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Umbria Co-housing e welfare di prossimità

di: redazione

La Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia partecipa con un importo di 6 milioni di euro al Fondo Asci (Abitare sostenibile Centro Italia) con piani di investimenti a lungo termine al fine di ridurre il disagio abitativo dei soggetti svantaggiati e partecipare alla realizzazione di progetti urbanistici e architettonici che contribuiscono alla rigenerazione urbana.

E’ intervenuta nel progetto di riqualificazione della Manifattura tabacchi, dismessa decenni fa, che prevede il mantenimento della palazzina storica. Ingresso e una ciminiera e la costruzione di circa 200 appartamenti orientati all’inclusione sociale, che si chiameranno Le Corti Perugine. All’interno ci saranno negozi, supermercati, ampi spazi per la socialità e piazze pedonale e aree verdi. Gli appartamenti saranno a canone convenzionato a lungo termine con possibilità di acquisto.

La Fondazione intende anche potenziare le iniziative di social housing con servizi alla persona nell’ambito del Programma triennale per l’Innovazione sociale. Si prevede la figura del gestore sociale per co-progettare il tempo e ridurre le spese, ad es. condivisione di baby sitter e assistenti. Infatti sono previsti quattro appartamenti destinati a persone coinvolte in percorsi di Vita Indipendente e del Dopo di noi per il conseguimento di una vita autonoma, considerando che l’attenzione alla disabilità coinvolge, oltre all’assistenza, tutte le dimensioni della vita dal lavoro allo sport, dalla vita sociale e culturale a quella affettiva.

La Regione Friuli-Venezia-Giulia sperimenta la gestione di alloggi condivisi per persone non autosufficienti con il progetto Abitare possibile, in alternativa alle Rsa. E’ una soluzione abitativa integrata con i servizi socioassistenziali e sociosanitari territoriali. L’alloggio condiviso può essere la casa propria di un utente o un edificio del Comune o di un’associazione, per cui viene pagato un affitto e si riceve l’assistenza personalizzata h24. La Regione sostiene i progetti personalizzati attraverso i budget di salute e di rilevanza sociale con forme contributive su misura per i singoli bisogni.

Nel Veronese la Fondazione Pia Opera Ciccarelli fornisce a ultra65enni non autosufficienti e a persone fragili a 250 utenti 1000 ore di attività domiciliare con 400 pasti al giorno, 800 prelievi al mese e 23 fisioterapie settimanali in cinque residenze.  Il servizio è stato attivato tramite bandi comunali. Il personale addetto assiste gli utenti nel fare la spesa, nel cucinare, nelle pulizie e nelle attività sociali.

Esperienze analoghe sono in Lombardia, ove funzionano RSA con residenzialità aperta che mette a disposizione degli utenti educatori per la rieducazione intellettiva, il fisioterapista e prepara il care giver alle varie esigenze.

Tags: Laboratorio città, riqualificazione edifici, welfare, co-Housing

 


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