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La Befana: auspicio di un nuovo raccolto

di: Laurana Lajolo

Il termine Befana è una storpiatura di Epifania (render manifesto) ed è la festa cristiana celebrata dodici giorni dopo il Natale, ossia il 6 gennaio per le Chiese occidentali e orientali, che seguono il calendario gregoriano, e il 19 gennaio per le Chiese orientali, che seguono il calendario giuliano.  

La figura folcloristica è rappresentata come una donna vecchia e brutta, che indossa lunghe gonne rattoppate e porta sulla testa un fazzolettone di stoffa pesante (la pezzóla) e  sulle spalle ingobbite uno scialle di lana colorata. Vola su una scopa di saggina con sacchi di iuta a forma di calzettoni e premia con dolci i bambini buoni e i cattivi con il carbone, simbolo rituale dei falò. A ben pensarci una volta per una famiglia povera anche il carbone era un dono, serviva a scaldarsi nel cuore dell’inverno.

Il regime fascista, nel creare la sua mitologia di dittatura nazionale, assunse nel 1928 anche la tradizione della Befana e ne fece festa nazionale per i bambini poveri che non avevano ricevuto regali a Natale.

L’origine rituale e mitica e la tradizione cristiana

Ma la Befana cristiana viene da riti propiziatori pagani del V-VI secolo a.C., che segnavano i cicli stagionali dell'agricoltura, cioè il rinascere del raccolto dell’anno nuovo. E’ rappresentata nel culto misterico ellenistico del Mitraismo, che celebrava nelle caverne il dio Mitra, nello Zorastrismo, la religione più diffusa dell'Asia centrale basata sugli insegnamenti del profeta Zarathuštra (o Zoroastro) e anche in altri culti come quello celtico legati all'inverno boreale.

Questi riti furono assorbiti dai Romani per celebrare l'interregno temporale tra la fine dell'anno solare, cioè il solstizio invernale e la ricorrenza del Sol Invictus, anche questo di origine asiatica, che segnava il risveglio della terra, la rinascita della Madre Natura. Per i Romani nelle notti delle figure femminili volavano sui campi coltivati per propiziare la fertilità dei futuri raccolti e quindi la nostra  Befana "volante" viene da lì.

Alcuni studiosi identificano quella figura femminile con Diana, la dea lunare della caccia  e della vegetazione, altri la associano a una divinità minore chiamata Sàtia (dea della sazietà) oppure Abùndia (dea dell'abbondanza). Potrebbe anche riferirsi a un'antica festa romana, durante la quale ci si scambiavano regali, in onore di Giano il dio degli inizi materiali e immateriali, e di Strenia,  divinità di origine sabine simbolo del nuovo anno, di prosperità e buona fortuna. Alla dea, da cui deriva il termine "strenna", erano dedicati a Roma un altare  e un bosco sacro sulla Via Sacra.

La tradizione celtica del centro e nord Europa accomuna la Befana a Perchta, che significa La Splendente. Le parole peraht, berht e brecht significano, infatti, radioso, luminoso e/o bianco. Nelle antiche culture cacciatrici germaniche Perchta è anche chiamata la Signora delle Bestie, guardiana del mondo animale e della natura. In Scandinavia è chiamata Frigg, Holda in nord Europa, Bertha in Gran Bretagna, Berchta in Austria, Svizzera, Francia.  

La rappresentazione della vecchia è, dunque, simile in ogni paese ed è sempre la personificazione della natura 1, propiziatrice di fertilità, della rinascita del ciclo stagionale.

La diffusione del Cristianesimo nell’Impero romano condanna tutti i riti e le credenze pagane perché sataniche, ma la Befana ricompare nel Basso Medioevo, conservando la scadenza della dodicesima notte a concludere il Tempo liturgico natalizio, infatti l’Epifania, tutte le feste porta via.

La leggenda dei Re Magi e di Babbo Natale

babbo NataleUna leggenda religiosa racconta che i Re Magi in viaggio per Betlemme avessero chiesto ad una vecchia  perché lei andasse con loro a portare i doni al Salvatore. In un primo momento la vecchia rifiutò, ma poi, pentita, preparò un cestino di dolci e si mise in cerca dei Magi e del bambino Gesù, ma non li trovò è così bussò alle porte dei villaggi e consegnò i suoi dolci ai bambini.

Nella nostra tradizione la Befana richiama la tradizione religiosa di Santa Lucia e San Nicola che dispensavano doni ai bambini ben prima dell'affermazione di Babbo Natale, che oggi è celebrato e mercificato in Europa, America, Giappone ed in altre parti dell'Asia orientale. Babbo Natale deriva proprio da San Nicola, che con il suo vestito vescovile rosso ne suggerisce anche l’abbigliamento. 

San Nicola, divenuto protettore di Bari, era vescovo di Myra in Turchia nel IV sec., e si racconta che riportò in vita cinque fanciulli, rapiti ed uccisi da un oste, e che per questo era considerato il Protettore dei bimbi. L'appellativo Santa Claus deriva dal nome olandese di san Nicola Sinterklaas.San Nicola

Alcuni studiosi tendono, invece, a identificare babbo Natale nella figura del dio italico Saturno, patrono dell'agricoltura e dei defunti. Presso i Romani dal 17 al 23 dicembre, in concomitanza con il solstizio d'Inverno, si svolgeva la festività dei Saturnali con scambi  di doni, banchetti e feste per celebrare l'abbondanza dei raccolti.

L’immaginario continua

La Befana è dunque “benefica” con i bambini e il suo aspetto di vecchia è una raffigurazione simbolica dell'anno vecchio, che, una volta finito, si può bruciare, così come accadeva in molti paesi europei, perché i falò fertilizzano la terra e sono simbolo di energia.  

In alcune zone d'Italia si cantano anche serenate e stornelli della Befana. E anche Pascoli intitolò una sua poesia La befana.

freccia azzurraSulla vecchia del 6 dicembre il dotto fiorentino Domenico Maria Manni Nel XVIII secolo scrisse L'Istorica notizia delle origini e del significato delle Befane; nel 1549 lo scrittore Agnolo Firenzuola la citò nelle sue Rime, ma il libro molto noto è quello di Gianni Rodari La freccia azzurra, da cui fu tratto l’omonimo film d'animazione di Enzo D'Alò. E ora il titolo film nelle sale, con protagonista l’ironica e divertente Paola Cortellesi, riprende il primo verso della  filastrocca più note, con varianti regionali: La Befana vien di notte / con le scarpe tutte rotte / con le toppe alla sottana / viva viva la Befana!. La filastrocca è diventata anche il titolo del film con l’ironica Paola Cortellesi.

 

 

Tags: Epifania, figura folcloristica, Santa Lucia, San Nicola

 


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