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Università degli Studi del Piemonte Orientale

MASTER UNIVERSITARIO DI I LIVELLO IN SVILUPPO LOCALE

TEORIE E METODI PER LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

A.A. 2016/2017


BROCHURE MASLXVI Pagina 1

 


 

Il “lifelong learning” dalla Strategia di Lisbona alle ricadute per il Sud-Est Piemonte

di: Luciano Pugliese

La globalizzazione è un “dato di fatto”: non si tratta di essere aprioristicamente o ideologicamente pro o contro tale processo, bensì di elaborare paradigmi, definizioni operative, modelli adeguati al mondo frammentario, fluttuante e incerto della società ipercomplessa, che consentano di mettere a punto e sperimentare strategie politiche di sviluppo necessariamente con una prospettiva globale e innovativa rispetto al passato, cioè strategie più idonee a governare tale processo; la stessa globalizzazione - non costituisce un momento di frattura (postmodernità) rispetto a quella che è stata definita “prima modernità”: al contrario, contiene e mantiene al suo interno tutte le contraddizioni tipiche della modernità, estendendole però su scala globale e radicalizzandone gli effetti.

Il saggio si propone di approfondire il tema del c.d. “Lifelong Learning” di derivazione Comunitaria sul territorio Area Vasta Sud-Est Piemonte, cercando di rispondere esaustivamente alla domanda: “Perché c’è bisogno di formazione professionale?”.

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“Una progettazione strategica di area vasta Alba, Alessandria e Asti: il welfare e le politiche sociali”

di: Bernardo Caccherano

In un contesto in continua trasformazione e nel quale le risorse disponibili risultano sempre più frammentate e limitate, si rende necessario, per dare risposte efficaci ed efficienti ai bisogni emergenti della popolazione e del territorio, rafforzare la dimensione comunitaria, utilizzare un approccio innovativo in un’ottica di sostenibilità e ripensare le governance territoriali.

A partire da tale presupposto, il lavoro intende dare un contributo, con un focus incentrato sul tema del welfare e delle politiche sociali, allo scopo di mettere in luce alcuni dati quantitativi relativi al territorio del quadrante sud-est del Piemonte. Passa a trattare, poi, i risultati emersi dall’indagine qualitativa effettuata attraverso il confronto con alcuni attori rilevanti del territorio, in modo da poter cogliere le relazioni attuali, le dinamiche in corso e gli sviluppi possibili, con particolare riguardo alle progettazioni in atto che possono essere considerate sperimentazioni innovative di welfare, utili basi di partenza per una progettazione strategica di area vasta in materia di welfare e politiche sociali.

Trova quindi spazio un’analisi che si propone di evidenziare, in modo sintetico, i risultati del lavoro di ricerca e di indagine compiuto, mettendo in luce ed in relazione tra di loro gli elementi di forza, gli elementi di debolezza, le opportunità e le minacce (analisi SWOT) rispetto al contesto esaminato, offrendo spunti di riflessione e delineando possibili sviluppi per una progettazione strategica di area vasta del quadrante sud est del Piemonte, in coerenza con gli auspici della Diocesi di Asti, della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e di Asti Studi Superiori.

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Il paesaggio come motore di sviluppo locale: analisi preliminare per il piano strategico Asti-Alessandria-Alba

di: Andrea Colombelli

La Convenzione Europea del Paesaggio definisce quest’ultimo come “[…] una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni” (Art. 1, comma a), evidenziando, per il suo riconoscimento, un approccio place-based, ovvero un approccio legato allo specifico rapporto tra esso e le comunità locali che lo vivono e lo plasmano.

La stessa Convenzione “[…] si applica a tutto il territorio e riguarda gli spazi naturali, rurali, urbani e periurbani. Essa comprende i paesaggi terrestri, le acque interne e marine. Concerne sia i paesaggi che possono essere considerati eccezionali, che i paesaggi della vita quotidiana e i paesaggi degradati” (Art. 2), sancendo per la prima volta, secondo un approccio olistico, che tutte le componenti di un territorio hanno un valore paesaggistico di cui si deve tenere conto, superando così il dualismo tra aree vincolate di pregio e aree non vincolate tipico della pianificazione paesaggistica italiana.

Infine, evidenziando un approccio proattivo e non di mera tutela, la Convenzione designa la pianificazione paesaggistica come quella disciplina che “indica le azioni fortemente lungimiranti, volte alla valorizzazione, al ripristino o alla creazione di paesaggi” (Art. 1, comma f).

I tre approcci metodologici appena evidenziati, ovvero un approccio place-based legato ad una comunità locale, un approccio olistico nei confronti delle tematiche trattabili e un approccio proattivo delle possibili strategie, pongono le basi teoriche necessarie a considerare il paesaggio come un potenziale motore di sviluppo locale, suggerendone quindi l’inserimento tra gli assi di intervento del Piano Strategico d’Area Vasta che, con il sostegno e il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, di Asti Studi Superiori, della Diocesi di Asti e del Master in Sviluppo Locale dell’Università del Piemonte Orientale, mira a rilanciare il Quadrante Sud-Est del Piemonte (QSE).

