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Documento di orientamento strategico "Lucca dentro"

di: Marco Pesce

FORUM “CULTURE” – terzo incontro - Asti, 21.02.2014

Scheda 02 – Esempio di un piano strategico: analisi del Documento di orientamento strategico “Lucca Dentro”

a cura di Marco PESCE

Commissione Cultura Ordine degli Architetti, P.P.C. della Provincia di Asti

  1. Premessa

A seguito della prima edizione di A.S.T.I. FEST, l’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Asti ha pensato di organizzare alcuni cicli di convegni che vogliono essere occasioni di incontro, di indagine critica sulla città, momenti di vera e propria esplorazione collettiva della realtà urbana astigiana, con dibattiti e scambi di idee su tematiche inerenti l’architettura, l’urbanistica, il paesaggio, la cultura: A.S.T.I. FEST off.

Il primo ciclo di incontri avrà come titolo “Percorsi di rigenerazione urbana”: nel corso del secondo appuntamento, in data 20 marzo alle ore 20,45 presso l’ex sala consiliare in Piazza San Secondo, verrà illustrato dall’Amministrazione della città toscana il Piano “Lucca Dentro”.

La presente scheda è stata redatta quale (breve) sunto degli indirizzi del Documento di Orientamento Strategico che sta alla base del Piano e che ne ha guidato l’intera realizzazione: è un esempio di come un’Amministrazione abbia saputo condensare in un documento programmatico semplice e snello la visione del proprio futuro.

  1. I PIUSS

La Regione Toscana, nel campo della rigenerazione urbana, ha basato la programmazione regionale utilizzando i Fondi strutturali comunitari 2007-2013.

Sono stati individuati specifici strumenti (i Piani Integrati Urbano di Sviluppo Sostenibile – PIUSS) che hanno l’obiettivo “(…) di qualificare i sistemi urbani e metropolitani per favorire lo sviluppo sostenibile, l’attrattività e la competitività sui mercati internazionali”.

I PIUSS costituiscono un insieme coordinato di interventi, pubblici e privati, per la realizzazione – in un’ottica di SOSTENIBILITÀ – di obiettivi di sviluppo socio-economico, attraverso il miglioramento della qualità urbana e ambientale, e una razionale utilizzazione dello spazio urbano.

Si basano prevalentemente su interventi di recupero, riqualificazione, riconversione e valorizzazione del patrimonio urbano esistente.

  1. “Lucca Dentro”

Nasce come esperienza di orientamento e pianificazione del Centro Storico di Lucca e come strumento progettuale permanente per la città.

L’indirizzo del progetto è stato quello di programmare, guidare e collegare gli interventi sul patrimonio pubblico e privato, creando, con strategie di ampio respiro, le condizioni perché gli usi, gli strumenti e le funzioni risultino tra loro coerenti ed utili alla città.

Il Progetto ha l’obiettivo di valorizzare le prerogative e le risorse del patrimonio dell’area urbana interessata, creando allo stesso tempo le condizioni affinché tale attività si estenda a tutto il tessuto urbano e sub-urbano lucchese:

  • l’accessibilità (capacità di accoglienza, di accesso, di riappropriazione delle aree urbane)
  • la sostenibilità ambientale (esercizio del diritto alla qualità della vita)
  • la competitività territoriale (restituzione di attività e funzioni nel tessuto socio-economico di un’area della città che presenta caratteristiche per una riqualificazione; consapevolezza e rispetto dell’importanza del patrimonio architettonico interessato)
  • la rigenerazione urbana (promozione di un’intesa di operatività progettuale e di lavoro tra gli organi competenti e responsabili della tutela del patrimonio architettonico)
  1. Estratti dal Documento di Orientamento Strategico

Ho riportato di seguito in corsivo alcuni brani che ritengo esemplificativi del processo di analisi e di pianificazione effettuato, nonché di grande analogia con il caso astigiano: omettendo volutamente i riferimenti a Lucca, pare si parli di Asti…

  • occorre creare le condizioni per la continuazione della città (…) nella molteplice varietà dei suoi valori tradizionali e nella soddisfacente esplicitazione di quelli innovativi suggeriti dai criteri dello sviluppo sostenibile e di incremento della qualità della vita.

