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C'era una volta la rivoluzione. La Comune di Parigi 18 marzo 1871

di: Laurana Lajolo

150 anni dopo la proclamazione de La Comune, l’insurrezione popolare del 1871, la sindaca di sinistra di Parigi Anne Hidalgo ha incaricato la Consigliere comunista Laurence Patrice di Parigi, vice sindaco di Parigi responsabile della memoria e del mondo della lotta, delegato nel 10° distretto per la cultura e il patrimonio delle celebrazioni dell’anniversario per ricordare i principi ispiratori e l’attualità delle conquiste sociali, suscitando l’opposizione della Destra, che considera La Comune una guerra civile.

Dopo la sconfitta e la cattura di Napoleone III, che nel luglio 1870 aveva dichiarato la guerra contro la Prussia, a Sedan il 2 settembre 1870 di quell’anno in Francia viene proclamata la III Repubblica. Fu Adolphe Thiers, con una lunga esperienza politica e ministeriale, a negoziare l'armistizio con la Prussia, firmato il 28 gennaio 1871 con condizioni molto pesanti. L'8 febbraio 1871 venne eletta l'Assemblea nazionale, che, riunita a Bordeaux, il 17 febbraio 1871 elesse Thiers capo dell'esecutivo, che firmò Il 10 magg il Trattato di Francoforte che imponeva la cessione di Alsazia e Lorena, la penalità di 5 miliardi di franchi oro e la permanenza in Francia di truppe di occupazione fino alla soluzione del debito di guerra. Thiers prese dure misure economiche e trasferì il Parlamento a Versailles.

Per le conseguenze della guerra e per i provvedimenti del governo autoritario il popolo di Parigi insorse il 18 marzo 1871 e Il 26 marzo fu eletto il governo cittadino ispirato agli ideali socialisti, detto La Comune e sul Municipio di Parigi sventolò la bandiera rossa. Ventitré anni dopo il Manifesto del partito comunista di Marx e Engels (1848) il popolo di Parigi sperimentò un modello di rivoluzione socialista, che influenzò la Rivoluzione d’ottobre e fu ripresa nel corso degli anni da movimenti libertari in diversi Paesi come esempi di autogestione.

La Comune prese alcuni provvedimenti rivoluzionari: abolì l'istituto parlamentare, trasformò l'esercito permanente in armata popolare, istituì l'istruzione laica e gratuita con la netta separazione tra Stato e Chiesa, rese elettivi i magistrati e i funzionari, stabilì le retribuzioni dei funzionari pubblici e dei membri del Consiglio della Comune pari a quella degli operai, epurò gli oppositori, uccidendo anche dei religiosi.

Il moto rivoluzionario de La Comune di Parigi fu caratterizzato dalla grande partecipazione di massa e dal solido spirito di mutua assistenza. Le donne del popolo uscirono dalla dimensione privata e parteciparono alla lotta per le strade, trasgredendo alle norme borghesi patriarcali. Fondarono l’Unione delle donne, un esempio ripreso in tempi successivi, e promossero la nascita delle Camere sindacali femminili. Fecero chiudere le case di tolleranza, ottennero la parità di salario con gli insegnanti maschi, e rivendicarono pari diritti nel matrimonio.

Il Governo Thiers, destituito dall’insurrezione, incaricò il generale Mac-Mahon di sedare la rivolta. Le strade di Parigi furono invase da duri combattimenti, culminati nella semaine sanglante (la settimana sanguinosa) (21 e il 28 maggio 1871). Quando le truppe governative furono alle porte di Parigi, anche le donne presero le armi e formarono un loro battaglione. In molte morirono sulle barricate. Dopo il bagno di sangue il giovane poeta Arthur Rimbaud definì Parigi una “città dolorosa, quasi morta”.

Il 31 agosto Adolphe Thiers fu eletto primo presidente della III Repubblica Francese, continuando la sua carriera politica. Dopo processi sommari, migliaia furono i condannati e i deportati in Nuova Caledonia, tra cui molte donne combattenti, migliaia riuscirono a fuggire all'estero.

La rivoluzionaria Louise Michel

arrestoJean Girardet L’arresto di Louise Michel

Louise Michel, poetessa e insegnante, fu tra i promotori della Comune. Si consegnò ai vincitori quando venne arrestata la madre al posto suo. Nel giudizio sommario fu accusata di volersi elevare al livello dell’uomo, di tentato colpo di stato e di istigazione alla guerra civile. Louise si dichiarò «sostenitrice assoluta della rivoluzione sociale” e chiese per sè la condanna a morte, affermando: «Se mi lascerete vivere, esorterò incessantemente alla vendetta». Fu deportata in una colonia penale del Pacifico, dove dal 1879 fu autorizzata a insegnare ai figli dei deportati, poi in una scuola femminile. Nella colonia fondò un giornale.

Nel 1880 ottenuta la grazia e ritornata in Francia, scrisse un libro La Comune (ora pubblicato a ed. Clichy). Diventò una militante del sindacalismo anarchico e organizzò alcune manifestazioni. Fu nuovamente arrestata e condannata e poi graziata qualche anno dopo.

Nel gennaio 1890 si trasferì a Londra per dirigere una scuola anarchica continuando anche l’attività giornalistica e saggistica. Ritornò in Francia nel 1904 ed entrò nella Loggia massonica «La Philosophie sociale» N. 3, della Grande Loggia simbolica scozzese, a cui erano ammesse le donne. Morì all’inizio del 1905.

Louise Michel divenne un’icona dei movimenti femministi del ‘900. Oggi porta il suo nome la nave finanziata dall’artista Banksy per soccorrere i migranti.

nave migranti

Tags: storia, politica, Francia

 


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