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Il piano Marshall (1947)

di: Nota a cura di Laurana Lajolo

In questi giorni si parla molto di “fare un nuovo Piano Marshall” per affrontare la tragedia sanitaria e economica provocata dal coronavirus. Qual era il programma del Piano Marshall, che seguì la dichiarazione del Presidente americano Truman sulla dottrina del contenimento del comunismo? Come gli U.S.A. aiutarono l’Italia? Quali furono gli esiti economici e politici?

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harry truman1947: Dottrina Truman e Piano Marshall

Il 12 marzo 1947 dinanzi al congresso il presidente degli Stati Uniti Harry Truman enunciò la dottrina del contenimento contro i totalitarismi con aiuti a qualsiasi Paese minacciato, pensando alla “nemica” Unione Sovietica. La cosiddetta dottrina Truman diede inizio alla Guerra Fredda.

Il Piano Marshall per la ripresa europea (European Recovery Program - ERP) fu annunciato dal segretario di Stato statunitense George Marshall con un discorso il 5 giugno 1947 all'Università di Harvard, un piano politico-economico per la ricostruzione dell'Europa dopo la seconda guerra mondiale, con uno stanziamento di circa 13 miliardi di dollari.

European Recovery Program fece erogazioni ai Paesi europei dal 1948 al 1952. Nel 1946 erano già arrivati aiuti in Italia per la ricostruzione dall'United Nations Relief and Rehabilitation Administration (UNRRA), organizzazione internazionale con sede a Washington, istituita alla fine del 1943 per assistere economicamente e civilmente i Paesi gravemente danneggiati dalla seconda guerra mondiale, che fu sciolta nel 1947 quando entrò in funzione il Piano Marshall.

George Catlett MarshallGeorge Marshall, già Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, nel gennaio 1947 divenne Segretario di Stato e avviò le prime trattative per la costituzione dell’alleanza militare NATO, stipulata nel 1949 in contrapposizione con i Paesi dell’Europa dell’Est alleati dell’URSS, che segnò l’avvio della guerra fredda. Nel 1953 gli fu assegnato il premio Nobel per la pace.

 

 

 

 

 

Marshall 1La situazione politica e economica nell’Italia del dopoguerra

All’inizio di gennaio 1947, il Presidente del consiglio italiano, il democristiano Alcide De Gasperi, a capo del governo a cui partecipavano tutti i partiti antifascisti, fece un viaggio In USA per chiedere aiuti economici. In quel mese si verificò una scissione nel PSI e si costituì il Partito socialdemocratico, dichiaratamente anticomunista, con a capo Giuseppe Saragat. Nel maggio 1947 vennero esclusi dal governo il Partito comunista e Partito socialista. Nel luglio 1948 vi fu la scissione sindacale con la costituzione di CISL e poi di UIL.

Gli internati militari e i partigiani ebbero grandi difficoltà a trovare lavoro e il riconoscimento del loro operato durante la guerra.

Il crollo della struttura economica durante la guerra era stato completo in Italia come in tutta Europa. Le industrie faticavano a riprendere la produzione e gli agricoltori non riuscivano a vendere i prodotti. Scarseggiavano materie prime e combustibili. Molti avevano subito lutti e gravi danni, come la perdita della casa.

Rimasero in vigore le tessere annonarie (dette “tessere della fame”) istituite in tempo di guerra per i generi di prima necessità calmierati. Durante la guerra si diffuse la borsanera su molte merci a prezzi non controllati.

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Il disagio sociale era molto alto con scioperi e agitazioni. Nel 1947 l’inflazione in Italia era al 50%, il ministro Luigi Einaudi avviò una politica di difesa della lira. Gli industriali licenziarono e la CGIL indisse una lotta popolare contro il carovita con scioperi contro i licenziamenti e la disoccupazione.

Tra il 1944 e il 1946 il Ministro dell’agricoltura Fausto Gullo (Pci) fece la riforma agraria di suddivisione delle terre incolte tra i contadini, riforma interrotta nel 1948 dal successore Antonio Segni (Dc). I contadini manifestarono con l’occupazione delle terre.

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Dal 1947 il Ministro dell’Interno Mario Scelba fece reprimere gli scioperi dalle forze di polizia, che spararono anche sui manifestanti provocando anche dei morti tra gli operai.

                                

L’emigrazione

Marshall 7Il nostro Paese, dopo la seconda guerra mondiale, era ancora molto povero, e v fu immigrazione interna dal Veneto nel Nordovest e dal Sud verso gli Usa, come alla fine dell’Ottocento, ma soprattutto verso la Francia, la Germania, il Belgio e la Svizzera per fare i lavori più pesanti come quello in miniera.

Il 50% dei migranti entrava come clandestino, senza un lavoro, sfidando leggi e pregiudizi verso gli italiani e vivendo in baracche e alloggi malsani. Erano i giovani maschi che partivano e difficilmente potevano chiamare anche la famiglia.

 

 

 

 

 

Gli aiuti degli USA

All’Italia vennero erogati 10,9 milioni come aiuti e 0,7 milioni come prestiti, in tutto 11,7 milioni di dollari. In quattro anni Il piano Marshall destinò il 33% alle materie prime, il 29% agli alimentari e ai fertilizzanti, il 17% alle macchine e ai veicoli, 16%, al carburante, il 5% ad altri prodotti. Il flusso degli aiuti non mantenne le stesse proporzioni di beni per tutti i quattro anni.

 

Marshall 8Durante la prima parte del programma il 50% degli aiuti fu destinata ai generi alimentari e ai fertilizzanti, intervenendo sulle condizioni di grande miseria della popolazione. Furono prodotti beni aumentando la quota di reddito nazionale destinato agli investimenti, incentivando quelli privati attraverso la ripresa economica finanziata dagli aiuti americani.

 

 

 

Marshall 9In seguito furono privilegiati le materie prime e i semilavorati. Vennero incentivati gli investimenti nei settori industriali, importando macchinari, veicoli, ferro e acciaio, e i modelli organizzativi  del sistema capitalistico americano.

                                                                       

 

 

Lo stile di vita americano importato

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Insieme al programma economico, il Piano Marshall esportò il modo di vestire e di consumare (anche cibi e bevande) e altri aspetti della vita quotidiana, in una parola la mentalità americana che produsse grandi cambiamenti culturali e sociali in Italia.

Marshall 11Il cinema italiano interpretò i mutamenti del costume italiano, come il film “Un americano a Roma” con Alberto Sordi del 1954.

 

 

 

 

 

Consiglio d‘Europa e NATO

Gli scopi dell’ERP furono quattro:

● elevare il tenore di vita della popolazione europea, ● stabilizzare le condizioni finanziarie degli Stati, ● accrescere il commercio con l’estero, ● integrare le economie delle nazioni europee.

Nel 1949 fu costituito il Consiglio d’Europa, organizzazione politica europea e di cooperazione internazionale e si stipulò il Patto Atlantico NATO, organizzazione internazionale per la collaborazione nella difesa, sottoscritto a Washington dagli USA, Canada, Regno Unito, Francia, Norvegia, Repubblica Federale Tedesca, Italia e altri Paesi europei nella sfera di influenza USA, che misero a disposizione i loro territori per basi militari.

L’organizzazione militare della NATO gestì la guerra fredda contro il Patto di Varsavia dei paesi socialisti alleati all’URSS.

Marshall 12Le basi NATO

Tags: storia, economia, coronavirus

 


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