 

  • risultano evidenti fitti e numerosi gli insanabili episodi di forzatura e coercizione del tessuto, di effrazione della morfologia del paesaggio, di ablazione o di intollerabile contaminazione delle tipologie edilizie preesistenti e di obliterazione delle qualità ambientali del territorio, nonché di totale indifferenza alle tracce dell’acculturazione precedente. Vale perciò la pena assumere responsabile nozione di tali fenomeni a grande scala, valutarne l’esempio, indagare le ragioni e prendere atto delle loro conseguenze laddove in epoca attuale si offrono le occasioni ideali per risarcire antiche ferite e creare le opportunità di continuare forme e funzioni della città interrotta in un quadro di opere innovative e sostenibili. È necessario ritrovare nel contesto e nella nuova definizione degli spazi urbani, nelle opere di infrastrutturazione del territorio, di creazione di servizi, quel principio ordinativo di “luogo” che ha governato lo sviluppo del tessuto del territorio e della città fino all’epoca della ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale; estendere il concetto di “recupero” o di “rigenerazione” a fondamento sistematico di intervento e su questa scacchiera riordinare i “luoghi” della continuazione della città contemporanea.

Parlando del modello di approccio affinché la città continui nel futuro:

  • bisogna doverosamente valutare (…) se consistono i principi per istituire a metodo e far funzionare a sistema i nuovi modelli esemplari di sviluppo della città, per identificarne le facoltà e le misure di rigenerazione del “genius loci”, per fare della “sostenibilità” degli interventi non soltanto un’opzione ambiziosa di tendenze intellettualistiche ma uno strumento cosciente e permanente di progettualità dotato di discipline e di regole non ambigue e non manipolabili a seconda del prevalere di interessi estranei ai valori del territorio e della città.

 

  • operare su tessuti esistenti dentro e fuori delle mura urbane onde ricercare le condizioni per avviare la riproduzione di “contesti” urbanistici contemporanei, funzionanti in armonia con il progresso e con il diritto alla felicità della comunità: cellule di rigenerazione (…). È pertanto necessario che queste cellule possiedano eccezionale versatilità e capacità di coinvolgimento, di aggregazione, di compartecipazione, di trascinamento tra loro e nei confronti di parti della città e del territorio le quali possano concorrere ad istituire un nuovo ordine di ruoli, di funzioni, di servizi, di qualità ambientale, di impiego delle risorse, di convivenza sociale, e siano in grado di innescare percorsi politici virtuosi e generare orientamenti illuminati della proprietà privata e dell’imprenditoria attraverso i quali sia ristabilito l’equilibrio tra l’edificato e l’edificabile, tra il riuso e la nuova costruzione, (…) tra la conservazione delle antiche e nobili testimonianze e la loro costituzione in patrimonio culturale di tutti, fino a giungere a criteri di demolizione del costruito irrecuperabile, e senza possibilità di ragionevole reintegrazione all’uso.

Non si tratta quindi di un modello unico ed irreversibile da applicare schematicamente o secondo regole statistiche e algoritmi economico-finanziari ma di un nuovo modo di confrontare le esperienze del passato e le loro testimonianze fisiche, riconoscendone gli aspetti positivi ed esemplari, con una condizione del presente spesso estranea agli interessi e al beneficio della comunità e intollerabile per una civiltà che intenda proclamarsi evoluta.

  • di molti fenomeni (…) come certe interruzioni (…) procurate dal passaggio di infrastrutture, di servizi, dal degrado fisico di strutture e dall’abbandono di attività e di funzioni, dalla marginalizzazione di ambienti sociali ed etnici bisogna prendere coscienza progressivamente ed operare attraverso progetti specifici con il fine di rimuovere le radici, suturare le grandi cesure, bonificare i contorni, individuarne la capacità di creare nuovi paesaggi e di adunare nei luoghi nuovi significati e ragioni per lo sviluppo: del quale occorrerà dar conto e misura non tanto quantitativa quanto di miglioramento della qualità della vita per gli abitanti.
  • per ottenere l’avvio di efficaci processi di rigenerazione urbana non basta regolamentare gli episodi puntuali ma è necessario in primo luogo rigenerare il sistema complesso del tessuto di relazioni e di interdipendenze che faccia da scacchiere alla città del futuro, attraverso verifiche e mutamenti di scala continui per valutare nell’ambito territoriale la molteplicità delle criticità e delle problematiche che le esigenze di sviluppo implicano, per individuare e applicare le soluzioni offerte dagli strumenti più evoluti della scienza e della tecnologia contemporanea, per dimensionare ragionevolmente nel tempo e nello spazio quelle scelte che dirigeranno la crescita della comunità con nuove prospettive e nuove speranze di successo.