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Strategie comunicative e modalità applicative per la puntuale applicazione delle tariffe sui rifiuti

di: Pasquale Coluccio

Se nel 1800 l’idea di gestione dei rifiuti era sintetizzabile in “allontana e accumula fuori dalla città”, quasi due secoli dopo quel modello gestionale si è per così dire evoluto in “allontana, sotterra o brucia fuori dalla città”. Fortunatamente negli ultimi 20/30 anni, un nuovo paradigma nella gestione dei rifiuti si sta diffondendo e con esso la consapevolezza che i rifiuti da maledizione secolare si possono trasformare in risorsa. Oggi, nonostante questa consapevolezza sia in continua crescita, siamo ancora molto lontani da una situazione gestionale dei rifiuti ottimale: sintomatico di questo sono le percentuali di raccolta differenziata troppo basse in vaste zone della penisola (Nord 64,2%, Centro 48,6% e Sud 37,6%: dati Ispra 2017).

Altro elemento indicativo del fatto che la strada da percorrere è ancora lunga è il fatto che in Italia su un totale di 7.982 Comuni solo 268 Comuni hanno fatto la scelta di adottare la Strategia Rifiuti Zero quale obiettivo strategico in materia di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati.

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L’aerospazio nelle strategie regionali di specializzazione intelligente e la possibile cross-fertilization con altri settori

di: Enrico Elefantini

Il concetto teorico di “specializzazione intelligente” si è affermato a livello europeo verso la metà degli anni Duemila ed è stato successivamente declinato in appositi strumenti nazionali e regionali. L'Unione Europea, in vista del ciclo di programmazione 2014-2020, ha di fatto imposto alle entità regionali dei singoli stati membri di predisporre una politica per la ricerca e per l’innovazione mediante la redazione di una Strategia di Specializzazione Intelligente: la cosiddetta S3 (dall’inglese “Smart Specialization Strategy”).

A tal proposito diverse regioni italiane, nel dotarsi delle rispettive S3, hanno individuato l'aerospazio come una delle proprie aree di specializzazione intelligente ed in molti casi hanno tentato di dare vita a processi di cooperazione interregionale o transfrontaliera in ambito aerospaziale.

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Rafforzare l’identita’ del distretto paleontologico astigiano: lo sviluppo del marchio

di: Giampiero Ollino

Con la nascita del Distretto Paleontologico Astigiano, avvenuta nel 2017, un grosso passo in avanti è stato fatto per quanto riguarda la gestione e messa in rete di vari geositi presenti sul territorio. Sono state attivate sinergie importanti sia con le Istituzioni pubbliche locali, sia con enti e aziende private. Tali relazioni sono estremamente importanti per affrontare le sfide che attendono in futuro il Distretto.

Valorizzare dunque il territorio in cui sono compresi i geositi, oggetto solamente ad oggi di un turismo scientifico “di nicchia”, potrebbe portare ad un importante incremento del flusso turistico, soprattutto se verranno adottate azioni improntate a criteri di sostenibilità ambientale.

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Turismo e cultura nel Quadrante Sud-Est del Piemonte: tra logiche di campanile e aspirazioni di area vasta

di: Arianna Gandini

Ha suscitato un discreto clamore a livello locale l’annuncio, a fine estate, del matrimonio dell’ATL di Asti con l’ATL di Alba Bra Langhe Roero, nonostante il conclamato benestare della Regione Piemonte. Con minore enfasi e con maggiore aplomb istituzionale è stata invece accolta la notizia della fusione tra la Camera di Commercio di Asti e quella di Alessandria, operazione da lungi in cantiere e finalmente felicemente conclusa.

In effetti, anche l’unione tra le due agenzie locali di promozione turistica avrebbe potuto scivolare via come l’ennesimo di una lunga serie di iter procedurali imposti dalla riforma Madia, notoriamente fautrice di più o meno volontari accorpamenti amministrativi. Senonché Asti Turismo, l’ATL astigiana, era già da tempo “promessa” di Alexala, l’ATL della provincia di Alessandria, con la quale condivideva, e tuttora condivide, la comune appartenenza al Monferrato. Se è vero che non sempre i lunghi fidanzamenti sfociano nel matrimonio, è pur vero che, all’apparenza, i presupposti per un’unione felice tra Astigiano e Alessandrino c’erano tutti. Ma è altrettanto vero che questo rinforzato sodalizio tra Asti e Alba ha fatto pubblicamente venire al pettine alcuni nodi che da lungo tempo serpeggiano latenti nei rapporti tra i diversi ambiti del Piemonte sud-orientale e ha riacceso il dibattito sull’effettiva possibilità di attuare politiche “di area vasta” in campo turistico-culturale. Sussistono le condizioni e, soprattutto, la volontà di realizzare un progetto condiviso di promozione territoriale tra Alba, Asti e Alessandria?

Questo è anche l’interrogativo da cui ha preso le mosse la mia tesi di ricerca, che si è posta l’obiettivo di stabilire se i tempi e gli attori siano “maturi” per dialogare e attivare sinergie a scala sovralocale in un contesto che registra una costante crescita di visitatori, un tendenziale aumento degli addetti alla ristorazione e alla ricettività, nonché una rinnovata attenzione all’elemento culturale come significativa componente di un’offerta turistica integrata.

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