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Cura degli anziani

di: Forum disuguaglianze diversità, www.forumdisuguaglianze.org

Il Forum disuguaglianze diversità ha redatto una serie di proposte nell’ambito del “Piano nazionale di ripresa e resilienza”. Qui pubblichiamo un estratto delle proposte di cura per gli anziani non autosufficienti.

L’elaborazione della proposta è iniziata con l’individuazione dei problemi di fondo dell’assistenza agli anziani in Italia, sulla base delle ricerche e delle informazioni disponibili. Uno consiste nella frammentazione degli interventi pubblici, erogati da diversi soggetti non coordinati tra loro (Asl, Comuni, Inps). Si propone pertanto di unire i passaggi da svolgere per accedere all’insieme delle misure – ricomponendo così l’attuale caotica molteplicità di enti, sedi e percorsi differenti – e di far confluire le diverse prestazioni ricevute dalle persone in progetti personalizzati unitari. Le condizioni favorevoli a un simile cambiamento nell’organizzazione del welfare locale vengono create grazie a un processo analogo compiuto a livello istituzionale.

Si vuole, infatti, collocare in un sistema di governanceunitario le diverse linee di responsabilità, divise fra tre livelli di governo (Stato, Regioni, Comuni) e tre filiere (prestazioni monetarie, servizi sociali e servizi sociosanitari). Un altro problema risiede nel ricorso a modelli d’intervento solo in parte adeguati alle specificità della condizione di non autosufficienza.

La proposta lo affronta nell’ambito dei servizi domiciliari, il cui sviluppo è prioritario. Il più diffuso, l’assistenza domiciliare integrata (Adi), fornisce in prevalenza determinate prestazioni medico-infermieristiche per rispondere a singole patologie (paradigma delle cure clinico-sanitario). La riforma delineata, invece, assume il paradigma proprio della non autosufficienza, quello del care multidimensionale: si tratta di costruire progetti personalizzati che partano da uno sguardo globale sulla condizione dell’anziano, sui suoi molteplici fattori di fragilità, sul suo contesto di vita e di relazioni e che organizzino le risposte di conseguenza. In concreto, ciò significa offrire non solo gli interventi di natura medico-infermieristica ma anche quelli – oggi marginali – di aiuto nelle attività fondamentali della vita quotidiana, che la non autosufficienza impedisce all’anziano di compiere.

Allargare lo sguardo vuol dire anche, naturalmente, riconoscere le esigenze delle reti informali di supporto: si prevedono tanto la presenza di operatori che siano un punto di riferimento certo nel tempo per i soggetti coinvolti quanto azioni di affiancamento e sostegno dedicate a caregiver familiari e badanti.

L’ultima questione di fondo consiste nell’insufficiente finanziamento dei servizi alla persona, testimoniato dalla loro bassa dotazione. Il PNRR non permette di utilizzare la leva decisiva in proposito, ossia l’incremento della spesa corrente; tuttavia, quella disponibile in termini di risorse, gli investimenti una tantum, consente comunque di compiere alcune azioni significative. Si dispone, quindi, un investimento straordinario nella domiciliarità per accompagnarne la riforma complessiva e avviare l’ampliamento dell’offerta. La motivazione è duplice. Da una parte, non è possibile operare una profonda rivisitazione di servizi così sotto-finanziati, aumentandone le responsabilità, senza incrementarne i fondi. Dall’altra, le pressanti esigenze della popolazione interessata e l’attuale scarsità dell’offerta suggeriscono di non perdere altro tempo nel dare il via a un ampliamento quanto mai necessario.

La proposta include anche un investimento nella riqualificazione delle strutture residenziali, per assicurarne l’indispensabile ammodernamento. Quest’esigenza, nota da tempo, è stata confermata dalle vicende della pandemia. Basti pensare, ad esempio, che una maggior disponibilità di stanze singole – oggi in minoranza – avrebbe aiutato il contenimento dei contagi. In generale, è dimostrato che potenziare la dotazione infrastrutturale influisce positivamente sulla qualità della vita degli anziani ospiti.

Infine, il nostro documento suggerisce un’azione trasversale in merito al miglioramento delle politiche, il cui perseguimento richiede fonti conoscitive adeguate. Si stabilisce, dunque, l’attivazione di un sistema nazionale di monitoraggio dell’assistenza agli anziani, che oggi – a differenza della sanità – non esiste.


La versione completa della proposta, qui sintetizzata, è consultabile sul sito www.luoghicura.it.

Tags: anziani, disuguaglianze, Laboratorio città, servizio sanitario

 


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