La mobilità e i trasporti, il rapporto tra luoghi di lavoro e la residenza, la salubrità dell’ambiente, la qualità delle relazioni sociali e i processi di integrazione per tutte le età, tutti i ceti, tutte le etnie, la fungibilità della rete dei servizi e delle attrezzature, il beneficio delle iniziative socio-culturali, ed altri bisogni fortemente strutturati nel vivere civile contemporaneo hanno spesso soluzioni che vanno oltre la dimensione del vicinato e si debbono prevedere ed organizzare a scala di area vasta.

Ecco che l’impianto di questi modelli, la creazione di questi contesti necessita di una mobilitazione progettuale continua che diventi anche motore permanente di corretta informazione e comunicazione, orecchio e cassa di risonanza della volontà dei cittadini, che ne raccolga i bisogni e che ne proponga le soluzioni, che ne adatti l’applicazione alle risorse e alle capacità d’investimento del pubblico e del privato, che ne sorvegli i ragionevoli adeguamenti e ne monitorizzi le possibilità di miglioramento e che sia sostenuta da un governo della città e del territorio consapevole della portata epocale delle scelte da compiere e della loro programmazione ed attuazione tempestiva.

Relativamente ai problemi della città attuale e agli scenari futuribili della città:

  • si può avviare un deciso processo di rigenerazione urbana all’interno delle mura, recuperando aree ed edifici. (…) Si tratta di edifici di riferimento, ordinatori di brani di tessuto urbano che spesso si collegano o dovrebbero essere collegati tra loro. È quindi giusto e possibile, rimanendo nell’ambito del Piano Strutturale, avviare l’opera di rigenerazione urbana, salvaguardando e valorizzando opportunamente non solo i rapporti storici per esempio tra edificato e verde, ma evidenziando ancora più significativamente la forma urbis, cioè il disegno della cerchia muraria che li contiene (…)
  • è accaduto e tuttora accade che in epoca contemporanea si sia andata disperdendo la facoltà di attuare e di riconoscere la forma “progressiva” della città, intendendo, con questa definizione, la sommatoria dei criteri e dei metodi di intervento, più o meno spontanei, che ha consentito la creazione (…) del fenomeno città, il contesto di cultura autorigeneratrice dell’equilibrio delle forme e dei codici di comportamento per la conservazione della qualità dell’immagine urbana. (…) la dispersione della “forma progressiva” è anche dispersione di cultura, involgarimento e banalizzazione degli interventi, casualità e disattenzione ai risultati, indifferenza e negazione del “genius loci” (…): pertanto la “forma urbis” e quindi anche l’immagine della città, che ne costituisce la figurazione visibile, non progredisce culturalmente ma subisce un’interruzione e comincia ad avvertire sensibilmente l’influenza di fenomeni spesso incalzanti ed inarrestabili. (…) il depauperamento ed il ricambio forzoso della popolazione residente ed attiva, la pressione operata sugli immobili dalla concentrazione in un’area molto ridotta degli interessi legati al commercio, lo sviluppo incontrollato della penetrazione e della sosta dei mezzi motorizzati, la mancanza di continuità di una politica progettuale, attendibile ed omogenea, di pubblici investimenti sui suoli integrativi e sostitutivi delle attività tradizionali del Centro Storico in via di deperimento (turismo, artigianato, commercio, cultura) hanno contribuito a smorzare e talora ad annichilire il clima di retaggio tra la città antica e quella contemporanea.

