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La caduta del Ponte Morandi

di: Maria Augusta Mazzarolli, urbanista

Perché non ricostruire il Ponte Morandi, monumento dell’architettura?

Nel vedere crollare una campata del mitico ponte Morandi ho provato un sentimento di sbigottimento e di profonda amarezza: a cadere non era stato solo la campata di un ponte, con la terribile conseguenza di perdita di vite umane e trauma per una città, ma il venir meno di uno dei simboli dell’architettura moderna e dell’intelligenza italiana nel mondo.

Il crollo degli stralli del viadotto e l’afflosciarsi delle ali dell’enorme ed elegante gabbiano che sorreggeva miracolosamente le campate dell’infrastruttura stradale, è stato, per me, come assistere al crollo delle certezze, degli ideali che hanno accompagnato, in quasi cinquanta anni di attività, la mia vita, non solo professionale.

Ricordo ancora l’autentica gioia provata quando, sul finire degli anni ‘60 dello scorso secolo, durante una sorvolata in elicottero di New York, l’ingegnere americano che sedeva vicino a me, indicandomi il Ponte di Verrazzano disse: “..anche noi abbiamo il nostro Morandi”.

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