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L’insegnamento di Nuto Revelli a cento anni dalla nascita

di: Beatrice Verri, direttore Fondazione Nuto Revelli

L’insegnamento di Nuto Revelli a cento anni dalla nascita. Le iniziative della Fondazione intitolata a suo nome.

Nuto Revelli è stato, con la sua opera e con la sua azione, una figura di grande rilievo nella storia nazionale: un “testimone del suo tempo”, in primo luogo - di quel tempo insieme terribile e fecondo che è stato il Novecento -, un protagonista delle battaglie per la giustizia e per la libertà, un ricercatore di memoria tra le pieghe di una società in trasformazione spesso drammatica.

Fa parte di quella generazione di scrittori (come Primo Levi e Mario Rigoni Stern) che giunsero alla scrittura non per sola vocazione interiore ma trascinati, per così dire, dalla Storia, per una sorta di dovere civile e morale: per “far sapere” affinché gli orrori di cui erano stati vittime e testimoni non si dovessero mai più ripetere. Il suo impegno permanente è stato quello di restituire voce a coloro che voce non hanno: ai soldati vittime delle guerre, ai montanari e contadini che di quelle guerre per primi le avevano pagate e che erano poi stati lasciati ai margini, a quanti senza nulla pretendere si sono sacrificati per il bene di tutti.

La Fondazione Nuto Revelli, che dal 2006 opera per la valorizzazione dell’archivio dello scrittore, ha presentato istanza al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali per la costituzione di un Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Nuto Revelli (1919-2019) con il fine di:

Valorizzare e promuovere il suo messaggio e la sua opera, permettendo alla sua voce di superare la barriera del suo secolo e di continuare a parlare soprattutto alle giovani generazioni (che «i giovani sapessero, capissero, aprissero gli occhi» era il suo impegno primario); e con la sua voce che possano rimanere vive le voci dei tanti suoi testimoni, i montanari-contadini del Mondo dei Vinti e le donne de L'anello forte;

➢ Aprire le porte dei suoi preziosi archivi, valutati di notevole interesse storico nazionale dalla Soprintendenza, in particolare: quello fotografico e quello sonoro, che dà voce alle ultime testimonianze di un mondo oggi scomparso. Potenziarne la consultazione, valorizzarli con l’apertura al più vasto pubblico di studiosi e di cittadini anche con l’organizzazione di eventi finalizzati al coinvolgimento e alla partecipazione ampia, soprattutto in ambito giovanile;

➢ Contribuire allo studio e all’approfondimento delle sue opere e nel contempo delinearne gli aspetti che con maggior rilevanza si proietteranno nel futuro;

➢ Promuovere una serie di iniziative a carattere divulgativo, formativo, scientifico e politico- culturale, che si realizzino in convegni, lezioni e dibattiti pubblici rivolti alla cittadinanza. Tali iniziative pubbliche hanno l’intento di offrire ai cittadini una serie di incontri aperti volti a superare gli intenti puramente celebrativi e commemorativi e che possano trasformarsi in una più ampia occasione di approfondimento e riflessione sui temi più studiati, più attuali e più sentiti affrontati da Nuto Revelli;

➢ Organizzare mostre fotografiche e documentali in grado di circolare sul territorio nazionale per illustrare l’ambiente della sua ricerca storica e etnografica, la sua attività di combattente per la libertà, di storico e memorialista, di raccoglitore di una memoria che dal suo radicamento nei luoghi della vita trae il proprio messaggio universale.

Approfondimenti

Fondazione Nuto Revelli  

 

 

Tags: Resistenza, contadini, Fondazione Nuto Revelli, scrittore, storia, Novecento, montanari, Nuto Revelli, valorizzazione, promozione, archivi

 


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