Riguardo ai lineamenti per la definizione della città di domani:

Cerchiamo di illustrare gli scenari possibili per CAMBIARE STILE, TENDENZE, COMPORTAMENTI: cioè lavorare con convinzione, continuità e professionalità intorno a sistemi e metodi di NUOVA COMUNICAZIONE e di NUOVA QUALITÁ D’INTERVENTO, costruendoli sui programmi, sui progetti, sui contenuti concepiti espressamente per rilanciare l’identità (…), per rigenerare, attraverso la CONDIVISIONE e la PARTECIPAZIONE, gli scenari urbani. Si tratta con ogni evidenza di un progetto articolato e complesso ma solo con un progetto complesso (…) si può invertire la tendenza, ed invertire la tendenza significa operare alcune coraggiose

SCELTE DI CAMPO:

(Lucca), che si proclama INDISPONIBILE

  • alle forti concentrazioni urbanistiche
  • agli usi impropri dei luoghi urbani e delle risorse ambientali
  • al turismo escursionistico
  • alle logiche corporative
  • all’omologazione a la livellamento culturale
  • ai progetti di mediocre qualità

(Lucca), che si proclama DISPONIBILE

  • alla cultura diffusa della progettualità
  • ai confronti permanenti costi/benefici
  • ai programmi di insediamento integrato tra le diverse attività
  • ai progetti di alta qualità urbana, attraverso

 

SCELTE OPERATIVE:

(Lucca), che si rende APPETIBILE

  • alle iniziative di livello europeo ed internazionale
  • all’insediamento di istituti e fondazioni internazionali di ricerca, di istruzione e di formazione superiore
  • al confronto tra diverse culture e tradizioni

(Lucca), che propone PROGETTI MIRATI E DEDICATI

  • alle iniziative culturali di grande respiro
  • alla sperimentazione e all’impiego delle innovazioni tecnologiche
  • alla tutela ambientale, alla sostenibilità degli interventi, alla utilizzazione delle risorse
  • al riordino strutturale ed infrastrutturale dell’intero territorio, dimensionato secondo due distinti strumenti
  • L’ANALISI DEL MARKETING URBANO
  • LE AZIONI DI RIGENERAZIONE RUBANA

A proposito del MARKETING URBANO:

  • và inteso come ANALISI DI SCENARIO sul campo a tutto raggio con particolari approfondimenti su CULTURA, TURISMO, SERVIZI. Contemporaneamente vengono svolti studi di fattibilità dei progetti di settore, producendo per ognuno di essi l’analisi costi-benefici.

Con l’obiettivo comune di aprire gli scenari di prospettiva del MARKETING URBANO, vari strumenti di assetto istituzionale, di indagine e di analisi possono essere messi in atto, quali:

  • PATTO PER LA CITTÁ
  • AGENZIA DI SVILUPPO
  • DEFINIZIONE DEL PRODOTTO
  • AZIONI FINANZIARIE
  • GESTIONE DEL PROGETTO

In particolare:

  • il PATTO PER LA CITTÁ è stipulato da tutti i soggetti che hanno funzioni di governo e/o imprenditoriali: Comune, Provincia, Regione, Associazioni di categoria, Sovrintendenze, Università, Sindacati. Il PATTO PER LA CITTÁ non è un tavolo di concertazione, né una conferenza dei servizi, ma un DOCUMENTO ATTUATIVO del progetto (…), promosso dal Sindaco, che integra gli assessorati alla cultura, al turismo, allo sviluppo economico, all’urbanistica.
  • L’organo operativo del PATTO sarà l’AGENZIA DI SVILUPPO E GESTIONE, che risponde direttamente al Sindaco.
  • La definizione del PRODOTTO LUCCA è anch’esso impegno dell’Agenzia. Unica condizione sarà la qualità: cultura di qualità, turismo di qualità, servizi di qualità.
  • Il progetto compiuto di MARKETING URBANO esprimerà il programma culturale (cultura prodotta, cultura accolta, cultura innovativa), il regolamento turistico (turismo culturale, turismo informato, turismo preparato) e la qualità dei servizi (infrastrutture, mobilità, ambiente, informazioni).
  • Con i dati che prefigurano l’aumento di valore della città l’Agenzia è in grado di lanciare la fase delle AZIONI FINANZIARIE, proponendo investimenti e partnership a scala mondiale.
  • L’Agenzia stessa sarà organo di supervisione e garanzia delle successive progettazioni, ne curerà la gestione: dei cantieri prima, della funzionalità e della manutenzione poi.

Tags: riqualificazione edifici

 


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