serenità e di agio, ma rappresentava anche la capacità di poter godere dei piaceri semplici della vita e la musica di Raul Casadei è sempre stata la colonna sonora di quei sentimenti.

Tags: tradizioni popolari, territorio, musica italiana

 


© 2018-2021 ADL culture On-line

Autorizzazione del Tribunale di Asti n. 4/2018

logoADL
Associazione Davide Lajolo onlus - via Alta Luparia, 5 - 14040 Vinchio (AT) - P.IVA. 91006490055


Contattaci: redazione@adlculture.it

 

adlculture.it rimane a disposizione dei titolari di copyright che non è riuscita a raggiungere.